ott 14
l’assenza di differenze nello spirito e nella passione
Camminavo come tutte le mattine per il Porto Antico verso la cooperativa,e ho avuto una piacevole sorpresa, stavano allestendo una grande festa, ho scoperto dopo, che proprio quel giorno si sarebbe svolta la 3^ giornata nazionale degli sport paralimpici.
Non ho potuto non approfittare della situazione, felice che nella nostra città, avvenga una così bella iniziativa. Gli atleti disabili hanno invitato i ragazzi delle medie e superori a praticare insieme le discipline paralimpiche in un momento di integrazione, senza competizione. L’idea è stata quella di avvicinare i giovani alle discipline sportive e rappresentare, metaforicamente, l’assenza di differenze nello spirito e nella passione, tra gli atleti.
La giornata è stata organizzata dal Comitato italiano paralimpico e da Enel Cuore-Onlus per promuovere la pratica sportiva tra le persone disabili; al via, in Piazza Matteotti alle 8.30,erano presenti il testimonial Vittorio Podestà,campione olimpico a Pechino 2008, i calciatori del Genoa e il gruppo cabarettistico “Soggetti Smarriti”,che per tutta la giornata hanno intrattenuto il pubblico.
Ho passato una bellissima mattinata, visitando i vari stand, dove ho trovato con piacere, i giovani coinvolti a fare la fila per giocare a calcio con i non vedenti,a giocare a pallamano con i ragazzi dell’Unità Spinale di Pietra Ligure a parlare e fare le foto con Vittorio Podestà, presente con la sua handbike.
Neanche a dirlo mi ha fatto un enorme piacere conoscere Podestà di persona, lo avevo contattato solo per e-mail( link vai al testo dell’intervista dedicata a Vittorio Podestà ) per proporgli un’intervista ma, poter parlare con lui è stato veramente magnifico;sarei stata ore ad ascoltare quello che diceva, trasmette una tale forza e passione per quello che fa, che non si può rimanerne indifferenti; per lui è molto importante che tutti i ragazzi in generale pratichino dello sport, ma soprattutto è importante che lo esercitino i giovani che per infiniti motivi sono diventati disabili, “Ricordatevi che noi non siamo disabili, possiamo fare tutti gli sport che vogliamo” ha detto ad alcuni ragazzi paraplegici che erano presenti, ” non dico che sia facile, niente lo è,bisogna sbattersi ci vuole costanza, determinazione , e soprattutto non bisogna porsi dei limiti, gli obbiettivi si devono raggiungere superare e crearne sempre di nuovi.”
Sono rimasta affascinata nel vedere i non vedenti giocare a pallone con i ragazzi delle medie; l’approccio è stato graduale, prima gli anno fatto prendere dimestichezza con il pallone con i sonagli, e con i non vedenti,poi gli anno bendato gli occhi, e i non vedenti sono diventati le loro guide e i loro “allenatori”. Ti accorgi quanto sconcerto c’è nel fare le cose quotidiane, come per un ragazzo giocare a pallone e ritrovarsi a farlo da un momento all’altro senza usare la vista, ” Ma io cosi non vedo niente!”, “Ma così non vedo la palla”; in quel momento per loro è stata solo una sfida un gioco,mentre per i non vedenti è la quotidianità, sono però sicura, che un’esperienza del genere non può scivolarti a dosso e a quei ragazzi è rimasto dentro qualcosa. Ho riflettuto molto di quello che ho visto, bisogna lavorare parecchio sull’affermazione dei diritti dei disabili e soprattutto crescere insieme.
Nello sport queste iniziative devono essere sempre più appoggiate, condivise ed integrate con il resto della società.
Le differenze e l’integrazione tra le differenze sono una grande ricchezza per tutti, le barriere culturali sui diritti sono peggiori delle barriere architettoniche e le stesse Paraolimpiadi sono ancora troppo diverse dalle Olimpiadi.
Da recenti indagini ISTAT risulta che, ogni anno, si hanno 2000 disabili in più a causa di incidenti stradali, che circa 800.000 persone disabili, in età compresa tra i 6 e 40 anni, potrebbero praticare attività sportive con evidenti benefici psicologici, che 150.000 adolescenti disabili frequentano la scuola dell’obbligo e che, non ultimo, 42.000 sono i bambini disabili tra 0 e 5 anni.
Forse è meglio mettersi all’opera subito.
Di seguito le foto che ho scattato in quella giornata:

i ragazzi delle medie si stanno provando a giocare a pallamano con alcuni ragazzi delCentro Spinale di Pietra Ligure






