mar 25 2009
Andrea: dall’infortunio alla Tv, sulla disabilità
BRESCIA – Si chiama «disabilità futuribile». È la dimensione che può aiutare a
migliorare al qualità della vita delle persone diversamente abili. A presentarla
ieri, durante la seconda ed ultima giornata di «Di-sabilita» al Palabrescia è
stato Andrea Ben Leva ex vigile del fuoco, 34 anni, che ha subito un infortunio
sul lavoro, perdendo parte delle mani.
«Per due anni, dopo l´infortunio -, ha detto Andrea Ben Leva – ho avuto incubi.
Sentivo l´odore della gomma che stavo lavorando, sentivo i rumori metallici, le
grida intorno a me. Poi ho scoperto il recupero cognitivo, i test tecnici come
l´autoipnosi indotta, con cui ho rivissuto lo shock emotivo, che mi hanno
aiutato a rimuovere il trauma». Da 12 anni la sua Associazione Ben Leva mette in
campo nuove sfide per il mondo e di diversamente abili.
Tra le ultime novità, c´è la realizzazione, entro il 31 settembre di quest´anno,
di una tv in streaming dedicata interamente a questa realtà. Una mondo, quello
dei disabili, che ancora deve farsi conoscere alle persone, spesso purtroppo
ignorato. Da qui l´idea di creare una tv «ad hoc», dove vengono trasmessi
filmati, fotografie e diapositive con le esperienze personali direttamente
raccontate, e che permettano alle associazioni di farsi conoscere. Si tratta di
un progetto unico a livello nazionale, che partirà proprio da Brescia,
coinvolgendo tutte le associazioni di volontariato che vorrano parteciparvi. Per
farlo è possibile telefonare al 3343367633 o consultare il sito www.benleva.it.
L´associazione, in concordato con le realtà non profit della Provincia di
Brescia, realizzerà una pubblicazione che racchiude tutte le esperienze vissute
dai singoli disabili.
Alla disabilità nell´infanzia è stato invece dedicato il secondo intervento,
tenuto dal dottor Bruno Verri che è stato primario del reparto di patologia
terapia intensiva neonatale degli Ospedali Civili e per dodici anni presidente
dell´associazione «Nati per vivere». Il servizio si chiama «Intervento precoce
per bimbi con deficit visivo». È nato nel 2005, dopo che l´assistenza per i
bimbi da 0 a 3 anni affetti da queste patologie è stata sospesa da parte della
struttura pubblica. Da 8 piccoli pazienti seguiti all´inizio, ora si è passati a
21. «Un numero destinato a crescere purtroppo – ha detto il dottor Verri -,
perchè nascono sempre più bambini piccoli di 800, 900 grammi, con gradi di
immaturità biologica che portano a questo tipo di deficit».
Attraverso un corso di tecnica di riabilitazione precoce, che si tiene presso la
sede dell´Unione italiana ciechi di Brescia, le mamme vengono seguite da una
specialista. «Riteniamo che le autorità competenti debbano fare qualcosa – ha
proseguito Verri -. Procediamo soprattutto grazie ai contributi di privati,
spesso genitori e famigliari dei bimbi seguiti. Anche gli ultras del Brescia
curva sud ci hanno donato il ricavato di alcuni loro tornei estivi. I bambini
provengono tutti da comuni diversi, che non hanno mai, eccezione fatta per
Erbusco, ascoltato le esigenze dei loro genitori».











