lug 30 2009

Comunicare ai bambini nonvedenti: un opuscolo online

SuperAbile.it del 27-07-2009

Comunicare ai bambini non vedenti: on line un opuscolo

La pubblicazione è, una lista dettagliata di situazioni possibili, è scaricabile

dal sito dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti: il manuale di buone prassi si

rivolge a genitori, operatori e assistenti.

ROMA – Non avere fretta, entrare in sintonia, essere chiari, creare rituali: quattro capitoli, corredati da foto esemplificative e da utili consigli pratici, per costruire un impianto di comunicazione tra genitori e figli non vedenti. E’ l’opuscolo “La comunicazione con i bambini disabili visivi pluriminorati”, redatto e pubblicato nel 2002 da Marion Weisz, tradotto in italiano dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti, e che da oggi è on line sul sito della Uic.

“Quando non vi è un linguaggio in comune – si legge nella prefazione – la comunicazione è un viaggio senza mappa. Si impara strada facendo e voltandosi indietro si individuano i percorsi”. Nato nell’ambito di una conferenza-workshop della Commissione per i ciechi e gli ipovedenti con disabilità aggiuntive dell’Unione Europea dei ciechi sul tema della comunicazione, conferenza tenutasi nell’ottobre del 1999 ad Assisi, l’opuscolo è il contributo che si è voluto dare a questa particolare realtà familiare. In quell’occasione, infatti, i partecipanti, provenienti da diversi paesi europei e tutti più o meno coinvolti nelle problematiche riguardanti tali bambini (genitori, professionisti, operatori), hanno cercato “di fornire le informazioni e gli strumenti utili per cogliere gli aspetti comunicativi di diverse situazioni e di offrire spunti per intervenire su di esse in modo tale da generare occasioni di comunicazione”.

Una lista dettagliata di situazioni possibili, dal risveglio alla conoscenza di un vicino di casa, dalla pulizia personale al tempo libero, è il risultato di quell’incontro di competenze. Un esempio? “Non avere fretta, fai percepire la tua presenza gradualmente, abbi – si legge nel primo capitolo – un atteggiamento incoraggiante. La parola chiave per tutte le immagini di questo capitolo (e forse per tutte le immagini del libro) è `tempo’. Nella comunicazione con gli altri noi generalmente non ci soffermiamo ogni volta a chiederci se l’altra persona ha compreso veramente il messaggio. La comunicazione con bambini come quelli di cui si parla in questo libro è diversa. Per loro, il mondo che li circonda e le cose che vi accadono sono meno chiari di quanto non lo siano per noi”.

Sottoposto a una revisione critica da parte di un gruppo di genitori, l’opuscolo “non è la formula della felicità, ma suggerisce idee e comportamenti su come creare delle occasioni di comunicazione e iniziare insieme un percorso di contaminazione e conoscenza con i propri figli – dicono i genitori -. Aldilà della disabilità”. L’opuscolo è scaricabile in formato Word e Pdf.


lug 28 2009

Il cane cieco e il suo cane guida: Bonnie e Clyde commuovono tutti

Tag: News dal mondo, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 10:01 am

Un articolo publicato sul Il Corriere della Sera del 26-07-2009

Entrambi trovatelli, ora cercano casa: ma dovranno essere adottati insieme
Spopola sui media britannici la storia di due inseparabili border collie: lui non vede, la compagna lo aiuta

MILANO – Loro sono un duo fuori dal comune: nella contea inglese di Norfolk i tabloid britannici hanno scovato due border collie, dei quali uno è cieco e l’altro un cane guida per ciechi. Suona come una di quelle storie strappalacrime Disney raccontate da Hollywood: un cane cieco e il suo cane guida, Bonnie e Clyde, questi i loro nomi, aspettano in un canile inglese l’arrivo di un padroncino.

IL RITROVAMENTO – Gli inseparabili collie vagavano sotto la pioggia incessante nelle campagne inglesi fino a quando, nei pressi di una strada provinciale, sono stati catturati dai collaboratori di un centro soccorso animali, racconta il Daily Mail. All’inizio i volontari del canile non riuscivano a spiegarsi il motivo per cui uno dei due seguiva costantemente l’altro. Poi la scoperta: Bonnie è il cane guida di Clyde, rimasto cieco a causa di una malattia degenerativa. Quando Clyde si sente insicuro, comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, così che possa guidarlo», ha spiegato Cherie Cootes, una delle responsabili del canile “Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, alla Bbc -. Si fida completamente di lei». Per questo motivo bisogna trovare un’unica casa per questo inconsueto duo.

VITE INSEPARABILI – Clyde ha circa cinque anni, Bonnie due o tre. Entrambi hanno il pelo bianco e nero. E la loro storia ha fatto il giro del mondo. Da dove arrivino, non è ancora chiaro. Non avevano nessuna piastrina quando sono stati trovati. I due collie non possono vivere l’uno lontano dall’altro, ha sottolineato Cootes. «Se lei corre, tende a fermarsi, per essere sicura che lui sia con lei. Lo tiene perennemente sott’occhio. Quando stanno insieme nessuno si accorge che uno dei due non ha la vista. Quando non c’è la compagna, lui però non ha il coraggio di fare neanche un passo».

Elmar Burchia


lug 28 2009

Intervista a Enrica Papale

Tag: Esperienze, Intervistedaniela @ 9:18 am

“Perché fai quella faccia ?”

Questa è la domanda che mi fece A., ragazzo speciale con una caratteristica particolare, non vedente. Da quel momento in poi iniziai a riflettere sui diversi modi di vedere la realtà e pensai ad ogni punto di vista………….

Parlaci un po’ di te, come sei arrivata ad essere educatrice professionale e operatore pedagogico teatrale?

Mi chiamo Enrica Papale e ho 29 anni. Nel 2005 mi sono laureata in Scienze dell’ Educazione. Durante gli anni universitari ho fatto molte esperienze con i bambini lavorando per due associazioni culturali dove insegnavo attività motoria  e propedeutica della danza. Ora lavoro come supplente nelle scuole primarie e a volte, anche all’ interno della scuola, sperimento attività di laboratorio teatrale con i  bambini.

Danzo da quando avevo 8 anni, ho iniziato studiando danza classica, in seguito  mi sono avvicinata alla danza moderna e al modern Jazz.

Dopo l’università ho frequentato un corso biennale per operatore pedagogico teatrale; questa esperienza mi ha fatto comprendere come la danza nasca anche da un piccolo gesto, magari proprio da quelli quotidiani o più spontanei…e ho compreso anche quanto sia importante l’intenzionalità che si dà al gesto stesso, così mi sono avvicinata alla danza contemporanea e adesso studio sia danza classica sia danza contemporanea. Dopo il corso biennale è cambiato anche il mio modo di danzare e di concepire la danza. Ho sperimentato un percorso intenso sulla consapevolezza corporea, sulla relazione col sé e l’altro da sé, sulla fiducia, sulla creatività, sull’espressività e molto altro; tutto ciò mi ha portato a voler esprimere la fluidità e il “respiro” del corpo, riconoscendo l’importanza della tecnica nello studio della danza anche come mezzo per esprimere le proprie emozioni, prima invece pensavo che la tecnica fosse un limite, proiettando il corpo in schemi.

Cos’ è il modern jazz?

Il modern jazz è uno stile di danza che nasce come un’ esigenza di “spezzare le linee”, quelle della danza classica per intenderci. Per farti capire… ti posso dire come lo vivo o meglio vivevo io… I movimenti sono molto energici, a me piace molto perché è uno stile dove l’energia e la grinta devono uscire fuori più che mai.

Mi rendo conto che le mie tensioni muscolari sono notevolmente diminuite, l’avvicinarmi alla danza contemporanea ha contribuito a ritrovare l’armonia del movimento; probabilmente però se ricominciassi a studiare jazz il mio approccio con questo stile sarebbe diverso. Ora amo anche di più la danza classica perché trovo la morbidezza, l’ intenzionalità e l’emozione in ogni gesto, prima pensavo che lo stile classico non desse molto modo di esprimersi… invece devo ricredermi.

Come mai hai iniziato a lavorare con i ragazzi non vedenti ?

Mi è stato proposto di lavorare con i ragazzi non vedenti ed ipovedenti da una associazione di Genova. Ho iniziato così a lavorare con loro facendogli fare attività motoria, più precisamente ho condotto un lavoro sulla consapevolezza corporea. Continuando il corso di studi al teatro dell’ Ortica, ho iniziato a sperimentare con gli utenti quello che imparavo nei seminari e ho notato che “funzionava” bene. Dopo questa esperienza, a Gennaio del 2009 ho deciso di iniziare il laboratorio teatrale per ragazzi non vedenti ed ipovedenti. La metodologia si avvale degli strumenti teatrali per formare, curare e sviluppare la creatività di ciascuno. Solitamente inizio con un rilassamento profondo per arrivare ad una lenta presa di coscienza del sé e dello spazio circostante. Utilizzo oggetti mediatori ( palloncini, palline morbide…) per l’esplorazione del sé e dell’altro da sé; dal piccolo movimento inizia così il percorso di consapevolezza corporea fino ad arrivare ad un progressivo contatto con l’altro da sé e col gruppo. I temi principali sono: lo sviluppo della creatività, la conoscenza dello spazio, il lavoro sulla fiducia, sulla relazione ecc.. Il momento di esplorazione creativa con l’oggetto mediatore…diventa già teatro. Ogni incontro si conclude disponendosi in cerchio dove ci si confronta liberamente sulle proprie emozioni e sensazioni provate nel corso delle attività. Ogni incontro è monitorato e preparato ma si lascia, ovviamente, spazio a “come si sente” il gruppo in quella precisa giornata, quindi nel corso delle attività possono avvenire cambiamenti richiesti, direttamente o no, dal gruppo. Ti posso fare degli esempi per farti capire i risultati del lavoro: i ragazzi si sono resi conto di eseguire delle coreografie, hanno imparato a correre con maggior sicurezza…

Sinceramente i miei utenti non li vedo più “non vedenti”… devo pensarci…

e mi sento vista! Sembra assurdo ma è così…come quando ti senti dire “Perché fai quella faccia?”.

Da bambina avevo paura della disabilità…si ha paura di quel che non si conosce tutto qui.

Quali sono i problemi che incontri maggiormente e soprattutto come fai a risolverli ?

Con il tempo e la pazienza.

Devo stare molto attenta a quello che dico quando spiego gli esercizi affinché si capisca bene la mia consegna, questo mi aiuta a riflettere di più sul movimento. Se spiego esattamente quel che devono fare, rifletto costantemente anche io sulla qualità del movimento. Ho scoperto anche un altro modo per spiegargli al meglio come muoversi. Ad esempio gli faccio sentire i movimenti del mio corpo, spesso muovendomi unita a loro. il contatto è fondamentale.

Occorre stare attenti a come ci si pone agli utenti e al tipo di contatto. Bisogna cercar di essere delicati, rassicuranti ma anche decisi.

L’organizzazione non è sempre semplice, infatti non sono solo i partecipanti che vengono al laboratorio ma anche gli accompagnatori che, anche se contenti per il ragazzo/a, non possono avere il loro stesso entusiasmo in quanto non partecipano alle attività, inoltre, mettere d’accordo tutti non è facile. Teniamo presente che vengono accompagnate persone non vedenti ma adulte… l’età va dai 16 ai 34 anni.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho un po’ di progetti: innanzitutto continuare e sviluppare il laboratorio per i ragazzi non vedenti ed ipovedenti anche con alcune “novità” e ho intenzione di aprire corsi di sbarra a terra e di laboratorio teatrale per bambini…anzi per chi fosse interessato…li svolgerò dove svolgo anche il laboratorio con i non vedenti, presso “Il Melagrano – Centro comunicazione e linguaggio del corpo-” in Via della Libertà 10/A Genova, è la strada parallela a Piazza Paolo da Novi…è semplice arrivare!

Continuerò poi l’ aggiornamento partecipando a seminari e stage di danza e teatro e continuando a studiare danza quotidianamente; la formazione continua è fondamentale per questo tipo di lavoro.

Ti ringraziamo

Grazie a voi!

Dr.ssa Enrica Papale, educatrice, danzatrice con diverse esperienze di spettacoli di teatro e danza. Docente scuola primaria, attualmente conduce laboratori teatrali per giovani non vedenti ed ipovedenti.

INFO

Indirizzo e-mail enricapapale@yahoo.it

Per sapere i corsi in programma clicca qui

intervista realizzata da Daniela e Lucio


lug 24 2009

La Questura di Treviso “ha inventato” il 113 per i sordomuti

Press-IN anno I / n. 1786

Il Gazzettino del 23-07-2009

TREVISO. Come spesso avviene per le cose che danno qualità alla vita italiana, i poliziotti trevigiani hanno trovato il bandolo della matassa, rispondendo concretamente ad un sacrosanto diritto di chi non sente e non parla, grazie ad un’amicizia: quella di Fabio Povelato, responsabile della Sala operativa (il 113) della Questura con Carlo Righetto, giovane presidente della sezione provinciale dell’Ens – Onlus, l’ente nazionale sordi. Vicini di casa e amici dai 14 anni, il poliziotto Povelato non sapeva che Carlo Righetto era alla guida dell’associazione, ma ne conosceva i problemi. Parla, discuti, condividi i guai, alla fine è nata l’idea – vista anche la professione dell’amico in divisa – che poi piano piano, ha preso corpo, trovando nelle istituzioni la massima collaborazione e i mezzi tecnici idonei. Il 113 di Marca funziona così: un sms trasmette l’Sos, attraverso una linea telefonica dedicata, dal cellulare del sordo ad un computer ubicato nella Sala Operativa della Questura. Il messaggino viene scritto in “codice”: i 250 soci dell’Ens, che diventano 500 se si tiene conto della popolazione trevigiana con gli stessi problemi degli iscritti all’associazione, indicando un numero e una lettera, aggiungendo la via da dove si dà l’allarme, mobilitano le forze dell’ordine. Grazie al messaggino che giunge nella sala Operativa il poliziotto in servizio – 24 ore su 24 – capisce immediatamente da chi arriva l’Sos, da dove, ed il tipo di necessità e in che ambiente sta avvenendo l’emergenza. Perchè, è ovvio, il sordo non solo può subire un furto, un’aggressione, una rapina, un malore, ma può essere anche testimone di fatti di identica rilevanza medica, penale o sociale. E così con un codice numerico abbinato ad un codice alfabetico, aggiungendo l’indirizzo da cui parte il messaggino (anche il sordo va per strada e non è obbligatoriamente chiuso in casa H24), il poliziotto in servizio davanti allo schermo del pc in Questura sa come mobilitarsi. Facciamo un esempio: se nel messaggino è scritto via Roma 3 C, vuol dire che il sordo ha subito o è stato testimone in via Roma di una rapina a mano armata avvenuta al 2. piano. Se il messaggino recita: via Ravenna 27 D, l’agente in servizio sa che deve mandare in via Ravenna un’ambulanza con personale medico e paramedico specializzato e una Volante perchè il codice 27 indica una persona sotto attacco isterico e che il fatto sta avvenendo in un appartamento ubicato oltre il secondo piano per cui se sul posto andranno anche i vigili del fuoco non sarebbe male…
La Questura di Treviso e l’Ens, con il sostegno incondizionato del Questore dottor Carmine Damiano hanno dato alle stampe due guide per le persone sorde, di cui una tascabile, da portafoglio. C’è stato un grande momento di umanità, quando lo stesso Questore ha condiviso una pagina della sua vita personale: un suo carissimo zio era sordomuto… “in gambissima e riusciva a farsi capire benissimo” ha chiosato, sorridente.

Sergio Zanellato


lug 23 2009

Arriva Iphone 3G S accessibile ai nonvedenti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:11 am

Iphone 3G S e accessibilità: la vista.

Il rivoluzionario IPhone include anche un altrettanto rivoluzionario screen reader ed altre caratteristiche innovative per l’accessibilità che lo rendono più facile da usare per coloro che hanno problemi visivi.

VoiceOver.

Lo stesso screen reader divenuto popolare sul Mac è ora una caratteristica standard su IPhone 3G S, E’ il primo screen reader al mondo basato sui gesti e ti permette di godere del divertimento e e della semplicità di IPhone anche se non sei in grado di vedere lo schermo.

Ciò che rende davvero considerevole VoiceOver su Iphone è il fatto che tu puoi controllarlo con semplici gesti che ti permetteranno di interagire fisicamente con gli oggetti sullo schermo. E’ facile da imparare e divertente da usare. Invece di memorizare centinaia di comandi da tastiera, o infinite serie di pressioni sui tasti freccia per trovare ciò che stai cercando, con VoiceOver basta semplicemente toccare lo schermo per ascoltare una descrizione dell’oggetto che si trova sotto il tuo dito, quindi controllare il telefono con gesti delle dita come un doppio colpetto o il trascinamento o lo scorrimento.

VoiceOver ti fa provare un’esperienza diversa da qualunque altro screen reader tu abbia usato prima. Gli screen reader tradizionali descrivono singoli elementi sullo schermo, ma faticano a comunicare la loro collocazione o fornire informazioni circa gli oggetti limitrofi. Questa informazione contestuale è importantissima, ma, normalmente, è omessa dagli altri screen reader. Ad esempio, il classico modello “off-screen”, usato dagli screen reader tradizionali per rappresentare applicazioni e pagine web, elimina volutamente tutte le informazioni contestuali e descrive le pagine web come un elenco o un menu di oggetti. Ma con VoiceOver su IPhone sperimenterai qualcosa di completamente nuovo.

Poiché VoiceOver funziona con il touchscreen di Iphone, interagirai direttamente con gli oggetti sullo schermo e potrai comprendere con naturalezza la loro posizione ed il contesto circostante. Così, quando toccherai l’angolo in alto a sinistra dello schermo, sentirai cosa c’è nelll’angolo in alto a sinistra della pagina web e, trascinando il dito attraverso lo schermo, capirai cosa c’è nelle vicinanze, sperimentando così una sorprendente nuova percezione del contesto e del rapporto tra gli oggetti. Per molti, VoiceOver su Iphone fornirà, forse per la prima volta, la percezione di come le cose appaiano sullo schermo e non soltanto la descrizione di cosa esse siano.

Ascolterai la descrizione di ogni oggetto sullo schermo, comprese le informazioni di stato come il livello della batteria, il livello del segnale della rete Wi-Fi, l’operatore telefonico e l’ora del giorno. Ti informa anche quando lo schermo cambia l’orientamento di visualizzazione e se è bloccato o sbloccato.

La velocità del parlato è regolabile così potrai settarla in base alla tua capacità di ascolto. VoiceOver usa effetti sonori distinti per avvertirti quando un’applicazione si apre, quando lo schermo viene aggiornato, quando appare una finestra di dialogo, e così via. E quando VoiceOver inizia a parlare, il livello dei suoni o della musica sottostante viene automaticamente attenuato, “immergendosi” sotto la voce, in modo che tu possa ascoltare con chiarezza ciò che VoiceOver ti sta dicendo.

VoiceOver parla la tua lingua.

VoiceOver include al suo interno voci che parlano 21 lingue compreso Indonesiano Bahasa, Cinese (cantonese,Cina,Taiwan), inglese (americano, britannico e australiano), olandese, francese (Francia e Canada), finlandese, tedesco, italiano, greco, giapponese, koreano, norvegese, polacco, portoghese (Brasile e Portogallo), romeno, russo, polacco, spagnolo (Messico e Spagna), svedese, thailandese e turco. Per iniziare.

VoiceOver è già incluso in IPhone 3G S. Non c’è nulla di extra da comprare o installare. Tutto ciò di cui hai bisogno è l’IPhone, il sofware ITunes (versione 8.2 o successive) e un computer (Mac oppure PC). Puoi attivare il tuo IPhone e abilitare VoiceOver, senza l’assistenza di una persona vedente, attraverso ITunes (per farlo dovrai avere installato sul tuo computer uno screen reader venduto separatamente). Quando attivi IPhone attraverso ITunes, puoi anche abilitare VoiceOver sull’IPhone. Una persona vedente può anche abilitare VoiceOver per te direttamente sull’IPhone atttraverso il menu “Accessibilità” dell’applicazione “Impostazioni”.
Come funziona.

Una volta abilitato VoiceOver, userai un set diverso, ma comunque semplice, di gesti per controllare IPhone. Ad esempio, dando un colpetto ad un bottone non lo attiverai, ma ascolterai la sua descrizione. Per attivarlo usa un doppio colpetto. Un colpo più forte verso l’alto o il basso ti permetterà di regolare uno slider.

Quando un oggetto sullo schermo è selezionato, appare intorno ad esso un rettangolo nero chiamato “cursore VoiceOver”. Il rettangolo nero è visualizzato a beneficio degli utilizzatori vedenti con i quali potresti star condividendo le informazioni sul tuo telefono. Qualora preferissi la riservatezza, VoiceOver include una funzione di oscuramento dello schermo così che nessuno possa leggerne il contenuto a tua insaputa. In aggiunta ai gesti di tocco e trascinamento lungo lo schermo, puoi anche far scorrere il dito verso destra o verso sinistra per spostare il cursore VoiceOver esattamente sull’elemento precedente o successivo, non importa quanto grande o piccolo esso appaia sullo schermo. Attraverso lo scorrimento puoi avere un controllo preciso nell’ascolto di oggetti che sarebbero difficili da selezionare con il tocco del dito.

Immissione del testo.

Quando digiti del testo, ad esempio in un’email o in una nota, VoiceOver pronuncia ogni carattere della tastiera non appena lo tocchi e lo ripronuncia per conferma quando lo inserisci. Puoi anche settare VoiceOver affinché pronunci solo le parole complete, oppure entrambe le opzioni insieme. Mentre digiti, con uno scorrimento del dito verso l’alto o verso il basso puoi regolare il punto di inserimento spostando il cursore di una posizione verso sinistra o verso destra all’interno del testo. Così puoi editare una parola con la stessa facilità con cui scrivi una nuova parola.

Per aiutarti a scrivere più velocemente ed accuratamente, IPhone possiede la funzione di “word prediction” che ti suggerisce lo spelling corretto di una parola, nel caso tu la stia digitando erroneamente. Con la funzione “speak auto-text” abilitata, udirai un effetto sonoro e la parola suggerita verrà pronunciata automaticamente. Tu puoi semplicemente ignorarla e continuare a digitare, oppure toccare la barra spaziatrice in modo che IPhone scriva la parola per te.
Il Rotor.

VoiceOver contiene un innovativo controllo virtuale chiamato “rotor”. Per girare il rotor basta ruotare due dita sullo schermo come se stessi girando una manopola. Così facendo cambierai la modalità con la quale VoiceOver si sposta all’interno di un documento. Ad esempio, scorrendo il dito verso l’alto o verso il basso potrai muoverti in un testo da una parola all’altra. Girando il rotor, potrai selezionare la modalità “carattere” e, con lo stesso comando di scorrimento, potrai muoverti da un singolo carattere all’altro (ottimo quando stai verificando o editando un testo).

Puoi anche usare il rotor per navigare all’interno delle pagine web. Quando sei in una pagina web, il rotor contiene i nomi degli elementi comuni, come ad esempio titoli, link, campi di editazione, immagini ed altro. Seleziona attraverso il rotor tra quali di questi elementi vuoi navigare e scorrendo il dito verso l’alto o verso il basso passerai dall’uno all’altro saltando tutto ciò che c’è in mezzo.

Applicazioni.

VoiceOver funziona con tutte le applicazioni incluse all’interno di IPhone 3G S, come ad esempio telefono, IPod, ITunes, Mail, Safari e Mappe. Così puoi fare e ricevere chiamate, navigare su internet, scrivere email ai tuoi amici, controllare le tue azioni di borsa e le previsioni meteo e molto, molto altro.

Apple sta anche collaborando con gli sviluppatori di software per IPhone così che essi possano rendere le loro applicazioni compatibili con VoiceOver.

http://www.ilgerone.net/podcast/iphone/


lug 22 2009

Handicap, parte il Net Pet Therapy

Tag: Pet Therapy e cani guidadaniela @ 8:57 am

Press-IN anno I / n. 1711

Corriere delle Alpi del 16-07-2009

BELLUNO. Al via il nuovo progetto di “Net Pet Therapy” nell’Usl 1, vale a dire le strategie di terapia che vengono realizzate grazie all’ausilio di animali d’affezione, come possono essere i cani.
Parzialmente avviato due anni fa in collaborazione con l’azienda ospedaliera di Padova in qualità di capofila, il progetto (9265 euro di cui 8000 a carico di Venezia) quest’anno ha trovato ampio appoggio dalla Regione che ne ha deliberato l’avvio. L’Usl 1 si è quindi mossa per tempo, presentando tre tipologie di intervento. Il primo è indirizzato agli ospiti del centro diurno di Cusighe, il secondo si rivolge ai bambini con handicap di elementari e medie delle scuole di Belluno, mentre il terzo interessa i bimbi delle elementari residenti nel Cadore.
«Si tratta di strategie innovative», precisa Rossella Di Marzo, responsabile del distretto del Cadore e dell’area disabili dell’Usl 1, «che per la prima volta coinvolgono dei bambini. A Cusighe è già operativo il piano attraverso un istruttore cinofilo che svilupperà il rapporto con i cani. Lo stesso opererà anche con le scuole di Belluno e in Cadore. In Cadore, il progetto, che partirà il 23 luglio e avrà carattere sperimentale, si svolgerà in una fattoria che metterà a disposizione una stalla con degli asini».
Tutti questi interventi saranno supportati anche da un’educatrice professionale e da una psicopedagogista. «E’ un lavoro di squadra che mira a creare delle relazioni tra operatore e utente, tramite il contatto fisico con l’animale», dice Di Marzo, «attraverso gesti semplici, come offrire del cibo o accarezzarlo. Ci sono modi per attuare queste azioni che sembrano banali, ma che portano a un rapporto particolare che sviluppa le capacità del bimbo. Visto che si tratta di minori, logicamente, sono coinvolte anche le famiglie».


lug 21 2009

Abissi senza segreti per i nonvedenti

Tag: Esperienze, Sportpatrizia @ 10:22 am

Il Cittadino del 20-07-2009

Abissi senza segreti per i non vedenti.

Gli specialisti della scuola hanno realizzato l´unico impianto del genere esistente in Italia. Abissi senza segreti per i non vedenti. All´Asinara il percorso realizzato dai subacquei laudensi.

ASINARA – Grazie alla Scuola subacquea laudense il parco nazionale dell´Asinara può vantare il primo percorso sottomarino per non vedenti d´Italia. I lavori di costruzione del tracciato sono stati eseguiti dal 10 al 21 giugno nella splendida cala dei Detenuti, da un team della scuola di quattro operatori in immersione capeggiati da Alfonso Gangemi, responsabile tecnico e coordinatore di superficie. Il principio è paragonabile alle strisce gommate in rilievo in ogni stazione ferroviaria, che consentono l´orientamento dei non vedenti: ma in questo caso, il circuito è 8 metri sotto il livello dell´acqua, nelle meraviglie del blu. Al posto dei sentieri di gomma, una cavo di 15 mm di diametro, posizionato a un metro e mezzo dal fondo appuntito dell´isola sarda, guida i disabili nell´esplorazione in assoluta sicurezza. Lungo il cavo, annodate funi verticali per riemergere in tutta velocità. Il merito della Subacquea laudense è duplice: oltre ad aver posizionato l´install azione per conto della Hsa Italia (didattica per le attività subacquee disabili), «la scuola ha finanziato personalmente il preliminare studio di fattibilità, la scorsa estate» spiega con orgoglio Gangemi. Studio di fattibilità che ha portato la scuola di Lodi ha “brevettare” il progetto dell´Asinara «i cui standard diventeranno il punto di riferimento per simili interventi in altre baie d´Italia» afferma Gangemi.L´immersione prevede che il non vedente si cali in acqua sempre assistito da due scout, o guide, la cui attività è di semplice supervisione: tranne in caso di emergenza, il disabile ha piena libertà d´azione. Lungo il circuito sono collocati oggetti segnalati da pilastrini, alla cui sommità è posta una tabella braille che precisa specie e caratteristiche del reperto sul fondo. Non solo, è possibile modificare gli oggetti dislocati lungo le derivazioni verticali, come anfore e reperti archeologici, per stimolare nuovi approcci cognitivi nel disabile. Il percorso implementa un´attività cerebrale chiamata surriscaldamento del senso: se la corteccia riceve una percezione sensoriale molto intensa, ricostruisce artificialmente le altre percezioni complementari: il tatto sono gli occhi di chi non vede. «Seguendo la fune, si possono toccare con delicatezza stelle marine, nacchere, conchiglie, piante marine, ricci. Siamo rimasti stupiti dalle capacità dei non vedenti: descrivevano alla perfezione quanto avevano accarezzato – spiega Gangemi -, l´abitudine a muoversi in acqua porta chi è affetto da cecità a incrementare sensibilmente il grado di autonomia fuori dall´acqua».


lug 16 2009

Vengo anch’io

Tag: Eventi, News dal mondo, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 11:59 am

logo della compagnia aerea Airways

logo della compagnia aerea Airways

La necessità di creare un servizio aereo per animali nasce da un’emergenza reale: un’associazione no profit di San Francisco, che si occupa di cani e gatti, ha dichiarato che nel 2008 sono stati circa 5 mila gli animali rimasti uccisi e gravemente feriti durante il viaggio nei vani cargo. E’ aumentato il numero delle richieste di risarcimento da parte dei padroni delle bestiole contro le compagnie aeree che, per tutelarsi, hanno preferito negare il trasporto di animali.
Effettuerà così il suo primo volo il 14 luglio da Telerboro, un piccolo aeroporto che si trova fuori New York, e farà tappa a Washington, Chicago, Denver e Los Angeles. Si tratta della Pet Airways, la prima linea aerea per gli animali domestici.
L’iter è semplice: il piccolo animale viene prima lasciato in una sala d’attesa dell’aeropoerto, appositamente dotata di ogni confort, dopodiché viene trasportato all’interno dell’aereo. All’atterraggio, l’amico a quattro zampe aspetterà di essere prelevato dal proprio padrone nella sala d’attesa dell’aeroporto d’arrivo.
Il costo ammonta a 149 dollari (solo andata). Ciascun aereo “Beechcraft 1900″ ha, al posto dei normali sedili passeggero, comode gabbiette per un totale di 19 postazioni. Sui voli di Pet Airways la luce è sempre accesa, ai passeggeri viene servito cibo e acqua e gli assistenti di volo controllano il loro benessere ogni quarto d’ora. Gli animali escono periodicamente dalle gabbiette per urinare. I padroni potranno controllare lo stato del volo on line.

per ulteriori approfondimenti vai al link :  http://www.petairways.com/


lug 14 2009

Vita da cane guida!

Tag: Pet Therapy e cani guidadaniela @ 10:17 am
Un cane guida addestrato presso la scuola della Regione Toscana di Scandicci (Firenze)

Un cane guida addestrato presso la scuola della Regione Toscana di Scandicci (Firenze)

Abbiamo raccontato nei giorni scorsi la spiacevole vicenda di cui è stata protagonista a Mira (Venezia) Graziella Zuccarato, presidente dell’UIC di Venezia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che si è vista chiedere di uscire da una gelateria per la presenza del suo cane guida( collegamento all’articolo) .

Ma altrettanto significativa (sull’ampiezza del problema e sul fatto che esso siaancora tutt’altro che  risolto), ci sembra la seguente lettera aperta inviata all’assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Alfonsina De Felice  da parte di Salvatore Petrucci , presidente provinciale e vicepresidente nazionale dell’UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), il quale, scrivendoci, dichiara anche di «non poter pensare di uscire di casa ogni mattina ed essere sempre pronto a denunciare tutti! Eppure è proprio quello che inizierò a fare sin dal prossimo rifuto». Ben volentieri, dunque, ne pubblichiamo la testimonianza.

«Gentile Assessora, l’ho  ascoltata con piacere al convegno organizzato dall’UIC di Napoli sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità  e ho subito raccolto prontamente l’invito di segnalare le difficoltà inerenti alla propria condizione di disabilità sul suo blog.
Mi chiamo Salvatore Petrucci, attualmente vivo a Marano di Napoli, ma da settembre abiterò nel quartiere di Capodimonte. Sono un non vesente totale e da circa due mesi mi sposto con il cane guida che ho avuto in affido dalla Scuola per Cani Guida per Ciechi di Scandicci della Regione Toscana. Precisamente mi è stato assegnato un bel labrador, di nome Ares, dopo che avevo seguito un corso di formazione di orientamento e mobilità e successivamente un ulteriore corso di due settimane per imparare a farmi guidare dall’animale.
Da quando vivo questa nuova condizione, ho finalmente riacquistato il piacere di passeggiare da solo con i miei pensieri, di recarmi ogni giorno, senza chiedere ad alcuno di accompagnarmi, all’associazione di cui mi occupo e nella quale ricopro la carica di presidente provinciale e di vicepresidente nazionale, vale a dire l’UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), che ha sede nei locali dell’UIC di Napoli della quale è una vera e propria emanazione.
Ebbene, da quando mi sposto con Ares, ho incontrato serie difficoltà di accesso ad alcuni luoghi aperti al pubblico. Il primo impatto è stato a Castel  dell’Ovo, dove insieme a mia moglie e ad Ares accompagnavamo due amici di Milano, anch’essi minorati della vista, che erano in visita a Napoli.
All’ingresso mi fermò l’addetto al controllo, vietandomi l’accesso e dovetti insistere molto per far capire che il mio era un cane guida per ciechi e che pertanto l’ingressoè previsto dalla legge. Dopo che il custode interpellò telefonicamente i superiori – che non sapevano come comportarsi – ci fecero ulteriormente attendere senza risposta e solo dopo un bel po’ di tempo e molte nostre sollecitazioni, ci autorizzarono ad entrare con tante scuse da parte dei responsabili.

L’episodio probabilmente più grave e mortificante mi è accaduto però il 28 giugno, quando insieme ad alcuni amici, mia moglie ed io decidemmo di portare Ares a passeggiare sul pontile dell’arenile di Bagnoli. Non ci aspettavamo che anche in un posto all’aperto ci fosse il divieto d’ingresso ai cani e ancora una volta fummo costretti a una lunga discussione con una signora addetta al controllo.
Dopo tante parole, venne chiamata una guardia giurata che si rifiutò anche di leggere il tesserino  rilasciatomi dalla Scuola Cani Guida di Firenze, sul quale è menzionata la legge che autorizza i cani guida ad entrare in tutti i posti aperti al pubblico, citandone gli articoli. Varie telefonate, a destra e a manca, il tempo che passava e gli animi che si agitavano. Alla fine, dopo la mia minaccia di chiamare i Carabinieri, l’autorizzazione ad entrare arrivò, ma accompagnati dalla guardia giurata! A quel punto mi rifiutai energicamente e insieme al mio amico, entrammo senza farci scortare da nessuno, minacciando ancora di fare intervenire i Carabinieri se ciò fosse accaduto. Riuscimmo così ad accedere tutti e cinque con l’appoggio di alcuni cittadini che si erano riuniti per “guardare lo spettacolo”!

Qualche giorno dopo mi sono recato – insieme alla vicepresidente dell’UNIVOC – al Banco di Napoli, Agenzia Cardarelli, dove l’associazione, tra l’altro, ha il proprio conto corrente. Alla vista del cane e dopo il solito battibecco con la guardia giurata, è uscito il direttore la cui presenza – anziché calmare gli animi, come pensavamo -Ha peggiorato invece la situazione, perché è stato proprio lui a sostenere che il cane guida non avrebbe potuto entrare in alcun caso, anche perché avrebbe potuto essere pericoloso per gli altri clienti.
Non c’è stato modo di fargli capire che questi animali sono addestrati e non aggrediscono. Addirittura ha proposto in alternativa di fare uscire gli impiegati (!), convincendosi solo dopo aver visto la mia decisione ad entrare, con o senza la sua autorizzazione, affermando però che lo faceva “per cortesia personale”.
Una volta entrati ci ha vietato per altro di avvicinarci agli aportelli  e ci ha fatto accomodare nel suo ufficio per assolvere le operazioni bancarie. Il tutto mettendo anche in discussione la mia stessa capacità d’intendere e di volere  in quanto sosteneva “che non potevo firmare un documento di cui non conoscessi il contenuto”.
Non sto qui a dire come mi sono sentito e come avrei voluto reagire contro quel funzionario che a mio avviso dovrebbe semplicemente essere ammonito e invitato a porgermi pubbliche scuse.

Ma non finisce qui! Appena qualche giorno fa un tassista ha rifiutato di farmi salire sul suo mezzo con il mio cane e per fortuna un suo collega, dopo averlo rimproverato, si è offerto di accompagnarmi.

Egregia Assessora, ho deciso di scriverle perché se solo in un mese e mezzo mi è accaduto tutto questo, mi chiedo cosa mi aspetta, dato che in nessun caso rinuncerò all’autonomia che Ares mi ha regalato.
A nome mio e di tutte le persone con disabilità che vivono queste umiliazioni – dovute per lo più all’ignoranza – e a nome della  dignità che come disabili rivendichiamo. Le chiedo di intervenire con una circolare indirizzata a quegli esercizi pubblici o gestiti da privati, ai beni culturali, alle aziende dei trasporti pubblici ecc. affinché si eviti il ripetersi di episodi tanto spiacevoli e mortificanti per chi deve già combattere con le moltissime barriere di cui le nostre città sono piene».
Vale senz’altro la pena ricordare ancora una volta che addirittura dal 1974 (Legge 37) «al privo della vista è riconosciuto [...] il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida», ciò che è stato confermato dalla successiva Legge 376/88, mentre la più recente Legge 60/06 ha stabilito che «i titolari degli esercizi [...] che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amminstrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500».

Ultimo aggiornamento lunedì 13 luglio 2009
articolo tratto da http://www.superando.it/content/view/4782/117/