ago 31 2009
Un’iniziativa su cui riflettere
Il Giornale di Vicenza del 30-08-2009
I cartelli tengono lontani i furbetti del parcheggio
Lo Sportello Informa handicap ha lanciato una proposta per tutelare i posti auto riservati ai disabili.
Anche a Villaverla si stanno installando i segnali nelle aree di sosta nell´ambito del piano “Città senza barriere” . Uno dei cartelli per i posti auto riservati ai disabili.
VILLAVERLA. Difficile non notare, quando si parcheggia in città, quei cartelli con la scritta “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!” posizionati nei i posti riservati alle persone con disabilità.
E se Thiene è stato il primo Comune ad aderire alla proposta fatta dallo Sportello Informa handicap dell´Ulss 4, diretto da Licia Sartori, e accolta all´unanimità dalla Conferenza dei sindaci, tappezzando tutte le aree di sosta pubbliche con questi cartelli, anche gli altri comuni seguiranno a ruota.
Villaverla sta collocando proprio in questi giorni i suoi.
Si tratta in realtà della punta di un iceberg, probabilmente la prima azione concreta di un progetto ben più ampio, che va sotto il nome di “Città senza barriere” ed è contenuto nel Piano di comunità 2007-2009. Un piano che ha come obiettivo una rivoluzione culturale. «Nonostante esistano leggi ben precise, soltanto il 20 per cento dei Comuni ha adottato dei piani finalizzati all´eliminazione delle barriere architettoniche – considera Alberto Leoni, direttore dei servizi sociali dell´Ulss 4 -. Proprio per questo la prima fase del nostro lavoro è consistita in un´attività formativa rivolta agli uffici tecnici e agli assessori della nostra Ulss, perchè entrasse nella mentalità di chi deve progettare e costruire un´attenzione verso chi non ha competenze e capacità uguali agli altri».
Proprio perchè di rivoluzione culturale si parla, si è pensato bene di coinvolgere anche i consigli comunali dei ragazzi, probabilmente gli amministratori del futuro, per sensibilizzare i giovani anche con azioni concrete. A loro è stato chiesto infatti di percorrere le loro città in carrozzella o con gli occhi bendati per capire quali difficoltà si possono incontrare, ma anche per proporre delle soluzioni.
«Questa prima fase del lavoro – racconta Leoni – è servita per vedere le prime importanti novità in fase progettuale. ecco che, attraverso i Pat e i Pati e quindi i principali strumenti di pianificazione del territorio, non solo sono stati previsti dei percorsi per disabili, ma si è cominciato per la prima volta a ragionare in termini sovracomunali, prevedendo delle aree protette e dei sottopassaggi, oltre a piste ciclabili, per permettere a tutti di muoversi con tranquillità e protetti dal traffico o, se vogliamo dirlo in maniera più semplice, per far sì che chi si occupa della stesura dei piani regolatori possa individuare dei percorsi che rendano semplice spostarsi anche per un disabile».
«Nessun progetto è stato ancora messo in cantiere – precisa Leoni – ma possiamo dire sicuramente che il Pati concordato fra Breganze, Calvene, Fara, Lugo, Montecchio Precalcino, Salcedo, Sarcedo e Zugliano ha mandato un segnale molto forte, disegnando una città aperta a tutti. Un progetto che per portata culturale reputo il più importante».
Marialuisa Duso

