set 30 2009

Crescere toccando

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:35 am

Superando.it del 25-09-2009

Crescere toccando

È proprio il caso di dire: finalmente un libro utile a comprendere il mondo dei bambini con problemi della vista! “Crescere toccando”, infatti, testo di

recente pubblicazione, è uno strumento assai utile per tutti coloro che – per motivi personali o professionali – intendono affinare le loro conoscenze e competenze operative nel settore della minorazione visiva e in particolare per ciò che riguarda i bambini non vedenti e ipovedenti, anche con minorazioni aggiuntive.

Si chiama Crescere toccando ed è il titolo di un testo recentemente pubblicato per i tipi di FrancoAngeli, che illustra un metodo di approccio ai bambini con deficit visivo e altre minorazioni, scritto dalla psicoterapeuta Maria Luisa Gargiulo e dal musicoterapista Valter Dadone (disponibile anche in formato elettronico).

Dai dati relativi alle invalidità permanenti, risulta che lo 0,6% della popolazione italiana si dichiara cieca totale o parziale. Non è facile quantificare il numero dei bambini con problemi di vista, anche se si sa che in Italia stanno aumentando quelli che per nascita molto prematura o per danni neurologici sono affetti da minorazioni aggiuntive oltre a quella visiva.

Per quanto poi riguarda la prevalenza di bambini con disabilità che frequentano la prima classe elementare, essa è pari all´1,32%. Inoltre, alcuni studi stimano una prevalenza alla nascita di bambini con disabilità pari all´1%. Si può quindi dire che complessivamente (nel 2005) in Italia vi fosse un numero di bambini con disabilità fra 0 e 5 anni pari a poco più di 42.000 persone.

E tuttavia, nonostante questi dati, non è sempre facile trovare testi che affrontino seriamente l´argomento, né professionisti specializzati in questo settore. Lo sanno bene i genitori, che spesso si sentono abbandonati a loro stessi nel reperire faticosamente qua e là notizie rimediate. E così può succedere che solo dopo anni essi riescano a trovare punti di riferimento, costituiti il più delle volte da “genitori senior”, disponibili a travasare la loro esperienza.

«I comuni metodi educativi – scrivono gli autori di Crescere toccando – in assenza del contatto oculare e delle esperienze di cui la vista è portatrice, vengono messi a dura prova quando ci si trova tra le braccia un piccolo il cui mondo è prevalentemente fatto di suoni, sensazioni tattili, odori ecc. La minorazione della vista, totale o parziale, rappresenta infatti per un bambino un potente fattore di rischio di ritardo nello sviluppo, se gli adulti non svolgono una modificazione nel modo di entrare in contatto con lui e mostrargli il mondo. Per comunicare e comportarsi adeguatamente con un bambino che non ci guarda in volto, che non vede i nostri movimenti o gli oggetti che gli mostriamo, occorre dunque che l’adulto affini la capacità di percepire il mondo con tutti gli altri sensi, perché così può comprendere veramente il vissuto di quel bambino. La stessa collocazione dei mobili, la dislocazione delle luci, i tempi dei gesti, i rumori, se accuratamente modulati e organizz ati, possono costituire dei potenti “facilitatori” per entrare in contatto e stimolare questi bambini. Queste e altre indicazioni vogliamo esemplificare nel nostro testo».

Siamo dunque di fronte a uno strumento realmente utile per tutti coloro che – per motivi personali o professionali – intendono affinare le loro conoscenze e competenze operative nel settore della minorazione visiva e in particolare per ciò che riguarda i bambini non vedenti e ipovedenti e anche con minorazioni aggiuntive.

I musicoterapisti che intendono operare in questo campo potranno trovare specifiche indicazioni ed esempi pratici sulle necessarie integrazioni e modificazioni alla metodologia operativa. Il testo, inoltre, può essere utilizzato da educatori, psicologi, psicomotricisti e logopedisti, oltre che da tutti coloro i quali, svolgendo attività di tipo educativo o riabilitativo in questo campo, intendono affinare le proprie capacità di relazione e interazione e le competenze in tema di utilizzo del gioco sonoro.

Da non dimenticare infine che in Crescere toccando si indicano criteri per progettare e valutare l’accessibilità e la fruibilità extravisiva di differenti spazi di vita, così come di grande utilità sono le schede di approfondimento, strumenti operativi per affrontare importanti aspetti e quesiti ricorrenti.

Maria Luisa Gargiulo, psicologa e psicoterapeuta di origine rogersiana, è impegnata nello studio e nell´applicazione clinica della teoria dell´attaccamento e della psicologia cognitiva, in particolare occupandosi delle problematiche inerenti i bambini con deficit visivo e della relazione genitore/bambino.

Le pagine che descrivono le particolarità evolutive, relazionali e comportamentali riflettono le sue conoscenze della psicologia della percezione extravisiva e del funzionamento della persona con problemi di vista.

Sempre per FrancoAngeli ha pubblicato tra l´altro, nel 2005, Il bambino con deficit visivo (se ne legga nel nostro sito la presentazione cliccando qui) e se ne ricorda anche la firma congiunta insieme a Giulio Nardone (presidente dell’ADV – Associazione Disabili Visivi) per Sott’acqua con un cieco, testo fondamentale rispetto all’attività subacquea di persone non vedenti e ipovedenti (se ne legga nel nostro sito cliccando qui).

Valter Dadone, invece, è professore di musica, musicoterapista e didatta, formatosi con il modello di musicoterapia attiva Benenzon e con esperienze nelle applicazioni cliniche della musicoterapia. Egli ha affinato le proprie competenze riguardanti l´applicazione della musicoterapia alle persone con deficit visivo, contribuendo con lo sviluppo di una metodica che valorizza le capacità percettive dei bambini non vedenti e ipovedenti, per ciò che riguarda la comunicazione interpersonale, il rapporto con gli oggetti e con lo spazio, attraverso l’utilizzo dei sensi vicarianti del tatto e dell’udito. (S.B.)


set 30 2009

Una via tecnologica che guida i nonvedenti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:24 am

Varese News del 29-09-2009

Una via tecnologica che indirizza i ciechi

Presentata Sesamonet, una grande innovazione per ciechi e ipovedenti, realizzata dal Ccr di Ispra. Nel centro di Varese un percorso con Rfid

VARESE. È stato presentato oggi, 29 settembre a Varese, un prototipo di Sesamonet, percorso elettronico per non vendenti ideato dal Centro Comune di Ricerca di Ispra e già operativo dal 2007 sul lungolago di Laveno. Il primo tratto del percorso varesino sarà realizzato da Palazzo Estense, sede del Comune, a piazza Monte Grappa.

Sesamonet, che sta per Secure and Safe Mobility Network, sfrutta la tecnologia dei microchip RFID (identificabili con radio frequenza) che, posti al suolo, reagiscono al passaggio del bastone utilizzato dai non vedenti, in cui viene inserita un´apposita tecnologia di riconoscimento. I microchip inviano così impulsi elettrici, che vengono raccolti dal bastone e invitati al cellulare dell´utilizzatore. Grazie ad un database inserito nel telefonino, il codice inviato dall´impulso radio viene abbinato a un´apposita frase che segnala al non vedente ostacoli, negozi o semplici informazioni tramite un auricolare bluetooth.

«Il costo dei microchip, o trasponder – spiega Marco Sironi, capoprogetto del Ccr di Ispra – è di 1 euro e 50 centesimi l´uno. Una spesa irrisoria, che spero influirà positivamente sulla decisione di inserire i trasponder nel manto stradale di buona parte della città». Il basso costo dei trasponder è dato dal loro essere materiale di riciclo. «Sono piccoli cilindri di ceramica che vengono inseriti nello stomaco dei bovini per la loro identificazione – spiega ancora Sironi – ma, una volta che gli animali vanno al macello, vengono estratti e gettati. Saranno circa 50 milioni

in Europa i trasponder che l´anno prossimo saranno inutilizzati, e il loro smaltimento sta diventando un problema serio. Grazie a questo progetto, invece, abbiamo trovato un valido modo di riciclaggio. I costi per la tecnologia da inserire nel bastone e per il database da scaricare nel telefonino sono invece più alti, almeno per ora».

«Abbiamo già predisposto i trasponder in via Orrigoni, durante gli ultimi lavori sul manto stradale» ha aggiunto l´assessore ai Lavori pubblici Gladiseo Zagatto, in risposta alle parole di Sironi.

«È una soddisfazione enorme per me partecipare a questa manifestazione – ha dichiarato Angela Mazzetti, presidente dell´Unione ciechi e ipovedenti di Varese – perché questo percorso significa innanzitutto più autonomia e sicurezza per i non vedenti».

La signora Mazzetti ha poi voluto provare in prima persona un tratto del percorso, che ha svolto con soddisfazione. «Ringrazio il Comune che ha reso possibile tutto questo. Varese è sempre stata sensibile con i problemi dei ciechi e ipovedenti, impegnandosi al massimo per l´abbattimento delle barriere architettoniche».

Francesca Vergerio redazione@varesenews.it


set 30 2009

La tecnologia della mappatura al servizio dei nonvedenti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:18 am

Marketpress.Info del 28-09-2009

Ricercatori usano la tecnologia della mappatura per far fronte ai problemi di disabilità visiva.

BRUXELLES – Essere in grado di orientarsi in luoghi che non ci sono familiari non è semplice. Quindi possiamo immaginare quanto sia difficile per le persone affette da cecità o da disabilità della sfera visiva. Alcuni ricercatori del gruppo Vis (Visualization and Interactive Systems Group) presso l´Università di Stoccarda in Germania stanno sviluppando un dispositivo di navigazione mobile in grado di aiutare studenti cechi o con disabilità visive a spostarsi in ambienti sconosciuti. I ricercatori hanno detto che questo dispositivo associa informazioni provenienti da sensori locali a dati di modelli ambientali.

Gli ut enti possono accedere alle informazioni acusticamente o in Braille mentre si spostano. I dati provenienti dai sensori e dai modelli vengono continuamente confrontati. Lanciato a gennaio di quest´anno, il progetto Asbus (Assistance for people with sensory disabilities at the University of Stuttgart) ha l´obiettivo di mappare l´intera università. Una navigazione indipendente attraverso gli spazi pubblici dell´università, in conformità con le convenzioni e le leggi sull´accessibilità delle Nazioni Unite (Onu), offrirebbe un sostegno fondamentale agli utenti che ne hanno bisogno. Il gruppo Vis collabora con il Centro studi per gli studenti non vedenti o in parte esclusi (Szs) presso l´Università di Karlsruhe in Germania e altri ricercatori e istituzioni pubbliche hanno espresso il loro interesse a ricevere un supporto di navigazione per le persone con disabilità visive. Secondo quanto riferito dai ricercatori, sono stati costruiti modelli ambientali bidimensionali gerarchici digitali per aiutare gli utenti a orientarsi all´interno del campus. Questi modelli comprendono informazioni aumentate e punti di riferimento, tra i quali interruttori di ascensori e porte provviste di identificazione a radio frequenza. Il gruppo Vis ha inoltre sviluppato il sistema Tania (Tactile Acoustical Navigation and Information Assistent – Assistente tattile e acustico per la navigazione e l´informazione), che è in uso per aiutare gli utenti ciechi ad avere accesso a informazioni sulla loro attuale posizione e su altri oggetti mappati nella zona. Il team, guidato dal dott. Andreas Hub del gruppo Vis, ha detto che il sistema offre opzioni di navigazione per gli utenti e informazioni aumentate tra cui dati di contatto. Hanno aggiunto che si possono integrare molte informazioni testuali basate sul luogo, tra i quali elementi utili come gli orari di apertura di una biblioteca o della mensa. Fino ad ora, gli utenti ciechi del Tania sono stati in grado di orientarsi nell´edifici o di scienze informatiche e nella stazione della metropolitana dell´Università di Stoccarda. La prossima fase consiste nell´espansione del sistema ad altre stazioni della metropolitana.

Questo dovrebbe essere sviluppato con l´aiuto delle società di trasporti pubblici. L´obiettivo è quello di rendere il campus dell´università in centro e il percorso tra entrambi i siti accessibili a tutti. Nel frattempo, i ricercatori hanno notato che l´implementazione delle leggi di accessibilità riguardo gli edifici e gli spazi pubblici possono agevolare tutti; persone senza alcuna disabilità visiva spesso hanno difficoltà a orientarsi in varie aree del campus. Le informazioni raccolte e fornite dal progetto Asbus renderanno l´orientamento molto meno difficoltoso. Il progetto Asbus ha ricevuto oltre 370. 000 Eur in finanziamenti dall´Università di Stoccarda. Per maggiori informazioni, visitare Università di Stoccarda: http://www. Uni-stuttgart. De/index.

En. Html .


set 29 2009

Il Bettolino: aromi di solidarietà

Tag: Eventidaniela @ 10:22 am

Articolo segnalato da Giovanna

Da alcuni mesi i supermercati Coop Liguria annoverano tra i propri fornitori la Cooperativa Sociale Il Bettolino di Reggiolo (Reggio Emilia), che produce erbe aromatiche (prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, timo, alloro, origano, basilico), sia in vaso, sia confezionate in vaschetta. La particolarità di questa cooperativa è che impiega 25 lavoratori con svantaggi fisici o psichici nell’ambito di un progetto promosso in collaborazione con i Servizi Sociali e Psichiatrici del distretto della Bassa Reggiana.

Il lavoro, per questi ragazzi, significa dignità, indipendenza economica e l’opportunità di confrontarsi con i limiti cercando di superarli, per accedere un giorno ad attività lavorative meno protette. Nelle attività sono impegnati 21 operatori guida, 9 volontari e una quarantina di ragazzi disabili in borsa lavoro.

La scelta di valorizzare questo fornitore è certamente legata all’evidente importanza di un’iniziativa che punta a favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità.

Oltre che alla qualità dei prodotti, il sistema di coltivazione della Cooperativa sociale il Bettolino guarda anche alla tutela dell’ambiente: fin dal 2004, infatti, l’impresa ha ottenuto la certificazione sulla gestione ambientale Iso 14001, che attesta che la produzione avviene limitando al massimo le emissioni di gas nocivi, il consumo di risorse, la generazione di rifiuti.


set 24 2009

Nonvedente riacquista la vista grazie ad una tecnica tutta italiana

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:07 am

Affari Italiani del 18-09-2009

Cieca riacquista la vista con una tecnica Made in Italy

FLORIDA. Una donna che era cieca da 9 anni ha recuperato la vista grazie a una tecnica (osteo-odonto-cheratoprotesi) utilizzata per la prima volta negli Usa, ma messa a punto in Italia: l’impianto di una cornea artificiale ancorata all’occhio per mezzo di una lamina ricavata dalla radice di un dente.

L’intervento è stato realizzato al Bascom Palmer Eye Institute di Miami, in Florida, dalla scuola di medicina dell’Università di Miami. La tecnica è l’unico rimedio in quel pazienti il cui corpo rigetta il trapianto di una cornea artificiale.

La donna, di origine statunitense, aveva perso la vista nel 2000 a causa della sindrome Stevens-Johnson, una malattia che distrugge le cellule sulla superficie dell’occhio. L’anno scorso l’oculista che ha realizzato l’intervento, Victor Perez, era stato in Europa dove aveva acquisito la tecnica da Giancarlo Falcinelli, il docente dell’Università La Sapienza che ha perfezionato la tecnica messa a punto negli anni’60 dal professor Benedetto Strampelli.


set 24 2009

Nokia braille reader

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientifica, Braillepatrizia @ 10:59 am

Cellulari.it del 17-09-2009

Nokia Braille Reader: SMS a vibrazione per non vedenti.

Nokia Braille Reader è un´applicazione sperimentale apparsa sui Nokia Labs che si rivolge a una platea particolare: i non vedenti. Grazie a questo software gli SMS saranno automaticamente tradotti in linguaggio braille… a vibrazione. Nokia Braille Reader è uno di quei software che lasciano soddisfatti gli utenti, perché ogni tanto un po´ di serietà non guasta: non c´è solo spazio per giochini vari, metal detector, simulatori di sballottolamento di tette, ecc.. ma anche applicazioni davvero utili e per qualcuno indispensabili.

Finora i non vedenti potevano “leggere” gli SMS ascoltandoli grazie alla voce metallica del cellulare, ma per maggiore discrezione e velocità ecco Nokia Braille Reader che cattura gli SMS appena ricevuti traducendoli in braille a vibrazione. Con un feedback tattile basterà passare il dito sullo schermo per leggere le frasi. E´ un´applicazione sviluppata da Nokia, Tampere University e Finnish Federation of the Visually Impaired. Funziona su tutti i S60 5th Edition con touchscreen quindi Nokia N97, 5800 XpressMusic, N97 mini, 5530, 5230 e X6.


set 24 2009

Campione di sci acquatico nonvedent

Tag: Sportpatrizia @ 10:53 am

gazzetta del Sud di Milano del 21-09-2009

Tommy, schiaffo all’Handicap Cieco da quando aveva 18 anni, ha inanellato una lunga serie di successi sportivi. Ultimo successo ai Mondiali di Vichy, in Francia, prima delle vittorie all’Idroscalo.

SAN GIULIANO – Riesce a stupire anche se stesso e riesce ancora a 44 anni a farsi valere nella disciplina sportiva che ad oggi lo ha sommerso di medaglie luccicanti del metallo più prezioso, l’oro. L’atleta non vedente sangiulianese Tommaso di Pilato non solo si è confermato campione del mondo a Vichy, in Francia, ma ha anche stabilito un nuovo record superando se stesso. Eppure Tommy non sa nuotare, è non vedente, ma è campione di sci d’acqua e vola alto, anche a venti metri di distanza. Non si contano i suoi titoli tra Italiani, Europei e appunto Mondiali, anche se la sua vita giorno per giorno è una vittoria che vale molto più dell’oro che illumina le sue medaglie. Il nostro atleta prurimedagliato sangiulianese la vista l’ha persa nel tempo. Purtroppo, a soli sei anni aveva sbattuto contro un muro perdendo un occhio, l’altro si è spento a causa di una retinite pigmentosa, una malattia degenerativa. Fatto sta che a diciott’anni è stato il buio totale. Gli manca la luce, ma non la voglia di vivere e di combattere contro tutto e tutti e di fare sport (già nel 1980 con un gruppo di Milano). Atletica, salto in lungo, disco, giavellotto. Faceva anche sci e tandem. Lo sport è tutto per lui, quello che nè la società avversa al mondo dell’handicap, nè il mondo del lavoro riescono ad offrirgli. «E’ una sfida continua con me stesso – ha confidato Tommy – non lo faccio per gli altri ma per me. Una rivincita, certo, e quando arrivo a fare certe cose estreme è come un urlo di libertà . Per riuscire a saltare ho dovuto combattere una battaglia.

L’ho vinta. Ho avuto la fortuna di incontrare delle persone eccezionali, a cominciare da Sergio Zanardi , che è venuto a mancare proprio pochi giorni fa. Poi Andrea Alessi , che allena la nazionale di sci d’acqua, e Fabrizio Sonzogni, che è il mio allenatore dai mondiali australiani del 2007. Il Comune di San Giuliano mi ha regalato gli sci e, un negozio di computer, la muta. Spero che alla prossima festa patron ale si ricordino di me, magari anche con una civica benemerenza. Dopotutto sono campione del mondo, non innalzo solo il tricolore quando vinco ma porto alto il nome della mia città . Io rappresento San Giuliano e ne sono fiero. Non merito forse una festa come tutti gli atleti campioni quando tornano a casa loro?». Le ultime soddisfazioni Tommy se le è tolte all’Idroscalo di Milano, dove ha primeggiato lo scorso week-end anche questa volta negli assoluti italiani di sci nautico nella sezione di categoria: oro, come sempre.

Sabina Dall’Aglio


set 24 2009

Un personaggio misterioso: il «gravissimo attivo»

Tag: Esperienzedaniela @ 9:30 am

Le persone con disabilità gravissima diventano visibili solo quando compiono imprese eccezionali, sportive e non. La maggior parte di loro, invece, conduce una vita il più possibile “normale”, vivendo a casa propria, studiando, andando a scuola o lavorando, viaggiando anche con mezzi pubblici, andando in vacanza, partecipando alla vita sociale della comunità. Ci sarà posto anche per loro e per l’indispensabile supporto fornito dalla loro famiglie, durante la prossima Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità a Torino il 2 e 3 ottobre?

Nel variegato modo delle persone con disabilità esiste un personaggio veramente “misterioso” che come tutti i personaggi misteriosi, pur essendo ben visibile, è praticamente sconosciuto. Parliamo del “gravissimo attivo” o meglio dei “gravissimi attivi” perché il loro numero è in continua crescita.
Essi diventano visibili solo quando compiono imprese eccezionali in barba alla loro disabilità: circumnavigano a vela e da soli le isole britanniche, scalano montagne altissime e così via. A fianco di queste magnifiche imprese, poi, esiste una realtà quotidiana forse un po’ meno epica, ma altrettanto significativa: quella delle persone con disabilità veramente grave che, assieme alle loro famiglie, conducono una vita il più possibile “normale”, ovvero vivono a casa loro, studiano e vanno a scuola o lavorano, viaggiano anche con mezzi pubblici, vanno in vacanza, partecipano alla vita sociale della loro comunità.
Il supporto della famiglia in questi casi è veramente indispensabile e solo familiari molto determinati riescono a far condurre ali loro figli o parenti gravissimi un’esistenza intensa e attiva, senza però ledere la loro volontà e le loro scelte. Il costo umano pagato è spesso altissimo, anche se tale esborso è affrontato serenamente e diventa condizione di vita così “naturale” da non essere (stanchezza a parte!) quasi più avvertita.
Abbiamo professionisti affermati e madri di famiglia (ma anche “madri di famiglia che sono pure professioniste affermate”!) che hanno trascurato gli altri aspetti dell’esistenza, per dedicarsi totalmente alla loro “mission”: hanno avuto moltissimo sotto il profilo umano, hanno perso tantissimo sotto quello economico.
È dunque da ingenui sperare che la Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità (Torino, 2-3 ottobre prossimi), a fianco dei grandi temi dello stato vegetativo e della minima coscienza trovi un posto anche per loro? (e qualche buona idea per aiutarli?)

Giorgio Genta

Superando.it del 22-09-2009


set 24 2009

I parchi sempre più fruibili del Piemonte

Tag: Turismo accessibiledaniela @ 9:24 am

Superando.it del 22-09-2009

È questo infatti l’obiettivo del progetto “Parchi per Tutti”, promosso e finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte e realizzato dalla CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), per migliorare il livello di accessibilità delle aree protette regionali e la capacità di accoglienza del personale che vi opera. Proprio a quest’ultimo si rivolgono le tre giornate di formazione che prenderanno il via il 24 settembre e si svolgeranno in tre diverse aree.

TORINO – Prenderanno il via giovedì 24 settembre alcune giornate di formazione per gli addetti all’accoglienza nelle aree protette piemontesi, incentrate sulle tecniche di relazione e accompagnamento dei visitatori con disabilità L’iniziativa rientra tra le azioni del progetto Parchi per Tutti, promosso e finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte e realizzato dalla CPD (Consulta per le Persone in Difficoltà) di Torino, allo scopo di garantire a tutti i cittadini il diritto di fruire della natura e di godere dei benefìci da essa derivanti, indipendentemente dall’età o dalle singole capacità psicofisiche. Per questo si punta dunque a migliorare il livello di accessibilità delle aree protette piemontesi e la capacità di accoglienza del personale che vi opera. I tre incontri – gratuiti e proposti in diverse località del Piemonte (24 settembre: Parco Fluviale del Po, tratto torinese; 14 ottobre: Parco Fluviale Gesso e Stura nella Provincia di Cuneo; 5 novembre: Parco Naturale Villa del Vicino, nel Novarese) – sono rivolti, come detto, agli addetti all’accoglienza e all’accompagnamento che operano all’interno di tutte le aree protette piemontesi (guardiaparco, accompagnatori naturalistici, addetti di centri visita e punti informativi, gestori di musei, ecomusei e laboratori didattici, operatori di associazioni e cooperative convenzionate con il parco per la gestione di servizi ecc).
L’obiettivo è in sostanza quello di far conoscere agli operatori le esigenze specifiche espresse dalle persone con disabilità, favorendo il superamento degli stereotipi comunemente diffusi e agevolando l’acquisizione delle tecniche più opportune per offrire un servizio qualificato e fruibile da tutti, innalzando in tal modo la qualità del sistema di accoglienza del parco e migliorando le possibilità di fruizione dell’area da parte di un pubblico sempre più vasto e differenziato. (S.B.)


set 24 2009

Essere ciechi nei sogni

Tag: Esperienzedaniela @ 9:20 am

Essere ciechi nei sogni e procedere a tentoni nelle tenebre oniriche è un’immagine che provoca molto disagio e molta angoscia e che spesso ci lega ad una reale forma di “cecità” in qualche ambito della propria vita.

La cecità nei sogni è frequente e quasi sempre indica qualche ambito della realtà o di se stessi che non si riesce o non si vuole vedere.
Il significato non è così negativo come si potrebbe pensare. E’ un modo per ratificare l’importanza di “far luce”, chiarire, aprire gli occhi su di sè e sul mondo. E’ un’immagine onirica spesso legata ai percorsi di analisi, dove sottolinea una nuova consapevolezza: si è stati o si è ancora immersi nelle tenebre, ed il problema è cominciare a confrontarsi con questo, ed “aprire gli occhi”, vedere con nuovi occhi.
Sognare di essere ciechi può essere terrorizzante, ma è un modo efficace attraverso cui l’inconscio individuale esprime la cecità della coscienza, la visione limitata dei Sè primari, o, al contrario, la dominanza del materiale inconscio non elaborato che sta offuscando il sognatore.
Sognare un cieco, nello stesso modo può esser messo in relazione al non vedere o non voler vedere, ma spesso ha significati più ampi e profondi che esulano dalle qualità relative agli occhi umani.
Nell’antichità ciechi erano i poeti come Omero, i veggenti come Tiresia e la cecità era il prezzo da pagare per un’intensità ed un sapere superiore. Come dice un proverbio: “Dio vede il cieco come il cieco vede Dio”.
Ecco che allora che il cieco nei sogni può indicare anche la necessità di un ritiro interiore, il bisogno di chiudere gli occhi sul mondo e sulla superficialità per attivare una visione più intima e profonda, per vedere dentro di se’ senza le interferenze e le influenze esterne.
Ma nella maggioranza dei casi il cieco nei sogni arranca in mezzo al pericolo ed alla paura, a volte gli occhi sono incollati e chiusi, a volte si aprono sul buio più totale, e questa immagine si collega al non voler vedere o prendere consapevolezza dei propri problemi, alla paura di fronte alla realtà ed alla verità, alla mancanza di responsabilità, alla semplificazione dei fatti.
E al conseguente bisogno di prendere contatto con la parte di se’ che “ama” restare in questa cecità, che è tanto spaventata dai problemi o dagli altri, da far scendere su tutto il velo della cecità.
Perchè il significato della cecità nei sogni è legato spesso ad una vulnerabilità non accudita, ad aspetti di sè più fragili e sensibili che invece di essere conosciuti e protetti vengono usati (e feriti) in mezzo agli altri o, al contrario, ad aspetti primari che si rifiutano di vedere una realtà che non coincida con i valori e le credenze acquisite durante le esperienze di crescita del sognatore.

In ambo i casi è importante scoprire quali sono i bisogni e come poter operare per sconfiggere la cecità nei sogni e come riacquistare la vista onirica, metafora di una nuova consapevolezza e di una nuova visione che certo si rifletterà anche nella realtà.

Marzia Mazzavillani

Press-IN anno I / n. 2292


Pagina successiva »