nov 26 2009

La chirurgia vitreo-retinica

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:40 am

Bresciaoggi del 25-11-2009

Centro di chirurgia vitreo-retinica la risposta ai problemi della retina

Il bilancio: a fine 2009 saranno stati effettuati circa 100 trattamenti di chirurgia della macula.

La maggior parte degli interventi viene eseguita in anestesia locale

BRESCIA – L’occhio, come l’intero organismo, nella seconda metà della vita va incontro a processi di invecchiamento che possono compromettere in modo reversibile

(es. la cataratta) o irreversibile la vista, come nel caso delle malattie della retina, la sottile membrana che riveste la superficie interna del globo

oculare e svolge un ruolo fondamentale nella nostra percezione visiva. Sono patologie con forte impatto sociale, se si considera che la degenerazione maculare

senile è la principale causa di cecità o ipovisione nei paesi occidentali (colpisce una persona su 4 dopo i 65 anni), così come la retinopatia diabetica

è fra i maggiori responsabili di grandi handicap visivi.

Se è vero che la chirurgia dell’occhio è oggi un settore in cui si riescono ad ottenere i migliori risultati anatomico-funzionali in rapporto alle patologie

affrontate, progressi molto importanti sono stati fatti proprio nel trattamento delle malattie retiniche: il distacco di retina, la retinopatia diabetica,

il pucker maculare, il foro maculare e la maculopatia senile sono oggi curabili con procedimenti chirurgici o para-chirurgici che richiedono alta specializzazione.

È con questo obiettivo che presso la Divisione Oculistica Universitaria degli Spedali Civili è attivo da oltre 10 anni un Centro di chirurgia vitreo-retinica,

in grado di far fronte a tutte le patologie chirurgiche oculari che riguardano la retina: a fine 2009 saranno stati effettuati circa 100 trattamenti di

chirurgia della macula (pucker e foro maculare), 90 interventi di vitrectomia in retinopatia diabetica, 1300 trattamenti di fotocoagulazione laser per

retinopatia diabetica e 150 per profilassi del distacco di retina, 120 interventi di chirurgia del distacco di retina per via interna (vitrectomia) e 850

trattamenti per la terapia intravitreale nella maculopatia essudativa.

Molte malattie retiniche pericolose per la vista originano da anomalie del vitreo, che è la gelatina situata dietro al cristallino, che riempie l’interno

dell’occhio ed è a diretto contatto con la retina: in queste situazioni è praticabile la “vitrectomia”, che significa letteralmente asportazione del vitreo,

procedura che poi si avvale di strumentazioni più specifiche per ogni tipo di malattia.

La maggior parte degli interventi viene eseguita in anestesia locale, addormentando solo l’occhio interessato, cosa che consente di velocizzare i tempi

di dimissione e minimizzare i disagi post-chirurgici del paziente. Il merito di questa chirurgia è aver ridotto notevolmente i casi di cecità per le malattie

retiniche, permettendo il recupero visivo, parziale o totale, nella maggior parte dei casi che solo fino a un decennio fa avevano modeste o nulle possibilità

di recupero.


nov 26 2009

Pochi passi nel buio per aiutare i cani guida dei ciechi

Tag: Pet Therapy e cani guidadaniela @ 9:57 am

TREVISO. Ciechi per pochi passi, ipovedenti per tutti i metri del percorso che verrà allestito sabato pomeriggio sotto la Loggia dei Cavalieri di Treviso. Unico aiuto: un cane, uno di quelli addestrati dalla «Scuola triveneta cani guida» che ogni anno prepara gli animali a diventare occhi per l’uomo che non può vedere. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione Anpvi, il Comune di Treviso e la Scuola di addestramento. Obiettivo è sensibilizzare le persone che vorranno sottoporsi alla prova non soltanto alle difficoltà con cui convivono gli oltre 28 mila veneti ipovedenti o non vedenti, ma anche al valore del cane guida, alla sua importanza. «Un cane guida è l’ausilio più sicuro che si possa dare a chi è privo della vista – dice Giuseppe Marino, responsabile regionale Anpvi – più del bastone bianco, più dei percorsi speciali o dei cicalini al semaforo». Ma preparare un cane guida è un percorso lungo e costoso (circa 12 mila euro il costo dell’addestramento necessario, prima di affiancarlo definitivamente a una persona). Di qui la continua ricerca di aiuti, sia da parte delle istituzioni che da parte dei privati e delle famiglie. «Servono fondi – spiega Costanza Gerundo della scuola Triveneta – e disponibilità». Nel primo caso ci si arrangia come si può, con le ricerche porta a porta e le iniziative di riciclo come la raccolta di tappi di plastica; nel secondo caso si cercano famiglie «d’affido», nuclei che siano disposti ad accogliere il cane durante il primo anno di vita e di addestramento. «Le famiglie vengono selezionate e istruite – spiega Mario Bellò, l’addestratore del centro – poi gli viene affidato un cucciolo di due mesi da accudire in attesa della preparazione». Sono sei i cani che ogni anno la scuola «diploma» e affianca. Sei «angeli». Sabato, chi vorrà, potrà conoscerli.
Informazioni: Anpvi 0422.41 11 06 o Scuola Triveneta cani guida 049.8 5 62 47).

Press-IN anno I / n. 3081

La Tribuna di Treviso del 25-11-2009


nov 25 2009

Nuovo portale online sulla disabilità

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:44 am

Redattore Sociale del 19-11-2009

On line un nuovo portale internet sulla disabilità

Si tratta dell’Osservatorio sulle politiche per l’inclusione sociale e sulle buone prassi nato dal progetto “Disability and social inclusion” coordinato

dall’Istituto per gli Affari Sociali e co-finanziato dalla Commissione europea

ROMA. Promuovere una maggiore conoscenza delle esigenze delle persone disabili e mettere in rete iniziative ed esperienze positive nella lotta all’esclusione

sociale. È questa la sfida di un nuovo portale on line sulla disabilità. Si tratta dell’Osservatorio sulle politiche per l’inclusione sociale e sulle buone

prassi sul territorio nazionale nato dal progetto “Disability and social inclusion” coordinato dall’Istituto per gli Affari Sociali e co-finanziato dalla

Commissione europea Dg employment, social affairs and equal opportunities. Tra i partner del progetto anche il ministero del Lavoro e delle politiche sociali,

la Regione Puglia, i Comuni di Parma e Castel Sant’Angelo, la Fondazione Don Gnocchi Onlus, Coface handicap, West, Regesta e Fish.

Raggiungibile all’indizizzo http://dse.west-info.eu, il nuovo sito internet raccoglierà notizie e approfondimenti sulle esigenze delle persone con disabilità.

“Con questo obiettivo spiegano gli autori – il portale sarà costantemente arricchito di contenuti, riferiti a quattro gruppi di persone con disabilità:

donne, bambini, immigrati, anziani, e considerate sotto il profilo anagrafico, sociale, economico e culturale, maggiormente esposte al rischio di esclusione

sociale a causa della condizione di doppia vulnerabilità”. Tra gli obiettivi del progetto anche quello di promuovere a livello nazionale e locale conferenze,

tavole rotonde sui temi trattati su internet. La realizzazione del sito, spiegano gli autori, è parte di quel percorso individuato dalla ratifica da parte

dell’Italia della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, cioè lo sviluppo di appropriate politiche per la protezione e l’inclusione

delle persone con disabilità.


nov 25 2009

Uncinetto e paillettes per un’artista nonvedente

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 11:32 am

L’Eco di Bergamo del 23-11-2009

Cenate Sotto, splendono di colori le opere dell’artista non vedente.

In mostra i lavori con paillettes e uncinetto di Oriana Ambrosini, cieca dalla nascita. «La bellezza viene da dentro».

CENATE SOTTO – «Il rosso è il mio colore preferito, mi trasmette un senso di calore. Il bianco invece non mi dice niente, un po’ come il beige e gli altri colori neutri». Come tutti gli artisti, Oriana Ambrosini ha le sue preferenze cromatiche, nettamente orientate a tinte «solari», come il rosso e il giallo.

Niente di strano, se non fosse che l’artista in questione è non vedente dalla nascita e quindi quei colori, nel modo in cui li intendiamo noi, non li ha mai visti.

Eppure qualcuno, tanti anni fa, ha aiutato la sua fantasia di bambina a immaginare un mondo dalle tinte luminose e brillanti come le opere che lei oggi

confeziona con gusto, e che fino a domenica sono in esposizione, insieme ai monumenti in miniatura di Daniele Ravasio, al Palaincontro di Cenate Sotto

(orari: sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. In settimana visite guidate per le scuole. Ingresso libero).

«Ho frequentato l’asilo a Padova, e poi le elementari e le medie a Milano, in un istituto per ciechi – racconta Oriana, originaria di Palosco e residente a Cenate Sotto con il marito Fabio -. Lì ci aiutavano ad associare i colori a forme e oggetti che ci erano familiari: l’erba è verde, il sole è giallo…».

È così che Oriana si è fatta una sua idea delle tinte che adesso accosta nei suoi lavori, realizzati lasciandosi guidare solo dalle mani e da una creatività innata che il buio degli occhi non è riuscito a spegnere.

«È iniziata per caso: mia nipote faceva dei lavoretti usando delle forme di polistirolo, che ricopriva di paillettes appuntate con gli spilli – racconta Oriana -. Ho voluto provare anch’io, partendo dalla cosa più semplice, una pallina per l’albero di Natale». E da lì, la passione decolla: dopo le mattinate di lavoro come centralinista all’ospedale di Calcinate, Oriana trova sempre un po’ di tempo per il suo hobby, impegnandosi in lavori sempre più complessi.

Perché i traguardi più difficili sono sempre i migliori: «La bellezza si conquista. Amo di più le cose per cui ho fatto più fatica. Come il sole, quello più grande, e i Re Magi: pensavo di non riuscire a finirli, ci ho messo tempo e passione». Non ci sono solo oggetti in polistirolo, tra le creazioni di Oriana, ma anche biglietti di auguri e lavori all’uncinetto. «Un’amica mi ha aiutato a ricopiare le istruzioni in braille, così adesso posso dedicarmi al filet».

Sorride del mio stupore: «Non so spiegare come mi viene, lo faccio e basta. Sono gelosa dei miei lavori, non li faccio per venderli ma solo per regalarli, ed ero un po’ restia a metterli in mostra. Ma adesso sono contenta di tutti questi complimenti». Fabio, lì accanto, gongola: «L’ho convinta io». Lui, cieco, lo è diventato a 35 anni, per un glaucoma. Pochi mesi dopo, a un incontro di preghiera a cui nessuno dei due voleva andare, ha conosciuto Oriana.

Colpo di fulmine. Adesso sono sposati da sedici anni («e mezzo», precisano in coro), e vivono da soli nella loro casa di Cenate. Lei a manipolare colori e bellezza, lui, appassionato di corsa, a rimuginare sul libro che gli hanno chiesto di scrivere dopo che l’anno scorso, tanto per gradire, ha attraversato il Sahara a piedi, 250 km in 15 giorni. È per questi sprazzi di meraviglia che si insinuano nella loro quotidianità, che capisci che Oriana parla sul serio, quando dice che «la vera bellezza non c’entra troppo con il vedere: viene dal cuore, è qualcosa che ti colpisce dentro». Come questa coppia che adesso si incammina verso casa tenendosi per mano, con un bastone a fare da guida.

Fausta Morandi


nov 19 2009

INTEL READER un nuovo dispositivo per la lettura digitale

Negli Stati Uniti, arriva INTEL READER, un nuovo strumento per la lettura audio.

La INTEL CORPORATION, ha realizzato un nuovo ausilio, per la lettura in formato audio di testi stampati.

Si chiama INTEL READER, questo strumento innovativo, che vuole essere la nuova soluzione per abbattere le barriere della lettura.

INTEL READER, recepisce tramite una fotocamera i testi stampati es libri, giornali, ecc, e con un microprocessore intel, traduce in audio i medesimi.

Dunque l’utilizzatore di questo ausilio, si sente leggere ad alta voce, il testo.

Dunque una nuova alternativa agli strumenti già esistenti per la lettura digitale, che arriva da una importantissima azienda americana specializzata in innovazioni tecnologiche.

L’idea di realizzare questo strumento, è partita da Ben Foss, ricercatore intel, con problemi di dislessia.

Infatti INTEL READER, sarà una nuova strada da seguire, per abbattere le barriere che impediscono a dislessici, ma anche a ipo e non vedenti, di apprezzare il piacere della lettura.

INTEL READER, è pratico e ha le dimensioni di un libro tascabile, deve essere usato insieme ad un altro strumento importantissimo come l’INTEL PORTABLE CAPTURE STATION, con il quale è in grado di catturare davvero grandi quantità di testo stampato.

Attualmente INTEL READER, è distribuito negli Stati Uniti, e in Gran Bretagna.

Presto probabilmente però, verrà messo sul mercato anche nel resto del mondo.

Di certo è una soluzione innovativa, che da nuove prospettive, verso una piena autonomia di disabili con grosse difficoltà nella lettura.

I costi per l’acquisto di questo strumento, sono piuttosto alti, infatti se INTEL READER fosse distribuito anche da noi, al prezzo attuale bisognerebbe spendere circa 900 euro.

Per quanto riguarda l’INTEL CAPTURE STATION, anche qui vi sono dei prezzi comunque abbastanza elevati certamente molto meno che per l’altro ausilio, ovvero circa 260 euro.

Se vuoi ulteriori informazioni su questo prodotto,

vai su:

http://www.hi-techitaly.com/news/varie/1686-intel-read

er-il-reader-che-legge-a-voce-i-testi-stampati-digitalizzati.html


nov 19 2009

A Verona nascono “I professionisti della disabilità”

Tag: Esperienzepatrizia @ 9:27 am

Disabili.com del 17-11-2009

A VERONA NASCONO NUOVI “PROFESSIONISTI DELLA DISABILITA’”

Un percorso universitario mirato per chi si occupa di bambini con deficit sensoriali

VERONA – L’Università degli Studi di Verona ha attivato anche quest’anno, visto il grande successo della scorsa edizione, il Master di I livello in “Educatore

Esperto per la Disabilità Sensoriale” (EEDS). L’obiettivo è quello di formare una figura professionale adeguata all’intervento educativo rivolto a bambini e ragazzi con minorazioni della vista e dell’udito.

Abbiamo intervistato per voi la dottoressa Marcella Nalli, responsabile del Segreteria Organizzativa del Master EEDS:

D: Com’è nata l’idea di attivare questo Master?

R: La scelta del percorso formativo è stata una intuizione del prof. Mario Longo, preside della Facoltà di Scienze della Formazione. La richiesta di attivare una formazione idonea è provenuta dalla provincia di Verona, durante il mandato dell’ex assessore Maria Luisa Tezza, di cui ero collaboratrice per quanto riguarda, in particolare, l’Osservatorio Provinciale Disabilità Sensoriali. Le faccio una premessa: la provincia ha il mandato legislativo dalle Regioni di occuparsi del servizio di assistenza socio didattica integrativa per bambini sordi e ciechi che siano in età scolare. La legge regionale 11 del 13 aprile 2001 dice in particolare che l’obbligo sussiste fino al raggiungimento di un diploma professionalizzante. Quindi la scuola mette in campo gli insegnanti di sostegno per sostenere la disabilità sensoriale, ma si tratta di figure di sistema; il supporto al bambino sordo e cieco, soprattutto quando è a casa a fare i compiti, oppure quando serve adeguare il materiale s colastico alla sua disabilità specifica, compete invece alle province, attraverso una figura che non è stata precisata dalla legge così come invece è stato fatto per l’insegnante di sostegno. In assenza di un riferimento legislativo preciso mancano un’identità professionale certa e una contrattistica adeguata. Questo si riflette negativamente sul bambino in termini, ad esempio, di cattiva continuità didattica. Si sono inoltre creati spazi in cui agiscono le associazioni che, pur avendo una conoscenza della materia, non possono essere considerate enti formativi. Non succede quasi mai che un’Università ascolti le necessità del territorio; in questo caso, invece, il Preside Longo ha pensato ad una formazione di master, oltretutto aperto anche agli uditori (che alla fine riceveranno un attestato di frequenza), in modo non solo da formare le nuove leve, ma anche da riqualificare professionalmente gli operatori già in servizio.

D: Quali sono le novità più significative di questa edizione?

R: Come dicevamo, la formulazione didattica vede il 60% delle lezioni online. Perché non il 100%? Perché una formazione di questo tipo richiede che l’educatore che si dedica alla disabilità diventi anche, come dice il prof. La Rocca, “esperto di umanità”: questo si ottiene con delle lezioni frontali. Poi tra le materie ci sono LIS e Braille, che ovviamente non possono essere insegnate online. Un’altra novità importantissima è il forte collegamento con il territorio.

Chi ha agito è l’Università di Verona, però le sette province venete si sono consorziate e hanno steso un protocollo d’intesa specifico sull’argomento formativo e di stabilizzazione del profilo professionale. L’Università ha spalmato le lezioni in presenza sul territorio delocalizzandole: il modulo di LIS e Braille, ad esempio, è a Venezia, il modulo psicologico è all’istituto Configliachi a Padova, il modulo di riabilitazione logopedica è a Treviso, e stiamo studiando i collegamenti anche in videoconferenza con Belluno. Poi c’è un’altra novità: l’attivazione, collateralmente al master, di seminari di approfondimento. Uno è già immaginato in dicembre, a stampo medico-specialistico, con la partecipazione di professionisti estremamente competenti sui temi della disabilità visiva e uditiva. Oltre a questo è prevista anche una presentazione delle associazioni che operano sul campo, in modo tale che i nuovi operatori siano ben informati sull’offerta del territorio. Altra novità è l’organizzazione in sette moduli distinti, monotematici, che possono essere acquistati separatamente ed essere occasioni mirate di formazione specialistica. Per quanto riguarda il modulo 1, a carattere prettamente scientifico, sono stati accreditati 8 punti ECM (Educazione Continua in Medicina; per approfondire clicca QUI – n.d.a.) per la frequenza del personale che ne faccia richiesta. Un altro target importante di questa formazione sono gli insegnanti, perché il master è della tipologia specifica che pu ò procurare, a chi lo frequenta e lo conclude, tre punti in graduatoria, in base alle caratteristiche descritte dal D.M. 42 dell’ 8 aprile 2009, valido per il biennio 2009-2011, in particolare l’allegato 2 punto C7.

D: Quanti sono stati i partecipanti alla scorsa edizione e, indicativamente almeno, da che percorso universitario o professionali provenivano?

R: Durante la precedente edizione ero solo docente e collaboratrice, come sempre sono stata, del direttore scientifico, prof. Angelo Lascioli, che, unico nella facoltà di Scienze della Formazione, si occupa di pedagogia speciale. Quindi non so fornirle dei numeri. So che nella precedente edizione c’erano ottici, logopedisti, persone già inserite nel lavoro, anche perché c’era il finanziamento quasi totale della provincia di Verona. L’ex assessore è stata veramente sensibile ai temi della formazione e del benessere dei bambini. Questa volta abbiamo abbiamo un plafond d’iscritti molto ampio e ho il piacere di vedere le più disparate professionalità e provenienze, addirittura studenti stranieri. Ho avuto anche l’onore di avere la richiesta di iscrizione da parte di due ragazze sorde che sono educatrici già in servizio, e di un ragazzo cieco con la terza media, che fa supporto a ragazzini più piccoli.

D: Un’ultima domanda: ecco, dove viene svolto lo stage finale e, in base alla sua esperienza, può fornire dei contatti utili ai fini dell’inserimento lavorativo.

R: Intanto il fatto che questo master sia richiesto dalle province dice già che attingeranno ai masterizzati per le assunzioni, come si è già verificato con la scorsa edizione. Sulla seconda facciata del volantino, ci sono una serie di loghi, quelli delle istituzioni e delle associazioni che hanno confermato di essere disposte a ospitare gli stage. L’anno scorso lasciavamo l’iniziativa al supervisore e agli studenti, ma è stato un meccanismo difficile, quindi questa volta abbiamo fatto la scelta di partire già con tutte le istituzioni concordi. Tra le varie istituzioni ricordiamo le ULSS, l’associazione I-Care, il centro R.E.U.L. di Genova, il Centro Disabilità Sensoriale di Mestre, la fondazione Hollman.


nov 17 2009

La ricetta del pesto alla genovese di Fabrizio

Tag: Accessibilità in cucinaadmin @ 4:05 pm

Questa è la ricetta di Fabrizio che ha frequentato la scuola aberghiera.
E ha avuto la fortuna di lavorare a Madamadoré (ristorante famoso per i suoi ricevimenti)

Questa è la ricetta di Fabrizio per il pesto:

Ingredienti:
Ci vuole il parmiggiano sicuramente
il basilico (ligure di Pra’)
i pinoli
e l’olio extra vergine d’oliva
l’aglio (a chi piace, a me piace quindi lo metto)
Come si prepara:
Un tempo si usava il mortaio, ora usiamo il frullatore.
Mettiamo tutto dentro al frullatore e si tritura tutto.
Quando è fatto metà lo mettiamo lo dentro delle vaschette da ghiaccio e poi lo mettiamo in freezer.
L’altra metà l’usiamo per farci una pasta.
La pasta da usare è:
trofie di Recco oppure gnocchi di patate.
Questa è la mia ricetta.
Firmato Fabrizio


nov 17 2009

Mondadori online

Tag: Audiolibripatrizia @ 12:25 pm

Affari Italiani del 09-11-2009

Audiolibri online – Mondadorishop.it lancia gli audiolibri in download …

Audiolibri online – Mondadorishop.it lancia gli audiolibri in download letti da attori professionisti, voci note o dagli stessi autori

Il negozio online di Mondadori lancia gli audiolibri in download, dai grandi romanzi contemporanei ai classici della letteratura. A un anno dalla nascita,

Mondadori Shop.it amplia così la propria offerta: dopo i brani musicali e le suonerie, Mondadori Shop inaugura infatti una nuova sezione dedicata agli

audiolibri, letti da attori professionisti, voci note o dagli stessi autori.

A pochi giorni della messa in Rete della nuova sezione, l’audiobook più venduto è “Storie del bosco antico” di Mauro Corona (Mondadori), narrato attraverso

la voce del suo stesso autore.

Della maggior parte dei titoli a catalogo, è possibile acquistare su Mondadorishop.it sia la versione integrale sia scegliere una singola fiaba o racconto.


nov 17 2009

Patologie vascolari della retina

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:37 am

Varese News del 13-11-2009

Patologie vascolari della retina: se ne parla al Circolo

Simposio venerdì 13 dicembre su alcune manifestazioni oculari che sono sintomi di malattie o disordini generali

VARESE – Specialisti a confronto questa mattina, venerdì 13 novembre, all´ospedale di Circolo nel corso di un simposio organizzato dal direttore dell´unità

operativa prof. Claudio Azzolini.

Le patologie vascolari della retina sono alterazioni dei vasi ematici che nutrono la retina, determinando una loro parziale o completa chiusura. Ne deriva

una diminuzione o mancato apporto di sangue alla retina. Come reazione possono inoltre formarsi vasi anomali che sanguinano e provocano cicatrici sulla

retina. I sintomi hanno in comune un calo della vista fino alla cecità. È quindi importante riconoscere tempestivamente queste patologie, e utilizzare

al meglio le strumentazioni necessarie per il loro studio e terapia medica, con laser e chirurgica.

Le patologie vascolari della retina non hanno origine solamente nei tessuti oculari, ma molto spesso sono una manifestazione oculare di malattie e disordini

generali. Per questo motivo in questo Simposio Multidisciplinare si confrontano specialisti oculisti, internisti, ematologi e farmacisti per affrontare

al meglio l´approccio diagnostico e terapeutico di queste patologie.

Il Simposio è dedicato agli oculisti e operatori della sanità per un aggiornamento della cause, diagnostica e cura di queste patologie. In particolare

si parlerà delle più comuni patologie vascolari della retina, senz´altro la retinopatia diabetica e le occlusioni vascolari retiniche.

«La retinopatia diabetica – spiega il professor Azzolini – è la più diffusa e la più importante malattia metabolica presente in Italia e nel mondo occidentale.

Si calcola che il numero dei diabetici in Italia sia di circa 3 milioni ai quali si devono aggiungere almeno altri 2 milioni di casi non ancora diagnosticati.

A fronte di una prevalenza di 3-5% di casi noti, circa il 50% dei casi di diabete mellito risulta infatti non ancora diagnosticato. Ogni anno si verificano

circa 200.000 nuovi casi di cui circa 15.000 di tipo 1 (curabile con l´insulina) e 185.000 di tipo 2 (curabile con altri farmaci).

Almeno il 30-50% dei pazienti affetti da diabete mellito risulta affetto da un qualche grado di retinopatia diabetica che, a sua volta, è ad alto rischio

nel 10% dei casi. La retinopatia diabetica è relativamente poco frequente nei primi 2-3 anni dalla diagnosi nei pazienti con diabete tipo 1, mentre nei

pazienti con diabete tipo 2 una proporzione consistente (fino al 30%) presenta retinopatia già al momento della diagnosi.

Le occlusioni vascolari retiniche. possono interessare le arterie o le vene retiniche. L´incidenza dell´occlusione dell´arteria centrale della retina è

di poco meno di un caso su 100.000 persone. La malattia è tipica del paziente anziano. Il coinvolgimento bilaterale si osserva solo nell´1-2% dei casi.

Fino al 75% dei pazienti presentano aterosclerosi diffusa, associata a ipertensione o diabete. Le trombosi retiniche (occlusioni venose retiniche) rappresentano

la seconda principale patologia vascolare retinica dopo la retinopatia diabetica, con una prevalenza nella popolazione compresa tra lo 0.6% e l´ 1.6% e

un´incidenza nella popolazione sopra i 40 anni di poco più di due casi su 1000 persone, valore che raddoppia per i pazienti di età superiore ai 65 anni.

Il nostro è un Centro di eccellenza per la cura di queste patologie. La diagnostica comprende, fra le altre apparecchiature, tomografi ottici retinici

a scansione laser di ultima generazione per particolari “scan” della retina con risoluzione fino a pochi micron, circa 20 volte meno dello spessore di

un capello, e fluoroangiografi molto sensibili per studiare la circolazione retinica con mezzo di contrasto. In questo modo “vediamo” e “misuriamo” le

micropatologie retiniche. La terapia è eseguita con farmaci specifici dati sia per via generale che iniettati con particolari procedure all´interno dell´occhio.

Eseguiamo inoltre, ove necessario, terapie con laser dedicati e chirurgia vitreoretinica mininvasiva ove occorra.

Sottolineiamo la multidisciplinarietà dell´approccio clinico di queste patologie che si avvale, oltre dell´oculista, di medici internisti specializzati

nella cura della malattie metaboliche e della coagulazione di fama internazionale.

Nel nostro Centro di eccellenza si effettuano “Trial clinici” in collaborazione con altri centri in Italia ed all´estero alla ricerca delle terapie più

efficaci. A questo proposito siamo presenti molto spesso a Congressi e Simposi in Italia ed all´estero, come recentemente a New York ove abbiamo presentato

i nostri risultati con nuovi tipi di terapie combinate.

Infine, stiamo promuovendo un progetto informatico di scambio dati e immagini con gli specialisti oculisti del nostro territorio per dare un servizio migliore

e più efficace nella cura di queste malattie».


nov 17 2009

I cani guida entrano in carcere

Tag: Pet Therapy e cani guidapatrizia @ 11:32 am

Il Cittadino del 14-11-2009

Due cuccioli di cani guida in carcere

Per un intero anno verranno addestrati in via Cagnola: si tratta di un progetto unico in Italia. Saranno accuditi dai detenuti della Casa circondariale

LODI. Sabato, 28 novembre, due cuccioli del Servizio Cani Guida dei Lions saranno consegnati alla Casa Circondariale di Lodi.La notizia potrebbe sembrare

insolita. Certamente merita un approfondimento per meglio comprendere le due realtà coinvolte – carcere e cecità – tra loro apparentemente distanti.Parlare

del carcere non è facile, perché è un pianeta complesso, a prima vista molto lontano dalla nostra vita di ogni giorno. In realtà esso è lo specchio della

nostra società, uno specchio estremo ma fedele, che incute timore. Forse per questo motivo, stentiamo ad accettarlo e a conoscerlo. Ma se parlare di carcere

non è facile, altrettanto si può dire della cecità. Condizione difficile, la cecità, come lo è il carcere e, analogamente a questo, rappresenta una limitazione

della libertà. Difficile è anche, per chi può guardare il mondo con i propri occhi, riuscire ad immaginare, la realtà di vita di una persona non vedente.

La nostra quotidianità si articola su immag ini, forme, colori che i nostri sensi attingono dal mondo esterno, interpretandoli e rielaborandoli. Per chi

non vede, tutto questo non è mai esistito o non esiste più. Esistono, invece, le tante difficoltà che limitano l´autonomia. Difficoltà come la perdita

di orientamento, la necessità di memorizzare e ripetere sempre gli stessi percorsi per non sentirsi smarrito, la scarsa sensibilità di chi progetta la

città. Un cieco sa che “basta il rumore di un cantiere e la città, disegnata in testa nei minimi dettagli, si perde in un oscuro frastuono e nel terrore

di inciampare in un ostacolo”.Non esistono soluzioni facili e le problematiche in questione chiamano in causa ognuno di noi. L´intervento della pubblica

amministrazione è essenziale ma non è tutto. Proprio da qui, dalla volontà di restituire dignità e diritti a chi è in situazioni difficili, prende vita

l´iniziativa del Lions Club Lodi Torrione in collaborazione con il Servizio Cani Guida dei Lions, con sede a Milano, e la Casa Circondariale di Lodi. Questo

progetto prevede l´affidamento sino ad un anno di età di due cuccioli destinati a diventare, dopo un periodo presso il centro di addestramento di Limbiate,

cani guida per non vedenti. In genere il compito di seguire i cuccioli in questa fase delicata e determinante ai fini del loro futuro ruolo, viene svolto

da famiglie che danno generosamente la loro disponibilità a seguirne la crescita. La novità dell´iniziativa voluta dal Lions Club Lodi Torrione sta nel

riconoscere al carcere, alla stregua di una famiglia, il compito di accudire e di educare i cuccioli in affido accompagnandoli giorno dopo giorno verso

il compito loro assegnato. Il progetto è economicamente a carico del Lions Club Lodi Torrione e del Servizio Cani Guida. «All´interno del carcere – queste

le parole della direttrice Stefania Mussio – c´è un grande entusiasmo degli ospiti per l´iniziativa: i detenuti hanno aderito senza esitazioni. È un progetto

uni co in Italia e assolutamente esportabile in ogni contesto. Si pensi che il carcere di Lodi non ha un´area verde, ma solo un piccolissimo fazzoletto

di terra. Un progetto che negli intenti è stato molto apprezzato dal provveditore regionale alle carceri».

Sabato, 28 novembre, con la consegna dei due cuccioli ai detenuti si entrerà nel vivo dell´iniziativa.


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