feb 24 2010

WHEELCHAIR HOCKEY IN LIGURIA

Tag: SportMirko @ 12:02 pm

WHEELCHAIR HOCKEY IN LIGURIA

UN PO’ DI STORIA

Il wheelchair hockey o hockey in carrozzina elettrica, è nato nei primi anni 70 grazie ad un gruppo di giovani olandesi affetti da distrofia muscolare che, vendendo alcuni loro amici disabili impegnati in altre discipline, volevano fare uno sport che fosse adatto alle loro particolari esigenze.

Dalla metà anni 80 questo tipo di hockey è presente in molti paesi europei ed anche negli Stati Uniti, in Canada ed Oceania.

In Italia è arrivato nel 1991, grazie al Gruppo Giovani della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), a cui non sembrava vero praticare uno sport già così diffuso all’estero.

Dal 1996 la FIWH (Federazione Italiana Wheelchair Hockey), dopo aver raccolto il testimone dalla WHL, cioè la Lega che fin dal 1995 si è assunta il compito di gestire il wheelchair hockey nel nostro Paese e nello stesso anno si svolse il primo campionato Italiano.

Da alcuni anni per vari motivi questo sport si è allargato ad altre disabilità, e sono cresciute le adesioni da parte di ragazzi e ragazze che hanno voglia di provare a praticare questo sport.

Ora il numero di squadre in iscritte al campionato Italiano sono 20, ma ci sono anche 3 o 4 squadre che si stanno formando o riformando.

LE SQUADRE LIGURI

Ad oggi in Liguria abbiamo 4 squadre, ben 3 di queste sono nel capoluogo ligure, e sono:

I “BLUE DEVILS”, nascono nel giugno del 1995. La loro fondazione si e’ creata grazie alle precedenti esperienze di gioco di due dei componenti della squadra, Marangoni e Ginesi.
Con il nuovo allenatore Merlino i diavoli blu aumentavano il loro livello di gioco fino ad arrivare al terzo posto nel campionato italiano. Ora vantano due giocatori in nazionale Veres e Ronsval;

gli “ALL BLACKS” sorgono nel 1997, da prima con il nome “GUFI”, dalla scissione con i “BLUE DEVILS”. Dal 2002 al 2005 gli All Blacks si sono qualificati alle fasi finali fino ad arrivare quarti grazie all’allenatore Ballone. Attualmente è 3 anni che non è iscritta al campionato, ma la squadra si è riformata e presto la rivedremo sui campi da gioco;

“LE TORRI” di Albenga sono nati nel 2004 grazie alla volontà di un giocatore degli All Blacks, Dindelli e alla UILDM di Albenga. Per il momento non hanno ottenuto i risultati sperati. Purtroppo il loro capitano e fondatore li ha lasciati, lui li guarderà dall’alto;

nel maggio 2008, 7 componenti degli All Blacks dopo un anno di riposo decidono di riprovarci, con una nuova squadra. Cosi nella sede di Progetto 80 Sampierdarena fondano le “AQUILE AZZURRE”. Oggi la squadra è composta da 10 elementi tra cui un ragazzo di 15 anni. Da un mese si stanno allenando anche 2 ragazzini di 10 e 11 anni che saranno il futuro della squadra.

In conclusione si può dire che le squadre liguri sono in aumento, e fanno ben sperare per poter ben figurare nel campionato nazionale.

Voglio fare un appello: andate a vedere questi atleti che danno tutto per questo sport e troverete anche tanto rispetto per l’avversario, cosa che si sta perdendo in discipline tanto acclamate e strapagate come il calcio.


feb 24 2010

Il mondo dei falsi invalidi

Tag: News dall'Italiapatrizia @ 11:14 am

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/23/news/falsi_invalidi-2397739/

Dopo aver letto questo articolo, sono rimasta senza parole… non che non sapessi che in Italia il problema fosse purtroppo ben presente, ma non mi sono mai resa conto di quanto fosse ben radicato!

Un mare di falsi invalidi che travolge e fa annegare le speranze di quelle persone che aspetteranno invano un assegno che li dovrebbe aiutare ad affrontare, almeno economicamente, la loro reale condizione di disabile.

Non saprei proprio che terapia si potrebbe seguire per affrontare questa epidemia di falsità, dal momento che il male è ormai in metastasi a tutti i livelli e organi preposti al fine di diagnosticare correttamente una vera malattia.

Non voglio però essere pessimista e voglio sperare che a furia di scoprire nuove strane malattie, si troveranno anche le cure necessarie ed opportune per poterle affrontare al meglio.

Mi sento però di dire che la fame di soldi e di potere che hanno certi personaggi, è un sintomo molto più grave e doloroso di quelli provati realmente dalle persone a cui viene tolto il reale riconoscimento, ma non la loro dignità.


feb 24 2010

I racconti di Dacia Maraini

Tag: Audiolibripatrizia @ 10:20 am

Corriere di Bologna del 18-02-2010

I racconti di Dacia

BOLOGNA. La Maraini oggi alla Biblioteca delle donne presenta il suo «audiolibro»: «I testi li scrissi su commissione di Trenitalia: li volevano per i

viaggiatori»

Tredici racconti brevi scritti sedici anni fa da Dacia Maraini, e mai usciti in libreria, tornano a risuonare grazie a un’edizione in audiolibro, nella

raccolta

La nuova versione, pubblicata da una casa specializzata come Il Narratore, viene presentata oggi a Bologna dalla stessa autrice, a colloquio con Niva Lorenzini,

direttrice del dipartimento di Italianistica dell’Università, presso la Biblioteca italiana delle donne, in via del Piombo 5. «Si tratta quasi di un inedito

esordisce l’autrice di – perché i racconti li scrissi su commissione di Trenitalia, che aveva assunto la lodevole iniziativa di distribuire gratuitamente

dei libri ai propri viaggiatori. E oggi sono stati ripresi in questa nuova forma dell’audiolibro». Un settore che in Italia è purtroppo ancora circoscritto,

a differenza di altri Paesi, osserva la Maraini: «Invece è uno strumento molto utile, sia per avvicinare i giovani, che sono abituati a usare le cuffiette

per ascoltare la musica, ma anche per persone che hanno problemi con gli occhi o altre difficoltà, e per coloro che svolgono lavori manuali. L’audiolibro

è una compagnia straordinaria, che può benissimo a ffiancare il libro cartaceo. Beninteso non per sostituirlo». Le ricadute di un libro letto «ad alta

voce», per dirla con Pennac, piovono anche sulla versione stampata, come attesta il recente successo della letta da Benigni, che ha moltiplicato le copie

dell’opera di Dante vendute, e non più solamente per un utilizzo scolastico. Cosa ben diversa dall’audiolibro, che la Maraini ritiene strettamente apparentato

alla versione cartacea, è invece quell’ebook di cui si parla sempre più negli ultimi tempi, specie dopo l’arrivo dei nuovi tablet come l’iPad presentato

a fine gennaio da Steve Jobs. «L’ebook è scomodo», continua la Maraini.


feb 18 2010

E se cominciassimo a corromperli? (di Franco Bomprezzi)

Tag: Esperienzedaniela @ 10:37 am

È la provocazione lanciata da Franco Bomprezzi, constatando che proprio la corruzione diffusa nel nostro Paese è una delle cause delle barriere architettoniche e della mancanza di una vera progettazione inclusiva per tutti. «Infatti – scrive Bomprezzi – i progettisti, i committenti, le imprese, i funzionari, i tecnici, i consiglieri comunali, i politici, sono concentrati sull’obiettivo di guadagnare potere e denaro per perpetuare se stessi e le persone con disabilità non sono in grado di contrastare questo fenomeno, o di pagare tangenti per una buona causa, quella dell’accessibilità per tutti. Forse in futuro dovremmo cominciare a corrompere gli architetti, gli ingegneri, i consiglieri comunali, i parlamentari, i funzionari ministeriali. Pagandoli profumatamente probabilmente riusciremmo a vivere in un mondo migliore!» Ho atteso qualche giorno. Un’idea mi frullava nella testa. Cercavo un indizio, un nesso. Non ho faticato a trovarlo. Quando entro in un edificio imponente, di nuova costruzione, quasi sempre un edificio pubblico, mi accorgo subito che non c’è stata alcuna attenzione, se non puramente formale, alla questione dell’accessibilità.

Entro con la mia sedia a rotelle, mi guardo attorno, e scopro quasi sempre percorsi dedicati, nascosti, periferici, che richiedono un piccolo aiuto, quanto meno un assistente che ti guida verso la rampa, verso l’ascensore, verso il posto “dedicato” alle persone con disabilità, nella platea di un teatro, nell’accesso a un museo, nell’ingresso di un ufficio pubblico, di una banca, di un grande albergo, perfino di qualche negozio importante. Ho letto in questi giorni, come tutti abbiamo fatto (almeno spero), le notizie delle indagini sugli affari promossi e favoriti dalla Protezione Civile. Prescindo completamente dalla persona di Guido Bertolaso, non mi interessa la situazione della singola persona, rispetto alla quale non ho alcun elemento per giudicare o per emettere sentenze. Ma quanto emerge dalle cronache è più che sufficiente per farsi un’idea di come funzioni il rapporto fra opere pubbliche, appalti, committenza politica, istituzioni e funzionari. Contano solo i soldi, il denaro, il potere. Noi, i cittadini, no. Nulla, meno di zero. Esiste l’”aristocrazia del cemento” e degli appalti, un mondo chiuso e protetto di imprenditori e di politici, di tecnici, progettisti, affaristi, faccendieri, portaborse, fornitori di servizi alla persona (centri massaggi, ad esempio), che vive in funzione del denaro che si può estorcere per garantire nei tempi necessari al risultato richiesto, ovvero a far fare bella figura al Potere: la Grande Apparenza. Il denaro che circola è tanto, in euro fa meno effetto, se traducessimo tutto in vecchie lire, saremmo terribilmente impressionati dalle cifre della corruzione. Questo ceto ricco, epulone, privo di morale, vive in un mondo separato dalla morale quotidiana di tutti noi. Le persone con disabilità, ad esempio, non sono attrezzate per affrontare questo Moloch. Pensano di essere portatrici di diritti essenziali, e fra questi spicca certamente l’accessibilità, la mobilità personale. Ma appare evidente che a questo ceto di ladri e di parassiti non interessa affatto risolvere per davvero i problemi di mobilità e di accessibilità delle persone. Ecco perché non ho mai sentito in nessun convegno ad alto livello sulla programmazione delle grandi opere pubbliche (penso ad esempio ad Expo 2015 a Milano) un briciolo vero di attenzione alla voce delle persone con disabilità. Tutto diventa secondario, un accessorio reso obbligatorio dalle leggi vigenti, che tanto si possono aggirare, eludere, ignorare, beffare, perfino citando a scusante la mancanza di risorse economiche a disposizione. La mia considerazione odierna è che la corruzione diffusa in questo Paese sia una delle cause delle barriere architettoniche ancora così diffuse e della mancanza di una vera progettazione inclusiva per tutti. Infatti, i progettisti, i committenti, le imprese, i funzionari, i tecnici, i consiglieri comunali (vedi Milano), i politici, sono concentrati sull’obiettivo di guadagnare potere e denaro per perpetuare se stessi. Le persone con disabilità non sono in grado di contrastare questo fenomeno, o di pagare tangenti per una buona causa, quella dell’accessibilità per tutti. Forse in futuro dovremmo cominciare a corrompere gli architetti, gli ingegneri, i consiglieri comunali, i parlamentari, i funzionari ministeriali. Pagandoli profumatamente probabilmente riusciremmo a vivere in un mondo migliore!

*Testo apparso anche in «FrancaMente», il blog senza barriere di Vita.blog, con il titolo: La questione morale.

Press-IN anno II / n. 360

Superando.it del 15-02-2010


feb 16 2010

Arriva la cintura per guidare gli sciatori disabili visivi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientifica, Sportpatrizia @ 10:37 am

Redattore Sociale del 15-02-2010

Nasce a Bologna la cintura-robot che guida gli sciatori non vedenti

Lo sci per non vedenti è una realtà dagli anni ‘40, ma la Rokepo, un’azienda di 15 dipendenti di Monteveglio (Bo) specializzata in soluzioni tecnologiche

audio video e luci, ha ideato e prodotto in esclusiva questa speciale apparecchiatura

BOLOGNA – Nasce a Bologna la tecnologia che permette ai ciechi di praticare lo sci alpino in sicurezza. Rokepo, azienda di Monteveglio, nella provincia

emiliana, 15 dipendenti in tutto, specializzata in soluzioni tecnologiche audio, video e luci, ha ideato e prodotto in esclusiva per la fondazione per

lo sport Silvia Rinaldi di Bologna, onlus intitolata a una giovane sciatrice prematuramente scomparsa, una particolare apparecchiatura che amplifica e

migliora la comunicazione tra guida e sciatore disabile. Lo chiamano tutti “robottino”, ed è stato sviluppato dall’ingegnere Salvatore Bruno: si tratta

di un interfono che sta sulla cintura dotato con un mini altoparlante indossata dalla guida che precede l’atleta ed è collegato a microfoni dai quali atleta

e guida si parlano.

Già utilizzato alle paraolimpiadi invernali di Torino 2006, il “robottino” Rokepo sarà protagonista anche a Vancouver 2010. Il campione italiano Gianmaria

Dal Maistro, vincitore della medaglia d’oro a Torino 2006 in Super-G, seguirà infatti il suo richiamo. Tanto più che la tecnologia ora permette di migliorare

la comunicazione tra guida e atleta non vedente amplificando i segnali convenzionali lanciati dalla guida ed escludendo i rumori ambientali che potrebbero

disturbare la comunicazione e causare situazioni pericolose. Per Andrea Lobietti, direttore generale di Rokepo “questo è un progetto coraggioso e di grandissima

utilità. Lo sport è una dimensione di vita importante e sapere che il nostro know-how serve ad abbattere alcune barriere dà senso alla nostra attività”.

Lo sci alpino per disabili visivi non è una novità, è infatti una disciplina paraolimpica già dagli anni’40. Si divide in tre categorie in base al tipo

di disabilità dell’atleta: per i disabili che non hanno l’uso delle gambe è previsto uno stile in cui gli atleti sciano accucciati (sitting); i disabili

visivi hanno invece a disposizione una guida e apparecchiature radio di comunicazione (il “robottino” in questione) mentre per altre disabilità gli atleti

sciano eretti (standing) senza guida. In ogni categoria l’atleta gareggia con altri atleti aventi la medesima disabilità.

A norma del comitato paraolimpico internazionale la guida per gli atleti ipovedenti deve sciare davanti, per gli atleti non vedenti la guida può sciare

indifferentemente davanti o dietro all’atleta. La tecnologia di comunicazione tra guida e atleta era fino a poco tempo fa affidata esclusivamente a un

sistema radio mentre ora il robot Rokepo utilizza oggi una tecnologia più avanzata. “Attualmente non è prevista una sua commercializzazione continuano

all’azienda emiliana perché abbiamo prodotto questo robot esclusivamente per i disabili assistiti dalla Fondazione Silvia Rinaldi”. Da sempre la montagna

accessibile ai disabili è stato un sogno di Alberto Benchimol, iniziatore della Fondazione Rinaldi che dal 1984 forma guide di sci alpino dedicate per

atleti disabili.

Paolo Perini


feb 12 2010

La musica di Wolgfang Fasser, per arrivare al cuore

Tag: Esperienze, News dall'Italiadaniela @ 2:53 pm

Press-IN anno II / n. 303

Corriere di Arezzo del 07-02-2010

Musicoterapia gratuita. Cieco aiuta i bimbi disabili.

AREZZO. Si chiama Wolgfang Fasser, abita nel cuore del Casentino, tra Quorle e Becarino, nel comune di Poppi, e aiuta adulti e bambini diversamente abili grazie alla musicoterapia. Nato in Svizzera, a Glaros, nel 1955, Wolfgang perde la vista a causa di una malattia. Ma la cecità non gli impedisce di incontrare il mondo: fisioterapista e musicoterapeuta, ha studiato e lavorato in varie parti d’Europa, fino a vivere una lunga esperienza come volontario in uno degli Stati più poveri dell’Africa, il Lesotho. Da ormai vent’anni risiede in Toscana dove svolge varie attività aiutando persone con disagi fisici, psico-fisici e sociali. Da circa nove anni infatti Wolgfang porta avanati le iniziative del centro no profit di Musicoterapia “Il Trillo di Poppi”. Attraverso il gioco, il movimento, il linguaggio della musica e il dialogo, il centro realizza servizi e azioni positive indirizzate soprattutto all’armonizzazione della crescita personale di soggetti portatori di handicap in modo da perseguire la migliore integrazione socio-culturale possibile, ma vuole anche favorire l’apertura, l’accoglienza e l’integrazione delle diversità così da prevenire o superare qualsiasi forma di discriminazione o emarginazione. Un lavoro importante che fino ad oggi ha aiutato bambini e adulti casentinesi diversamente abili in modo del tutto gratuito. “Con la musicoterapia – dice Fasser – la persona può esprimere e percepire le proprie emozioni, mostrare, comunicare i propri sentimenti, i propri stati d’animo attraverso il linguaggio non verbale. La musica così permette al mondo esterno di entrare in comunicazione con la persona favorendo l’inizio di un processo di apertura”. Oltre la Musicoterapia il Trillo offre inoltre camminate di ascolto nei boschi casentinesi per conoscere ogni aspetto della natura o ancora esercizi benefici e dolci attraverso la musica di Mozart. Wolgfang quindi in questi anni ha portato in Casentino tutto il suo sapere, una sapere che ha acquisito grazie ai tanti anni di studio e lavoro in Svizzera e ai viaggi in Africa dove ha appreso l’arte della musica grazie agli Sciamani indigeni. Un lavoro importante realizzato da una persona che attraverso il suo disagio fisico aiuta e accoglie ragazzi diversamente abili

Sara Trapani


feb 10 2010

Genova nasce uno sportello informativo per disabili

Tag: Come fare per..., Genova e dintornilucio @ 11:49 am

Genova nasce uno sportello informativo per i disabili

Centro civico Buranello, progetto pilota, per uno sportello informativo per disabili.

Genova vuole compiere un altro passo avanti, nel garantire ai disabili la tutela dei propri diritti, e nel offrire a queste persone tante opportunità.
Così presso il centro civico Buranello di Genova Sampierdarena di cui abbiamo ampiamente parlato perché sede delle lezioni del progetto Danzabilità di cui si veda articoli correlati, nasce uno sportello informativo per favorire una certa attenzione nella conoscenza di tutto ciò che concerne le disabilità.
Lo sportello da informazioni su norme, opportunità, ecc.
Ogni disabile che vuole avere un punto di riferimento, lo può trovare qui.
Al momento solo il quartiere di Sampierdarena, parte con questo progetto, ma si pensa di estendere il medesimo, agli altri municipi cittadini.
Lo sportello del centro civico Buranello a Genova Sampierdarena in via Daste 8a, è gestito da un gruppo locale.
In esso confluiscono il Progetto 80, anche dello stesso ne abiamo parlato approfonditamente e non solo per la Danzabilità, la sezione genovese dell’UIC (unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti), e la sezione genovese dell’ENS (ente nazionale sordi.
Lo sportello del centro civico Buranello, è aperto al pubblico ogni secondo e quarto giovedì del mese, dalle ore 9, alle ore 12.
Lo sportello ha avuto la sua prima apertura in via sperimentale, lo scorso 3 dicembre in occasione della giornata europea delle persone disabili.
Con l’inizio del nuovo anno, ha avviato ufficialmente la propria attività, secondo gli orari già mensionati.
La sede genovese della FAND (federazione delle associazioni nazionali dei disabili), spera che possano essere coinvolte, tutte le realtà attinenti alle disabilità, per fornire un aiuto davvero efficace, che possa assicurare ogni tipo di risposta.
Per avere maggiori dettagli su tutto ciò che si può chiedere allo sportello, e altro, telefona allo 010 659.81.01.
Oppure contatta Arturo Vivaldi (UIC Genova) al 347 61.45.079.

Sull’argomento, vedi anche:
www.terredimare.it


feb 10 2010

Fare gol ad occhi chiusi!

Tag: Esperienze, Sportpatrizia @ 11:16 am

Questo articolo è stato scritto da Sebastiano, un nuovo amico del blog, nonché giocatore della squadra Liguria calcio per nonvedenti.

Il calcio praticato dai non vedenti

Il calcio per non vedenti è uno sport che si avvicina tantissimo al calcio praticato da vedenti, infatti, esistono varie tecniche per poterlo praticare.
Il calcio per chi non vede viene svolto in un campo a 5 su cui vengono fissate delle piccole limitazioni lungo i lati del campo per permettere alla palla di non uscire dal rettangolo di gioco. Il giocatore si orienta sfruttando il proprio udito che quindi gli permette di seguire un pallone sonoro e di sentire l’avversario che dovrà affrontare.

Nel rettangolo di gioco entrano due squadre composte da 5 giocatori tra cui uno di loro è una persona vedente che svolge

il ruolo del portiere, il resto della squadra è composto da giocatori non vedenti e ipovedenti. Il giocatore ipovedente, per poter giocare, deve indossare due bende su i propri occhi che vengono nascoste da una mascherina che viene utilizzata per nascondere la luce.

In Italia esistono diverse squadre che partecipano ad un campionato nazionale CIP ( Comitato Italiano Paraolimpico )

Le società iscritte sono :

Siracusa, Enna, Lecce, Bari, Napoli, Roma, Marche Empoli e Liguria Calcio Non Vedenti.

Per maggiori informazioni sul calcio non vedenti e contattare la società di calcio non vedenti ligure, visita il sito

www.liguriacalcio.it


feb 09 2010

Il sole e il tempo

Tag: Esperienze, Poesie e Raccontidaniela @ 2:21 pm

Ecco a voi il secondo raconto di Dorina,(link al primo racconto) dalle sue parole : è stato scritto di getto, forse sdolcinatamente, ma è stato come uno sputare fuori qualcosa che mi macinava dentro………

Il sole e il tempo

Non sa dire da quanto tempo  lei se ne sia andata.  

Nonostante le sue proteste, i suoi tentativi di trattenerla, le sue lusinghe.

Lo ha guardato con dolce fermezza, lo ha rassicurato del suo affetto, lo ha accarezzato sussurrandogli il suo amore, ma, alla fine, se ne è andata.

Non può neppure capire perché lei ha bisogno di altri, perché deve lasciarlo solo in quella grande casa, piena di lei, del suo profumo, delle sue cose.

Se una persona dice di amare, quell’amore dovrebbe bastarle, riempire il suo mondo e non richiedere altre cose, altre persone. Dunque niente e nessuno. Invece ogni tanto lei se ne va e lo lascia solo e triste, a spiare i rumori del suo ritorno.

Deve ammetterlo, comunque: lei è speciale, unica. Basti pensare a come lo guarda, a come lo accarezza quando ha tempo e voglia di coccolarlo. Una beatitudine! E’ veramente felice, allora, e il mondo è un gioco colorato, l’aria è piena del loro amore e il cielo, con la sua enorme palla di calore, uno specchio delle loro anime leggere.

Oggi la palla infuocata è feroce, attanaglia  il corpo e la mente, non si riesce quasi a respirare dal gran calore che ne promana.

Dove sarà andata, scordandosi tanto amore? Certo, lei torna sempre nella grande casa. E ad ogni ritorno la accoglie con uno scoppio di gioia, con tutto l’amore di cui è capace, senza serbare alcun rancore per quelle assenze senza ragione.

Ricorda di aver provato solo una volta l’angoscia terribile di essere stato abbandonato per sempre.

 Faceva freddo e il cielo era diventato buio presto, la palla d’energia  l’aveva percorso tutto ed era scomparsa dietro le  case, raggelando l’aria e il suo cuore. E lei, che di solito era a casa da un pezzo, non si vedeva ancora.

Una inquietudine prima sottile, poi via via più graffiante aveva cominciato a renderlo infelice. “Torna, mia rondinella”, avrebbe pensato se fosse stato in grado di pensare. “Torna o non tornerà mai più la primavera. Non ti farò più arrabbiare, lo prometto. Farò

tutto quello che vorrai, ubbidirò a qualunque tuo desiderio, che per me è più di un ordine. Quello che tu vuoi è ciò che voglio anche io, mio bene unico, unica padrona della mia vita”.

Ma il buio aveva scolorito i contorni delle cose, lo spazio aveva smarrito i suoi confini

e lei non tornava ancora.

Aveva provato a non pensarla,  a non  assecondare i crampi della fame e della sete. Aveva tentato di assopirsi, per cancellare lo spasimo della paura.

Ma quella cosa indecifrabile che l’uomo ha chiamato “tempo” gli martellava nelle orecchie, lo rendeva furioso di desiderio e di paura.

Quando, alla fine, era tornata, aveva provato a mostrarsi offeso, ma era bastato il suono della sua voce morbida a farlo sciogliere di felicità e di gratitudine. L’aveva perdonata, come sempre, e come sempre era stato ricompensato…

Ma oggi, adesso, lei non c’è ancora.

E il lento fluire di non-vita per quello spazio vuoto di lei lo annienta.

Non esiste antidoto alla magia dell’amore, lo capisce bene adesso che la luce sta smorzandosi e il profumo di lei, che sempre riempie l’aria e tutto il suo essere, lentamente svapora nella stanza afosa.

Si appisola, forse sogna. Forse immagina un tempo sospeso e felice, eternamente con lei, sotto un sole tiepido ed amico che, per benevola condiscendenza verso tanto amore, non tramonti mai, arrestando il proprio moto e congelando lo scorrere delle ore in uno stato di eterna immobilità.

“Sono qui!”

Un balzo nel cuore, le farfalle nello stomaco finalmente si quietano. Lei, il suo unico sole, è tornata!

“Worf, cuoricino mio, ti ho lasciato solo troppo tempo questa volta? Povero cuccioletto mio!  Ti ho portato una pappa speciale, oggi: il misto di fegato e pollo che ti piace tanto. E poi andremo al parco, a cercare la cokerina dei tuoi sogni. Vieni qui, diavoletto, vieni a darmi un bacino”.

Vola, corre, lecca, uggiola e rimbalza, il cucciolo Worf, come un piccolo clown, come un piccolo sole mai stanco di scandire il tempo dell’amore.


feb 09 2010

E’ TEMPO DI SOLE

Tag: Esperienze, Poesie e Raccontidaniela @ 2:10 pm

Dorina una mia carissima  amica, nonche’ uno dei cardini dello  Staff dell’ Osservatorio Righi,  scrive e legge,  a mio avviso, meravigliosamente bene; per questo motivo, saputo dei suoi racconti non ho potuto fare a meno di chiedergli se le  interessava condividerli con noi e inostri lettori, certa che non potranno lasciarvi indifferenti.
I racconti che ci ha inviato sono stati scritti  in occasione della manifestazione di Perinaldo, di seguito troverete una breve descrizione dei testi che Dorina ci ha cosi affettuosamente concesso.
buona lettura a tutti

Da quando hai incominciato a scrivere Dorina ?

   In realtà scrivo (o almeno ci provo) da quando ero ragazzina, con un periodo di blocco di vari anni quando, cominciando a leggere parecchio, mi sono resa conto della capra che ero. Ho continuato a leggere moltissimo e a scrivere molto meno. Adesso scrivo proprio quando ne sento la necessità, o partecipo a qualche concorso, come questo di Perinaldo. L’argomento generale era “il sole e il tempo”, ma si poteva spaziare interpretandolo a proprio giudizio. Ho scritto il racconto su Cyrano di Bergerac dopo aver visto a teatro un bellissmo lavoro ispirato al personaggio di Rostand e dopo aver letto un libretto proprio di Cyrano, che era poeta e scrittore: ne sono rimasta affascinata! Ho giocato sul ritrovamento di un manoscritto fra le pagine del libro di Galileo (banale e sfruttato pretesto) e sul messaggio inviato per posta elettronica da me ad un amico in cui racconto e trascrivo il testo ritrovato. L’altro raccontino (il sole e il tempo) è stato scritto di getto, forse sdolcinatamente, ma è stato come uno sputare fuori qualcosa che mi macinava dentro.  Il concorso di Perinaldo era diviso in due sezioni: la narrativa (alla quale ho partecipato con i due racconti che ti ho mandato) ed elaborati artistici, per la quale ho mandato GAE, ilmio GAtto Equinoziale che, udite udite, ha vinto ilprimo premio!!! Una meridiana equatoriale a forma di gatto, come i miei ultimi lavori “artistici”. Il primo premio è un telescopio, non diultima generazione, senza inseguitore, ma insomma meglio che niente. Ne sonostata felice e gratificata, ancheperchè non mi aspettavo tanto successo in questa categoria, mentre, forse, speravo nell’altra…

E’ TEMPO DI SOLE

(l’era della nuova scienza)

 

Da: dorina50@hotmail.it

A: algol@libero.it

Oggetto: il tempo del sole

Ciao!

Tieniti forte, io non so ancora cosa pensare…

Ti allego la trascrizione di quanto ho trovato dentro alla copia del “Sidereus Nuncius” che ho preso in biblio su tuo consiglio. C’è voluto del bello e del buono a farselo dare, ho dovuto ricorrere all’influenza e disponibilità della direttrice, cara amica di mia sorella, che in via del tutto eccezionale lo ha fatto recuperare dal magazzino e me lo ha affidato per un consultazione sul momento, dopo infinite raccomandazioni.  Il foglio è manoscritto (?), sembra piuttosto vecchio e parecchio malridotto. Non oso fare congetture, ma sono emozionata! Ho controllato  nomi e date  su Wikipedia, sono plausibili! Leggi e dimmi presto che cosa ne pensi. Non ho potuto fare a meno di tenermi il foglio che ho nascosto in borsa, ma giuro che lo riporterò dopo avertelo fatto vedere.  Quando ci incontreremo (mercoledì?) te lo porterò e mi dirai se pensi, come me, che sia una bufala. Uno dei dubbi, fra i tanti : l’originale, se originale fosse, dovrebbe essere scritto in Francese…

Però il cuore mi batte…

L’unico dato certo è che il 1600 è stato davvero il secolo che ha segnato una svolta decisiva,  quello che ha cominciato a scandire  il “tempo del sole”!

Un bacio

Tua

d.

Mio buon amico,

l’affetto  fraterno che ci lega da anni e che prima di noi ha legato i nostri padri, mi spinge a farVi giungere, da parte di persona fidata, questo scritto, che avrete l’accortezza di distruggere appena letto, con l’unico intento di metterVi in guardia dai Vostri stessi pensieri e dalla brutta china che essi Vi fanno imboccare.

Lo dico per il Vostro stesso bene e per recuperare io stesso quel sonno che non ho più da quando Vi sentii proferire, fra le tante innocue, una frase pericolosa per la Vostra stessa salute, giacché nella taverna noi si
era assai vicini alle orecchie di un tale che so essere emissario e spia del cardinale Mazzarino, e che qui Vi
riporto,  nella  certezza   che  fosse    frutto  del  troppo   assenzio  di  quella  maledetta  sera.   Voi   diceste
pressappoco:“Sarebbe ridicolo credere che quel gran corpo luminoso (il sole) giri intorno a un punto di cui non ha bisogno, quanto immaginare, quando vediamo un’allodola arrosto, che per cuocerla si sia fatto girare il camino intorno”. Perdonatemi se Vi dico in tutta sincerità che tale ragionamento è assai più consono all’intelligenza che può albergare in una rapa che nel Vostro fine cervello! Benché la nostra amata madre chiesa, nel suo buon uffizio di lume per la ragione di noi poveri peccatori ciechi, ci indici la via da seguire e nel suo infinito amore ci tenga per mano saldamente, a volte anche con l’aiuto – legittimo! Santo! – di pratiche corporee atte a piegare una carne recalcitrante e a risvegliare una mente particolarmente attratta dalle eresie e dalle tentazioni del diavolo, ebbene, dicevo, benché l’uomo possegga in sé gli strumenti per discernere e scegliere la via già indicata dai padri della Chiesa e dai grandi filosofi aristotelici, dunque nonostante ciò io vi domando e mi domando: perché nostro Signore Iddio creando il nostro Sole lo fece così mobile attorno al centro dell’universo, cioè la nostra Terra? Noi poveri peccatori, quantunque creati a immagine e somiglianza di Dio, siamo così unici e importanti da costituire il fulcro di tutto il creato? Il tempo e lo spazio che noi ci sforziamo di  misurare con strumenti sempre più meravigliosamente vicini all’occhio di Dio, come quel tal cannocchiale che il matematico Galileo usa per osservare il cielo – incredibile! – , salvo poi ereticamente proporre il sovvertimento del medesimo dovrebbe indicarci null’altro se non che la nostra povera esistenza ha da essere spesa a sostenere la grandezza di Dio e della Sua Chiesa. Con la scusa che attorno al pianeta Giove vagano alcuni corpi, quattro se non erro, e che il pianeta Venere mostra fasi paragonabili a quelle della Luna e che, infine, essa stessa presenta ombre che lasciano supporre una sua natura tutt’altro che liscia e incorrotta, il fiorentino pare arrogarsi orgogliosamente il diritto di voler spiegare a tutti i costi le leggi divine, impoverendole e sporcandole con la ragione umana. Dio mi perdoni e ci perdoni tutti per questo peccato di orgoglio! Ecco, io vengo umilmente a esortarVi, mio confuso amico, ad abbandonare il Vostro pericoloso pensiero sicuramente dettatoVi da Belzebù in persona nelle Vostre notti brave di guascone. Rivedete, per l’amor di Dio, l’enormità che avete proferito e che ha seminato i suoi velenosi frutti anche nella mia povera mente. Quando le acque si saranno calmate ci ritroveremo nel mio studiolo, e non in una taverna e, lontano da orecchie indiscrete, potremo riparlare dei nostri dubbi e di quel che disse in tutta confidenza ad un nostro comune amico, anche
lui confuso al pari di noi, un Gesuita studioso delle scienze astronomiche: “Ritengo che la Terra giri, ma non per  le  ragioni  addotte  da  Copernico,  bensì  perché  essendo  il fuoco dell’inferno rinchiuso al centro
della Terra, come insegnano le Sacre Scritture, i dannati che vogliono sfuggire all’ardore delle fiamme per
allontanarsene si arrampicano contro la volta, così fanno girare la Terra, come un cane fa girare una ruota,
perdite umane si devono contare a causa degli errori compiuti nella misurazione della longitudine con strumenti imperfetti che non permettono la giusta valutazione del tempo e conducono le nostre ignare navi ad infrangersi rovinosamente su scogli e secche che si ipotizzavano assai lungi da dove essi fossero realmente…

E’ il prezzo da pagare che Dio stesso ci richiede, per la maggior gloria Sua e per l’espiazione dei nostri peccati? Ma noi dove, io Vi domando e mi domando, dove potremo andare a finire seguendo il nostro orgoglio? Forse sulla Luna?

Forse con uno strumento per misurare il tempo così perfetto e comodo da poter essere portato sempre con noi e dirci in ogni momento e in ogni luogo l’ora esatta? Non diciamo sciocchezze, via!

A presto, mio buon amico, mio guascone irruente e fine pensatore. Restatevene ancora a lungo nella vostra bella tenuta di Bergerac, in cui faceste bene a rifugiarvi il giorno dopo quella pericolosa serata. Cogliete l’occasione per consigliarvi con il buon curato che Vi fu precettore e Vi seguì spiritualmente fino all’adolescenza: egli saprà indicarVi quella via che sembrate aver smarrito. E magari potreste lavorare a quel degno progetto di cui mi avete parlato, quel tal lavoro letterario  che Vi suggerii di intitolare “Stati e imperi della luna”. Vi raccomando ancora di astenerVi dall’introdurvi discorsi osceni o blasfemi, come siete portato purtroppo a fare! Il Vostro spirito libero e irruente Vi procurò in passato gravi complicanze: quel colpo di moschetto che vi colpì nel ’39 all’assedio di Mouzon Ve lo andaste proprio a cercare, così come la ferita di spada alle gola nell’anno successivo.

A Bergerac, lontano dalle tentazioni e dalle taverne di Parigi, sono certo  finirete ben presto il Vostro lavoro al sicuro e, quel che più conta, potendo tenere a bada quel Vostro carattere assai impetuoso anche a causa, perdonate l’ardire, della Vostra suscettibilità.

Addio, Savinien de Cyrano.

 Vostro umilissimo e fedele amico

Henri Lebret

(che va convincendosi dell’intelligenza dei vegetali)

Dorina Monaco


Pagina successiva »