feb 09

E’ TEMPO DI SOLE

Tag: Esperienze, Poesie e Raccontidaniela @ 2:10 pm

Dorina una mia carissima  amica, nonche’ uno dei cardini dello  Staff dell’ Osservatorio Righi,  scrive e legge,  a mio avviso, meravigliosamente bene; per questo motivo, saputo dei suoi racconti non ho potuto fare a meno di chiedergli se le  interessava condividerli con noi e inostri lettori, certa che non potranno lasciarvi indifferenti.
I racconti che ci ha inviato sono stati scritti  in occasione della manifestazione di Perinaldo, di seguito troverete una breve descrizione dei testi che Dorina ci ha cosi affettuosamente concesso.
buona lettura a tutti

Da quando hai incominciato a scrivere Dorina ?

   In realtà scrivo (o almeno ci provo) da quando ero ragazzina, con un periodo di blocco di vari anni quando, cominciando a leggere parecchio, mi sono resa conto della capra che ero. Ho continuato a leggere moltissimo e a scrivere molto meno. Adesso scrivo proprio quando ne sento la necessità, o partecipo a qualche concorso, come questo di Perinaldo. L’argomento generale era “il sole e il tempo”, ma si poteva spaziare interpretandolo a proprio giudizio. Ho scritto il racconto su Cyrano di Bergerac dopo aver visto a teatro un bellissmo lavoro ispirato al personaggio di Rostand e dopo aver letto un libretto proprio di Cyrano, che era poeta e scrittore: ne sono rimasta affascinata! Ho giocato sul ritrovamento di un manoscritto fra le pagine del libro di Galileo (banale e sfruttato pretesto) e sul messaggio inviato per posta elettronica da me ad un amico in cui racconto e trascrivo il testo ritrovato. L’altro raccontino (il sole e il tempo) è stato scritto di getto, forse sdolcinatamente, ma è stato come uno sputare fuori qualcosa che mi macinava dentro.  Il concorso di Perinaldo era diviso in due sezioni: la narrativa (alla quale ho partecipato con i due racconti che ti ho mandato) ed elaborati artistici, per la quale ho mandato GAE, ilmio GAtto Equinoziale che, udite udite, ha vinto ilprimo premio!!! Una meridiana equatoriale a forma di gatto, come i miei ultimi lavori “artistici”. Il primo premio è un telescopio, non diultima generazione, senza inseguitore, ma insomma meglio che niente. Ne sonostata felice e gratificata, ancheperchè non mi aspettavo tanto successo in questa categoria, mentre, forse, speravo nell’altra…

E’ TEMPO DI SOLE

(l’era della nuova scienza)

 

Da: dorina50@hotmail.it

A: algol@libero.it

Oggetto: il tempo del sole

Ciao!

Tieniti forte, io non so ancora cosa pensare…

Ti allego la trascrizione di quanto ho trovato dentro alla copia del “Sidereus Nuncius” che ho preso in biblio su tuo consiglio. C’è voluto del bello e del buono a farselo dare, ho dovuto ricorrere all’influenza e disponibilità della direttrice, cara amica di mia sorella, che in via del tutto eccezionale lo ha fatto recuperare dal magazzino e me lo ha affidato per un consultazione sul momento, dopo infinite raccomandazioni.  Il foglio è manoscritto (?), sembra piuttosto vecchio e parecchio malridotto. Non oso fare congetture, ma sono emozionata! Ho controllato  nomi e date  su Wikipedia, sono plausibili! Leggi e dimmi presto che cosa ne pensi. Non ho potuto fare a meno di tenermi il foglio che ho nascosto in borsa, ma giuro che lo riporterò dopo avertelo fatto vedere.  Quando ci incontreremo (mercoledì?) te lo porterò e mi dirai se pensi, come me, che sia una bufala. Uno dei dubbi, fra i tanti : l’originale, se originale fosse, dovrebbe essere scritto in Francese…

Però il cuore mi batte…

L’unico dato certo è che il 1600 è stato davvero il secolo che ha segnato una svolta decisiva,  quello che ha cominciato a scandire  il “tempo del sole”!

Un bacio

Tua

d.

Mio buon amico,

l’affetto  fraterno che ci lega da anni e che prima di noi ha legato i nostri padri, mi spinge a farVi giungere, da parte di persona fidata, questo scritto, che avrete l’accortezza di distruggere appena letto, con l’unico intento di metterVi in guardia dai Vostri stessi pensieri e dalla brutta china che essi Vi fanno imboccare.

Lo dico per il Vostro stesso bene e per recuperare io stesso quel sonno che non ho più da quando Vi sentii proferire, fra le tante innocue, una frase pericolosa per la Vostra stessa salute, giacché nella taverna noi si
era assai vicini alle orecchie di un tale che so essere emissario e spia del cardinale Mazzarino, e che qui Vi
riporto,  nella  certezza   che  fosse    frutto  del  troppo   assenzio  di  quella  maledetta  sera.   Voi   diceste
pressappoco:“Sarebbe ridicolo credere che quel gran corpo luminoso (il sole) giri intorno a un punto di cui non ha bisogno, quanto immaginare, quando vediamo un’allodola arrosto, che per cuocerla si sia fatto girare il camino intorno”. Perdonatemi se Vi dico in tutta sincerità che tale ragionamento è assai più consono all’intelligenza che può albergare in una rapa che nel Vostro fine cervello! Benché la nostra amata madre chiesa, nel suo buon uffizio di lume per la ragione di noi poveri peccatori ciechi, ci indici la via da seguire e nel suo infinito amore ci tenga per mano saldamente, a volte anche con l’aiuto – legittimo! Santo! – di pratiche corporee atte a piegare una carne recalcitrante e a risvegliare una mente particolarmente attratta dalle eresie e dalle tentazioni del diavolo, ebbene, dicevo, benché l’uomo possegga in sé gli strumenti per discernere e scegliere la via già indicata dai padri della Chiesa e dai grandi filosofi aristotelici, dunque nonostante ciò io vi domando e mi domando: perché nostro Signore Iddio creando il nostro Sole lo fece così mobile attorno al centro dell’universo, cioè la nostra Terra? Noi poveri peccatori, quantunque creati a immagine e somiglianza di Dio, siamo così unici e importanti da costituire il fulcro di tutto il creato? Il tempo e lo spazio che noi ci sforziamo di  misurare con strumenti sempre più meravigliosamente vicini all’occhio di Dio, come quel tal cannocchiale che il matematico Galileo usa per osservare il cielo – incredibile! – , salvo poi ereticamente proporre il sovvertimento del medesimo dovrebbe indicarci null’altro se non che la nostra povera esistenza ha da essere spesa a sostenere la grandezza di Dio e della Sua Chiesa. Con la scusa che attorno al pianeta Giove vagano alcuni corpi, quattro se non erro, e che il pianeta Venere mostra fasi paragonabili a quelle della Luna e che, infine, essa stessa presenta ombre che lasciano supporre una sua natura tutt’altro che liscia e incorrotta, il fiorentino pare arrogarsi orgogliosamente il diritto di voler spiegare a tutti i costi le leggi divine, impoverendole e sporcandole con la ragione umana. Dio mi perdoni e ci perdoni tutti per questo peccato di orgoglio! Ecco, io vengo umilmente a esortarVi, mio confuso amico, ad abbandonare il Vostro pericoloso pensiero sicuramente dettatoVi da Belzebù in persona nelle Vostre notti brave di guascone. Rivedete, per l’amor di Dio, l’enormità che avete proferito e che ha seminato i suoi velenosi frutti anche nella mia povera mente. Quando le acque si saranno calmate ci ritroveremo nel mio studiolo, e non in una taverna e, lontano da orecchie indiscrete, potremo riparlare dei nostri dubbi e di quel che disse in tutta confidenza ad un nostro comune amico, anche
lui confuso al pari di noi, un Gesuita studioso delle scienze astronomiche: “Ritengo che la Terra giri, ma non per  le  ragioni  addotte  da  Copernico,  bensì  perché  essendo  il fuoco dell’inferno rinchiuso al centro
della Terra, come insegnano le Sacre Scritture, i dannati che vogliono sfuggire all’ardore delle fiamme per
allontanarsene si arrampicano contro la volta, così fanno girare la Terra, come un cane fa girare una ruota,
perdite umane si devono contare a causa degli errori compiuti nella misurazione della longitudine con strumenti imperfetti che non permettono la giusta valutazione del tempo e conducono le nostre ignare navi ad infrangersi rovinosamente su scogli e secche che si ipotizzavano assai lungi da dove essi fossero realmente…

E’ il prezzo da pagare che Dio stesso ci richiede, per la maggior gloria Sua e per l’espiazione dei nostri peccati? Ma noi dove, io Vi domando e mi domando, dove potremo andare a finire seguendo il nostro orgoglio? Forse sulla Luna?

Forse con uno strumento per misurare il tempo così perfetto e comodo da poter essere portato sempre con noi e dirci in ogni momento e in ogni luogo l’ora esatta? Non diciamo sciocchezze, via!

A presto, mio buon amico, mio guascone irruente e fine pensatore. Restatevene ancora a lungo nella vostra bella tenuta di Bergerac, in cui faceste bene a rifugiarvi il giorno dopo quella pericolosa serata. Cogliete l’occasione per consigliarvi con il buon curato che Vi fu precettore e Vi seguì spiritualmente fino all’adolescenza: egli saprà indicarVi quella via che sembrate aver smarrito. E magari potreste lavorare a quel degno progetto di cui mi avete parlato, quel tal lavoro letterario  che Vi suggerii di intitolare “Stati e imperi della luna”. Vi raccomando ancora di astenerVi dall’introdurvi discorsi osceni o blasfemi, come siete portato purtroppo a fare! Il Vostro spirito libero e irruente Vi procurò in passato gravi complicanze: quel colpo di moschetto che vi colpì nel ’39 all’assedio di Mouzon Ve lo andaste proprio a cercare, così come la ferita di spada alle gola nell’anno successivo.

A Bergerac, lontano dalle tentazioni e dalle taverne di Parigi, sono certo  finirete ben presto il Vostro lavoro al sicuro e, quel che più conta, potendo tenere a bada quel Vostro carattere assai impetuoso anche a causa, perdonate l’ardire, della Vostra suscettibilità.

Addio, Savinien de Cyrano.

 Vostro umilissimo e fedele amico

Henri Lebret

(che va convincendosi dell’intelligenza dei vegetali)

Dorina Monaco

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