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Arriva la cintura per guidare gli sciatori disabili visivi
Redattore Sociale del 15-02-2010
Nasce a Bologna la cintura-robot che guida gli sciatori non vedenti
Lo sci per non vedenti è una realtà dagli anni ’40, ma la Rokepo, un’azienda di 15 dipendenti di Monteveglio (Bo) specializzata in soluzioni tecnologiche
audio video e luci, ha ideato e prodotto in esclusiva questa speciale apparecchiatura
BOLOGNA – Nasce a Bologna la tecnologia che permette ai ciechi di praticare lo sci alpino in sicurezza. Rokepo, azienda di Monteveglio, nella provincia
emiliana, 15 dipendenti in tutto, specializzata in soluzioni tecnologiche audio, video e luci, ha ideato e prodotto in esclusiva per la fondazione per
lo sport Silvia Rinaldi di Bologna, onlus intitolata a una giovane sciatrice prematuramente scomparsa, una particolare apparecchiatura che amplifica e
migliora la comunicazione tra guida e sciatore disabile. Lo chiamano tutti “robottino”, ed è stato sviluppato dall’ingegnere Salvatore Bruno: si tratta
di un interfono che sta sulla cintura dotato con un mini altoparlante indossata dalla guida che precede l’atleta ed è collegato a microfoni dai quali atleta
e guida si parlano.
Già utilizzato alle paraolimpiadi invernali di Torino 2006, il “robottino” Rokepo sarà protagonista anche a Vancouver 2010. Il campione italiano Gianmaria
Dal Maistro, vincitore della medaglia d’oro a Torino 2006 in Super-G, seguirà infatti il suo richiamo. Tanto più che la tecnologia ora permette di migliorare
la comunicazione tra guida e atleta non vedente amplificando i segnali convenzionali lanciati dalla guida ed escludendo i rumori ambientali che potrebbero
disturbare la comunicazione e causare situazioni pericolose. Per Andrea Lobietti, direttore generale di Rokepo “questo è un progetto coraggioso e di grandissima
utilità. Lo sport è una dimensione di vita importante e sapere che il nostro know-how serve ad abbattere alcune barriere dà senso alla nostra attività”.
Lo sci alpino per disabili visivi non è una novità, è infatti una disciplina paraolimpica già dagli anni’40. Si divide in tre categorie in base al tipo
di disabilità dell’atleta: per i disabili che non hanno l’uso delle gambe è previsto uno stile in cui gli atleti sciano accucciati (sitting); i disabili
visivi hanno invece a disposizione una guida e apparecchiature radio di comunicazione (il “robottino” in questione) mentre per altre disabilità gli atleti
sciano eretti (standing) senza guida. In ogni categoria l’atleta gareggia con altri atleti aventi la medesima disabilità.
A norma del comitato paraolimpico internazionale la guida per gli atleti ipovedenti deve sciare davanti, per gli atleti non vedenti la guida può sciare
indifferentemente davanti o dietro all’atleta. La tecnologia di comunicazione tra guida e atleta era fino a poco tempo fa affidata esclusivamente a un
sistema radio mentre ora il robot Rokepo utilizza oggi una tecnologia più avanzata. “Attualmente non è prevista una sua commercializzazione continuano
all’azienda emiliana perché abbiamo prodotto questo robot esclusivamente per i disabili assistiti dalla Fondazione Silvia Rinaldi”. Da sempre la montagna
accessibile ai disabili è stato un sogno di Alberto Benchimol, iniziatore della Fondazione Rinaldi che dal 1984 forma guide di sci alpino dedicate per
atleti disabili.
Paolo Perini

