feb 02 2010

…E ora parliamo un pò di LEGgo!

Tag: Intervistepatrizia @ 10:43 am

Questa è una bella intervista che abbiamo fatto a un neolaureato in disegno industriale che ha discusso la sua tesi su un progetto davvero interessante ed innovativo che se realizzato, potrebbe essere di grande aiuto per aumentare l’autonomia di spostamento dei disabili visivi.

Ciao Massimiliano!

Vuoi presentarti brevemente agli amici del blog?

Mi chiamo Massimiliano Meo sono nato a Genova, ma ora risiedo a Tagliolo Monferrato, vicino ad Ovada. Mi sono laureato in disegno industriale presso la facoltà di Architettura di Genova il 27-10-2009 con la Tesi dal titolo: “Io LEGgo, tu LEGgo, egli LEGgo…Mobilità ed autonomia: le barriere invisibili. Proposta di progetto per ITT a carattere informativo-direzionale da integrare al sistema LOGES”.

Raccontaci come è nato il progetto LEGgo proprio cercando di far capire il perchè ti è venuta l’idea di pensare ai disabili visivi e alle loro difficoltà di spostamento negli spazi urbani.

Oggi fare Design non significa più semplicemente rendere un prodotto qualitativamente, stilisticamente o esteticamente più apprezzabile o commercializzabile di un altro; fare Design oggi significa migliorare la qualità di vita dell’utente che necessita di un prodotto nuovo con servizi, comunicazione e sviluppo diversi da quanto visto fino a pochi anni fa secondo le nuove logiche strategiche del cosiddetto “Design for all”. Il design insieme allo sviluppo delle tecnologie elettroniche ed informatiche sono i principali strumenti per migliorare qualitativamente la vita di chi ha una disabilità. La mia scelta verso uno sviluppo di progetto a favore di chi ha una disabilità visiva nasce dal semplice fatto che ancora oggi troppo poco si è pensato, progettato e realizzato per questa utenza particolarmente sfortunata in una società di immagini e comunicazione visiva.

Il progetto LEGgo si propone di fornire un nuovo ausilio alla mobilità in autonomia e alla definizione spazio-ambientale per chi ha un deficit visivo attraverso una segnaletica tattile di tipo direzionale, sul piano di calpestio LEGgo, da integrare al sistema LOGES in presenza degli incroci.

I segnali LEGgo consentono di semplificare il lavoro informativo delle mappe tattili fornendo indicazioni puntuali verso servizi di pubblica utilità di primaria importanza, così che l’utente possa eventualmente verificare di seguire la corretta percorrenza, preventivamente stabilita con la mappa, in presenza dei segnali LEGgo come punti di riferimento.

La segnaletica sul piano di calpestio LEGgo è quindi un utile accorgimento per “favorire l’accessibilità e la fruibilità dei luoghi e dei servizi di pubblica utilità a chiunque ed in particolare a non vedenti, ipovedenti “ ai sensi della norma D.P.R. 503 e si va ad integrare al sistema di segnaletica guida ed orientamento utilizzato dalle piste tattili a terra LOGES e alle mappe tattili in rilievo.

Per ogni possibile svolta all’interno della pista LOGES va innestato un segnale direzionale LEGgo. Ogni segnale LEGgo è composto dall’unione di 3 elementi modulari 60×20 cm LEGgo TXT, LEGgo BRA, LEGgo DIR sotto forma di mascherina in gomma SBR con finitura superficiale anti-scivolo a buccia d’arancia da applicare tramite semplice incollaggio sul LOGES già installato.

LEGgo per fornire segnalazioni rapide da leggere utilizza acronimi, sigle internazionali e abbreviazioni di massimo 5 lettere-caratteri per la maggior parte di uso comune e segnala la presenza e la direzione da seguire per giungere ad un servizio di primaria importanza: LEGgo TXT attraverso un messaggio testuale a grandi caratteri Arial 400 grassetto in netto contrasto visivo e cromatico; LEGgo BRA fornisce una lettura Braille in rilievo da calpestare o leggere tramite l’ausilio del bastone bianco; LEGgo DIR presenta 2 frecce in rilievo con finitura millerighe, orientate verso il servizio segnalato.

Nel caso non sia immediatamente riconoscibile una particolare segnalazione basta ricercarne il significato all’interno dell’apposito Dizionario degli Acronimi, sigle e abbreviazioni appositamente studiato, realizzato e testato con la collaborazione della cooperativa David Chiossone in modo da risultare di semplice e rapida consultazione a chiunque: in formato A4 orizzontale presenta un totale di 180 segnalazioni di servizi pubblici o aperti al pubblico suddivise in 37 pagine. Presenta sia testi stampati in nero Arial 36 sia in codice Braille sovrapposto.

Quali sono state le principali difficoltà che hai dovuto affrontare per portare a termine questo progetto?

Ben tante difficoltà a partire dal fatto che non essendo io disabile visivo non posso “pormi nei suoi panni”, ma posso solo ipotizzare di poterlo fare o fare qualche piccolo test di mobilità alla cieca in casa al buio, ma ovviamente muoversi in spazi aperti è tutt’altro problema. Tuttavia proprio questo test ha indirizzato il mio tema di progetto verso la necessità di trovare una soluzione nuova alle problematiche di mobilità autonoma in città per chi ha una disabilità visiva.

E’ stato un lavoro piuttosto complesso da affrontare e modificato e ri-progettato più volte prima di arrivare a quella che al momento è la versione definitiva (ma che può essere suscettibile ancora di sviluppi futuri) sia per le difficoltà legate alla tematica, sia per i vincoli sulle pavimentazioni con rilievi, ed ancora essendo un sistema di segnaletica doveva essere facilmente percepibile e “leggibile”.

Un grande aiuto allo sviluppo me lo ha fornito la mia docente di Ergonomia e relatrice della Tesi prof. P.Gambaro, cui va il mio ringraziamento per la pazienza e il tempo dedicatomi in oltre un anno di progettazione e revisione.

Parlaci un pò della tua esperienza che hai vissuto nei giorni trascorsi con noi disabili visivi e se puoi, cerca di descrivere l’idea che ti sei fatto delle difficoltà che quotidianamente dobbiamo affrontare.

Beh agli incontri con voi della Cooperativa chiossone ho trovato un ambiente estremamente cordiale, competente e mi avete fornito molti spunti ed idee da sviluppare, e soprattutto mi avete fornito dati reali su cui basarmi per il mio progetto, indicandomi quelle che sono le vere necessità di chi ha un deficit visivo e come ognuno di voi si approccia con se stesso e con gli altri attraverso esperienze personali di vita quotidiana, che sono il vero fulcro per lo sviluppo di un progetto che si prefigga la volontà di migliorare la qualità di vita di chi è più sfortunato di altri, e questo vale per qualunque tipo di disabilità non solo visiva.

Che idea ti sei fatto girando per le nostre città e nei luoghi pubblici, di tutto ciò che esiste per ora a disposizione dei disabili visivi?

Su internet ho trovato moltissimi forum di discussione, blog e siti dedicati che mi sono stati di grande aiuto per comprendere meglio il problema. Inoltre sempre sulla rete ho avuto modo di fare ricerche specializzate su quanto fino ad oggi è stato pensato e progettato e realizzato in concreto per ciechi ed ipovedenti, conoscendo in questo modo, almeno parzialmente, alcuni dei loro aspetti di vita quotidiana: dal Braille, alla sintesi vocale su PC, dalle tecniche di uso del bastone bianco a quelle di accompagnamento guidato, dalla segnaletica retro-illuminata ai sistemi acustico-vocali, dalle necessità di chi è ipovedente rispetto a chi non vede e viceversa ecc. fino a conoscere il sistema LOGES (che non conoscevo perché a Genova purtroppo ancora se ne vede pochissimo, mentre a Milano e Roma è già piuttosto diffuso) e le mappe tattili, utilissime all’interno di spazi raccolti ma di difficile installazione ed efficace applicazione in ambito esterno. Studiando il sistema LOGES grazie alla guida multimediale fornitami dalla CSSI onlus e dalle informazioni di produzione aziendale della Casalgrande-Padana e della MONDO s.p.a. ho avuto modo di definire quello che in sostanza manca al LOGES e alle mappe tattili ad esso coordinate, per facilitare la definizione ambientale a chi un deficit della vista e cioè dei punti di riferimento con cui potersi orientare efficacemente.

In altri termini, pensando come normovedente a come mi muovo in strada e mi oriento in zone che non conosco, uso una cartina stradale di luogo per definirmi un percorso a grandi linee ed utilizzo la segnaletica stradale come punto di riferimento; analogamente in questo modo il disabile visivo in presenza di una pista LOGES usa la mappa tattile per definire uno spazio e un percorso e la segnaletica sul piano di calpestio LEGgo come punto di riferimento.

Qual’è il commento che più hai apprezzato e ti ha colpito, che hai ricevuto per questo tuo bel lavoro?

Il giorno della mia seduta di Tesi ho ricevuto molti complimenti e commenti positivi sia da parte dei miei familiari (cui fino a quel momento non avevo mostrato alcunché del mio lavoro pur conoscendo la tematica della mia tesi), della stessa commissione docenti, dallo stesso relatore, da amici e compagni di corso; per quanto tutti mi abbiano fatto molto piacere, ovviamente, il commento che aspetto con maggiore interesse è proprio il vostro che siete i diretti interessati e magari delle aziende realmente interessate alla produzione in serie del prodotto LEGgo.

Grazie, Meo Massimiliano.


feb 01 2010

L’Africa di Giovanni Marrozzini

Tag: Eventi, Genova e dintornidaniela @ 10:31 am

 

Proroga mostra Mama fino al 28 Febbraio e presentazione catalogo
 

Mercoledì 10 febbraio 2010
 
Presentazione del catalogo della mostra Mama, l’Africa di Giovanni Marozzini, MIROR Edizioni, 132 pagine, con DVD e testi di Denis Curti, Michela Fusaschi, Eugenio Saltarel, Fabrizio Boggiano, Maria Camilla De Palma, Marco Arscone, Elena Moroni.
 
interventi di:
Fabrizio Boggiano, curatore della mostra
Denis Curti, critico della fotografia
Marco Arscone, psicologo ergonomo, cooperativa D.Chiossone onlus
Simonetta Maione, responsabile Servizi Educativi e Didattici, Settore Musei
Più che un reportage fotografico, un percorso di emozioni. Marrozzini racconta in modo particolare le sue esperienze in Etiopia con operai non vedenti e la drammatica realtà dell’infibulazione. Grazie a percorsi tattili e a un’ambientazione sonora che sollecita un’esperienza polisensoriale, la mostra è accessibile ai disabili visivi. In collaborazione con l’Istituto Chiossone e le donne africane della città.

per ulteriori informazioni :

Castello D’Albertis
Museo delle Culture del Mondo
Museo delle Musiche dei Popoli

C.so Dogali 18, 16134 Genova
Tel. 0102723820/0102723464
www.castellodalbertis.museidigenova.it
castellodalbertis@comune.genova.it

Orario:
ottobre-marzo:
martedì-venerdì 10.00-17.00;
sabato e domenica 10.00-18.00
aprile-settembre:
martedì-venerdì 10.00-18.00; sabato e domenica 10.00-19.00
lunedì chiuso


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