Premetto che non sono ne un medico oculista, ne una dietologa, sono semplicemente una malata di retinite pigmentosa che è sempre alla ricerca di notizie e informazioni utili al fine di capire meglio tutto ciò che è bene fare o non fare, mangiare o non mangiare, per aiutare gli occhi a resistere agli attacchi di questa malattia degenerativa della retina.
Da un po’ di tempo mi pongo delle domande al riguardo del legame che potrebbe esistere tra un certo tipo di alimentazione e la salute degli occhi e nel contempo, se l’adottare un certo tipo di alimentazione, potrebbe almeno rallentare l’avanzare delle patologie degenerative della retina.
Innanzitutto bisogna precisare che per retinite pigmentosa, si intende una vasta gamma di patologie diverse che colpiscono questa parte dell’occhio ancora troppo sconosciuta. È una malattia genetica, così si dice, anche se l’indagine genetica che ho svolto , non da alcun risultato nel mio caso; Bisogna anche ricordare che i geni coinvolti, sono molteplici e non tutti ancora scoperti, ecco perché dai test che ho effettuato io, risulta che in teoria la mia retina è sana, mentre in realtà, è un vero disastro!
Anche i sintomi che si avvertono con questo tipo di malattie degli occhi, possono essere diversi da soggetto a soggetto e perciò non si può affermare che chi ha la retinite pigmentosa, vede poco di sera e ha la visione tubolare, perché non è così per tutti.
Insomma…è un gran c….o!
Anche l’insorgenza della malattia non è uguale per tutti: molti nascono già con la retinite, altri la manifestano in età giovanile, altri ancora in età avanzata e a me piace ricordare che alcune persone la manifestano dopo episodi o eventi particolari della loro vita.
Io appartengo all’ultima categoria, in quanto sono nata sana, ho visto bene fino all’età di 7 anni e poi improvvisamente, dopo uno spavento, da un giorno all’altro, ho iniziato a perdere la vista.
Probabilmente vi era già la predisposizione genetica in agguato, ma sono convinta che a scatenare il tutto, sia stato proprio quell’episodio.
Parlando poi dell’evoluzione della malattia nel tempo, ho notato che è molto diversa da soggetto a soggetto e che varia anche molto nel soggetto stesso da momento a momento.
Mi spiego meglio: per quanto mi riguarda, la malattia è insorta all’età di 7 anni come ho detto prima, poi si è fermata fino all’età di 18 circa, poi ha peggiorato un pò, poi mi ha lasciato in pace fino ai 30, quando ha avuto un altro peggioramento. Ora mi rendo conto che la cosa che mi da più fastidio in assoluto, è la luce del sole, che letteralmente mi “offende” l’occhio come mi piace dire per rendere bene l’idea di cosa intendo.
Ecco perché credo sia molto importante l’uso di lenti che filtrino la maggior parte dei raggi nocivi, perché credo che il sole sia tanto bello e utile alla salute dell’uomo, ma nello stesso tempo stia diventando il suo peggior nemico.
A proposito della pericolosità dei raggi solari per la salute degli occhi, so che nelle aree della Patagonia, dove è maggiore il buco nello zono, molte pecore che vivono allo stato selvaggio in quelle zone, stanno diventando cieche.
Forse sarà o forse non sarà possibile, ma il mio peggioramento dai 30 anni in poi, è iniziato proprio dal ritorno da un viaggio in Messico, dove anche lì il sole non scherza e dove guarda caso, in molte zone, è frequente l’insorgenza di patologie gravi dell’occhio.
Ricordo infatti che mi avevano colpito, in alcuni villaggi, dei presunti guaritori, che al mercato, vendevano strani prodotti che al loro dire, erano miracolosi per gli occhi. Chissà…Magari avevano anche ragione e i loro rimedi così apparentemente stregoneschi, funzionavano davvero!
Avete sentito parlare di antiossidanti? Se ne parla tanto oggi, guerra aperta ai radicali liberi, soprattutto per contrastare i segni dell’invecchiamento sul viso e rimanere sempre belli e lisci come bimbi,senza l’incubo delle rughe!
Che poi non ho ben capito perché per le donne siano così terribili, mentre per gli uomini, sono segni che aumentano il fascino!
Il sole è tra i primi e più temibili nemici dell’invecchiamento cutaneo e perciò per mantenersi il più a lungo giovani, è buona regola proteggere la nostra pelle con mezzi adeguati e adottando semplici norme dettate dal buon senso, come ad esempio non mettersi a friggere sotto il sole nelle ore più calde del giorno.
Le persone che per ragioni di lavoro, sono sempre state esposte al sole, hanno infatti spesso la pelle del viso, rovinata.
Questo mi da da riflettere molto:
se queste semplici regole di buon senso, riescono almeno a rallentare l’invecchiamento dei tessuti , perché non dovrebbe fare la stessa funzione, l’assunzione di alimenti che contengano questi famosi antiossidanti?
La retinite pigmentosa è una malattia degenerativa e su questo siamo d’accordo, ma se non esistono fino a oggi rimedi scientifici, perché non tentare il tutto per tutto naturalmente, mettendole un po’ i bastoncelli tra le ruote?
Ricordo che i coni e i bastoncelli sono i fotorecettori della nostra retina che sono preposti appunto alla recezione dei vari impulsi luminosi che provengono dall’esterno e concorrono quindi alla loro elaborazione fino al formarsi della visione. Questi purtroppo, nelle varie patologie della retina, vengono danneggiati.
Sull’argomento dell’alimentazione e la salute degli occhi, si trova su Internet una gran quantità di materiale e qui di seguito segnalo solo alcuni dei siti che ho visitato, ma che hanno già soddisfatto in parte, la mia curiosità sull’argomento:
http://www.benessere.com/dietetica/arg00/dieta_vista.htm
http://www.viveremeglio.org/0studio_facile/studio/studio08.htm
http://www.spadellare.com/index.php?aid=1177&func=display&module=articles&ptid=16
http://www.eufic.org/article/it/malattie-legate-alimentazione/carenze/artid/salute-occhi/
Ho poi compiuto una piccola indagine fra alcune persone che conosco bene e che come me, hanno problemi con la retina e ho fatto una simpatica e curiosa scoperta…
Abbiamo praticamente gli stessi gusti gastronomici, ad esempio adoriamo gli spinaci, lo sgombro ed il salmone, preferiamo una cucina semplice, poco elaborata e casualmente, andiamo tutti pazzi per le zucchine cucinate in tutte le maniere! Su questo prodotto non ho però trovato alcun riscontro o legame per quanto riguarda la sua attinenza alla salute degli occhi.
Fatto certo è però che noi le adoriamo!
Voglio ora soffermarmi un po’ sugli aspetti pratici e quotidiani che fanno seguito ad una malattia così importante ed invalidante.
Come cambia la visione del mondo quando sei letteralmente investito da una malattia del genere?
Direi proprio che cambia completamente e non solo dal punto di vista, diciamo così, mentale, ma proprio dal punto di vista pratico. Tengo a precisare, che anche per noi, il punto di vista, nel senso stretto del termine, è uguale a quello delle persone senza alcun disturbo visivo!
può capitare di vedere bene ad esempio, una strada, ma di non riuscire a mettere subito a fuoco la macchina che sta arrivando. Oppure è possibile che si veda un percorso tutto pianeggiante, senza distinguere la profondità di eventuali scalini, che invece ci sono e….
La maggior parte delle persone malate di retinite pigmentosa, ha problemi con la visione notturna o nella penombra; a me viene spesso da sorridere quando mi trovo in queste situazioni, perché riesco, invece a vedere meglio e a percepire anche scalini o ostacoli, che in piena luce, sicuramente non avreivisto.
A volte si può anche passare per persone un po’ così tra le nuvole, quando ad esempio, si entra in un luogo pubblico, negozio e quant’altro, perché la differenza tra il fuori e il dentro, può essere davvero destabilizzante e si rimane un po’ “imbambolati” per dare il tempo all’occhio di abituarsi alla nuova situazione di luce.
Capita infatti che entrando, non si riesca a capire subito dove sia il bancone e la commessa e quindi di rivolgere lo sguardo da tutt’altra parte e capisco che la domanda “Ma questo c’è o ci fa” possa sorgere spontanea!
A me, come ho detto prima, il contrasto chiaro scuro, da particolarmente fastidio e perciò metto sempre gli occhiali da sole con speciali lenti che filtrano il maggior numero di raggi nocivi ed è un continuo metterli e toglierli per riuscire a vedere meglio nei vari passaggi di luce. Ad esempio anche quando salgo su un autobus o sul treno e fuori c’è il sole, il mettere e poi togliere gli occhiali, evita che io mi sieda in braccio a qualcuno!
Non è però mia intenzione fare un elenco di tutte le difficoltà che si incontrano, anche perché sarebbe davvero troppo lungo e noioso da scrivere anche per me, mi piace però pensare che se si riesce a sdrammatizzare un po’, anche le difficoltà sembrano meno difficili!
Per concludere questa chiacchierata, volevo chiedere se qualcuno di voi leggendo, si è ritrovato in questa patologia o ha persone conoscenti che ne sono affette, penso sarebbe simpatico mettere a confronto le nostre esperienze.
Credo che nel detto “Mal comune, mezzo gaudio” ci sia un fondo di verità, come pure nell’altro “L’unione fa la forza”.
Potersi confrontare e parlare degli stessi problemi, magari visti e affrontati, in diverse maniere, credo possa essere un metodo interessante per cercare di capire meglio ciò che ci accade.
A volte le cose si scoprono così per caso e sono più semplici di ciò che si pensava e ritengo quindi che non ci sia niente di più efficace delle esperienze che si fanno su noi stessi per compiere anche un solo piccolissimo passo su un cammino lungo e tortuoso, ma che se percorso insieme, può essere certamente meno faticoso.
Tutti quelli che hanno voglia di camminare con me, sono chiamati alla partenza!
Scrivete, commentate,raccontate e via!!!…