mag 14 2010

Associazione paratetraplegici Liguria ecco come da il suo sostegno a chi ha bisogno!

Volantino ASSOCIAZIONE PARATETRA-PLEGICI LIGURIA

ASSOCIAZIONE PARATETRAPLEGICI LIGURIA, presenta il volantino ufficiale.

Ecco come promesso, il volantino ufficiale, dell’ASSOCIAZIONE PARATETRA-PLEGICI LIGURIA (http://www.associazione-paratetraplegici-liguria.it/.
Nel medesimo altre info sulla spiaggia per tutti oltre a quelle già fornite dal presidente Antonio Cucco nell’articolo precedente, ed anche una breve descrizione delle altre finalità dell’associazione.
Sportello Informadisabili

Via Dogali 2, 16038 – S.Margherita Ligure (Ge)

Tel. e Fax 0185 280434

E-mail
cuccoa@libero.it

informadisabilisml@libero.it

Associazione Paratetraplegici Liguria

Via Aurelia 56 – 16167 Genova

Tel. e Fax 010-3291177

E-mail:
aspal@tele2.it

Iscritta al registro regionale

delle Organizzazioni di volontariato n. 022/96

La porzione di spiaggia dove si realizza il progetto è libera ed aperta a tutti, ma chi ha difficoltà
motorie, di qualunque genere, vi troverà una
cabina-spogliatoio ampia, pedane per raggiungere il mare e la possibilità di utilizzare tre speciali carrozzine da mare, di cui 1 “JoB” e 2 “Sand and Sea”, appositamente realizzate per permettere la balneazione. Durante l’orario di apertura
sarà presente personale qualificato per l’assistenza e il corretto utilizzo delle attrezzature.
Il servizio è gratuito.
Le finalità di ASPAL sono
tutelare e supportare tutti i
para-tetraplegici liguri e le
loro famiglie per raggiungere
una migliore qualità di vita
ed un completo reinserimento sociale.

La spiaggia

libera

attrezzata

per disabili

a Santa Margherita Ligure

www.associazione-paratetraplegici-liguria.it

informadisabili@libero.it

O.n.l.u.s.

associazione paratetraplegici liguria

www.associazione-paratetraplegici-liguria.it

Mare per tutti

Dove si trova:

Località “Ghiaia” lungomare di Santa Margherita Ligure

Stampa in collaborazione con

CELIVO

Centro
Servizi al
Volontariato

informadisabili@libero.it


mag 14 2010

A Santamargherita ligure una spiaggia per tutti

Tag: Genova e dintorni, Turismo accessibilelucio @ 11:00 am

A Santamargherita Ligure una spiaggia per tutti

Antonio Cucco, presidente dell’ASSOCIAZIONE PARATETRA-PLEGICI LIGURIA, ci parla del progetto.

Siamo ormai in prossimità dell’estate, e quindi tutti abbiamo voglia di mare e di un bel bagno rinfrescante.
Purtroppo non tutti lo possono fare allo stesso modo, però per fortuna, c’è chi pensa a coloro che hanno i maggiori disagi.
Come l’ASSOCIAZIONE PARATETRAPLEGICI LIGURIA, che da qualche anno, ha avviato un progetto di balneazione per tutti a Santamargherita ligure.
Proprio il presidente dell’associazione Antonio Cucco, ci spiega come è nato il progetto, come si è evoluto nel tempo.

“Il progetto è cominciato nel “lontano” 2006 quando, in collaborazione con il Comune, lo abbiamo avviato, anche se per quell’anno fu una cosa sperimentale
e durò solo 20 giorni, con le poche attrezzature che avevamo. L’anno successivo fu quello della “svolta”, grazie ad un cospicuo contributo della Fondazione
Carige, e sempre in collaborazione con l’Amministrazione comunale, il 9 Giugno 2007 si aprì la prima stagione balneare con tutte le attrezzature necessarie
ossia:un’ampia pedana in pvc, con annessa passerella che arriva fino alla battigia,in modo da permettere a chiunque abbia difficoltà motorie di ogni genere
di accedere alla spiaggia (comprese le mamme con i passeggini o come è capitato qualche giovane infortunato), un’ampia cabina spogliatoio di 2.5 X 3 M,
un grande ombrellone e 4 lettini per prendere il sole, nonché 2 speciali carrozzine per fare il bagno di due modelli diversi a seconda delle esigenze e
la costante presenza di personale appositamente formato per fornire l’assistenza di base agli ospiti ed aiutarli nell’utilizzo delle attrezzature. Superando
le nostre aspettative come primo anno ci furono oltre 250 ingressi di “aventi diritto” ossia persone con difficoltà motorie di vario genere ma anche Mamme
con bimbi piccoli o persone anziane, nel pieno rispetto dell’intento iniziale del progetto ossia permettere a tutti di usufruire del nostro splendido litorale
con un servizio costante, puntuale e gratuito. Questo è stato l’inizio, poi a poco a poco siamo riusciti ad ampliare la zona coperta dalla pedana, a comprare
altri 4 lettini per prendere il sole (questi ultimi sono specifici per le persone in carrozzina perché sono alti 50CM da terra in modo da facilitare il
passaggio dalla carrozzina), 3 sedie (perché spesso le persone anziane le preferiscono) un altro ombrellone e grazie all’Associazione San martino de Porres
che ce l’ha donata un’altra carrozzina per fare il bagno e a mantenere il servizio di assistenza grazie ad un contributo dell’Amministrazione comunale.
Per citare qualche numero le posso dire che lo scorso anno abbiamo sfiorato i 400 ingressi senza contare che tutti i bagnanti apprezzano la possibilità
di uscire dall’acqua approfittando della pedana.
Tra le altre cose, siamo riusciti ad ampliarla ulteriormente a comprare altri lettini ed
ombrelloni ed un’altra carrozzina da bagno donataci dalla Coloplast.”

Per ogni ulteriore info è possibile contattare telefonicamente i responsabili del servizio spiaggia al n. 338 99 19 22 1 oppure il Presidente dell’Associazione Paratetraplegici
Liguria il sig. Cucco al n. 338 60 95 66 6.

Ringraziamo il sign Antonio Cucco nonché presidente dell’ASSOCIAZIONE PARATETRAPLEGICI LIGURIA, che ci ha fornito indicazioni preziose, sulla spiaggia di Santamargherita ligure, adeguata a disabili e persone con varie difficoltà.
Un esempio davvero importante, di come il mare può essere veramente di tutti.
Successivamente, pubblicheremo anche il volantino ufficiale dell’associazione.


mag 14 2010

ASINO LIFE una nuova realtà nel campo della pet-therapy

Tag: Genova e dintorni, Pet Therapy e cani guidalucio @ 9:54 am

Patrizia Torre, ci racconta il mondo di ASINO LIFE.

In passato abbiamo parlato spesso di pet-therapy, del ruolo che possono svolgere gli animali, nel favorire maggiore consapevolezza nelle persone, delle proprie capacità.
Abbiamo potuto constatare, come il rapporto con gli animali, è davvero terapeutico, nel guidare ad esempio persone con disabilità, a sentirsi più sicure in sé stesse.
Ora vi proponiamo, un altro esempio in merito, che potrà essere una ulteriore dimostrazione, che gli animali, sono davvero i nostri amici e ci possono aiutare a vincere le nostre paure, e ad abbattere ogni ostacolo.
Stiamo parlando di ASINO LIFE, una associazione, che si occupa soprattutto di onoterapia, ovvero la pet-therapy praticata con gli asini.
Animali ingrado di dare la loro dolcezza e sicurezza, a persone che hanno bisogno di una ignezione di fiducia nelle loro potenzialità.
Questo è l’obiettivo di ASINO LIFE, che in Valle Scrivia, ha realizzato un nuovo centro, che diventerà un mondo ricco di emozioni per chi vuole andare oltre i propri limiti, e quindi dimostrare che ogni barriera che si frappone dinnanzi a noi, può essere superata.
Patrizia Torre, responsabile del centro ASINO LIFE, ci spiega ora in due parole, come si svolge l’attività del medesimo.
Ci racconterà inoltre, come è nata questa eccezionale idea, che è certamente una speranza che si accende per tante persone che ne hanno bisogno.

“La nostra iniziativa nasce
casualmente dopo una operazione di bonifica attorno alla casa di
campagna che si trova in Valle Scrivia e precisamente sopra Busalla-Borgo Fornari.
Ci era stato suggerito che per mantenere puliti i
terreni avremmo dovuto tenere degli animali che brucassero l’erba che
cresce a dismisura . La scelta è caduta sugli asini perché io
personalmente (di origini siciliane )adoro gli asinelli.
Quindi comprati
,messi nei terreni hanno cominciato a svolgere il loro lavoro di
giardinieri, finchè sempre per caso , abbiamo scoperto la loro natura
più intricante e l’occasione ci è stata offerta quando ospitando mia
madre malata da anni di morbo di Alzeimer li abbiamo visti al loro vero
lavoro quello di facilitatori nella comunicazione con i diversamente
abili.
Ecco come nasce questa iniziativa supportata dall’esperienza
della sottoscritta che lavora da quasi 33anni in ambito sanitario.
Abbiamo costituito una APS a fine del 2009 ,ci siamo consociati con una
ass. di psicoterapeuti che si occupano di pet -therapy ed ora stiamo
iniziando questa missione . Mettiamo a disposizione degli abili, diversamente abili ,anziani e chiunque desiderasse avvicinare agli
animali i nostri spazi esterni per svolgere attività di tipo ludico
ricreativo e di attività assistita con gli animali rivolti a chi avesse
problemi comportamentali e di comunicazione . Scusate la lungaggine ma
spero in questo modo di avervi fatto capire ciò che stiamo facendo.
Per inciso sul campo giochi (cosi’ lo abbiamo chiamato )abbiamo
predisposto per l’accesso a carrozzine o altro indirizzate a persone con
difficoltà di deambulazione . Se vi interessa approfondire la conoscenza sulla nostra attività, consultate il sito
http://www.asinolife.blogspot.com/ Patrizia Torre

Ringraziamo la dott.ssa Torre, perché ci ha fatto scoprire un mondo assolutamente fantastico.
Un universo davvero speciale, nel quale tante persone, potranno andare oltre quelle che considerano le loro possibilità.
ASINO LIFE, è indubbiamente, una guida sicura, verso una vita più serena e con meno ostacoli.


mag 12 2010

Voglia di vacanze accessibili

Tag: Turismo accessibilepatrizia @ 10:16 am

Leggendo questo articolo, viene davvero la voglia di partire per una vacanza!

Finalmente si è capito che l’accessibilità è un bene di tutti e per tutti, perché tutti, in un qualsiasi momento della vita, possono diventare disabili, anche solo per un breve momento.

Quindi è bene progettare e costruire in funzione di ciò per poter assicurare sempre un servizio accessibile.

Redattore Sociale del 11-05-2010

Venezia, il resort più grande è anche il più accessibile. “Vantaggi per tutti”

Il 15 maggio inaugurazione della casa benessere all’interno di Union Lido, il grande camping resort fra Adriatico e laguna di Venezia. Il presidente Vitali:

“Pochi costi, per gli imprenditori turistici costruire senza barriere è un guadagno economico”

ROMA. Un centro benessere totalmente accessibile, progettato appositamente per consentire a tutti ma proprio a tutti di poterne fruire. Con soddisfazione

di tutti: degli utenti, ai quali non viene preclusa la vacanza in ragione di una disabilità fisica o sensoriale, e degli stessi albergatori, capaci di

offrire sistemazioni adeguate a tutti, con evidenti ritorni economici. Il racconto di una progettazione accessibile arriva direttamente da “Village for

all”, l’organizzazione no profit che ha come obiettivo l’inclusione turistica di tutti e la promozione della attività sportiva per tutti: l’opera di consulenza

svolta nei confronti dell’Union Lido, un villaggio turistico situato fra il mare Adriatico e la laguna veneta, porterà all’inaugurazione, il 15 maggio

prossimo, della casa benessere, il W10 Leisure Building, supervisionata e progettata ad hoc da Village for All per Unione Lido, che il 15 maggio prossimo

festeggia il suo 55esimo anniversario e che è indicato come uno fra i ca mping resort più importante d’Europa: un intero chilometro di spiaggia, 28 negozi,

8 ristoranti, 2 parchi acquatici e 2 centri benessere, con soluzioni di alloggio varie come tende, camper, bungalow con cucina, mobile home con terrazza

e maxi caravan superequipaggiati con veranda. E in più, albergo a 4 stelle, 24 appartamenti unifamiliari a due piani e 16 camere in dependance.

L’ambizione di Union Lido, ora, è quella di diventare non solo il più importante resort del genere, ma anche il più accessibile, e per farlo ha scelto

proprio la consulenza di Village for All, partendo dall’adozione del Peba, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche: uno strumento operativo

che consentirà alla struttura di procedere verso un alto grado di accessibilità.

Sabato prossimo, dunque, l’inaugurazione della casa benessere: nuove tecniche di risparmio energetico, ma anche spazi dedicati al relax e al wellness (benessere)

pensati per tutti. Village for All si è affidata nella sua progettazione al concetto di accessibilità trasparente, ovvero alla realizzazione di interventi

mirati a soddisfare i bisogni dei clienti attraverso il miglioramento della qualità prestazionale delle strutture, dei percorsi e dei servizi, senza connotazioni

estetiche di carattere ospedaliero e rispettando i canoni dell’universal design. La W10 Leisure Building è attrezzata di mappe tattili utili per favorire

l’orientamento e la completa autonomia per le persone non vedenti e/o ipovedenti e di un sollevatore che consente il facile utilizzo per le persone con

difficoltà motorie sia della piscina grande che della vasca idromassaggio. I sistemi di accesso al W10 hanno pannelli informativi per l inserimento dei

codici personali di dimensioni adatte alle persone ipove denti.

A raccontare il percorso seguito è Roberto Vitali, presidente di Village for all: “Per prima cosa abbiamo studiato gli spazi adeguati perché le persone

con mobilità ridotta, in carrozzina o cieche riescano a muoversi in modo autosufficiente; abbiamo poi proceduto alla selezione dei prodotti necessari curando

che il design e l’estetica non fossero di tipo ospedaliero. Abbiamo individuato continua Vitali – un sollevatore per le piscine, che consenta l’immersione

in acqua di persone con disabilità motoria: la caratteristica principale di questo sollevatore è che viene fissato al pavimento solo al bisogno e quindi

non rimane installato nel caso non vi sia il cliente che ne ha bisogno. Abbiamo studiato mappe tattili per persone cieche e ipovedenti e individuato un

totem per l’accesso che fosse facilmente utilizzabile anche da persone in carrozzina. Infine è stato necessario specifica il presidente di Village for

all adattare il software di controllo per la gestione degli accessi con caratteri leggibili anche da persone ipovedenti”.

Ma costruire accessibile costa di più? “Se viene previsto fin dalla fase progettuale risponde Vitali – la differenza di costi è pressoché irrisoria, molto

spesso l’accessibilità trasparente consente delle vere e proprie economie, visto che ad esempio costa meno uno scivolo che una serie di gradini, e un wc

normale rispetto ad uno “per disabili” ha differenze di costo importanti”. E i vantaggi per gli imprenditori turistici non mancano: “Il primo vantaggio

dice Vitali – è che se ciò che viene realizzato è accessibile per tutti, lo posso offrire a tutto il possibile mercato: le statistiche dicono, chi più

chi meno, che circa il 15% della popolazione a disabilità di qualche genere. Partendo semplicemente da questa considerazione conclude il presidente di

Village for all – se io ho una struttura non accessibile io lavoro sull’85% del mercato, l’equazione che ne consegue è semplice. Maggior numero di clienti,

soprattutto soddisfatti, maggior beneficio economico per l’azienda”. ( eb/ska)


mag 11 2010

Buio

Tag: Esperienzedaniela @ 2:46 pm

Press-IN anno II / n. 1148

Avvenire del 08-05-2010

Il buio

Certe facce possono sembrare ostili: conoscersi fa superare ogni diffidenza

MILANO. C’era un uomo in Piazza del Duomo quando ero una bambina, con il bastone bianco e gli occhiali scuri. Vendeva i biglietti della lotteria. Lo osservavo mentre camminava e faceva battere piano il bastone sulla strada. A occhi chiusi a casa lo imitavo. Con un ombrello chiuso o solo con le mani tese, aprivo la porta, attraversavo il corridoio, entravo nella mia stanza.
Quand’ero piccola temevo il buio: la tapparella troppo abbassata; il temporale che spegneva le luci; i passi, i fruscii, i cigolii nell’oscurità della notte. C’era un uomo in Piazza del Duomo che vendeva biglietti della lotteria.
Era cieco. Come faceva a vivere sempre al buio? mi chiedevo.
È stato allora che ho iniziato a leggere. Mi sembrava che per leggere occorresse avere sensi sconosciuti. Bisognava raccogliere le parole scure e trasformarle in luce, odori e voci, come faceva l’uomo della lotteria. Oggi, dopo tanti anni, ho scoperto un luogo a Milano dove non si guarda con la vista, ma con tutti gli altri sensi. Dove si guarda e si riguarda, con molto riguardo, come se fosse sempre la prima volta. Si guarda nel buio con gli occhi chiusi come barbagianni in caccia.
C’è un luogo a Milano dove c’è persino il mare. È un mare scuro, rumoroso e gioioso. La ragazza che si sporge dal parapetto è la nostra guida. Poi immerge il bastone bianco nell’acqua, sente il fresco sulla pelle. Si chiama Filippa, è cieca come l’uomo che vendeva i biglietti della lotteria. È lei che ci conduce dal mare al bosco, dal centro della città al porto. È lei che mi segue mentre guardando nell’oscurità mi commuovo. Mentre dentro di me tutto si muove, pulsa, si gonfia come una vela al vento.
Sono in Via Vivaio, all’Istituto dei Ciechi, alla mostra che si chiama Dialogo nel Buio e mostra ciò che gli occhi non possono vedere.
Quand’ero piccola temevo il buio: la tapparella troppo abbassata; il temporale che spegneva le luci; i passi, i fruscii, i cigolii nell’oscurità della notte.
C’era un uomo in Piazza del Duomo: vendeva biglietti della lotteria. Era cieco. Come faceva a vivere sempre al buio? mi chiedevo.
In via Vivaio ho scoperto che il buio non è scuro, non è freddo. Che al buio le mani vedono, le orecchie vedono. Tutto il corpo vede. Che il buio è un libro da leggere per chi ha l’intuito e il pensiero potente.
Filippa si muove tra noi: non la vedo con gli occhi ma so sempre dove è. Come so sempre dove è Magda, l’amica che mi accompagna alla mostra. Posso avvicinarmi a lei senza sbagliare, trovarla al primo sguardo della mano. Come se al buio avessi scoperto un sesto senso, una nuova vista che non credevo di possedere.
Così avverto la presenza della guida e delle altre persone che alla mostra percorrono gli stessi nostri gioiosi sentieri, non solo perché odo la loro voce, ma anche perché sento il calore della loro vicinanza, con la stessa certezza con cui sento, quando siedo su un autobus, la presenza dei viaggiatori che siedono dietro di me.
Ora che ci ripenso, mi accorgo che le parole più pronunciate durante il percorso al buio sono state guardare e vedere.
Non mi piace quando qualcuno chiama i ciechi non vedenti.

Emanuela Nava


mag 11 2010

Internet e la biblioteca senza barriere

Punto Informatico del 07-05-2010

Internet e la biblioteca senza barriere

Nell’ambito del progetto Open Library raddoppiano i volumi digitalizzati accessibili per i non vedenti

ROMA. Internet Archive ha lanciato oggi un servizio per raddoppiare i libri disponibili in un formato fruibile per i non vedenti.

La nuova iniziativa fa parte del progetto non profit Open Library che vuole costruire una biblioteca universale fatta da e per le persone, come Google

Books ha avviato una massiccia opera di digitalizzazione ed è arrivata ad avere più di un milione di libri. Con il nuovo progetto questi sono stati messi

a disposizione anche dei non vedenti, raddoppiando di fatto il numero di testi finora accessibili.

“Tutti devono avere la possibilità di migliorare la propria vita tramite libri in grado di insegnare, intrattenere o ispirare”, racconta Brewster Kahle,

fondatore di Internet Archive.

Per i non vedenti i libri sono digitalizzati usando uno speciale formato chiamato DAISY, che agevola l’utilizzo di software per il text to speech.

Alcuni dei libri sono stati resi disponibili da altri progetti di digitalizzazione collegati con Open Library, come le 150 biblioteche che fanno parte

della Open Content Alliance (OCA), affiliata con Internet Archive.

Claudio Tamburrino


mag 05 2010

Il diritto alla lettura rivendicato dai nonvedenti

Tag: Audiolibri, Braillepatrizia @ 10:16 am

Dire del 04-05-2010

Il diritto di leggere: i non vedenti si appellano all’Europarlamento

BRUXELLES – I non vedenti e gli impossibilitati alla lettura hanno fame di libri e leggere è un diritto di tutti.

Purtroppo, pero’, solo il 5% dei libri pubblicati nei Paesi industrializzati e’ accessibile ai ciechi e a quelli che non possono leggere le normali pubblicazioni

su carta stampata. E nel Sud del mondo la percentuale scende a un imbarazzante 1%.

Per porre fine a questa carestia di libri accessibili, la World Blind Union, che rappresenta oltre 160 milioni di ciechi e ipovedenti in 177 Paesi, ha

presentato al Parlamento europeo un documento in cui si chiede che le leggi vigenti sulla proprieta’ intellettuale prevedano delle eccezioni per la distribuzione

non commerciale di libri in formato accessibile.

Fino ad ora, a occuparsi del problema sono – in modalita’ diverse da Paese a Paese – organizzazioni del terzo settore, volontari, cooperative e Onlus che

trascrivono i libri pubblicati in diversi formati (Braille, caratteri ingranditi, registrazioni in mp3 o in un formato ad hoc per i libri accessibili che

si chiama Daisy e che prevede la commistione fra file audio e testo in versione digitale). Il lavoro di scansione dei libri e loro correzione o quello

di registrazione e’ comunque lungo e non scevro da imprecisioni e non permette ai ciechi e agli ipovedenti di avere il libro con la stessa tempistica dei

normali lettori che lo comprano in libreria. Inoltre, solo una minima parte dei testi pubblicati riesce a essere prodotta in formato accessibile.

Ma c’e’ una via d’uscita? Si’, ed e’ anche piuttosto semplice: ogni libro pubblicato, ormai, prima di essere stampato e’ un file perfettamente rivisto

e corretto dagli editori. Allora perche’ non rendere i file dei libri disponibili ai non vedenti, ipovedenti e impossibilitati alla lettura? È proprio

questo quello che la World Blind Union, nel suo documento, chiede alla World Intellectual Property Organisation e agli europarlamentari, decision-maker

e funzionari europei. Il documento e’ gia’ stato appoggiato, all’interno dell’organizzazione mondiale che tutela la proprieta’ intellettuale, da Messico,

Brasile, Ecuador e Paraguay. Inoltre, la European Blind Union, che e’ partner nell’organizzazione del convegno di oggi a Bruxelles, chiede all’UE di intraprendere

un’iniziativa legislativa affinche’ anche nell’Unione Europea il diritto alla lettura sia un diritto universale.

(Dires – Redattore Sociale)


mag 04 2010

Le paraolimpiadi quotidiane di un disabile

Tag: Esperienze, Genova e dintornipatrizia @ 10:48 am

Questo articolo deve far riflettere sul fatto che effettivamente un disabile ogni giorno, vive la sua impresa olimpionica per conquistarsi un piccolo posto sul podio della vita. Qui però non si tratta di un gioco, ma spesso è in gioco la sicurezza delle persone, non è una bella competizione alla quale si partecipa per il piacere della sfida, ma si gareggia quotidianamente per non essere dimenticati da una società che sembra non voler proprio vedere.

Cittadellaspezia.com del 03-05-2010

Buongiorno Cds-Storie-Le mie paraolimpiadi, ogni giorno

LA SPEZIA. Si, vivo su una carrozzella. Sono giovane, e le mie paraolimpiadi, nella mia città, ogni giorno le disputo così, come vi racconto. Arrivati

ormai nel 2010, il problema delle barriere architettoniche in giro per le città, dovrebbe essere solo un brutto ricordo. Purtroppo non è così, e La Spezia,

come tante altre, non garantisce ai suoi cittadini diversamente abili il diritto e il piacere di poter circolare tranquillamente per le strade, con la

propria sedia a rotelle e godere di molti servizi che, i così detti “normodotati”, utilizzano nella loro quotidianità.

Uscire di casa seduti su una carrozzina, manuale o elettrica che sia, comporta per le persone che vivono questa condizione, imbarazzo di fronte ai mille

sguardi che li accompagnano. Da quando escono di casa, a quando varcano di nuovo la soglia della propria dimora, finita la giornata.

Ma questa sensazione di forte imbarazzo si accentua quando non si riesce a fare un gradino, quando si rimane incastrati mentre si cerca di scendere uno

scalino, quando si vorrebbe andare dall´altra parte della città e non è possibile perché gli autobus che dovrebbero essere attrezzati non sempre funzionano.

E pensare di andarci “a ruote” è poco conveniente e a volte pericoloso.

I diversamente abili quando non riescono a salire su un marciapiede sono costretti a costeggiarlo o addirittura a costeggiare le macchine parcheggiate,

camminando così in mezzo alla strada, rischiando di essere travolti e magari causare qualche incidente.

Ad esempio, Viale San Bartolomeo presenta questo problema; tutti i marciapiedi hanno scalini altissimi, impossibili da salire con carrozzine, pericolosi

da scendere perché si rischia di sbilanciare la carrozzina e far cadere la persona in difficoltà e altrettanto pericolosi da costeggiare, in quanto tutti

i fianchi dei marciapiedi sono adibiti a parcheggi.

Altresì per un diversamente abile è difficoltoso raggiungere il Tribunale della città dalla detta via; altrettanto complicato è raggiungerlo da Piazza

Dante, in quanto nell´attraversamento pedonale vi sono i salvagenti, con scalini di grandi dimensioni.

Lo stesso problema si presenta nei marciapiedi che costeggiano il raccordo autostradale; qui oltre ad esserci scalini di grandi dimensioni, abbiamo in

mezzo ai marciapiedi, dei pali della luce o della corrente elettrica, che non permettono a nessun tipo di disabile o a mamme con i passeggini di passare

tranquillamente.

Problemi di questo genere non li troviamo solo in giro per le strade; ad esempio il raggiungimento dell´ASL di Bragarina, che avviene in mezzo alla strada

costeggiando le macchine parcheggiate, ma anche negli uffici e nelle Istituzioni della città. Nell´ASL n°5 di Via XXIV Maggio ad esempio, l´ascensore è

molto piccolo e per determinati tipi di sedie a rotelle è difficoltoso o addirittura impossibile riuscire ad entrare.

Inoltre la maggior parte dei tasti degli ascensori di Istituzioni, uffici o addirittura servizi pubblici, come potrebbe essere il cinema, sono posizionati

troppo in alto da non poter permettere ad un disabile che esce solo di poter usufruire dell´ascensore.

Di non poco conto è il problema di non poter entrare liberamente nei negozi della città; le zone più difficoltose sono Corso Cavour, Via Prione e molti

negozi del centro città, dove la maggior parte dei gradini sono altissimi e non si riescono a salire nemmeno con l´aiuto di qualche brava persona che passa

lì per caso. Così molti disabili sono costretti a non poter comprare o semplicemente avere il piacere di curiosare tra gli scaffali dei negozi.

Avete mai provato a prendere un autobus con un diversamente abile? Chi ha avuto questo coraggio purtroppo è rimasto molto deluso; in determinati orari

di passaggio dei mezzi pubblici vi è contrassegnato il simbolino che sta a indicare che quell´autobus può portare i disabili. In realtà, non sempre gli

autobus sono in grado di farlo per diversi motivi: gli autobus che passano non sono attrezzati, gli autobus sono attrezzati ma l´attrezzatura non funziona,

oppure l´attrezzatura funziona ma i marciapiedi delle fermate dei mezzi pubblici non permetto di farla funzionare.

Infine, come ultima cosa, ma non di minore importanza, per le famiglie con disabile a carico è molto complicato se non addirittura impossibile trovare

case o appartamenti che possano ospitarli. Purtroppo la maggior parte degli edifici della città, hanno “l´handicap” di avere una serie di scalini prima

di poter arrivare all´ascensore, di solito dai cinque ai dieci scalini, che costringono i famigliari dei disabili ad adottare sistemi poco sicuri, per

loro e per le persone di cui si prendono cura, per poter arrivare all´ascensore.

E´ giusto che queste ultime barriere architettoniche siano abbattute, per garantire alle persone in determinate situazioni, di poter vivere il più normalmente

possibile e di potersi sentire come gli altri: “normali”.


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