giu 14
FRATELLO.
ECCO UN RACCONTO MOLTO BELLO E TOCCANTE DI UN NOSTRO AFFEZZIONATO AMICO, ANDATO IN PELLEGRINAGGIO A TORINO ,IN OCCASIONE DELL’OSTENSIONE DELLA SACRA SINDONE
FRATELLO.
L’IMMENSITÀ
DEL TUO AMORE,
FRA NOI.
HO ACCAREZZATO,
CON DITA TIMOROSE,
INCREDULE,
I TUOI CAPELLI,
E QUELLE SPINE,
COME IL MIO PECCATO.
DAL TUO SANGUE LAVATO.
HO TOCCATO IL TUO VOLTO,
CALDO, SERENO,
NELLA GRANDE FORZA,
DEL TUO AMORE.
IO CHE ANCORA
M’ATTARDO A CAPIRE,
PRIGIONIERO,
DI PRESUNZIONI, E
DELL’EGO SCHIAVO,
TI PREGO,
FRATELLO, E MIO SIGNORE,
INSEGNAMI,
LIBERAMI DA QUESTE,
CATENE.
CHE IL PADRE NOSTRO TI
BENEDICA, FRATELLO. A.VINCENZO


giugno 15th, 2010 at 12:05 pm
Davvero bella la poesia! Penso proprio che un disabile visivo abbia goduto davvero la piena visione della Sindone, che a detta di molti, nel tempo è peggiorata.
giugno 16th, 2010 at 10:45 am
non vi sono parole secondo me per descrivere una emozione così grande, come può essere poter apprezzare una reliquia come la Sindone.
Ma il nostro amico Vincenzo, ha saputo raccontare le sensazioni che si possono provare quando sei lì e hai davanti qualcosa di un valore talmente immenso, che ti senti oltre che emozionato e felice per i brividi che ti lascia dentro una esperienza simile, anche imbarazzato per essere davanti a quello che si dice sia il lenzuolo che ha avvolto Cristo.
Grazie anche a Daniela, per averci dato la possibilità di poter vivere anche se solo virtualmente, le emozioni che Vincenzo ha vissuto di persona