ago 30 2010

STAZIONE

Tag: Poesie e Raccontidaniela @ 8:59 pm

Poesia dedicata da Vincenzo  ad’ una amica.

STAZIONE

Sventolio di fazzoletti,

e dirti che un di sarà.

Per mano ti prenderò, e,

i tuoi capelli,

accarezzare.

Le tue lacrime asciugare,

i tuoi sorrisi baciare.

Non preoccuparti,

dentro di me gelosamente,

ti tengo.

Il tuo dire,

il nostro dire.

Un po complici.

A dir di nostro il giusto

ci pareva.

Ma che importa!

Ora parti.

Alla tua meta vai.

Quando, sarà,

ti seguirò,

e per mano cammineremo.

con i capelli al vento e

la luce nel cuore. a.vincenzo


ago 26 2010

“Abili a quattro zampe”

Tag: Pet Therapy e cani guidapatrizia @ 10:30 am

Quando si dice che il cane è il migliore amico dell’uomo, non lo si fa tanto per dire!

Leggete un po’ questa testimonianza e vi renderete conto che queste parole sono più che vere.

Redattore Sociale del 25-08-2010

“Abili a quattro zampe”: cani addestrati per assistere i disabili

Apre e chiude i cassetti e le porte, aiuta a fare il bucato, e sa anche usare il salvavita. Si chiama Lulù ed è un cane addestrato per assistere le persone

con disabilità, come la sua padrona Alessandra. Dalla loro esperienza, realizzata grazie all’associazione ferrarese ChiaraMilla, è nato il progetto “Abili

a quattro zampe”

FERRARA. “Lulù mi porta il telefono, apre e chiude i cassetti e la porta, mi aiuta a fare il bucato e raccoglie tutto quello che mi cade per terra. E in

caso di bisogno sa attivare il salvavita”. Non si parla di un maggiordomo, ma di un aiuto “a quattro zampe”, un cane addestrato appositamente per fornire

supporto a persone con disabilità, come Alessandra Santandrea, paraplegica e soprattutto padrona di Lulù. “Inizialmente l’avevo presa per compagnia racconta

ma un giorno Lulù mi ha dato uno strattone, facendomi cadere dalla sedia a ruote. Così ho capito che era necessario darle un’educazione: ma non avrei mai

pensato che il mio cane sarebbe diventato un validissimo aiuto psicologico e pratico”.

Su indicazione dell’istruttrice Daniela Scanelli, Alessandra si rivolge all’associazione ferrarese ChiaraMilla, e insieme sviluppano il progetto “Abili

a quattro zampe”, con l’obiettivo di “formare” cani da assistenza per i disabili. I risultati dell’addestramento oggi si possono vedere in un filmato che

Alessandra ha postato su YouTube (http://il.youtube.com/watch?v=5hJI15VuPQw&feature=related), e ascoltare nelle parole della padrona di Lulù. “Il primo

giorno che sono uscita con Lulù ho provato un’enorme soddisfazione, mi sono sentita gratificata e autonoma, è grazie a lei che ho ricominciato a uscire

di casa. E l’aiuto è naturalmente anche psicologico e affettivo: la sua presenza è motivo di allegria e soprattutto compagnia, visto che il mio ragazzo

durante il giorno è fuori per lavoro”.

Ora l’esperienza di Alessandra e Lulù è destinata a espandersi. L’associazione ChiaraMilla ha infatti varato il progetto “Abili a quattro zampe” e ha scelto

di allevare in forma amatoriale il Golden Retriever per la selezione dei cani da assistenza. Il lavoro sul cucciolo avviene fin dai primi giorni di vita

attraverso una tecnica chiamata “senso puppy”. Il progetto prevede che la persona disabile scelga in maniera cosciente e autonoma il cucciolo che preferisce,

che verà consegnato “chippato”, sverminato e vaccinato. In questo modo la persona con disabilità avrà la possibilità di portare a casa un cane ancora cucciolo

e di essere lei stessa soggetto attivo nella sua educazione e preparazione. “Lulù è solo l’inizio del progetto spiega Marina Casciani di ChiaraMilla .

L’unico incoveniente è il prezzo: per il cucciolo più l’addestramento arriviamo a una cifra intorno ai 10 mila euro, anche se la nostra speranza è che

il cane per disabili venga considerato un vero e proprio a usilio, e come tale passato dallo Stato”. In attesa di quel giorno si sta studiando, credeteci

o no, come insegnare a questi cuccioli a fare un bancomat.

Vincenzo Bottiglioni


ago 26 2010

Un taxi accessibile a La Spezia

Tag: Genova e dintornipatrizia @ 10:16 am

Presentato qualche settimana fa e frutto del lavoro congiunto di amministratori comunali, associazioni e operatori locali, il nuovo veicolo sarà a disposizione

ventiquattr’ore su ventiquattro alle persone in carrozzina della città ligure

LA SPEZIA. «Il sogno – che poi sarebbe un sacrosanto diritto – si è avverato. E così, dopo tanta insistenza e lavoro, tutti i cittadini in carrozzina della

Spezia potranno disporre di un taxi accessibile».

Questo il commento soddisfatto di Mauro Bornia, presidente della Consulta Provinciale per la Disabilità della Spezia – della quale fanno parte venticinque

associazioni – dopo la presentazione, il 4 agosto scorso, da parte dei rappresentanti del Consorzio Radio Taxi, del nuovo mezzo utile al trasporto delle

persone con disabilità motoria.

Per l’occasione erano presenti anche il sindaco della città ligure Massimo Federici e l’assessore comunale alle Attività Produttive Salvatore Avena, insieme

allo stesso Bornia, che ha dichiarato: «L´adozione del nuovo taxi nasce dalle istanze della nostra Consulta e si è resa possibile attraverso un iter congiunto

tra la Consulta stessa, gli operatori e l’Amministrazione. Il provvedimento è stato inserito dunque nel nuovo regolamento Servizio taxi, approvato dal

Consiglio Comunale nel quale, appunto, era stata prevista la dotazione di un´auto aggiuntiva per il trasporto di persone con disabilità da inserire nel

parco taxi».

Fondamentale, per altro, il contributo del locale Consorzio Radio Taxi, attivatosi con il proprio presidente Matteo Natale per l´acquisto e l´allestimento

del veicolo, che sarà di stanza alla stazione ferroviaria e disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro tramite presa diretta oppure prenotandolo al numero

telefonico 0187 523523. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: maurobornia@alice.it.

Questo articolo è stato preso da Superando.it del 25-08-2010

Se volete leggere l’articolo originale cliccate su http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=23299


ago 05 2010

C’è un posto chiamato silenzio

Tag: Poesie e Raccontipatrizia @ 11:58 am

A proposito del concorso Il Volo di Pegaso, raccontare le malattie rare, che quest’anno ha per tema la voce del silenzio, ho deciso di partecipare!

Ho inviato questa mia poesia che mi è venuta in mente riflettendo sul significato che per me ha il silenzio, in un mondo fatto di tante parole, che spesso ci fanno male, soprattutto quando vengono usate per comunicarci qualcosa di brutto, nello specifico, la diagnosi di una malattia rara.

Mi scuserete….ma non sono una poetessa!

C’è UN POSTO CHIAMATO SILENZIO

Tante parole ti hanno detto.

Tanti consigli ti hanno dato.

Tanti destini ti hanno predetto.

Parole, parole, parole che ti hanno solo confuso.

Ora ti resta solo il silenzio,

perché è l’unica cosa vera di tutto questo.

Al principio ti può far male,

perché eri abituato ad un gran parlare.

Col passare del tempo ti accorgi però,

che il silenzio

può essere un bel posto da visitare.

È un piccolo mondo dentro di te,

dove ti puoi rifugiare,

dove poter riflettere sul senso delle cose e su cosa devi fare.

È un posto esclusivo,

riservato a persone speciali,

che lo sanno apprezzare e non hanno paura di entrare.

Sai queste persone,

sono davvero speciali…

Entrano in questo posto,

si mettono a sedere,

senza saper cosa fare, dove andare

e restano ad aspettare,

quasi come volessero solo riposare.

Poi, dopo aver anche sofferto, riposato, riflettuto ed osservato,

ne escono davvero cambiate.

Hanno scoperto dentro di se, nuove forze e tanta energia.

Ora sono proprio loro,

che prima avevano solo ascoltato,

a voler parlare, parlare, parlare!

Parlare anche a te,

per farti capire

che vale più un minuto passato in questo posto,

che una vita intera,

passata in un mondo vuoto,

pieno solo di tante parole.


ago 03 2010

Intervista a Kareem Dale, nonvedente, assistente speciale di Barack Obama

Tag: Intervistepatrizia @ 11:46 am

Questo è un bell’esempio di come le persone che vivono quotidianamente la disabilità con tutto ciò che essa comporta, possano realmente comprendere quali siano le effettive problematiche da risolvere e sappiano cosa concretamente si debba fare per poterle risolvere. Chi non vive sulla propria pelle certe esperienze, non potrà mai comprenderle e pertanto non potrà mai essere attento a certi particolari che gli sfuggirebbero, ma che spesso sono fondamentali per essere d’aiuto alle persone con disabilità. Questo non è certo per una loro neglighenza, ma semplicemente, non potra mai essere nella loro natura.

Questo articolo è stato preso da Superando.it del 30-07-2010

Cerchiamo di includere la disabilità in tutto quello che facciamo

(a cura di Giuliano Giovinazzo*)

Lo ha dichiarato in un’intervista Kareem Dale, persona non vedente, assistente speciale del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sulle politiche per

la disabilità, riflettendo sui cambiamenti e le conseguenze portati in questi vent’anni nella società statunitense dall’Americans with Disabilities Act

(ADA) del 1990, provvedimento “storico” in ambito di diritti umani nel Paese americano

Direttore associato del White House Office of Public Engagement – sorta di “interfaccia” tra la Casa Bianca e la società civile statunitense – Kareem Dale,

persona non vedente che utilizza il bastone per camminare in autonomia, è assistente speciale del presidente Obama sulle politiche per la disabilità, primo

consulente ad avere sinora assunto questa qualifica.

Laureato in Giurisprudenza all’Università dell’Illinois, Dale ha incontrato Obama nel 1998, quando lo aveva invitato a parlare – in veste di senatore di

quello Stato – presso la Black Law Students Association dell’Università, ovvero l’Associazione degli Studenti di Giurisprudenza di colore. Con Obama ha

condiviso poi la campagna presidenziale del 2008, anche allora in veste di consigliere sulle politiche per la disabilità.

Nella presente intervista, rilasciata a Ed O’Keefe del «Washington Post», Dale si sofferma sull’ADA (Americans with Disabilities Act), legge entrata in

vigore il 26 luglio 1990, provvedimento “storico” in ambito di diritti umani negli Stati Uniti, e sul suo impatto sia sulle politiche federali che sull’opinione

pubblica in generale.

In quale modo l’ADA ha aiutato, in questi vent’anni, le persone con disabilità americane?

«Credo che le persone con disabilità del nostro Paese siano molto soddisfatte dei progressi ottenuti. Ora ci sono le rampe e gli scivoli e io stesso posso

beneficiare delle scritte in braille sulle porte delle stanze d´albergo e negli ascensori. C´è una migliore accessibilità nei trasporti, ci sono autobus

accessibili alle persone in carrozzina e una serie di ragionevoli accomodamenti che i datori di lavoro devono necessariamente mettere a disposizione.

C´è stato dunque un significativo cambiamento di rotta in questi vent’anni, ma resta ancora molto da fare, ad esempio in ambito di tecnologie. Infatti,

quando l´ADA venne approvata nel 1990, internet non era certo quello che è diventato ora, e lo stesso discorso vale per le altre tecnologie».

Può darci un esempio di come l’ADA potrebbe essere meglio applicata in ambito di tecnologia?

«Un quesito più semplice potrebbe essere: “l´ADA vale anche per i siti web”? Molti tribunali hanno detto di no, un paio, invece, hanno forse detto di sì,

ma la questione resta aperta. Il nostro Dipartimento di Giustizia ha recentemente annunciato il programma di emanare nuove norme riguardanti proprio l´applicazione

dell´ADA a internet».

L’ADA ha favorito una migliore comprensione, da parte gli americani, della condizione delle persone con disabilità?

David A. Paterson, non vedente, è l’attuale governatore dello Stato di New York

«Ritengo certamente che lo abbia fatto, anche se naturalmente non basta avere una legge come l´ADA per poter arrivare a cambiamenti quasi “epocali”, come

l´elezione di un governatore cieco allo Stato di New York, ciò che è successo con David A. Paterson.

In altre parole, non si può arrivare a questo senza che contestualmente sia cambiata la consapevolezza dell´opinione pubblica. Dovremmo dunque chiederci:

siamo complessivamente soddisfatti dell’evoluzione sociale in questo settore? Probabilmente no, ma tra le cose che il presidente Obama sta tentando di

fare, vi è anche quella di dare il “buon esempio”, dicendo ai Cittadini: “Guardate, ci sono persone con disabilità che lavorano per la mia amministrazione”».

Quali sono i principali obiettivi dell’Amministrazione Obama rispetto alle politiche sulla disabilità?

«Credo che essi non differiscano troppo da quello che il Presidente sta tentando di portare a temine per tutti gli americani. Rispetto alla salute, ad

esempio, la proibizione alle compagnie di assicurazione di negare la copertura sanitaria sulla base di preesistenti condizioni mediche [provvedimento contenuto

nella riforma della salute recentemente approvata, N.d.R.] è certamente una “cosa immensa”. Stiamo ora affrontando la riforma dell’istruzione, che è un’altra

questione cruciale per le persone con disabilità. E naturalmente anche l’occupazione e il lavoro rappresentano un punto molto importante, tenendo tra l’altro

conto dello stato attuale della nostra economia».

Come si è comportato il settore privato rispetto all’inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro?

«I progressi ci sono stati e varie aziende del settore privato hanno fatto cose notevoli, sia nel settore del lavoro che in quello della tecnologia. E

tuttavia, c´è bisogno di fare di più. Il tasso di occupazione delle persone con disabilità, infatti, è di almeno cinque punti percentuali al di sotto di

quello delle persone non disabili. Dobbiamo quindi fare meglio, come dobbiamo fare meglio all’interno dello stesso Governo».

E a tal proposito, qual è oggi il tasso di occupazione delle persone con disabilità all’interno del Governo?

«Nel Governo poco più del 5% delle persone ha una disabilità e meno dell´1% sono persone con gravi disabilità».

Al di là di questo ventennale dell’ADA, come continuerete a tenere in primo piano le questioni delle persone con disabilità americane?

«Quello che stiamo cercando di fare è di includere la disabilità in tutto quello che facciamo. Un buon esempio può essere la creazione del nostro Ufficio

per i Giochi Olimpici, Paralimpici e della Gioventù, ove sin da subito abbiamo incluso le persone con disabilità del movimento paralimpico, non volendolo

fare successivamente. Noi cerchiamo quindi di includere le persone con disabilità fin dall’inizio, in modo tale che possano davvero essere pienamente integrate».

*Traduzione e adattamento, in collaborazione con Stefano Borgato, di un’intervista curata da Ed O’Keefe e pubblicata il 25 luglio 2010 da «The Washington

Post». Il testo originale è disponibile cliccando qui.

Sulle questioni trattate nel presente servizio, suggeriamo anche la lettura – sempre nel nostro sito – di: Compie vent’anni quella pietra miliare delle

leggi sulla disabilità, disponibile cliccando qui.


ago 03 2010

Finalmente anche in Italia è adottato il contrassegno europeo dei disabili!

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:34 am

LucaCoscioni.it del 31-07-2010

Contrassegno Europeo Disabili – approvata la legge…

Contrassegno Europeo Disabili – approvata la legge che consente la sua adozione anche in Italia Un’importante affermazione dell’iniziativa dell’Associazione

Luca Coscioni

Dichiarazione di Gustavo Fraticelli Membro di Direzione dell’Associazione Luca Coscioni e Marco Perduca Senatore eletto nel gruppo Partito Democratico

Approvato in via definitiva dal Senato, lo scorso 28 luglio, il disegno di legge n. 1720-B recante disposizioni in materia di sicurezza stradale, che,

tra l´atro, modifica una norma del Codice della Privacy e quindi rende formalmente possibile l´adozione anche in Italia , dopo quasi 12 anni, del modello

di Contrassegno Unificato Disabili Europeo per la circolazione e la sosta veicolare previsto dalla Raccomandazione del Consiglio del 4 giugno 1998.

Rammentiamo che, relativamente al Contrassegno Disabili Europeo, il Governo, facendo proprio un ordine del giorno, presentato, a suo tempo, dall´On. Maria

Antonietta Farina Coscioni, ha assunto il preciso impegno, una volta approvato il disegno di legge medesimo, di emanare idonea norma di rango regolamentare,

volta a rendere effettiva ed immediata l´adozione dello stesso Contrassegno Disabili Europeo.”


ago 03 2010

A SAVONA NASCE LO SPORTELLO A DOMICILIO ACI

Tag: Come fare per...lucio @ 10:13 am

PRESENTAZIONE SERV a DOM Savona

ACI Savona, presenta lo sportello a domicilio per disabili gravi.

Amici di Liguriaccessibile, l’Aci di Savona, ha inaugurato lo sportello a domicilio per le pratiche auto per disabili gravi.
Abbiamo perciò contattato la sezione ACI di Savona, per farci spiegare bene come funziona il servizio, e a chi è rivolto il progetto.
Ciò in modo da darvi info dettagliate, per sapere se e come usufruire, del medesimo.
Ecco a voi dunque, quanto ci riferisce l’ACI di Savona, sullo sportello a domicilio.

“SPORTELLO A DOMICILIO”

PROGETTO ACI

IL servizio si colloca all’interno del Progetto strategico: “Qualità ed innovazione nei servizi degli Uffici Provinciali”, approvato dal Consiglio Generale il 22 ottobre 2007,
che intende perseguire un programma finalizzato al miglioramento della erogazione dei servizi, con particolare riguardo ai soggetti in condizione di disagio, e al recupero dell’efficienza
dell’azione amministrativa

Che cos’è Lo Sportello a domicilio

Il servizio viene erogato a clienti con evidenti difficoltà ad allontanarsi dal proprio domicilio, attraverso una prenotazione telefonica o via web,
con l’aggiunta di una gestione organizzativa integrata che consenta la preventiva istruttoria della pratica e la successiva visita al domicilio indicato
dal cliente da parte di funzionari del Pra ai fini della definizione della pratica stessa.
DESTINATARI DEL SERVIZIO A DOMICILIO

1)persone affette da patologie che impediscano o rendano difficoltoso lo spostamento dal proprio domicilio.

2) persone ricoverate presso case di cura o ospedali per lunga degenza o per periodi superiori a 30 giorni.

3)detenuti presso istituti di pena, ospiti di comunità terapeutiche o di istituti di riabilitazione.

Come si accede al servizio

1)E’ possibile contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ACI Savona

2)E’ possibile compilare il modulo presente sul sito
http://www.up.aci.it/savona

In questa fase e nella fase successiva istruttoria

È fondamentale il ruolo delle Associazioni

ASSOCIAZIONI

PRA

A. S. L.

PRA

COMUNI

PRA

Come si accede al servizio
(segue)

Ricevuta la richiesta il personale dell’Ufficio:

SENZA SPESE AGGIUNTIVE

– istruirà la pratica acquisendo la necessaria documentazione e verificando i presupposti della richiesta

- concorderà con il cliente le modalità di erogazione del servizio che sarà poi svolto da funzionari muniti di tesserino di riconoscimento

Identificazione del Funzionario P.R.A.

I Funzionari del P.R.A. si recheranno presso il domicilio dell’utente muniti di:

elenco di 2 elementi
• Lettera di presentazione personalizzata a firma del Direttore dell’Ufficio Provinciale ACI da consegnare al fruitore del Servizio al quale, nei contatti
telefonici preventivi, dovrà essere comunicato il nominativo del funzionario PRA che si recherà al suo domicilio.
• Badge di rilevazione delle presenze bene in vista
fine elenco

http://www.up.aci.it/savona

Apparecchiature informatiche

elenco di 4 elementi
• Pc portatile (display 15”)
• Stampante portatile a colori
• Scanner Card UMTS (scheda H3G)
• POS
fine elenco

Modalità di accesso al sistema

elenco di 1 elementi
• Connect Card UMTS (tramite inserimento di una scheda telefonica nel pc portatile)
fine elenco

In assenza di copertura di rete:

elenco di 1 elementi
• ADSL (tramite collegamento alla presa telefonica ADSL dell’utente)
fine elenco

In assenza di collegamento ADSL:

elenco di 1 elementi
• RAS (tramite collegamento alla linea telefonica analogica del cliente )
fine elenco

Il collegamento alla rete GRATUITO PER L’UTENTE può avvenire attraverso:

Elenco formalità richieste più ricorrenti

elenco di 7 elementi
• Trasferimenti di proprietà (*)
• Accettazioni di eredità (*)
• Perdite di possesso
• Duplicati cdp
• Radiazioni per esportazione
• Certificati cronologici dei veicoli
• (*) integrati con l’autentica della sottoscrizione
fine elenco

(*) integrati con l

Operazioni espletate durante la sperimentazione (circa un anno)

elenco di 3 elementi
• Tipologia utente:
• Disabile
• Malato lungodegente
fine elenco

Tipologia formalità:

elenco di 3 elementi
• Duplicato CdP
• Passaggio di proprietà
• Accettazione di eredità
fine elenco

:

GRAZIE PER L’ATTENZIONE