Lo potremmo definire un Ironman tutto nostrano, un supereroe che si muove nell’ombra, un mago che stupisce con effetti speciali…Invece mirko è semplicemente una persona che con la sua intelligenza e grandissima forza di volontà, riesce a trasformare una difficoltà, in una cosa fattibile. Questo è il suo grande e reale superpotere!
Come un gran mago che si rispetti, tira fuori dal suo cilindro, ogni sorta di strategia per affrontare le mille difficoltà che incontra quotidianamente. Una per tutte: cambia nella giornata ben tre paia di occhiali da sole con differenti lenti a colorazione diversa e con filtri particolarissimi, per adattare i suoi occhi alle variazioni di luce.
Non a caso lo abbiamo chiamato il “supereroe dell’ombra” perché è proprio l’ombra il suo habitat ideale. Può sembrare un paradosso, chiamatela anche magia…ma Mirko vede meglio così!
E ora vi lascio alle parole di questo nostro nuovo amico, davvero speciale!
CIAO MIRKO! CI VUOI RACCONTARE UN PO’ DI TE?
Molto volentieri! Mi chiamo Mirko, ho 24 anni e anch’io, come molti, sono affetto da una malattia agli occhi che si crede sia il morbo di Stargartd.
Frequento l’università di Genova alla facoltà di scienze motorie, anche se con notevoli difficoltà.
Vivo a Chiavari, adoro gli sport e ne pratico il più possibile e di ogni tipo, vista permettendo…ovviamente!
QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTA’ CHE DEVI AFFRONTARE QUOTIDIANAMENTE E COME RIESCI A SUPERARLE?
Sicuramente la maggiore difficoltà, è la non autonomia negli spostamenti.
Non posso avere una patente e quindi qualsiasi mezzo motorizzato, è escluso.
Fortuna che posso usare la bici anche se non posso fare grandi tragitti perchè sono limitato in due sensi:
primo devo stare in zone che già conosco o finisce che mi sfugge qualche semaforo e sono dolori!
Secondo devo usarla principalmente solo nelle ore che vedo qualcosa di più come poco prima dell’alba, poco dopo il tramonto e la notte.
Anche camminare per strada, non è semplicissimo, ma se uno prende il giro di chiedere una mano alle persone, è più semplice.
Le mie domande più frequenti sono:
Scusi è verde?
O scusi, che numero è l’autobus che sta arrivando?
A volte incontri “cafoni” che ti trattano da alieno, ma appena partono sulle strisce, li seguo sperando che non siano incoscienti, ma rispettino il semaforo.
CHE RAPPORTI HAI CON LO SPORT E CHE STRATEGIE ADOTTI PER PRATICARLO?
Come ho gia detto prima, gli sport sono la mia passione.
Li pratico tutti:
pallavolo, beachvolley, basket, calcio, ping-pong e altri.
Me la gioco con quel misero residuo di vista periferica che mi è rimasta.
Ovviamente più è piccolo il campo di gioco, meglio è, perché non vedo quasi niente da lontano, però cerco di colmare la lacuna visiva, calcolando.
Per esempio: nel ping-pong la pallina piccola è bianca, è veramente difficile seguirla, io personalmente la vedo giusto una frazione di secondo, ma il movimento del braccio del mio avversario, è decisamente più visibile, per cui, fatti due calcoli rapidi, so dove andrà la pallina.
Nella pallavolo o beachvolley, cerco di non stare in ricezione, ma appena la palla si gioca nella mia metà campo….tutto è più semplice.
Come sport di squadra, quello più difficoltoso è il calcio.
Il passaggio può arrivare da lontano e spesso non lo vedo. Il basket è semplice:
il canestro non si muove e so sia dove si trova, sia quanto è alto…
Sapendo dove sono io il tiro è semplice; la parte più difficile è come sempre ricevere i passaggi.
Nel bigliardo, sia a boccette, che a stecca, sono autonomo, in questi giochi i calcoli sono alla base.
Adoro anche andare sui kart. Essendo una pista, non vi sono semafori, incroci, gente che attraversa, non vi sono i soliti limiti, basta farsi prima una passeggiata per studiarsi la pista e sei in gara!
TI ABBIAMO VISTO ANCHE ALLE PRESE CON UNA CORSA SU QUATTRO RUOTE, SU UN QUAD… VUOI RACCONTARCI LE EMOZIONI CHE HAI PROVATO?
Il quad per me è puro divertimento!
Ci si studia la pista, si fa un giro piano per vedere come risponde il quad e poi via,
spostando il peso per far “derapare” il posteriore, non c’è quasi bisogno di frenare.
Poi, siccome un poco sono malato di egocentrismo, vedere che a volte mi riesce meglio di chi ci vede bene, bè…è una bella soddisfazione!
COSA E’ PER TE UN LIMITE E CHE LIMITI TI PONI TU?
I limiti sono le cose più pericolose per noi, sia fisicamente che mentalmente.
E’ necessario riconoscerli, ma non arrendersi ad essi.
Io riconosco che non posso guidare per strada o pensare di farlo, ma togliermi la possibilità di divertirmi su pista, solo per una questione di testa, è uno spreco; tanto non è necessario prevalere o essere dei migliori, ma fare quello che si riesce e magari di volta in volta, migliorarsi, anche perché quando visivamente parlando, i miglioramenti non arrivano, se migliori in qualcosa, ti sembra di stare meglio e non smetti di lottare.
E ORA PARLIAMO DI UN’ALTRA TUA GRANDE PASSIONE…LE CARTE!
Le carte mi appassionano da quando sono piccolo.
I nonni sono stati gli iniziatori e tutti gli altri i prosecutori. So molti giochi e non disdegno affatto una serata in compagnia di amici, giocando a carte.
Mi diletto anche in piccoli e semplici giochi di prestigio che però sembrano davvero piacere e divertire.
Il neo in tutto questo, è che quando vinco a carte, non mi si riconosce la bravura, ma mi si accusa di aver fatto il mago… Ovviamente è vero!!!
COSA FARAI DA GRANDE MIRKO?
Prima di tutto spero da grande, di poter fare il bambino!
A parte gli scherzi, sogni ne avevo tanti, dal veterinario, perché adoro gli animali, al pilota, perché impazzisco per le moto, ma inutile dire che la vista me li ha ridimensionati parecchio.
Io e mia mamma abbiamo perso papà che io avevo solo due anni e il mio più grande sogno, è di diventare un marito e un papà. Fortunatamente la vista non può prendermelo, per cui…ho vinto io! giusto?