ott 27 2010

è UFFICIALE APPROVATE LE MODIFICHE ALL’ART 33 LEGGE 104

Tag: News dall'Italialucio @ 11:22 am

Legge 104, modificato l’art 33.
Amiche e amici di Liguriaccessibile, è ufficiale ora le modifiche all’art 33 legge 104 sono state approvate.
Infatti dopo il rinvio alle camere da parte del capo dello stato, il “Collegato lavoro”, che tra le altre cose appunto ha introdotto novità all’esercizio del diritto dei permessi da lavoro per assistere familiari disabili gravi, è stato definitivamente approvato.
L’articolo che ci interessa, è l’art 24, che sostituisce il terzo comma dell’art 33 legge 104 del 5 febbraio 1992.
Infatti l’art 24 del “Collegato lavoro”, stabilisce in maniera chiara, quali devono essere gli aventi diritto dei permessi lavorativi, per far fronte alle necessità dei disabili gravi.
Se vuoi leggere il testo di questa nuova norma, oltre ad avere ulteriori dettagli su essa, vai su:
http://www.handylex.org/gun/collegato_lavoro_modifiche_definitive_permessi_104.shtml


ott 27 2010

Canone Telecom: riduzione ed esenzione

Tag: Come fare per...,News dall'ItaliaPetrit @ 10:28 am

COSA SONO LE CONDIZIONI ECONOMICHE AGEVOLATE

Esistono due tipologie di agevolazioni economiche:

* la riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento
* l’esenzione totale dal pagamento dell’importo mensile di abbonamento
* la navigazione gratuita in Internet per almeno 90 ore mensili.

CHI PUO’ CHIEDERLE
Le Condizioni Economiche Agevolate possono essere chieste dai titolari di un contratto telefonico di categoria “B” (ovvero il contratto che si riferisce alla linea principale dell’abitazione ove risiede stabilmente il nucleo familiare), in possesso di determinati requisiti economici e sociali.

REQUISITI PER LA RIDUZIONE DEL 50% DELL’ABBONAMENTO MENSILE
La riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento può essere richiesta dai nuclei familiari in cui siano contemporaneamente soddisfatti il sottostante requisito economico ed almeno uno dei sottostanti requisiti sociali:

* requisito economico: il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non deve essere superiore a 6.713,94 Euro annui. L’attestato ISEE può essere richiesto presso i centri di assistenza fiscale (C.A.F.), i Comuni e le sedi territoriali dell’I.N.P.S.
* requisiti sociali: all’interno del nucleo familiare deve essere presente una persona che percepisce la pensione di invalidità civile o la pensione sociale, oppure un anziano di età superiore ai 75 anni o il capo famiglia disoccupato.

REQUISITI PER L’ESENZIONE TOTALE DAL PAGAMENTO DELL’ABBONAMENTO MENSILE
L’esenzione totale dal pagamento dell’importo mensile di abbonamento può essere richiesta dai nuclei familiari in cui vi sia una persona sorda, definita tale ai sensi della Legge n. 381 del 1970 e successive modifiche, ed avente diritto alla indennità di comunicazione di cui alla Legge n. 508 del 1988 e successive modifiche.

REQUISITI PER LA NAVIGAZIONE INTERNET GRATUITA PER ALMENO 90 ORE MENSILI
Per poter usufruire della navigazione in Internet gratuita per almeno 90 ore mensili è necessario appartenere ad un nucleo familiare nel cui ambito vi sia una persona cieca totale, definita tale ai sensi della legge n. 138 del 2001 e successive modifiche, ed avente diritto alla indennità di accompagnamento di cui alla legge n. 406 del 1968 e successive modifiche.
Per usufruire dell’agevolazione è necessario collegarsi in dial up (tramite un modem) dalla propria Linea Telefonica Base e comporre il numero 702 0187187.
N.B. per il tutto il 2008 l’agevolazione di Telecom Italia sarà per una navigazione illimitata e non per le sole 90 ore mensili.

COME RICHIEDERE LE CONDIZIONI ECONOMICHE AGEVOLATE
Per presentare la domanda di richiesta/rinnovo è necessario compilare l’apposito Modello predisposto da Telecom Italia; i moduli e la relativa documentazione a supporto possono essere inviati nel caso di:

* richiesta della riduzione del 50% o dell’esenzione totale dal pagamento dell’importo mensile di abbonamento, al Fax Numero Verde 803308314 o in alternativa a: Telecom Italia – Servizio Clienti Residenziali – Casella Postale 211 – 14100 Asti
* agevolazione per la navigazione in Internet, a: Telecom Italia – Servizio Clienti Residenziali – Casella Postale 211 – 14100 Asti.

Il Modello per la richiesta della riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento è disponibile nella sezione modulistica

Alla richiesta deve essere allegata la seguente documentazione:
1. fotocopia dell’attestato contenente l’ISEE del nucleo familiare
2. fotocopia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare del contratto di abbonamento relativo alla linea telefonica in relazione alla quale si chiede l’agevolazione e, qualora diversa dal titolare, anche della persona in possesso del/i requisito/i sociale/i richiesto/i
3. certificato di iscrizione rilasciato dall’Ufficio di Collocamento (nel caso in cui il capofamiglia sia disoccupato o in cerca di prima occupazione)
4. fotocopia del documento attestante la pensione sociale o la pensione di invalidità civile dalla quale risultino: nome, cognome, codice fiscale, categoria, codice INPS e decorrenza della pensione (nel caso in cui il requisito che sottostà alla richiesta deriva dal fatto che all’interno del nucleo familiare vi sia una persona che percepisca una pensione sociale o una pensione di invalidità civile).

Il Modello per la richiesta dell’esenzione totale dal pagamento dell’importo mensile di abbonamento è disponibile nella sezione modulistica

Alla richiesta deve essere allegata:
1. fotocopia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare del contratto di abbonamento relativo alla linea telefonica in relazione alla quale si chiede l’esenzione e, qualora diversa dal titolare, anche della persona con disabilità
2. fotocopia della certificazione medica comprovante la sordità, rilasciato dalla commissione medica pubblica di accertamento ai sensi della legge n. 381del 1970 e successive modifiche
3. certificato di stato di famiglia, solo se la persona con la disabilità è diversa dal titolare della linea telefonica per la quale si richiede l’agevolazione (N.B. lo stesso può essere prodotto anche in autocertificazione in base alla legge sulla semplificazione amministrativa “Legge Bassanini”).

Il Modello per la richiesta della navigazione Internet gratuita per almeno 90 ore è disponibile nella sezione modulistica

Alla richiesta deve essere allegata la seguente documentazione:
1. fotocopia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare del contratto di abbonamento relativo alla linea telefonica in relazione alla quale si chiede l’agevolazione e, qualora diversa dal titolare, anche della persona con disabilità;
2. fotocopia del certificato medico comprovante la cecità totale, rilasciato dalla commissione medica pubblica di accertamento ai sensi della legge n. 138 del 2001 e successive modifiche;
3. certificato di stato di famiglia, solo se la persona con la disabilità è diversa dal titolare della linea telefonica per la quale si richiede l’agevolazione.
(N.B. lo stesso può essere prodotto anche in autocertificazione in base alla legge sulla semplificazione amministrativa “Legge Bassanini”).

DURATA
Le condizioni economiche agevolate del 50% e del 100% sull’importo mensile di abbonamento della linea telefonica decorrono dalla data di ricezione della domanda da parte di Telecom Italia o, nel caso di un nuovo impianto, dalla data di attivazione della linea telefonica.
La gratuità della navigazione internet decorre entro 15 giorni dal giorno di ricezione da parte di Telecom Italia della richiesta o, nel caso di richiesta in fase di nuovo impianto, entro 15 giorni della data di attivazione della linea telefonica.

La riduzione del 50% dell’importo mensile di abbonamento ha la stessa durata di validità della data di scadenza riportata sull’Attestato contenente l’ISEE. La richiesta dell’agevolazione, pertanto, va rinnovata annualmente. La scadenza dell’agevolazione verrà ricordata prima della scadenza con un apposito messaggio negli ultimi due Conti Telecom Italia.
Inoltre alla scadenza, per evitare l’interruzione dell’agevolazione, è prevista una proroga per ulteriori due mesi. Se nel corso di questo periodo non perviene a Telecom Italia la nuova richiesta di rinnovo, è prevista la decadenza dell’agevolazione con il contestuale recupero ed addebito dei canoni dalla data di effettiva scadenza dell’agevolazione.

L’esenzione dell’importo mensile di abbonamento a favore dei sordi e la gratuità della navigazione in internet a favore dei ciechi totali hanno durata indeterminata.

Per tutte e tre le tipologie di agevolazioni economiche è fatto obbligo al titolare della linea telefonica oggetto di agevolazione di comunicare immediatamente a Telecom Italia l’eventuale venir meno di uno dei requisiti che davano diritto all’agevolazione (per es. qualora il sordo/cieco totale non faccia più parte del nucleo familiare, oppure in caso di decesso dello stesso, ecc.).

TRATTO DAL SITO DISABILI NOLIMT


ott 27 2010

PROTOCUBE UNA NUOVA IDEA DA TOCCARE CON MANO!

PROTOCUBE UNA NUOVA IDEA DA TOCCARE CON MANO

Protocube, la nuova soluzione per le riproduzioni tattili.

Amiche e amici di Liguriaccessibile, ora vi parliamo di un mondo davvero originale, nel campo delle riproduzioni tattili.
Si chiama Protocube, azienda torinese nata nel 2006 specializzata appunto in tale ambito.
Venerdì scorso infatti, presso la sede provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Genova, Alberto Barberis uno dei tre soci fondatori di questa azienda, ha presentato il suo progetto davvero straordinario.
All’incontro erano presenti:
Eugenio Saltarel presidente della sezione di Genova dell’unione ciechi nonché presidente della cooperativa sociale David Chiossone specializzata in web e urban accessibility, Claudio Cassinelli presidente dell’istituto David Chiossone onlus, Marco Arscone e il sottoscritto Lucio Grippo lavoratori della Coop Sociale david Chiossone per quanto riguarda me stesso anche redattore di Liguriaccessibile.it, Enrico Sabatini coofondatore dell’associazione sportiva dilettantistica aperta ai disabili Le Nuvole di Savona.
Tutti insieme, abbiamo potuto esplorare con le mani, un mondo eccezionale, che ci ha fatto conoscere un metodo certamente originale, di fare riproduzioni tattili.
Come lo stesso Barberis ci ha spiegato, per realizzare le varie riproduzioni tattili che sono per lo più monumenti della città di torino, sono state utilizzate resine e gesso.
Il risultato è una rappresentazione fedele, delle più belle attrazioni turistiche della città.
Davvero sorprendente come si riesca a realizzare formati in miniatura in versione tattile, che possano ricalcare pienamente ciò che viene riprodotto.
Ad esempio il sign Barberis, ci ha portato come modello una versione tattile nella quale è rappresentato il palazzo reale di Torino, con il suo giardino reale e i suoi caratteristici alberi, il duomo con il celebre campanile.
Devo confessarvi che personalmente sono rimasto ammirato dalla accuratezza con la quale, vengono riprodotti anche i piccoli particolari.
Al tatto da una sensazione piacevole, perché tutto ciò che è proposto nella rappresentazione,
sembra reale.
Le dita percepiscono in maniera chiara gli edifici, le strade, gli alberi, per fino i muretti che dividono gli alberi dalle strade e gli edifici.
Vi confesso che quasi non volevo più staccare le dita da quella riproduzione tattile, perché ne sono rimasto veramente affascinato.
Mi sembrava quasi di essere realmente in quel luogo, e di vivere l’atmosfera di quel posto.
È come un viaggio virtuale, che ti porta a scoprire, le tante meraviglie che si possono apprezzare visitando le città italiane.
È molto emozionante, sentire sotto le dita, pezzi importanti della nostra storia e della nostra cultura.
Poter scoprire la bellezza di certi luoghi, di certi monumenti, toccandola con mano.
Perché tante parole di chi può raccontarti ciò che tu non puoi vedere, possono lasciarti senza alcun dubbio qualcosa dentro, ma poter di persona sentire le belle sensazioni che sa trasmettere una riproduzione tattile se fatta bene come in questo caso, be si può dire che lascia in noi emozioni uniche!
Si può veramente ammirare la bellezza di ciò che si sta toccando, senza farsela raccontare da altri!
Si vivono in prima persona sensazioni speciali, esperienze particolari.
Barberis ci ha spiegato, che queste rappresentazioni tattili della città di Torino, sono state realizzate in collaborazione con la sezione provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
In modo da consentire di riprodurre, formati tattili che fossero rispondenti il più possibile, alle esigenze di chi non vede, o vede poco.
A tal proposito, si è dato importanza, anche al contrasto dei colori per gli ipovedenti.
In fine va sottolineato che su ogni rappresentazione tattile, in alcuni punti della medesima, vi sono dei piccoli segni in rilievo.
A cosa servono?
Questi piccoli puntini in rilievo hanno uno scopo ben preciso.
Infatti nei luoghi in cui vengono esposti questi formati tattili, il visitatore non vedente o ipovedente, viene dotato di un anello collegato ad un dispositivo che ha un software vocale.
Se il visitatore con difficoltà visive avvicina questo anello al puntino in rilievo sulla riproduzione tattile, sentirà una voce che innanzitutto dirà che cosa si sta toccando e poi darà ulteriori informazioni sulla rappresentazione stessa.
Dunque quello portato avanti da Protocube, è un progetto davvero importante che mira a garantire un accesso più adeguato ai monumenti della città di Torino, per coinvolgere il visitatore, nelle emozioni, che una riproduzione tattile sa trasmettere.
Barberis ci ha spiegato, che ovviamente dietro a tutto ciò, c’è un lavoro davvero faticoso.
Il quale richiede molto tempo, che varia ovviamente a seconda della complessità della riproduzione tattile.
Il progetto Protocube però, non si limita a formati tattili, ma si estende ad altri aspetti da non trascurare.
Infatti l’azienda torinese, oltre a realizzare formati tattili, ha ideato un nuovo modo di dialogare con utenti che hanno difficoltà visive, da parte degli enti pubblici.
Sempre in collaborazione con l’Unione ciechi di Torino, sono stati realizzati dei piccoli mattoncini tipo lego, e su ognuno di essi vi è un carattere braille.
Collegando tra loro questi mattoncini, si compongono così, parole e quindi frasi.
Secondo Protocube tutto ciò, dovrebbe agevolare gli uffici pubblici, nel fornire proprio a tutti gli utenti, quelle informazioni che cambiano anche rapidamente nel tempo.
Naturalmente il vantaggio è anche e soprattutto dei non vedenti, che possono così contare, su un aggiornamento costante, delle info che gli utenti che non hanno difficoltà visive, possono avere senza problemi.
Protocube a tal proposito suggerirebbe l’utilizzo di questo metodo di comunicazione, per dare a tutti vari avvisi.
Ad esempio quando viene spostato un ufficio ecc.
Questo metodo consente in poco tempo, di cambiare le info, anche a chi può ricevere le stesse, solo in braille.
Così non si sprecano ore inutili a realizzare nuovi cartelli in braille, che richiedono come detto tempi e costi non sempre sostenibili.
Invece con il metodo Protocube, la informazione giunge immediatamente, perché basta darla con questi mattoncini, rimodellandoli tra loro.
Dunque come abbiamo visto, questa azienda di Torino, apre nuovi orizzonti tutti da esplorare, per favorire da un lato la possibilità di vivere la fantastica esperienza di toccare i monumenti, e dall’altro risolvere alcuni problemi pratici di comunicabilità tra uffici pubblici e utenti non vedenti.
Personalmente ascoltando le parole di Alberto Barberis, e potendo provare direttamente gli effetti benefici di queste invenzioni, posso dire che si tratta di un lavoro lodevole che questa azienda di Torino, porta avanti con grande entusiasmo.
Forse ancora non molti in Italia avevano sentito parlare di tale realtà, e proprio per questo motivo, noi di Liguriaccessibile, vi abbiamo voluto presentare quanto la stessa ha saputo realizzare.
Non so fino a che punto questo articolo ha potuto effettivamente darvi una idea del lavoro che porta avanti la Protocube, perché ovviamente provando personalmente le esperienze si possono dedurre meglio gli eventuali vantaggi, certo un quadro generale della mission che si prefigge, penso che sia comunque stato dato.
Io insisto nel dirvi, che si tratta di un esempio da prendere a modello, che si discosta per la sua originalità, dalle altre realtà nel settore presenti in Italia.
Infatti reputo le due ore passate venerdì ad assistere alla presentazione del progetto Protocube, spese davvero bene.
Mi hanno consentito di visitare un mondo ricco di idee, fatto da persone che ci mettono certamente tanto entusiasmo in quello che fanno.
È proprio il classico esempio che vi sono in Italia tante piccole realtà molto spesso non sempre conosciute come invece meriterebbero, che si danno da fare per garantire proprio a tutti, di poter soddisfare le proprie esigenze.
In fine dopo avervi raccontato spero in maniera esaustiva ciò che è accaduto venerdì, vi suggerisco di entrare in contatto con questa realtà.
Come?
O inviando una email per avere delle info più dettagliate all’indirizzo info@protocube.it
O visitando il sito:
http://www.protocube.it/wp/


ott 21 2010

una convenzione per aiutare i sordomuti di La Spezia tra Acam e Ens

Tag: Come fare per...lucio @ 12:58 pm

Acam La Spezia e sezione provinciale Ens, la convenzione.

Amiche e amici di Liguriaccessibile, vi abbiamo già proposto il comunicato stampa del progetto che viene realizzato dall’Acam di La Spezia società che fornisce vari servizi pubblici, e la sezione provinciale dell’ente nazionale sordi(ENS).
Ora vi proponiamo di seguito, tutto il testo della convenzione che ha reso possibile la realizzazione di questa iniziativa veramente importante.
Così tutti i sordomuti che risiedono nello spezzino, potranno avere una visione chiara dell’accordo raggiunto.

“CONVENZIONE TRA La Società multi utility ACAM SpA che per brevità sarà di seguito denominata “ACAM” per la quale agisce Paolo Garbini nella sua qualità di Presidente domiciliato per la carica in Via Picco, 22 19124 La Spezia
E L’Ente Nazionale Per la Protezione e Assistenza Sordomuti Sezione Provinciale della Spezia, in seguito per brevità ”ENS La Spezia” con sede in La Spezia Via Dei Pioppi, 6 nella persona del suo legale rappresentante Emanuele Arzà nella sua qualità di Presidente.
Premesso che La Convenzione coinvolgerà non solo ACAM nella sua veste di capogruppo, ma anche le società attive nei settori vendita gas, gestione sistema idrico integrato, gestione servizio integrato rifiuti: ACAM clienti, ACAM acque, ACAM ambiente
Tra le parti si conviene e si stipula quanto segue
Art. 1 – Premessa
La premessa costituisce parte integrante del presente accordo.
Art. 2 – Oggetto
ACAM si impegna, per il tramite del proprio Ufficio Comunicazione/Stampa a svolgere una funzione di supporto agli iscritti all’ENS La Spezia nei rapporti che gli stessi si troveranno a dover affrontare nell’ambito delle loro esigenze di utenti dei servizi gestiti dal Gruppo ACAM come in premessa, nel territorio provinciale della Spezia.
Si impegna altresì a realizzare incontri di informazione e stage formativi rivolti agli associati sulle tematiche che sono alla base dell’attività della multi utility sia in un’ottica di approfondimento generale sia con inquadramenti specifici sulla realtà territoriale spezzina su cui opera il Gruppo ACAM. Gli incontri di informazione e gli stage formativi si articoleranno in lezioni in aula e visite guidate agli impianti del Gruppo ACAM.
ACAM, nell’ambito della presente Convenzione, si impegna a comunicare le iniziative formative e informative all’ENS La Spezia affinché questa provveda a divulgarle tra i propri iscritti.
Art. 3 – Scopo
Lo scopo della Convenzione consiste nel mettere a disposizione dell’ENS La Spezia e dei suoi iscritti una struttura di riferimento con compiti infragruppo quale è l’Ufficio Comunicazione/Stampa che si assumerà il compito di agire in nome e per conto degli iscritti dell’ENS La Spezia che si rivolgeranno allo stesso per sbrigare pratiche di sportello come volture, aperture di contratti di fornitura acqua e gas, cessazioni, accertamenti sulle bollette di gas, acqua e rifiuti, auto letture consumi, conguagli, recupero crediti, smaltimento rifiuti, raccolta ingombranti etc. La Convenzione permetterà agli iscritti dell’ENS La Spezia di avere nell’Ufficio Comunicazione/Stampa Gruppo ACAM un interlocutore unico attraverso il quale potranno svolgere tutte quelle operazioni di sportello e di call center che l’utente normodotato svolge in modo autonomo
Art. 4 – Modalità operative
Per facilitare gli iscritti dell’ENS La Spezia nei loro rapporti con la struttura ACAM di supporto sono previsti appositi format di richiesta che l’interessato dovrà compilare e inviare via fax all’Ufficio Comunicazione/Stampa Gruppo ACAM che in base alla tipologia della richiesta provvederà ad attivarsi presso gli uffici ACAM competenti facendo le veci dell’utente/iscritto ENS La Spezia
Art. 5 – Gratuità
La Convenzione è a titolo gratuito, in considerazione della natura sociale e di pubblico servizio che l’iniziativa riveste.
Art. 6 – Durata
La presente Convenzione ha efficacia per le parti dal momento della stipula e ha una durata di 2 anni. Non è previsto il tacito rinnovo. Decorso il periodo previsto per la Convenzione ACAM e ENS La Spezia potranno valutare congiuntamente l’opportunità di rinnovare la Convenzione. A sua discrezione ACAM potrà revocare o sospendere temporaneamente la vigenza della Convenzione, qualora insorgessero situazioni nuove rispetto al momento dell’accordo, quali mutamenti nella gestione e/o compagine aziendale, senza che ciò comporti alcun diritto di risarcimento per l’ENS La Spezia. Sono ammesse variazioni dei contenuti della Convenzione prima della naturale scadenza biennale, tramite specifici accordi tra le parti da formalizzati in Atti Aggiuntivi alla Convenzione.
Art. 7 – Referenti
Il Referente di ACAM per la presente Convenzione è il funzionario responsabile dell’Ufficio Comunicazione/Stampa Gruppo ACAM.
Il Referente dell’ENS La Spezia per la presente Convenzione è il referente dell’Ente per la realizzazione degli aspetti operativi della Convenzione.
I Referenti potranno concordare periodici incontri per una verifica dei risultati della Convenzione e per un’attività di coordinamento delle iniziative da realizzare.
Art. 8 – Etica
Ogni attività prevista dalla presente Convenzione si svolgerà nel rispetto del Codice Etico e delle leggi che regolano l’attività di entrambi gli Enti.

Art. 9 – Controversie
Le parti concordano di definire amichevolmente qualsiasi controversia che dovesse insorgere dall’interpretazione o applicazione della Convenzione.
La Spezia, 18 ottobre 2010Per ACAM SpA Per l’ENS La Spezia
Il Presidente Il Presidente
(Paolo Garbini) (Emanuele Arzà)”


ott 21 2010

prova d’uso dei nuovi bancomat accessibili ai non vedenti e ipovedenti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificaPetrit @ 12:13 pm

Dall’Unione Italiana Ciechi di Genova mi è arrivata una notizia che riguarda i bancomat di nuova generazione della banca Intesa – Sanpaolo.
Io sono andato a provare.
Nei bancomat di nuova generazione hanno aggiunto un software che da la possibilità sia agli ipovedenti che ai non vedenti di prelevare soldi in modo autonomo.
Il software ha due funzioni:
1) sintesi vocale
2) ingrandimento caratteri
appena si preme il tasto numerico della tastiera numerica si attivano contemporaneamente sia la sintesi vocale per non vedenti, sia l’ingrandimento di caratteri per gli ipovedenti.
Il software funziona in questo modo:
per i non vedenti, si mettono le cuffie in un apposito foro ad un lato della cassa vicino all’uscita dei soldi, poi si preme il tasto 5 del tastierino numerico. Le cuffie non sono in dotazione, quindi bisogna portarsele da casa, hanno uno spinotto piccolo: io ho utilizzate le mie cuffie dello stereo ( dell’ipod).
Dopo pochi secondi si attiva la sintesi vocale che dice: “Se vuoi altri informazioni premi di nuovo il tasto 5 altrimenti attendi”.
Dopo pochi secondi la sintesi diceva: “Inserire il bancomat nella apposita finestra nel lato destro del dispositivo”.
Poi chiede di inserire il codice.
Dopo la verifica del codice, una voce chiede di scrivere la cifra che vuoi prelevare.
Quindi viene letta la cifra precedentemente scritta, fornendo in questo modo un feedback e viene chiesto di confermare o annullare.
I tasti di annulla o conferma si trovano a destra del tastierino numerico, la funzione “annulla” alla destra del 6 invece, il tasto “conferma” si trova alla destra del 9.
I numeri di tastierino numerico iniziano dal alto in basso (come la tastiera del telefono e esattamente il contrario del tastierino numerico del computer).
A questo punto il sistema dice di attendere. Trascorsi alcuni secondi nel mio caso il sistema mi ha detto:
“Operazione conclusa con successo, i soldi sono pronti per essere ritirati nell’apposita finestra”.
L’ultima cosa che viene chiesta dal sistema è se vuoi stampare l’operazione o no.
Per gli ipovedenti basta premere il tasto 5 del tastierino numerico,
lo schermo del bancomat si modifica, diventa nero; e i caratteri si ingrandiscono e diventano gialli.

Personalmente sono rimasto soddisfatto della possibilità di usare il bancomat per prelevare soldi in modo autonomo .
Spero che presto si aggiungono al prelievo di soldi anche due altri funzioni che sono utili, come:
la possibilità di fare una ricarica telefonica e
la lettura del conto corrente, ovvero poter utilizzare tutte le funzionalità del bancomat in modo autonomo e accessibile.


ott 21 2010

ACAM LA SPEZIA PER UN NUOVO PROGETTO A FAVORE DEI SORDOMUTI

Tag: Come fare per...lucio @ 10:10 am

Acam La Spezia, servizi più fruibili per i sordomuti.

Per i sordomuti di La Spezia, sono arrivate grandi novità!
Infatti l’Acam, azienda della città dell’estremo levante ligure che eroga servizi pubblici ai cittadini della zona, ha deciso di renderli veramente accessibili ai sordomuti.
Una iniziativa lodevole, che noi di Liguriaccessibile, vogliamo per tanto segnalarvi, perché ovviamente merita il giusto risalto.
Quindi ora per raccontarvi meglio in cosa consiste la stessa, vi proponiamo il comunicato stampa, con il quale l’Acam e la sezione provinciale dell’Ens (ente nazionale sordi), hanno fatto conoscere alla cittadinanza spezzina, questo straordinario progetto.
Da parte nostra prima di lasciarvi al comunicato, arriva un sentito grazie a nome di tutti i sordomuti spezzini a questo ente, che ha deciso di fare qualcosa di importante, nei confronti di chi convive con tante difficoltà quotidiane.
Adesso però, vi lasciamo al comunicato stampa, così potrete conoscere bene questa iniziativa da prendere a modello.

“Ente Nazionale Sordomuti
Sezione Provinciale La Spezia
COMUNICATO STAMPA

Dalla Spezia parte Convenzione pilota
tra ACAM società di pubblici servizi e l’Ente locale
di protezione e assistenza sordomuti
“Un piccolo passo in avanti per rendere finalmente accessibili
i servizi ai sordi spezzini”.
(commento del presidente dell’Ente Emanuele Arzà)

“E’ un’esperienza nuova della cui utilità siamo convinti,
finalizzata ad agevolare i sordi nella veste di utenti
dei servizi erogati dal nostro gruppo”
(commento del presidente Acam Paolo Garbini)

La Spezia, 18 ottobre 2010 – Un’iniziativa pilota è stata avviata da ACAM SpA e dall’ENS – Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi, sezione provinciale della Spezia. Esaurita la fase di sperimentazione iniziata nei mesi scorsi dalla società multi utility spezzina e dall’Ente, oggi hanno sottoscritto un’apposita Convenzione, unica nel suo genere in Italia. L’accordo è stato firmato nel corso della conferenza stampa di presentazione dai presidenti Paolo Garbini (Acam SpA) e Emanuele Arzà (Ens La Spezia). La Convenzione coinvolgerà non solo la capogruppo, ma anche le società attive nei settori vendita gas, gestione sistema idrico integrato, gestione servizio integrato rifiuti: Acam clienti, Acam acque, Acam ambiente. L’accordo prevede l’impegno, tramite l’Ufficio Comunicazione del gruppo aziendale a svolgere una funzione di supporto agli iscritti all’ENS La Spezia nei rapporti che gli stessi si troveranno a dover affrontare nell’ambito delle loro esigenze di utenti. La convenzione prevede anche incontri di informazione e stage formativi rivolti ai sordomuti spezzini sulle tematiche che sono alla base dell’attività della multi utility sia in un’ottica di approfondimento generale sia con inquadramenti specifici sulla realtà locale. Gli incontri di informazione e gli stage formativi si articoleranno in lezioni in aula e visite guidate agli impianti del Gruppo ACAM. “Lo scopo della Convenzione – spiega il presidente Paolo Garbini riprendendo il testo dell’accordo – è quello di agevolare i sordi nella veste di utenti dei servizi erogati dal nostro gruppo. Il nostro ufficio comunicazione si assumerà il compito di agire in nome e per conto degli iscritti dell’ENS La Spezia per sbrigare pratiche di sportello e di call center che l’utente normodotato svolge in modo autonomo”.

Per facilitare gli iscritti dell’ENS La Spezia la convenzione prevede l’utilizzo di appositi format di richiesta che l’interessato dovrà compilare e inviare via fax all’Ufficio Comunicazione del Gruppo ACAM che in base alla tipologia della richiesta provvederà ad attivarsi presso gli uffici competenti facendo le veci dell’utente/iscritto ENS La Spezia. “La Convenzione – aggiunge Garbini – è a titolo gratuito, in considerazione della natura sociale e di pubblico servizio che attribuiamo a questa iniziativa”. Il presidente dell’Ente sordi della Spezia Emanuele Arzà ricorda come è nata questa convenzione che non ha precedenti nel nostro Paese. “ Tutto è iniziato dalla necessità di cercare un modo per risolvere un problema che i nostri iscritti lamentavano in merito alle auto letture dei consumi gas e acqua – precisa il presidente Arzà – Com’è noto è buona prassi comunicare periodicamente, in genere ogni due mesi, il numero che si legge nei contatori del gas e dell’acqua perché venga fatturato il giusto consumo ed evitare brutte sorprese quando arriva il conguaglio. La procedura dell’auto lettura funzionava però solo per via orale. Abbiamo così contattato Acam per trovare una soluzione che venisse incontro alle esigenze dei nostri iscritti e siamo giunti a definire un modello standard frutto di una collaborazione da cui è scaturita la convenzione. I sordi spezzini possono ora autonomamente comunicare la lettura compilando il format in ogni sua parte ed inviarlo via e-mail o via fax al numero indicato. Inoltre, questa collaborazione prevede anche un contatto diretto all’interno dell’Acam che l’ENS utilizzerà per segnalare eventuali problemi o disservizi e per richiedere informazioni per pratiche complesse evitando così la fila allo sportello e le conseguenti difficoltà comunicative. È previsto infine un calendario di appuntamenti per la primavera 2011 all’interno di “Porte Aperte ai Sordi” dove rappresentanti dell’Acam spiegheranno e presenteranno i servizi erogati dall’azienda. E’ un’opportunità nuova e utile – commenta Arzà – per la quale ringraziamo il presidente Acam Paolo Garbini e la responsabile dell’ufficio comunicazione Flavia Cima per il loro interessamento. Il nostro auspicio è che questa esperienza possa essere seguita anche da altre aziende, alla Spezia e in Italia”.
Alla conferenza stampa, svoltasi nella sede Acam, ha partecipato una rappresentanza degli iscritti all’ENS della Spezia, assistiti dall’interprete LIS Tiziana Ferrari vice presidente dell’ANIOS (Associazione interpreti di lingua dei segni italiana) della Liguria. Referenti per l’attuazione della convenzione sono per il Gruppo Acam Flavia Cima e per l’Ens La Spezia Fabrizio Lodola.

Per informazioni
Ufficio Comunicazione/Stampa Gruppo ACAM Segreteria ENS La Spezia
Tel.0187-538.601 Fax 0187-538.250 Tel. 0187-711399
Cell. 348-6507312 Cell. 339-8573434
comunicazione.stampa@acamspa.com laspezia@ens.it”


ott 13 2010

Al cuor non si comanda

Tag: Poesie e RaccontiMirko @ 12:32 pm

Al cuor non si comanda

Che cosa ci vuoi fare,
Mi sono innamorato
Di te e del tuo viso
Appena ti ho veduta.

Non so che è successo,
Un lampo o forse un tuono
Ed ecco il mio cuore
Bruciar d’amor per te.

E sì che io lo so
Che tu non sei per me
Che troppo tempo e spazio
Vi sono fra di noi.

Ma pur lasciami dire,
Insieme ad un grand’uomo,
Il cuor ha delle ragioni
Che il cervello ignora.

E saggio è quel detto
Che afferma esser vano
Tentar di comandare
Il cuore e i sentimenti.

POESIA DI ENRICO CARREA


ott 13 2010

“La mia seconda vita da cieca e sindaco”

Tag: Esperienze,Intervistepatrizia @ 12:14 pm

Questa è un’intervista a una persona davvero speciale che ha affrontato la sua disabilità come fosse una seconda nascita. Leggendola, trasmette tanta forza e positività ed è davvero una bella testimonianza di come anche nelle difficoltà più grandi, si possa reagire e ci si possa rialzare, dando un nuovo senso alle cose e alla vita.

La Stampa del 10-10-2010

“La mia seconda vita da cieca e sindaco”

NOVARA. Il sindaco di Novara è una signora molto distinta, elegante: si chiama Silvana Moscatelli, è del Pdl, ha 67 anni. Mi riceve nel suo ufficio in

Comune con una stretta di mano e un sorriso. Sembra un incontro come tanti, nella vita di un cronista: una delle solite interviste. Ma è un incontro straordinario

perché il sindaco di Novara è cieca. L´unico sindaco non vedente d´Italia: «Ce n´era uno anche in un paesino delle Puglie, ma tanti anni fa», racconta.

Per tutta la sua vita, fino alla scorsa primavera, la vista è stata perfetta. La malattia – un buio che nessun medico è ancora riuscito a spiegare – è

arrivata in aprile, proprio nei giorni in cui Silvana Moscatelli è diventata primo cittadino di Novara, prendendo il posto di Massimo Giordano (Lega),

eletto in consiglio regionale. Forse diventare sindaco era uno dei suoi sogni: il destino a volte sorprende per malvagità. Provo un certo imbarazzo nel

chiederle di raccontare la sua storia: ma il colloquio scivolerà via sereno. Anzi alla fine hai la sensazione di avere ricevuto una forza misteriosa, forse

anche più coraggio di vivere.

Signor sindaco, cominciamo con i soliti preliminari: la sua storia precedente in poche parole.

«Sono nata a Foligno, mio padre era un generale dell´esercito, sono a Novara da più di quarant´anni. Ho insegnato lettere alle superiori fino al 1993,

quando sono andata in pensione e mi sono dedicata alla politica. Sono vedova da dieci anni, ho una figlia – Ilaria – di 38 anni e una nipotina di 5».

Lei fino all´aprile scorso era assessore al bilancio e vice sindaco. Poi che cosa è successo?

«Dopo le amministrative il sindaco Giordano ha scelto di andare in Regione e abbiamo deciso di evitare nuove elezioni. Da vice, sarei diventata sindaco».

Lei stava bene, in quei giorni?

«Apparentemente benissimo. Il medico mi ordina degli esami di routine. Scoprono che un valore del sangue che si chiama CPK, e che dovrebbe essere al massimo

di 270, è di 63.000. Nessun essere umano ha mai avuto un valore così alto: il record, se possiamo usare questo termine, era di un giovane di La Spezia

che era arrivato a 43.000. Il medico dice che rischio un blocco renale, e quindi la vita. Mi ricoverano d´urgenza».

Ricorda quando è entrata in ospedale?

«Era un sabato. Mi dicono che la malattia si chiama rabdomiolisi, o qualcosa del genere. Mi attaccano alla flebo per fare il lavaggio dei reni».

La vista?

«Nessuno pensava alla vista. Avevo dieci decimi da entrambi gli occhi. Mai portato occhiali in vita mia, solo per leggere, ma era fisiologico data l´età.

Il lunedì comincio ad accorgermi che la vista sta regredendo. Ogni giorno che passava, vedevo sempre meno. Sono andata a casa dopo venticinque giorni e

qualcosa intravedevo, diciamo qualche ombra. Poi neppure quelle: più nulla».

Com´è potuto succedere?

«Non lo so. I medici dicono che è un mistero perché gli occhi sono tuttora sanissimi. Forse ho avuto un´infiammazione ai nervi ottici: a tutti e due, e

anche questo fatto sembra avere pochissimi precedenti».

Ha deciso di non rinunciare a fare il sindaco.

«E´ chiaro che in quei giorni attorno a me c´era molta agitazione politica. Tutti pensavano che io avrei rinunciato. Per dieci giorni sono stata ferma

e zitta, mi sono chiusa in me stessa per riflettere. Mi sono chiesta se ero in grado di affrontare un impegno del genere. Le dico una cosa: io ho percepito

subito che non sarei guarita. Ma ho pensato che la vita va interpretata secondo le modalità nuove che presenta, e che spesso non dipendono da noi. Ho pensato:

se rinuncio, la città viene commissariata e tutto il lavoro fatto non verrà portato a termine. Ho concluso che per Novara era meglio un sindaco non vedente

che un commissario».

Com´è la sua vita quotidiana, adesso?

«Entro in Comune alle 8 ed esco alle 19. A mezzogiorno mangio un panino al bar qui sotto. Vado a tutte le manifestazioni, ai dibattiti, alle inaugurazioni.

Ormai i novaresi sanno. Mi hanno mandato centinaia di mail e di lettere di stima e di solidarietà».

Nessuno ha eccepito? Nessuno ha detto che una città così grande – Novara ha 103.000 abitanti ed è un capoluogo di provincia! – non può avere un sindaco

non vedente?

«Mi dicono che qualcuno, e non solo dell´opposizione, ha contestato, ha detto che gli atti che firmo non possono essere legittimi. Ma la legge mi permette

di firmarli. La mia segretaria me li legge e io li firmo. Ho inventato un riquadro di cartone dentro il quale passo la biro e firmo».

Come fa ad avere cognizione di tutto? Sembra impossibile.

«Chi vede non può capirlo, ma la memoria e la concentrazione si affinano moltissimo. Anche la percezione delle presenze: a volte la mia nipotina mi dice

nonna, ma tu ci vedi!, perché riesco sempre a capire dov´è. Mi creda, è così. Il 27 settembre in consiglio comunale ho snocciolato a memoria tutti i dati

del bilancio, che gli altri vedevano sulle slides».

Davvero non spera più di guarire?

«La speranza c´è sempre, ma sento che anche i medici non ci credono più. Sono stata in Germania e mi hanno detto: signora, è meglio che faccia un corso

per non vedenti. La mia forza, mi permetta di dirglielo altrimenti non si capisce, è che è subentrata subito una specie di accettazione. Ho capito che

questa nuova situazione andava affrontata aggredendola e impostando una nuova vita».

Chi l´assiste?

«Tanti mi aiutano, naturalmente. Ma ho deciso di continuare a vivere da sola. In casa siamo io e il mio splendido cane, Pippo. Mi lavo, mi preparo la colazione

del mattino e mi vesto da sola. Scelgo gli abiti che indosso: li riconosco, e cerco sempre di essere elegante perché non rinuncio alla mia femminilità».

Pippo è un cane per ciechi?

«Ma no, è il cane che avevo già. Le racconto questo. Quando ho capito che avrei perso la vista, i miei primi pensieri sono stati: non vedrò crescere la

mia nipotina, e temo di perdere Pippo. E´ un cane che era stato abbandonato in un bosco e legato a un albero, avevo letto la sua storia proprio su La Stampa

e l´avevo preso. Ho avuto paura che si sarebbe sentito abbandonato una seconda volta. Le assicuro che anche lui ha percepito la novità, è diventato più

protettivo».

Signora, come fa a essere così serena?

«Tutti si stupiscono. L´altro giorno è venuto qui da me uno scrittore novarese per parlarmi di un suo progetto. Non si era accorto che sono cieca. A un

certo punto mi ha regalato un suo libro e ho dovuto dirglielo. E´ rimasto interdetto. Mi ha promesso che verrà qui a leggermelo. E quando se ne è andato

ha detto: vado via positivamente frastornato».

Lei che cosa – mi scusi ma non trovo un altro verbo – «vede»?

«Buio, nero. Solo buio e solo nero assoluto. Conservo una memoria delle cose che ho visto prima. E qualcosa riesco a immaginare anche delle cose nuove:

basta un rumore, un odore… Ad esempio quando ero in ospedale a Tubinga, un posto dove non ero mai stata, mia figlia mi accompagnava a passeggio in città

e percepivo, davo forma e figura a qualcosa: un giardino, una strada, una piazza. E´ così. Ma voglio continuare a vivere, non mi arrendo».

L´intervista è finita. Silvana Moscatelli si alza per salutarmi, le sue mani cercano riferimenti in un mondo diventato misterioso. Solo in questo momento

si avverte in lei qualcosa che sembra una debolezza. Ma forse è una forza.

di Michele Brambilla


ott 13 2010

CIAO SONO PETRIT QUESTA è LA MIA STORIA

Tag: Esperienze,topPetrit @ 10:06 am

 

Mi chiamo Petrit Prela,

sono un ipovedente albanese,

vivo in Italia da 12 anni.

Ora vi racconto un’po’ della mia storia.

Sono venuto in Italia da ragazzo, quindi gli studi li ho fatti tutti nel mio paese.

Le scuole elementari e medie, le ho frequentate presso l’istituto dei ciechi di Tirana.

Era l’unico centro per i non vedenti, di tutta l’Albania.

Per chi come me veniva da fuori c’era anche il dormitorio.

Questa in sintesi la mia giornata in istituto:

Ci si alzava alle 6 del mattino, si aggiustava il letto, si puliva la stanza,

dopo si faceva un pò di ginnastica, poi colazione, alle 7.30 ci univamo tutti davanti alla scuola e un insegnante a turno leggeva gli articoli più importanti del giornale.

Alle 8.00 iniziavano le lezioni, che generalmente terminavano intorno alle 13.30.

Dopo il pranzo ci riposavamo per circa un ora, poi si rientrava di nuovo in classe per studiare le materie del giorno successivo, c’erano 4 ore di studio, 3 per le materie generali e un ora per la materia personale “l’apprendimento di uno strumento musicale”.

Per ogni classe tra gli insegnanti, vi erano due coordinatori.

Uno per il mattino, che si occupava dell’andamento della classe, e uno al pomeriggio, sorvegliava gli studenti nello studio, e provvedeva ad alcuni bisogni speciali.

Di sera dopo cena si poteva vedere la tv, chi voleva poteva ascoltare la radio oppure c’era chi si faceva un giro nel giardino dell’istituto.

Si potevano fare anche alcuni giochi scacchi e domino ovvero i miei preferiti, ma si poteva giocare anche a pallone.

Di domenica chi come me restava in istituto perché come detto veniva da troppo lontano per ritornare a casa, era libero di uscire.

Però non si poteva andare da soli, o eravamo accompagnati da qualcuno dell’istituto, o da chi ci veniva a trovare come parenti, ed amici.

Io che venivo da lontano potevo rivedere la mia famiglia solo 2 volte all’anno, a natale e in estate.

La mia casa a Pukè una piccola cittadina al nord del paese a circa 200 km da Tirana.

In quel periodo c’erano pochi mezzi di trasporto  e le strade non buone, per questo non potevo spostarmi facilmente.

I bambini non vedenti entravano in questo istituto, all’età di 6 anni.

Il percorso scolastico che comprendeva scuole elementari e medie, era di 9 anni:

8 di scuola vera e propria, e l’ultimo per il corso di centralinisti.

Per scrivere e leggere si usava l’alfabeto braille.

noi usavamo le tavolette come strumento di scrittura, dato che di dattilo braille ovvero le macchine da scrivere, ve ne erano poche e si utilizzavano solo quando si dovevano scrivere testi piuttosto lunghi.

Il periodo che ho passato presso questo istituto è stato una grande esperienza per me.

Oltre ad aver finito gli studi con ottimi voti, ho imparato a stare lontano da i miei famigliari senza problemi quindi diventando autonomo in ogni gesto della vita quotidiana, ho capito cosa vuol dire vivere in comunità, riuscendo a farmi tante amicizie  ecc.

Con una parte di quegli amici che avevo in istituto, ho mantenuto i contatti continui.

Come dicevo prima l’esperienza in istituto, è stata una tappa fondamentale della mia vita, per imparare a vivere lontano da casa.

Devo ammettere ovviamente però, che i primi tempi sono stati molto difficili, perché era la prima volta che stavo lontano da i miei e di sera quando andavo a dormire non vedevo l’ora di riabbracciare di nuovo i miei genitori.

Con il passare del tempo mi sono abituato ed è diventata una cosa normale vivere lontano da i famigliari.

Dopo i 9 anni nell’istituto, si poteva decidere se diventare musicisti professionisti e quindi ad esempio andare a suonare nei matrimoni.  

Io invece, ho scelto di continuare gli studi, sempre però in ambito musicale.

Anche questa scuola, era a Tirana, e dunque ho continuato a vivere  lontano da casa, e come nell’istituto dei ciechi, in questo liceo vi era un dormitorio. La scuola superiore, non era solo per non vedenti, ma era aperta a tutti.

Quindi ho dovuto imparare a studiare e convivere, con persone che non avevano i miei problemi.

Confesso che all’inizio avevo qualche timore, di non riuscire a trovarmi bene con persone che avrebbero potuto non capire le mie difficoltà.

Invece ho potuto piacevolmente scoprire, che c’erano tanti amici, disposti a darmi una manoanche nello studio, con i quali sono nate amicizie importanti.

Proprio in quegli anni, la mia famiglia si è trasferita a Valona nel sud del paese.

Una città più vicina a Tirana, e per questo per me era più facile vederla con maggiore frequenza ovvero ogni fine settimana.

La scuola superiore in Albania, dura 4 anni.

Io ho finito gli studi, nel 94.

Poi sono rimasto nel mio paese per altri 4 anni, prima di decidere di trasferirmi in Italia visto che in Albania c’erano tante difficoltà per trovare un lavoro.

Quando sono venuto in Italia e ho visto come vivono qui i non vedenti, ho notato che tra il mio paese e quà, c’è molta differenza sulle opportunità per chi ha difficoltà visive.

In Italia ci sono molte possibilità di lavoro, tantissimi ausili per facilitare la vita di un non vedente, molte possibilità di studiare, aiuto dello stato e di regione.

Fino a 1990 in Albania è stato il regime comunista che aveva chiuso il paese dal resto del mondo, e così non era possibile sapere cosa succedeva fuori.

Solo dal 1990 in Albania, sono arrivati i primi ausili per i non vedenti.

Va detto però, che non tutti gli ausili, sono sviluppati come in Italia.

Infatti se ormai vi sono ad esempio molti bastoni bianchi,

al livello di strumenti informatici le sintesi vocali funzionano solo in lingue straniere come: italiano, inglese ecc. non ci sono ancora sintesi vocali in albanese, anche se proprio in questi giorni, ho ricevuto la notizia che si stanno muovendo i primi passi, per fare ciò.

Al momento l’unico ausilio utile per i non vedenti in Albania per l’uso del computer è la barra braille.

In Italia si è fatto davvero tanto per migliorare la vita dei non vedenti, invece in Albania c’è ancora molto da fare.

Questo è stato il motivo principale che mi ha convinto a lasciare l’Albania e a venire a vivere qui.

La speranza che le cose possano migliorare anche in Albania, e che tutte queste differenze citate sopra non ci siano più è grande, come è grande la  voglia di tornare a vivere nel mio paese.


ott 12 2010

Il buio non fa più paura!

Tag: Esperienzepatrizia @ 10:43 am

Fra tutte le disabilità, credo che quella visiva, sia una delle più temute, anche perché la paura del buio, è dentro di noi fin da quando siamo piccoli.

È altrettanto vero che quando non si conosce una qualsiasi cosa, si ha paura di questa.

Ormai da tempo, fortunatamente, si sta diffondendo la cultura di avvicinarsi e prendere consapevolezza, del mondo dei disabili, che è poi lo stesso mondo in cui si vive tutti insieme ogni giorno.

È proprio dalla voglia di conoscere l’altro, di capire le cose senza averne paura, di mettersi in gioco anche per vincere le proprie paure, che nascono iniziative come questa di Verona.

L’Arena del 11-10-2010

Vivere senza la vista, ma non da emarginati

È nata GoldVis, l’associazione per la difesa dei diritti di non vedenti e ipovedenti. Il sodalizio promuove iniziative con chi vede normalmente, come le

cene o lo sport al buio, per avvicinare tutti ai problemi della cecità

VERONA. «L’amicizia innanzi tutto». Non è soltanto un’opinione ma il credo della nuova associazione GoldVis nata a Verona a tutela dei disabili della vista.

Fondata da Maurizio Mariotto, ex presidente della sezione scaligera dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, insieme ad un gruppo di amici sia vedenti

che non vedenti, ha scelto di chiamarsi così ricavando l’acronimo della frase «Guardare Oltre La Disabilità V isiva» ed ha come proposito l’integrazione

tra minorati della vista e normodotati affinché godano della stessa dignità umana e giuridica.

«Non intendiamo metterci in competizione con l’ Uici», spiega Mariotto, «ma desideriamo confrontarci. Il nostro è un invito che rivolgiamo all’esterno

ad entrare nel nostro mondo che ai più è sconosciuto e niente affatto triste, ma pieno di risorse. Chiunque sia disabile visivo, perciò, potrà offrire

il suo contributo d’idee e di energia, nonché affiancarci ed aiutarci a raggiungere i nostri scopi».

«Chi vede e chi non vede può camminare insieme», specifica Vanni Martini, vicepresidente di GoldVis. «L’importante è creare opportunità di incontro e creatività

facendo largo alle idee con spirito solidale».

Cultura, vita sociale, gite culturali, sport: il cartellone della onlus si presenta denso di attività e c’è spazio anche per il Torball (calcetto di ciechi),

lo show-down (ping pong per nonvedenti), il paracadutismo, il trekking in montagna, la piscina, la vela, il parapendio, visite guidate ai musei e partecipazione

ad eventi musicali e teatrali.

«Uno dei nostri punti di forza, inoltre, sono le cene ed i bar al buio», aggiunge Mariotto, «che consistono in convivi culinari, coffee break, happy hour

o piccoli ristori in totale oscurità, preparati dai nonvedenti pro vedenti per far provare loro sensazioni ed emozioni che non conoscono». E proprio una

cena al buio a Sorgà, all’agriturismo Corte Italia, sabato scorso ha inaugurato l’avvità di GoldVis. «Siamo reduci da una recente esperienza simile a Lonigo,

a settembre, dove abbiamo allestito un bar al buio. I partecipanti hanno espresso considerazione lusinghiere sull’utilità di eventi del genere che invitano

alla riflessione», ha sottolineato Mariotto, «e siamo rimasti colpiti in particolare dal commento di una ragazza sulle problematiche dei ciechi. Ha detto

“Non parcheggerò più la macchina in un posto per disabili”. Vivere nel buio è una caratteristica peculiare della persona cieca», prosegue Mariotto. «Sappiamo

che è anche la situazione che terrorizza di più le persone. Trascorrere una serata in completa assenza di luce, compiendo una delle azioni più comuni della

vita, mangiare, aiuta ad esorcizzare questo timore e a comprendere meglio una condizione a molti sconosciuta».

Accanto alle attività ludiche GoldVis intende occuparsi della preparazione informatica del non vedente e dell’ipovedente e dell’apprendimento con ausili

ottici e strumenti tiflologici (sintesi vocale, videoingranditori) indispensabili a chi ha deficit visivi. Il sito Internet è www.golldvis.it dove lo staff

mette a disposizione dell’utente e degli aspiranti soci le indicazioni per iscriversi all’associazione.


Pagina successiva »