nov 24 2010
Andiam…Andiam…Andiamo a lavorar…
Questo articolo tratta un argomento che a me sta particolarmente a cuore.
E’ fondamentale che si comprenda che una persona disabile si sente pienamente parte della società, quando può svolgere una sua attività che lo renda autonomo e lometta in relazione con altre persone.
Il lavoro per un disabile è il modo più efficace di vincere l’emarginazione e per uscire dalle quattro mura domestiche che sono spesso una prigione, che pur avendo le porte aperte, lo reclude.
E’ bellissima l’affermazione che fa la giornalista in questo articolo che una persona può diventare disabile quando svolge un’attività che non è giusta e adeguata alle sue capacità.
Quindi si può affermare che ognuno diventa abile quando si trova nel posto giusto a svolgere un lavoro giusto ed è questa la vera conquista per una società senza emarginazioni.
La Nuova Sardegna del 23-11-2010
«Disabili e lavoro, ecco un aiuto»
OLBIA. Ci sono 2000 disabili inseriti negli elenchi speciali. Parte dei quali costantemente interessati a trovare un lavoro. L´allarme sociale è forte,
ma si sta cercando di fare qualcosa.. Ed ecco i risultati. Almeno 100 disabili, nei primi dieci mesi di quest´anno, hanno trovato l´occupazione che fa
al caso loro. «Perché l´obiettivo principale – dicono dalla Provincia – è sempre quello di mettere la persona giusta al posto giusto: tutti siamo diversamente
abili se lavoriamo nel posto sbagliato».
C´è qualcuno che da due anni si impegna esclusivamente in questa direzione. Si tratta dell´ufficio di inserimento mirato della Provincia, coordinato dall´assessore
al Lavoro Gian Battista Conti e composto da quattro operatori (due esperti in aspetti giuridici e amministrativi, un esperto di mercato e una psicologa).
Proprio questo ufficio, ieri, ha organizzato all´Expo´ un incontro sul tema «La rete dei servizi territoriali per l´inserimento mirato dei disabili nel
lavoro». Duplice l´obiettivo: consolidare la stessa rete dei servizi stimolando ulteriori ingressi (ne fanno già parte oltre alla Provincia, la Asl, diverse
associazioni di volontariato e la Regione) e sensibilizzare il pubblico e il privato ad assumere dipendenti disabili. E non solo perché è previsto dalla
normativa (la ex legge 68 del 12 marzo 1999 sul diritto al lavoro dei disabili: dai 15 dipendenti in su, c´è l´obbligo di assumere un disabile). Chi ha
un numero inferiore di dipendenti (e in questo momento di crisi sono tante le aziende con poco personale) può comunque assumere un disabile. Una possibilità
che si associa a un´opportunità importante: quella di godere di una serie di incentivi.
«Il nostro motto è: non ci può essere inclusione sociale senza inserimento lavorativo – spiega l´assessore Gian Battista Conti -. Il lavoro è vita e la
società deve fare in modo che non ci sia emarginazione. Noi siamo disponibili a dare una mano alle aziende per favorire nuovi progetti di inserimento,
anche perché spesso, per i disabili, il lavoro è la miglior terapia che possa esistere. Da noi sia le imprese che i lavoratori trovano risposte e assistenza
e gli esperti dell´ufficio sono a disposizione per qualunque chiarimento. Le aziende private che fanno le convenzioni con la Provincia per l´avviamento
al lavoro dei disabili, ottengono poi i contributi dalla Regione. I settori in cui siamo riusciti a sistemare il maggior numero di lavoratori? Turistico
e aeroportuale».
Per tutta la giornata di ieri, all´Expo´, diversi esperti hanno affrontato l´argomento sotto ogni aspetto. Oltre all´assessore Gian Battista Conti, hanno
parlato: Claudio Messori, grande conoscitore dell´inserimento mirato; Antonio Floris, dirigente dell´area invalidi civili dell´Inps; Antonio Pala, presidente
della commissione invalidi civili di Olbia; Piera Tolu, funzionario della direzione provinciale del Lavoro di Sassari; Salvatore Frongia, responsabile
del dipartimento di psichiatria della Asl, che ha messo l´accento sul difficile inserimento nel mondo del lavoro dei disabili psichici. Attilio Pala, infine,
ha parlato dei contributi per i datori di lavoro.
di Stefania Puorro

