dic 14 2010

D’è o diva

Tag: Poesie e Raccontidaniela @ 11:04 am

Stamani una ninfea ho incontrato,

mi volsi,….. ma……lei svanì.

 

         D’è o diva

 

D’è, o Diva,
che d’amor mi parli.

 Or che il cuore mio,
nell’oblio se chetato?

 Or, non vedi che col tuo dire
le grevi catene spezzi?

 Con novella luce 
il cuore fai sognare.

Oh!

Splendida luce,

che nel mio cuore s’infonde

che a vibrare di vita riprende.

 Su ali di farfalle i miei sogni  
posi, e di rosso fuoco colori
come a….
bruciar l’amore.

 D’è o Diva che mi parli.

 D’amore dici al cuore mio.

 Che ormai stanco
a pianger sappresta

al tuo dire.

 

A.Vincenzo


dic 09 2010

Dall’INPS le nuove direttive per capire come orientarsi nell’ambito dei permessi per assistere i familiari con gravi disabilità

Tag: Come fare per...lucio @ 1:22 pm

L’INPS ha diramato in data 3 dicembre 2010, una circolare per rendere note le nuove direttive in materia permessi lavorativi per assistere familiari disabili gravi.
é la circolare n 155, che appunto stabilisce le nuove direttive adottate, dall’istituto di previdenza sociale, dopo le modifiche all’art 33 legge n 104, inserite nel “Collegato lavoro”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre 2010.
Se vuoi avere dettagli in merito, come ad esempio conoscere tali nuove direttive INPS, vai su:
http://www.handylex.org/gun/permessi_legge_104_circolare_inps_155_2010.shtml
Ricordiamo che cliccando sulla pagina appena mensionata, non solo si troverà tutto ciò che si deve sapere sulla circolare dell’Inps, ma anche su una circolare immediatamente successiva del dipartimento di funzione pubblica.
Ossia la circolare n 13 del 6 dicembre 2010.
Si fa dunque una analisi dei due testi, ovviamente similari tra loro, per fare una disamina accurata di quanto occorre sapere in materia di permessi per assistere disabili gravi.


dic 09 2010

NVDA il primo pacchetto in italiano di un nuovo software per ascoltare il computer

E’ con immenso piacere che annunciamo l’uscita del primo pacchetto di NVDA
personalizzato per gli utenti italiani.
Grazie al lavoro portato avanti all’interno della comunità italiana, siamo
in grado di offrire un prodotto pensato soprattutto per chi si avvicina a
NVDA per la prima volta, ma anche per quelle persone che non vogliono perder
tempo ad installare dizionari, tabelle e vari componenti.

NVDA targato Italia è basato sull’ultima distribuzione portable ritenuta
stabile di NVDA, contiene al suo interno i dizionari per le più comuni
sintesi vocali, la voce Pico è già preinstallata ed è impostata come sintesi
predefinita poiché possiede una pronuncia più chiara delle parole, vi si
trovano driver aggiuntivi per Display Braille e una tabella braille molto
più performante.
Il setup di installazione permette all’utente di creare una voce nel menù
avvio, ma si ricorda che non viene mai toccato il registro di sistema e che
questa distribuzione può essere lanciata tranquillamente da un qualsiasi
supporto rimovibile.

Scopri tutti i dettagli di NVDA Targato Italia 1.0!
http://www.nvda.it/nvda-targato-italia-10-note-importanti

Attenzione!
Nuova Tabella braille aggiornata al 7 dicembre 2010!


dic 07 2010

nuova versione di Klango

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificaPetrit @ 12:56 pm

È uscito Klango Player 3.5. Sono aggiunto 12 IVONA voci TTS.

Klango rete ha un nuovo partner strategico nel campo della sintesi vocale: il testo IVONA-To-Speech Team.
Sono vincitori di numerosi premi in concorsi professionale di sintesi vocale, creano le migliori voci naturalmente di lingua nel mondo.
Il loro sito è: http://www.ivona.com/%

È stato creato Il nuovo sito web klango.net


dic 02 2010

L’occhio bionico non è più solo fantascienza

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 12:18 pm

Una piastra e tanti sensori per l’occhio artificiale

Un rivoluzionario progetto delle Università di Pisa e Firenze per chi ha perso la vista a causa della retinite pigmentosa

FIRENZE. Una piccola piastra contenente una serie ordinata di sensori, da impiantare nell’occhio di chi ha perso la vista a causa della retinite pigmentosa:

è il progetto dell’occhio artificiale portato avanti dall’Unità operativa di Chirurgia Oftalmica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa diretta

dal dottor Stanislao Rizzo, in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università di Firenze diretta dal professor Ugo Menchini. La piastra con i

sensori, hanno spiegato Rizzo e Menchini durante una iniziativa a Firenze, potrà essere impiantata in pazienti che hanno sperimentato “ un periodo di appropriata

funzionalità visiva e che hanno pure mantenuto un minimo di integrità morfologica e funzionale della retina. Chi è nato cieco non potrà beneficiare dell’invenzione.

E nemmeno chi ha perso qualsiasi funzionalità della retina ” . La piccola piastra contiene una serie ordinata di circa 1500 fotodiodi, ovvero sensori sensibili

alla luce, che una volta attivati stimolano le strutture retiniche residue determinando una sensazione visiva. “ Purtroppo – aggiungono i professori -

questi impianti al momento non riescono a donare nuovamente una normale funzione visiva. Ma permettono ai pazienti di riconoscere le strutture semplici

degli oggetti, come distinguere una mela da una banana, e di muoversi negli ambienti ”

Questo articolo è stato preso da Corriere di Siena del 01-12-2010

Una piastra e tanti sensori per l’occhio artificiale

Un rivoluzionario progetto delle Università di Pisa e Firenze per chi ha perso la vista a causa della retinite pigmentosa

FIRENZE. Una piccola piastra contenente una serie ordinata di sensori, da impiantare nell’occhio di chi ha perso la vista a causa della retinite pigmentosa:

è il progetto dell’occhio artificiale portato avanti dall’Unità operativa di Chirurgia Oftalmica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa diretta

dal dottor Stanislao Rizzo, in collaborazione con la Clinica Oculistica dell’Università di Firenze diretta dal professor Ugo Menchini. La piastra con i

sensori, hanno spiegato Rizzo e Menchini durante una iniziativa a Firenze, potrà essere impiantata in pazienti che hanno sperimentato “ un periodo di appropriata

funzionalità visiva e che hanno pure mantenuto un minimo di integrità morfologica e funzionale della retina. Chi è nato cieco non potrà beneficiare dell’invenzione.

E nemmeno chi ha perso qualsiasi funzionalità della retina ” . La piccola piastra contiene una serie ordinata di circa 1500 fotodiodi, ovvero sensori sensibili

alla luce, che una volta attivati stimolano le strutture retiniche residue determinando una sensazione visiva. “ Purtroppo – aggiungono i professori -

questi impianti al momento non riescono a donare nuovamente una normale funziona visiva. Ma permettono ai pazienti di riconoscere le strutture semplici

degli oggetti, come distinguere una mela da una banana, e di muoversi negli ambienti ”

Questo articolo è stato preso da Corriere di Siena del 01-12-2010


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