feb 26 2011

Conosciamo Telesoftware di Televideo al servizio dei disabili visivi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 3:20 pm

Televideo-Rai del 24-02-2011

Un nuovo libro per gli ipovedenti

Nel palinsesto di Telesoftware il lavoro “Diversi e divisi”.
Un servizio destinato alle persone con disabilità visive, con un palinsesto creato per loro. E’ il telesoftware di Televideo che, grazie al Contratto di
Servizio Rai-Stato, permette a ciechi e ipovedenti di fruire di un palinsesto originale, aggiornato ogni mercoledì. L’offerta prevede libri elettronici,
racconti multimediali, brani radiofonici, libri parlati. Nei dettagli, sono a disposizione favole interattive per l’infanzia, racconti storico-mitologici,
opere letterarie, opere musicali, informazione quotidiana, aggiornamenti dal mondo della disabilità visiva. A tutto questo si aggiungono i comunicati dell’Unione
Italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Grazie a un accordo tra Radio Rai e Televideo, il palinsesto telesoftware sul web, si arricchisce di alcuni preziosi
contributi dell’Audioteca Radio. Per acquisire il palinsesto telesoftware di Televideo è necessaria una scheda di ricezione teletext (disponibile in commercio)
da inserire nel computer e collegare ! alla presa dell’antenna tv. Per le opere multimediali occorre, invece, avere nel proprio computer un browser di
internet (ad esempio Internet Explorer).

La prossima opera inserita nel palinsesto telesoftware è l’audio-libro “Diversi e divisi – Diario di una convivenza con l’Islam”. Gli autori, Nello Rega
e Raffaele Gerardi, hanno registrato con la loro voce l’intero libro, descrivendo anche i disegni contenuti nel testo. All’Unione Ciechi e Ipovedenti hanno
“regalato” i diritti del libro per una diffusione per chi, purtroppo, nella sua diversità è spesso estromesso dall’accesso alla cultura. Si tratta di un’opera
che descrive il difficile rapporto attuale tra il mondo occidentale e l’Islam. Attraverso il racconto di una storia d’amore tra un uomo italiano cattolico
e una donna sciita libanese, il libro traccia le differenze tra le diverse culture. Grazie anche all’inserimento di brani tratti dal Corano e saggi di
teologi musulmani, “Diversi e divisi” fotografa l’attuale situazione e le “incongruenze dell’Islam”. La poligamia, i matrimoni di baby-spose, il concetto
“limitato” e “! limitante” di libertà, l’impossibilità per una donna musulmana di sposare un uomo di religione diversa, la non reciprocità nella libertà
di culto (ad esempio in Arabia Saudita sono bandite tutte le religioni all’infuori di quella musulmana), il ruolo inferiore delle donne.. Il libro, che
ha ricevuto riconoscimenti in tutta Italia e la cittadinanza onoraria a Nello Rega da parte del Comune di Aliano (Matera), dove fu confinato durante le
leggi razziali fasciste Carlo Levi, che proprio in questo angolo di Basilicata scrisse “Cristo si è fermato a Eboli”.

Il testo ha procurato a Nello Rega una sentenza di morte da parte degli integralisti islamici di Hezbollah (movimento sciita libanese). Lettere minatorie,
proiettili, una testa di agnello trovata nell’auto nel “Giorno del Ringraziamento” (festività musulmana), fino ad arrivare lo scorso 7 gennaio ad un agguato
a colpi di arma da fuoco. Rega, che viaggiava a bordo della sua auto, è stato avvicinato da un’altra vettura che gli ha sparato. Grazie all’istinto, il
giornalista è riuscito a sfuggire all’attentato. Agguato che, con una lettera e due proiettili, è stato rivendicato da Hezbollah.

Mai il movimento sciita libanese ha smentito la paternità della sentenza di morte nei confronti di Rega che attualmente vive sotto scorta. Il libro è ispirato
alla necessità di adottare, per arrivare ad una integrazione e convivenza tra Occidente e Islam, alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, Carta
che sancisce l’uguaglianza di tutti, senza distinzione alcuna.

“Diversi e divisi – Diario di una convivenza con l’Islam”, edito da Terra del Sole, partecipa al progetto della Onlus Together. Le royalties di Rega e
Gerardi, infatti, sono devolute all’Oratorio Salesiano di Jbeil, a nord di Beirut. Una volontà chiara per affermare l’uguaglianza di tutte le religioni
e la possibilità di vivere insieme. In questo oratorio convivono ragazzi musulmani e cristiano-maroniti nello spirito di San Giovanni Bosco.


feb 24 2011

M’illumino di meno …ma ci “vedo” di più!

Tag: Esperienze, topdaniela @ 2:59 pm

Cari lettori di liguriaccessibile, voglio presentarvi un’iniziativa davvero bella e un ragazzo straordinario. Vincenzo.
In occasione della Giornata del Risparmio Energetico  m’ illumono di meno  del 18 febbraio e’ partita contemporaneamente anche un’iniziativa con la scuola ,dell’Istituto Costa di Lecce. L’ iniziativa e’ stata creata da uno studente,  Vincenzo Rubano, studente della classe 3A, non vedente, che gli ha dato il nome  M’illumino di meno …ma ci “vedo” di più!.

Visto che la categoria dei non vedenti, per motivi di forza maggiore, non può accorgersi delle luci che si spengono, in casa, per strada o nelle piazze, ha pensato ad un modo originale per far partecipare all’iniziativa di Radio 2 anche tutte le persone che sono nelle sue condizioni.
Il 18 febbraio 2011, alle ore 18, anziché spegnere una luce, ha “acceso” una pagina sul web.
La pagina resterà “accesa” fino al 4 marzo, e servirà a realizzare un sondaggio relativo all’uso delle nuove tecnologie (computer, internet, social network, etc.) da parte dei non vedenti.

Vincenzo frequenta l’indirizzo “programmatori” e spesso si sente chiedere, con stupore, come sia possibile che un ragazzo non vedente possa utilizzare il pc, il web ed i servizi ad esso connessi o addirittura imparare a programmare nei linguaggi Html, Php, etc.

L’  idea di Vincenzo , quindi, vuole sfatare questa cattiva convinzione e dimostrare che vi sono molte persone che, pur non disponendo dell’uso della vista, sono assolutamente in grado di “vedere” un monitor!

Personalmente ho gia partecipato anch’io al sondaggio e insieme a me come potete notare anche altre decine di persone.
Vi consiglio davvero di provarci e di ascoltarlo, e’ davvero importante che il suo progetto sia divulgato il piu’ possibile .

collegatevi al link :
http://www.gpace.net/milluminodimeno.html


feb 24 2011

Biblioteca Beghi La Spezia libri da ascoltare un altro modo per leggere

Tag: Audiolibrilucio @ 1:05 pm

Alla Biblioteca Beghi di La Spezia in via del Popolo 61, è a disposizione degli utenti un catalogo di libri in versione audio.
Un modo per aggevolare nel piacere della lettura chi ha difficoltà visive, ma anche un metodo originale per tutti per gustarsi un buon libro.
Quindi cari amici della provincia di La Spezia che visitate il nostro blog, sappiate che proprio vicino a casa vostra, c’è un punto di riferimento importante, per immergersi nel mondo dell’audiolettura.
Per avere una panoramica dei primi titoli messi a disposizione degli utenti in formato audio da parte della biblioteca, e per altre info,
clicca quì:
http://www.comune.laspezia.it/Comunichiamo/URP/in_evidenza/news_057.html


feb 23 2011

Io vedo bionico…ma non sono un alieno!

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:21 am

Questo è un bell’articolo che fa una panoramica sul mondo della ricerca a proposito di malattie della retina, per le quali ad oggi, non esiste ancora una cura.
Speriamo che questi studi vadano avanti velocemente e che diano dei buoni risultati, basterebbe riuscire a bloccare queste malattie sul nascere e sarebbe già un risultato fantastico!

L’Espresso del 18-02-2011

Io vedo bionico

di Agnese Codignola

Un dispositivo trasforma ciò che guardiamo in segnali e li trasmette al cervello. Che crea le immagini. Arriva Argus, la prima retina artificiale. Capofila
di una rivoluzione che parla italiano
Luci e ombre. Sfumature di grigio. Sagome che diventano oggetti familiari. Linee scure su un pavimento che permettono di distinguere un marciapiede da
una carreggiata. Così vedono le 34 persone quasi cieche cui sono state impiantate le prime retine artificiali. Magari non è una visione perfetta, come
quella di un normovedente, ma per molti di loro, è letteralmente “la luce”, e, nel concreto, la differenza tra una vita dipendente dagli altri e l’autosufficienza.
Insomma, i risultati delle sperimentazioni confermano che oggi è realtà quello che fino a solo qualche mese fa era ritenuto un sogno: la visione artificiale,
quella prodotta da un occhio che non ha bisogno della sua retina naturale per vedere. E lo strumento di questa rivoluzione è una retina artificiale che
dovrebbe ricevere nell’arco di poche settimane il marchio europeo CE e in seguito l’approvazione definitiva da parte della Food and Drug Administration
statunitense.
In Italia sarà il Dipartimento di chirurgia oculistica dell’ospedale Sant’Anna di Pisa l’unico centro dove presto inizieranno i primi impianti di queste
retine. Come spiega Stanislao Rizzo, che lo dirige: “La retina già approvata è la Argus II, prodotta dalla californiana Second Sight, ed è costituita da
una minitelecamera montata su un paio di occhiali che trasmette wireless le immagini captate a un chip posto sopra la zona centrale della retina (il dispositivo
è detto epiretinico)”. Come mostra il disegno qui in alto, il chip trasforma le immagini ricevute in segnali elettrici che vengono trasferiti, tramite
60 elettrodi, al nervo ottico, il quale li invia alle zone del cervello deputate all’elaborazione degli stimoli visivi. “Siccome gli elettrodi sono 60,
il risultato è un’immagine composta da poche unità (pixel) e dunque assai poco nitida, ma pur sempre straordinaria per chi ha perso la vista”, aggiunge
Rizzo. Che però annota: “Il marchingegno funziona solo se il ! nervo ottico è integro; per questo la retina al momento viene sperimentata solo su malati
di retinite pigmentosa, una malattia genetica che causa la degenerazione del tessuto retinico fino alla cecità, ma che non danneggia il nervo ottico. Il
risultato, secondo quanto riferito da tutti e 34 i pazienti, è soddisfacente e in linea con le attese”.
Insomma, Argus II è la capofila, l’apripista. Con tutte le limitazioni che tecnologie mediche di questo tipo sempre hanno. Ma, mentre si attendono il via
libera europeo e quello statunitense per l’apripista Argus II, tanto Second Sight quanto le altre aziende del settore stanno già lavorando a nuove retine,
ancora più sofisticate. Dopo Argus II arriverà probabilmente Argus III, che dovrebbe prevedere l’inserimento non di decine, ma di centinaia di microelettrodi,
che formeranno un’immagine assai più chiara. Le retine californiane dovranno battersela con i prodotti in via di definizione dalla Retina Implant, azienda
tedesca con la quale lo stesso Rizzo sta collaborando, che sta predisponendo la sua retina, Alpha, già provata su tre pazienti, che ha caratteristiche
diverse da Argus II. Chiarisce Rizzo: “Nella retina Alpha la minitelecamera non c’è più, perché è il chip (posto non sopra ma sotto la retina, e chiamato
subretinico) che capta direttamente le immagini e le ! trasmette non a 60 ma a 1.500 elettrodi. Il risultato è quindi una visione simile a quella che si
può avere con una telecamera non troppo sofisticata, ossia immensamente superiore rispetto ai 60 elettrodi di Argus”. Se Alpha sarà il modello che vince
la guerra delle retine artificiali lo dirà una sperimentazione su una quindicina di pazienti, alcuni dei quali italiani.
La competizione è per un settore che promette di essere vastissimo. Perché se oggi queste protesi sono ancora apparecchi buoni per situazioni molto specifiche,
l’obiettivo è di estenderne l’uso anche a quei milioni di anziani che perdono la vista a causa di una maculopatia legata all’età. E gli analisti stimano
che il business sarà del tutto analogo a quello degli apparecchi acustici. “La situazione attuale, del resto, ricorda quanto accaduto con gli impianti
cocleari per la sordità profonda: nati più di 25 anni fa, all’inizio sembravano alquanto rozzi e destinati a pochissimi pazienti, anche a causa del costo
astronomico, ma oggi vengono inseriti ogni anno in migliaia di sordi, e le loro performance continuano a migliorare, così come la loro accessibilità economica.
Lo stesso, con ogni probabilità, succederà con le retine artificiali. Forse prima di quando si pensi”, annota Rizzo.

La ricerca in Italia.
A competere c’è in campo anche l’australiana Bionic Vision che punta sulla retina artificiale, ma con un dispositivo che conduce gli stimoli visivi dalla
minitelecamera montata sugli occhiali direttamente a quei pochi neuroni rimasti in vita nella retina che sta morendo, di solito situati nella zona centrale.
In questo caso, i primi test nell’uomo sono previsti per il 2013, ma l’impianto australiano sarebbe il primo a definirsi sul serio “Bionico”, giacché potrebbe
fare a meno degli elettrodi. Proprio come una delle alternative più avanzate alle retine artificiali, anch’essa in studio pure in Italia, la prima lente
bionica. Spiega Sergio Scalinci Zaccaria, direttore del Centro per l’ipovisione dell’università di Bologna, che sta coordinando i test insieme a Duilio
Siravo e Mario Bifani della seconda università di Napoli: “Utilizza una vera e propria lente a contatto capace però di captare la luce e trasmetterla wireless
a un chip posto, a seconda dei modelli, sul nervo o! ttico o direttamente nel cervello; la lente, al cui interno è posizionato un nanostrato di metallo
(cioè un metallo alto quanto un millesimo del diametro di un capello), viene inserita in un occhio solo e bypassa il bulbo oculare, mandando i segnali
direttamente sul nervo ottico o nelle aree cerebrali deputate all’elaborazione; per questo, se convalidata, potrebbe rappresentare una valida alternativa
per tutti coloro che hanno una patologia che danneggia anche il nervo ottico”. Anche in questo caso i test sono in fase avanzata e i primi volontari dovrebbero
essere operati entro l’anno.
Su un fronte analogo, uno studio tutto italiano si è appena meritato la pubblicazione su “Nature”. Artefici della prima retina artificiale ad alta biocompatibilità
(così l’hanno chiamata gli autori) sono infatti i ricercatori dei Dipartimenti di nanoscienze e neuroscienze dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Itt)
di Genova insieme con i fisici del Politecnico di Milano, che hanno realizzato un materiale organico (semiconduttore) dotato della capacità di captare
la luce e convertirla in impulso elettrico, imitando le cellule della retina, i coni e i bastoncelli. Con questo materiale i ricercatori hanno fabbricato
una sorta di membrana soffice, biocompatibile e caratterizzata anche da proprietà fotovoltaiche, che la rendono autosufficiente dal punto di vista energetico;
la membrana potrebbe quindi un giorno essere impiantata sotto la retina per vicariarne le caratteristiche senza avere problemi di rigetto né necessità
di pile.

Effetto staminali.
L’altro grande settore nel quale l’attività di ricerca è a dir poco effervescente è quello delle staminali, che potrebbero essere trapiantate per sostituire
le cellule che via via muoiono. Esperimenti sono in corso in diversi laboratori; per esempio, all’università di Irvine, in California, il team che lavora
sulle staminali embrionali è riuscito a ottenere un tessuto composto da otto strati di cellule, molto simile a una retina ai primi stadi di sviluppo, mentre
i colleghi della Columbia hanno già effettuato i primi trapianti su modelli animali, anche in questo caso di cellule staminali embrionali. Un quarto dei
topi trattati ha recuperato una visione parziale, anche se non sono mancati problemi come cicatrici, distacchi di retina e formazione di tumori benigni.

Anche sulle staminali l’Italia può dire la sua, sebbene qui non si lavori con le embrionali. Spiega Graziella Pellegrini, direttrice del Centro di medicina
rigenerativa dell’università di Modena-Reggio Emilia, che da anni lavora con le staminali della cornea per eseguire i trapianti ed è pronta per partire
con le sperimentazioni cliniche: “La nostra esperienza con le staminali ci ha portato a mettere a punto un protocollo per la cecità bilaterale, cioè per
quei pazienti che non hanno più tessuto residuo indispensabile per i trapianti”. Nello specifico, i ricercatori ricavano le cellule staminali dal cavo
orale del paziente e le coltivano fino a quando non ottengono una membrana trasparente che mima molto da vicino le funzioni corneali e non causa la formazione
di vasi sanguigni sulla cornea, fatto che rende difficoltosi i trapianti. Si tratta quindi di una tecnica poco invasiva e basata sull’utilizzo di staminali
adulte autologhe, che non danno alcun problema di rigetto.!
I risultati ottenuti finora con le staminali sembrano convergere su un punto: la possibilità di rigenerare tessuto andato perso. Perché questo è ciò che
si verifica, non solo nella retinite pigmentosa ma in diverse altre malattie degenerative dell’occhio e, in primo luogo, in quelle della macula tipiche
dell’età.


feb 17 2011

Filippo e la sua passione per la fotografia

Tag: Foto, Intervistelucio @ 11:36 am

Cari amici ora vi presentiamo Filippo un ragazzo ipovedente che ha la passione della fotografia.
Abbiamo voluto fargli una intervista, per darvi la possibilità di conoscere un ragazzo che non si è fermato davanti alle sue difficoltà visive, e ha voluto comunque provare le belle sensazioni che una esperienza di questo tipo sa regalare.
Quindi entriamo nel suo mondo per vivere con lui queste fantastiche emozioni!
Così chi è ancora scettico, forse finalmente capirà che se non proprio tutto, molte cose non sono impossibili!
1 Ciao Filippo, come è nata la tua passione di fotografo?

È nata perché volevo conservare un ricordo di tutte le esperienze che ho vissuto, e per darle anche ai miei amici.
Così con l’aiuto di mio padre, ho imparato a prendere in mano una fotocamera, e ho incominciato a scattare foto.

2 Hai mai pensato che le tue difficoltà visive potessero rendere più difficile coltivare la tua passione?

Indubbiamente si! Però grazie alle macchine digitali, tutto è stato più semplice.
Infatti le fotocamere di nuova generazione, hanno l’obbiettivo più grande, si vedono meglio i colori, si capisce meglio quando metto a fuoco qualcosa.
Invece con le vecchie macchine con il rullino, era tutto più complesso.
Insomma l’evoluzione digitale per me è stata un grosso vantaggio!

3 Cosa ti piace di più fotografare?
Generalmente ciò che più mi piace fotografare, è la natura.
O per meglio dire animali, paesaggi, e fenomeni atmosferici.
Credo che non vi sia nulla di più bello non credete anche voi?
Io certo sì!
4 Quale è la foto alla quale sei più affezionato?
Un giorno il mio cagnolino di nome Kromm si trovava in camera mia che da su un balcone.
C’era tanto sole che entrava nella stanza, e lui per proteggersi, si è rifugiato sotto il letto di mia sorella guardandomi con l’aria divertita.
Così gli ho scattato una foto, e ancora adesso la conservo e la considero tra le mie preferite.

5 Hai mai pensato che la tua passione di fotografo potesse diventare anche la tua professione?
No!
Ho sempre pensato alla fotografia come una passione, nella quale esprimermi liberamente.
Ho potuto imparare molte cose dell’arte fotografica, da un professionista che per esempio spesso scatta foto nei matrimoni, ma non ho mai pensato di trasformare il mio hobby in professione.
Comunque ho potuto scoprire molti trucchi del mestiere, perché il fotografo esperto che è un mio amico, mi ha insegnato a ritoccare le foto con il computer.

6 Se ti proponessero di insegnare a chi non vede o vede poco come te l’arte della fotografia tu accetteresti?
Penso di sì! Sarebbe bello dare anche ad altre persone la possibilità di vivere certe emozioni!

7 Facciamo finta che io sono un tuo allievo, per esempio come mi aiuteresti ad imparare a scattare una foto?
Un metodo che io reputo valido, è quello che una volta individuato il soggetto da fotografare, ci si deve orientare per esempio cercando di percepire i rumori che provengono dal medesimo oltre ad altri vari suggerimenti.
Così ho fatto un’po’ di tempo fa con un mio amico che come me vede poco.

8 E se oltre a fare il fotografo che a quanto pare è davvero per te una grande passione provassi a fare anche dei video ci riusciresti?
In realtà ci ho già provato!
La mia macchina fotografica, mi da anche la possibilità di fare anche dei brevi filmati e ho ottenuto anche in ciò dei risultati!
La difficoltà più grande, è tenere ferma la videocamera. Infatti le volte che ci ho provato mi sono venuti sempre mossi.

9 Quindi secondo te è più difficile riprendere con una videocamera piuttosto che scattare foto per chi vede poco?
Credo proprio di sì!
Anche perché almeno per me è più facile correggere al computer una foto anziche un video.
10 Se dovessi convincere un non vedente o ad un ipovedente a imparare a fotografare, cosa gli diresti?
Certamente gli direi di provarci perché anche ciò che sembra difficile, può diventare facile.
Perché proverebbe una bella esperienza piena di emozioni. E poi con dei supporti tutto è possibile!
Ringraziamo Filippo, per averci regalato un’po’ del suo tempo per farci contagiare dalle sue passioni!
Ora avete un motivo in più, per pensare che ogni muro può essere buttato giù per assaporare esperienze davvero speciali!


feb 15 2011

volete leggere? Arriva il traduttore istantaneo del Braille

Tag: BraillePetrit @ 12:15 pm

Da un paio di giorni è uscito un nuovo strumento che traduce le scritte in nero a scritte braile.
Con questo strumento i non vedenti E ipovedenti DIVENTANO Più INDIPENDENTI E NON C’è BISOGNO DI RINUNCIARE HO CHIEDERE AIUTO AI ALTRI PER DI LEGGERE.
Si tratta infatti di una specie di guanto hi-tech da applicare al dito capace di leggere i normali testi e trasformarli al contatto col polpastrello in contenuti Braille, facilmente riconoscibili per le persone capace di leggere questa tecnica di scrittura.

per più informazioni:


feb 11 2011

Importante scoperta per combattere la degenerazione maculare legata all’età

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 3:48 pm

Anche questa notizia che ci arriva dal mondo scientifico, merita tutta la nostra attenzione, in quanto questa forma di degenerazione retinica, non solo è in aumento in tutto il mondo, ma si manifesta sempre più precocemente.
Purtroppo per ora non ci sono cure per combatterla, si possono solo assumere sostanze antiossidanti per cercare di rallentare il suo inesorabile avanzamento, che spesso, porta alla cecità.

Virgilio Notizie del 11-02-2011

Gene difettoso dietro degenerazione maculare

ROMA. La mancanza di un enzima sarebbe tra le cause della degenerazione maculare legata all’età (Dmle), patologia che colpisce il centro della retina,
la macula, e può condurre dalla riduzione di campo visivo fino alla cecità. La scoperta, pubblicata su Nature, è dei ricercatori guidati da Jayakrishna
Ambati dell’Università del Kentucky, negli Usa, che sta mettendo a punto trattamenti specifici per la malattia. Nei topi con una forma della patologia
chiamata “secca” o “atrofica”, l’inattività del gene che “produce” l’enzima DICER1 ha determinato un peggioramento dei sintomi. La proteina consentirebbe,
infatti, di eliminare pezzi di materiale genetico, detto Alu Rna, che se si accumula può avere conseguenze tossiche sulla retina. “Adesso abbiamo bisogno
di identificare diverse classi di farmaci che possono aumentare i livelli di DICER1 o bloccare Alu Rna in modo da frenare la malattia”, dice Ambati.

Anche questa notizia che ci arriva dal mondo scientifico, merita tutta la nostra attenzione, in quanto questa forma di degenerazione retinica, non solo è in aumento in tutto il mondo, ma si manifesta sempre più precocemente.
Purtroppo per ora non ci sono cure per combatterla, si possono solo assumere sostanze antiossidanti per cercare di rallentare il suo inesorabile avanzamento, che spesso, porta alla cecità.

Virgilio Notizie del 11-02-2011

Gene difettoso dietro degenerazione maculare

ROMA. La mancanza di un enzima sarebbe tra le cause della degenerazione maculare legata all’età (Dmle), patologia che colpisce il centro della retina,
la macula, e può condurre dalla riduzione di campo visivo fino alla cecità. La scoperta, pubblicata su Nature, è dei ricercatori guidati da Jayakrishna
Ambati dell’Università del Kentucky, negli Usa, che sta mettendo a punto trattamenti specifici per la malattia. Nei topi con una forma della patologia
chiamata “secca” o “atrofica”, l’inattività del gene che “produce” l’enzima DICER1 ha determinato un peggioramento dei sintomi. La proteina consentirebbe,
infatti, di eliminare pezzi di materiale genetico, detto Alu Rna, che se si accumula può avere conseguenze tossiche sulla retina. “Adesso abbiamo bisogno
di identificare diverse classi di farmaci che possono aumentare i livelli di DICER1 o bloccare Alu Rna in modo da frenare la malattia”, dice Ambati.


feb 08 2011

Con Voiceover il Macintosh è proprio per tutti!

In questo ultimo periodo, di novità nel campo dei software vocali, ve ne sono molte.
Di recente è uscita la nuova versione di Nvda, inoltre sta sempre più crescendo, una alternativa, che potrebbe cambiare in maniera evidente, lo scenario degli screen reader.
Infatti lo scorso 2 febbraio presso l’aula di informatica dell’istituto dei ciechi e degli ipovedenti David Chiossone onlus di Genova, è stato presentato uno screen reader innovativo che consentirà anche ai non vedenti di usare i computer macintosh.
Il professor Vainer Broccoli consulente informatico dell’istituto Francesco Cavazza di bologna (http://www.cavazza.it/), ci ha fatto conoscere il Macintosh che tutti possono usare, ovvero dotato di sintesi vocale Voiceover.
Questa novità, indubbiamente apre nuovi orizzonti, nell’ambito delle opportunità di utilizzo di strumenti tecnologici da parte di ipo e non vedenti.
Per capirci meglio nei computer macintosh realizzati dalla Apple, è già compreso il software vocale che poi deve essere attivato da chi ne deve fare uso.
Ciò è certamente un grosso vantaggio, perché l’aspetto più lampante che balza subito agli occhi, è che così tutte le novità che vengono apportate dalla Apple al sistema operativo, sono supportate dalla sintesi vocale.
Dunque non ci si deve porre la problematica di adeguare lo screen reader ai progressi di mac os ovvero il sistema operativo utilizzato da questi computer, ma di conseguenza ai medesimi, anche il lettore di schermo è predisposto essendo parte del sistema.
Davvero un grande vantaggio!
Soprattutto se si pensa che per esempio Jaws che può essere usato con Windows non essendo integrato nel sistema operativo, deve costantemente essere aggiornato per adeguarsi alle novità apportate dalla Microsoft.
Quindi l’utente, è costretto ha acquistare con frequenza aggiornamenti per essere al passo con le evoluzioni del sistema operativo.
Quello appena evidenziato però, non è l’unico aspetto che favorevolmente va preso in considerazione che poi del resto non sarebbe poco pensando che così lo screen reader permette al non vedente di fare proprio tutto ciò che fanno gli altri.
Va infatti messo in evidenza che anche se può sembrare strano da pensarsi, con Voiceover, così si chiama lo screen reader del macintosh, è possibile anche usare il sistema di touch screen.
A tal proposito si noti che la sintesi vocale supporta il non vedente nei movimenti che fa con le dita sullo schermo, indicandogli con la voce, come arrivare ad esempio ad una data icona, e supportarlo nel confermargli il risultato ottenuto compiendo un dato movimento della mano.
Non dimentichiamo che anche Voiceover, è compatibile con i display braille, quindi anche chi è abituato ad utilizzare tale dispositivo oltre al software vocale, potrà continuare a farlo pur passando al macintosh.
Oltretutto Vainer Broccoli nel suo intervento al Chiossone, ha osservato come sia semplice installare una barra braille con Voiceover.
Tuttavia non possiamo spiegarvi come si fa, perché il professor Broccoli, si è limitato a riferire il fatto che gli screen reader braille sono compatibili con il Macintosh, senza spiegare quale sia la procedura per l’installazione.
Insomma Voiceover, è davvero una soluzione che apre un mondo di opportunità in più per i non vedenti che non vogliono rinunciare ad essere al passo con gli altri.
Con Voiceover, è possibile usare anche l’iphone, una cosa fino a poco tempo fa impensabile.
Il prof Broccoli nella presentazione al Chiossone, ha dimostrato quanto questo software vocale, possa essere più rispondente rispetto ai classici screen reader usati dai non vedenti, alle loro esigenze.
Voiceover, abbatte le barriere virtuali più di quanto non facciano altre tecnologie, che finora erano conosciute e più diffuse.
È vero che all’apparenza il costo di un Mac può sembrare alto, però poi se si pensa che si acquista un prodotto completo dotato di tutto ciò che ci occorre, allora le prospettive cambiano.
Ciò perché invece se acquistiamo un computer che funziona con windows, dobbiamo poi procurarci un sintetizzatore vocale da installare e quindi per esempio Jaws che ha un costo davvero elevato, oppure Nvda, che anche se è gratuito, se vogliamo avere una voce comprensibile, dobbiamo comprare un pacchetto che comunque costa sui 250 euro.
Invece con il Mac, con circa 1000 euro, abbiamo computer e sintesi compresa.
Se poi anche in tal caso vogliamo una voce più comprensibile a quella che è già integrata nel sistema, dobbiamo spendere solo 90 euro in più.
Tuttavia non siamo qui per promuovere dal punto di vista commerciale il prodotto, vogliamo solo cercare di capire, quali vantaggi può presentare rispetto ai tradizionali software vocali.
Personalmente devo dire che per quanto ho potuto appurare assistendo alla dimostrazione del prof Broccoli, si tratta di una soluzione che può realmente aprire ai non vedenti gli stessi orizzonti tecnologici di coloro che non hanno bisogno di supporti per poter usare un macintosh o un iphone.
Il prof Broccoli del Cavazza, ha voluto sottolineare tutti gli aspetti che dimostrerebbero come converrebbe, abbandonare windows e i suoi sintetizzatori vocali, e quindi così passare ai computer mac e Voiceover.
Noi della redazione di Liguriaccessibile, non abbiamo potuto testare personalmente questo screen reader, ma abbiamo solo potuto assistere all’esempio pratico del prof Broccoli.
Però da quello che è emerso in tale dimostrazione, è facilmente intuibile, che ci sono buone possibilità, che seriamente sia per gli aspetti già segnalati, sia per altri ancora da scoprire, tale tecnologia prenda il sopravvento su quelle tradizionali.
Anche il Talks che si usa con i cellulari Nokia, potrebbe presto avere in voiceover, una alternativa valida.
Noi purtroppo più di quello che vi abbiamo detto in questo post, non siamo in grado di riferirvi.
Nella presentazione avvennuta all’istituto Chiossone, sono stati quelli che vi abbiamo sottolineato gli aspetti messi in evidenza, e quindi altri che ne dimostrerebbero il vantaggio di passare a voiceover, non possiamo qui mensionarli.
Speriamo soltanto che quanto detto finora, abbia reso l’idea.
Potete senz’altro approfondire il discorso, visitando un sito che può certamente fornirvi info più chiare di quanto non abbiamo fatto noi.
Quindi concludiamo il discorso, segnalandovi i links ai quali potete accedere, per approfondire in maniera efficace l’argomento.
Tra le altre cose vi consigliamo di farlo perché si tratta di una svolta davvero importante.
Non vogliamo convincervi necessariamente a lasciare Windows per passare ai computer Macintosh, ma conoscere questo mondo, può aprire sicuramente nuovi orizzonti a tutti.
Per tanto se volete saperne di più, andate su:
http://www.universalaccess.it/
http://www.ilgerone.net/


feb 08 2011

Tutti a bordo dell’accessibilità per muoversi in città

Faccio un riferimento ad un articolo che avevo precedentemente pubblicato sul blog “L’ora giusta alposto giusto” e così vi racconto come a volte, la perseveranza, viene premiata!

“Ecco tre link utilissimi per tutti gli utenti di AMT che vogliono sapere gli orari dei bus dai capolinea o addirittura, proprio dalla fermata desiderata,
ma che a causa di problemi alla vista, non riescono a leggere le tabelle o non riescono ad accedere al sito Internet, in quanto la sintesi vocale fa fatica
a districarsi fra troppe pagine piene di numeri.

www.amt.genova.it/pianifica/orariz.asp

questo serve a sapere gli orari dai capolinea della linea desiderata

www.amt.genova.it/orari/percorsoz.asp

questo serve a sapere il codice della fermata che ci interessa

www.amt.genova.it/pianifica/passaggiz.asp

questo serve a sapere l’orario in cui passerà il bus alla fermata desiderata”.

Tutto è nato dalle costanti richieste della Signora Nella, una disabile visiva che viaggia molto sugli autobus per inseguire i suoi mille interessi e che aveva il problema, di non riuscire ad accedere al servizio orari su Internet o alle tabelle degli orari sulle fermate.
Doveva continuamente chiamare il numero verde della AMT per sapere orari o altre informazioni, spiegando sempre le sue difficoltà.
Finchè un bel giorno…incredibilmente…viene contattata dall’Ingegnere Dott. Giorgio Peressin, della stessa AMT che le chiede direttamente quali fossero le sue esigenze specifiche e a quali problemi andasse incontro.
La Signora Nella ha spiegato tutto e le è stato risposto che si sarebbero presi provvedimenti in merito, per aiutare tutte le persone nelle sue stesse condizioni.
Così dopo un po’ di tempo, durante il quale c’è stata collaborazione tra l’utente e l’azienda di trasporti, è avvenuta la creazione di questi tre links all’interno del vastissimo sito della AMT, ma che a differenza di tutto il resto, sono perfettamente accessibili e facili da consultare da chi come la Signora Nella, usa una sintesi vocale per navigare su Internet.
Ora anche il nostro amico Mirko, disabile motorio, che come la superattiva Signora Nella, viaggia sugli autobus per inseguire i suoi mille interessi, ha fatto la sua richiesta alla AMT.
Come si suol dire: “Giacchè avete fatto 30…fate anche 31”!
In concreto Mirko chiede che questo bel servizio venga integrato con gli orari degli autobus attrezzati per il trasporto delle carrozzine.
Noi ormai confidiamo nella sensibilità dimostrata dall’azienda di trasporti genovese e quindi crediamo che non tarderà a dare una bella notizia anche a Mirko e a tutti quelli che come lui, pur avendo le ruote…non riescono a muoversi in città! (Mi permetto di scherzarci su, perché conosco Mirko e so che è lui il primo a sdrammatizzare sempre!)

Volevo anche segnalare un’iniziativa simile che a suo tempo era stata presa dalla Regione Liguria, proprio per quanto riguarda l’accessibilità degli orari dei trasporti e alla quale aveva collaborato, per la sua realizzazione, la Cooperativa sociale David Chiossone, che si occupa proprio di accessibilità dei siti Web e degli spazi urbani, da parte delle persone disabili.(www.chiossone.net)

Segnalo qui il link che porta proprio alla pagina dei trasporti della Regione Liguria:

http://www.regione.liguria.it/argomenti/territorio-ambiente-e-infrastrutture/trasporti/tpl-e-disabili/accessibilita/orario-trasporti-accessibile.html


feb 07 2011

Cerchi un lavoro? Consulta l’Agenziadisabililavoro.it

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:14 am

Redattore Sociale del 02-02-2011

Domanda e offerta di lavoro. Per i disabili arriva un nuovo portale

Si chiama Agenzialavorodisabili.it ed è la nuova piattaforma informatica che ha l’obiettivo di far incontrare domanda e offerta di lavoro. L’idea è Daniele
Regolo, disabile uditivo di Civitanova Marche (Mc). “Non è solo una piattaforma, ma anche la sfida

ROMA. Una piattaforma che ha l’ambizione di voler diventare un luogo, benché virtuale, dove domanda e offerta di lavoro posso incontrarsi: è http://www.agenzialavorodisabili.it/,
il portale “riservato a candidati disabili che si vogliono presentare al mondo del lavoro, ma che è anche la sfida imprenditoriale di un disabile uditivo
convinto che, oggi, la disabilità debba essere trattata in termini professionali”. A dirlo è proprio lui, Daniele Regolo, giovane sordo di Civitanova Marche
(Mc), ideatore del progetto e oggi anche piccolo imprenditore impegnato in una vera e propria sfida: culturale in primis, ma anche squisitamente personale
e imprenditoriale. “Da oggi spiega Regolo in una nota stampa – per i disabili sarà più facile trovare lavoro. Basterà un click per accedere a una piattaforma
informatica nella quale coloro che sono in cerca di un’occupazione potranno inserire il loro curriculum e presentarsi ai potenziali datori di lavoro. Un’occasione
in più per le persone diversamente abili, che in Italia in molti casi faticano a trovare un impiego”.

Secondo dati Istat, infatti, i disabili che lavorano sono meno di due su dieci. Le ultime statistiche, poi, in tema di inserimento lavorativo (V Relazione
al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 68/99 Anni di indagine 2008 e 2009) insistono anche sul fatto che al 2009 a fronte di quasi 80mila
iscritti alle liste speciali di collocamento, solo in 20mila sono stati avviati al lavoro.
Il servizio, in questo senso, è stato pensato anche per le aziende, che consultando il sito potranno andare alla ricerca delle figure professionali di
cui hanno bisogno. Al di là di qualsivoglia lista speciale. Basteranno pochi secondi per avere un’idea globale dei candidati e scegliere eventualmente
le persone da assumere sulla base dei loro requisiti e di quelle potenzialità che le rendano davvero produttive.
L’accesso alla piattaforma informatica è completamente gratuito, anche in caso di assunzione, sia per i candidati che vorranno compilare il loro biglietto
di presentazione sia per le aziende che consulteranno le pagine web. La privacy è garantita dalla normativa vigente e dall’attivazione del servizio solo
ed esclusivamente a mezzo di username e password. Il sito rispetta peraltro le norme sull’accessibilità ed è di rapida consultazione: non contiene infatti
volutamente altre funzioni all’infuori di quelle indicate. “Il sito continua Daniele Regolo – vuole essere una sfida imprenditoriale che parte da un presupposto:
perché i disabili siano messi nelle condizioni di esprimere al meglio le loro capacità e abilità, devono prima di tutto farsi conoscere per quello che
sono. Questo per far sì che un datore di lavoro possa selezionare personale in maniera consapevole, sulla base delle sue necessità e senza guardare alla
presenza di candidati disabili come a un ostacolo, ma pensan do soltanto a investire sulle risorse di cui ha realmente bisogno per garantire la crescita
della propria azienda”. Alla base dell’iniziativa, infatti, non c’è solo una sfida imprenditoriale e personale, ma anche culturale. “La convinzione continua
è che, perché la produttività cresca, occorre mettere il lavoratore in grado di esprimere al meglio le sue qualità, indipendentemente dal fatto che sia
disabile o meno”. (eb)


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