mar 06 2011

10 lauree gratis a studenti affetti da malattie rare

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 9:20 am

Un’idea davvero interessante! Se Maometto non va alla montagna…è la montagna che va da Maometto! Sarebbe bello che anche le persone con questo tipo di malattie riuscissero ad uscire per andare a studiare insieme a tutti gli altri, per non sentirsi isolati e per avere un rapporto umano e non con il mezzo elettronico. C’è da dire anche che per molti, purtroppo, spostarsi, è davvero problematico e causa di ulteriori stress, quindi ben vengano queste iniziative, anzi…speriamo che altri atenei in tutta Italia, prendano esempio. Tutti hanno il diritto allo studio e oggi più che mai, questo diritto è molto più facile da ottenere grazie alla tecnologia. Facciamo in modo però che non rimanga solo sulla carta!

Il Corriere della Sera del 04-03-2011

Malattie rare: 10 lauree gratuite a studenti disabili

ROMA. Dieci studenti con malattie rare potranno studiare su Internet iscrivendosi gratuitamente a corsi di laurea triennali in Moda e design industriale,
Scienze dell’alimentazione e gastronomia e Scienze motorie. L’iniziativa è stata promossa dall’Università Telematica San Raffaele di Roma per andare incontro
ai ragazzi con disabilità e che incontrano più problemi nel viaggiare da un luogo all’altro della Capitale. L’ateneo, infatti, che opera soprattutto nel
settore della ricerca e della salute, eroga la sua offerta didattica in modalità e-learning attraverso le tecnologie multimediali: così gli studenti potranno
seguire le lezioni in qualsiasi momento o luogo, senza dover essere fisicamente presenti in aula, tranne che il giorno dell’esame. L’iniziativa, che comprende
anche una borsa di studio del valore di 24 mila euro ed è dedicata ad Alessandra Bisceglia, la giovane giornalista Rai scomparsa a 28 anni per una rara
malformazione vascolare, f! a parte del sostegno che l’ateneo ha dedicato al progetto «Sulle Ali di Pegaso» dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), volto
a sensibilizzare le istituzioni sulle malattie rare. Il progetto comprende un volume intitolato «Controvento» che raccoglie 9 testimonianze di malati.
Queste storie hanno ispirato l’omonimo spettacolo, curato dal regista Paolo Triestino, ospitato nel teatro «Sala Umberto» il 28 febbraio, in occasione
della Giornata mondiale delle malattie rare. Il messaggio contenuto nel volume e nello spettacolo, grazie alla collaborazione con il ministero dell’Istruzione,
arriverà anche nelle scuole per affrontare questo delicato tema. Inoltre la Fondazione Roma cofinanzia, insieme allo stesso ISS, un progetto di ricerca
scientifica sul ruolo nelle malattie rare delle «micro-RNA» , le piccole molecole di acido ribonucleico. (F.D.F.)


mar 05 2011

Ahi Ahi Ahi Ahi! No accessibile? No Alpitour!

Tag: Turismo accessibilepatrizia @ 2:17 pm

TTG Italia del 04-03-2011

Alpitour e Village For All insieme per il turismo accessibile

Special Guest, il marchio di qualità di Alpitour per il turismo per tutti, si allarga anche a Compagnia della Natura, il catalogo dedicato alle vacanze
all’aria aperta. Grazie alla sinergia con Village for all, network che raccoglie attualmente 31 villaggi e campeggi in tutta Italia, sarà possibile per
ogni campeggio che presenta il logo special guest consultare le informazioni relative all’offerta per turisti con esigenze particolari. I dati riguardano
sia l’aspetto strutturale, sia i servizi, sia la formazione del personale e sono riportati in modo da fornire gli strumenti per una valutazione autonoma
ai clienti con disabilità motoria, sensoriale, intolleranze o allergie e altre esigenze particolari. “Si tratta di un grande passo avanti per il turismo
accessibile – commenta Roberto Vitali, presidente di Village for all – Sono felice che Alpitour abbia deciso di inserire i dati da noi rilevati all’interno
delle informazioni disponibili per i loro clienti”.


mar 05 2011

Arrivano risultati promettenti sulla retina artificiale

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:13 am

Bisogna sempre stare attenti a tutto ciò che si legge su questi argomenti che riempono sempre più le pagine dei giornali, alimentando false illusioni nelle persone che aspettano ogni giorno con impazienza, una cura che li sollevi dall’incubo di perdere la vista.
Bisogna ricordare però che in questi ultimi anni, si sono ottenuti risultati davvero promettenti sul piano della ricerca e della sperimentazione e con gran piacere, scopriamo che notevoli passi avanti sono stati compiuti proprio dai nostri ricercatori.

La Repubblica – Affari & Finanza del 28-02-2011

La retina artificiale quasi realtà la tecnologia restituirà la vista

È stato provato che con l’innesto delle cellule del roditore, un’apposita sostanza polimerica acquisisce qualità fotosensibili che possono essere decisive

È stata realizzata in Italia la prima retina artificiale organica, biocompatibile e impiantabile. Già oggi sono in sperimentazione delle retine artificiali che però hanno bisogno di un sofisticato impianto di elettrodi inseriti nell’occhio. Niente più di tutto questo: una grande speranza si apre per chi soffre di retinopatie come la retinite pigmentosa (una malattia genetica che colpisce mediamente una persona su quattromila) e la degenerazione maculare, che si presenta più frequentemente in età avanzata. La notizia della scoperta-invenzione, pubblicata su Technology Review (la rivista del Mit di Boston), arriva dal centro presso il Politecnico di Milano dell’Istituto italiano di tecnologia. L’Iit, con sede a Genova, ha stretto degli accordi di collaborazione con università ed enti di ricerca sparsi in tutta Italia, attivando così una sorta di laboratori scientifici distaccati. In questo modo l’Iit facilita il dialogo interdisciplinare consentendo la collaborazione tra scienziati, medici e il trasferimento tecnologico alle aziende. Infatti il risultato a cui è arrivata l’équipe del Politecnico è frutto della sinergia tra il dipartimento di neuroscienze e neurotecnologie (Nbt) e quello di fisica.
«Abbiamo scoperto che installando delle cellule neuronali prese dall’ippocampo dei topi su una membrana composta da un particolare tipo di polimero simile a quello utilizzato nei pannelli fotovoltaici in grado di assorbire luce e rilasciare elettricità – queste, colpite dalla luce, iniziavano a comportarsi come i neuroni fotorecettori presenti sulla retina: convertivano cioè il segnale luminoso in segnale elettrico», spiega Guglielmo Lanzani, coordinatore del progetto e professore del dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano. Per ora si parla ancora di sperimentazione in vitro, ma è stata testata la biocompatibilità del polimero, che risulta inoltre estremamente flessibile e soffice. Quindi potrebbe essere posizionato sul fondo dell’occhio, come una piccola membrana, a diretto contatto con le cellule gangliari che formano il nervo ottico, deputato a inviare gli impulsi elettrici al cervello. Le cellule gangliari a questo punto, a contatto con il polimero e sollecitate dalla luce, diventerebbero esse stesse fotorecettori, sostituendosi così alle cellule retiniche danneggiate.
«Rispetto agli impianti con gli elettrodi al silicio, anche questi in fase di sperimentazione, c’è un’assoluta biocompatibilità – che il silicio non ha – e una maggiore precisione di visione» sottolinea Fabio Benfenati, coordinatore del progetto e direttore del dipartimento di neuroscienze e neurotecnologie del Politecnico di Milano. «Non solo, per gli impianti al silicio occorre utilizzare comunque degli occhiali con installata una videocamerina che invii wireless gli impulsi a un chip impiantato sopra o sotto la retina (dipende dal tipo di impianto). Il chip contiene una griglia di elettrodi in grado di riprodurre l’immagine percepita dalla telecamerina. A questo punto gli elettrodi inviano l’impulso elettrico al cervello tramite il nervo ottico. A secondo dell’elettrodo stimolato, il cervello crea l’immagine corrispondente. Si tratta anche in questo caso di sperimentazione di cui si deve ancora studiare i risultati. Con la nostra scopertainvenzione gli occhiali non ci sarebbero più e non si dovrebbero installare nell’occhio gli elettrodi. Ora l’obiettivo è capire il funzionamento dell’occhio umano, ancora per lo più sconosciuto».
Attualmente le principali aziende che stanno sperimentando gli impianti con gli elettrodi al silicio sono la tedesca Retina Implant, fondata dallo scienziato Eberhart Zrenner, e la californiana Second Sight. La prima, con il suo impianto subretinico, è arrivata a far leggere a un paziente cieco da anni un testo scritto a caratteri di grandi dimensioni. L’altra invece sta lavorando alla seconda generazione di impianti, Argus II, disegnati con 60 elettrodi e quindi con una maggiore precisione dell’immagine riprodotta. Second Sight sta inoltre collaborando con la neuroscienziata del Weill Cornell Medical College di New York, Sheila Nirenberg, con il dottor Chetan Pandarinath ed Ed Boyden, bioingegnere del Mit, per arrivare a eliminare gli elettrodi in silicio. La scienziata infatti, dopo dieci anni di lavoro, è riuscita a ridare la vista a dei topi ciechi. La Nirenberg ha infatti inserito nelle cellule gangliari del nervo ottico dei neuroni di proteine fotosensibili ricavate dalle alghe verdiazzurre. Ha poi posto i topi di fronte a un’immagine scomposta in una griglia di luci pulsanti, ognuna in grado sollecitare le cellule gangliari ricoperte di questa particolare proteina. Le cellule, diventate fotosensibili, inviavano il messaggio al cervello, ricreando l’immagine. «Utilizzando questo tipo di proteine, si userebbero sempre gli occhiali ma si eviterebbe l’impianto degli elettrodi, sostituendoli con una sostanza biocompatibile» spiega la neuroscienziata su Technology Review. «Andrebbe comunque sottoposto il paziente a una terapia genica necessaria per indurre la produzione della proteina. Ci vorrà del tempo ancora ma si può già cominciare a lavorare con i pazienti che hanno l’impianto con gli elettrodi».

di Agnese Ananasso

Press-IN, servizio del Progetto Lettura Agevolata
del Comune di Venezia.
www.letturagevolata.it


mar 03 2011

La montagna è di tutti e per tutti

Tag: Turismo accessibilepatrizia @ 10:03 am

Segnaliamo con piacere questa iniziativa, perché visitando il sito dell’associazione SportAbili, si ha una panoramica dettagliata dei percorsi resi accessibili e di tutte le loro caratteristiche.
Questo tipo di informazioni sono molto utili per tutte le persone con disabilità, sia fisica che sensoriale, in quanto danno la possibilità di affrontare il percorso con tranquillità e sicurezza di non andare incontro a pericoli.

La Voce del NordEst del 02-03-2011

La montagna è per tutti, presentata l’iniziativa sostenuta dalla provincia

Si chiama “MONTAGNA ACCESSIBILE” il progetto realizzato dall’associazione SportABILI Onlus di Predazzo, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento,
che è stato presentato presso la sede di piazza Dante

TRENTO. Il progetto ha prodotto la raccolta e catalogazione di quattordici percorsi tra malghe e rifugi delle Dolomiti con difficoltà superabili da una
persona in carrozzina, anche elettrica, meglio se accompagnata. La cartografia degli itinerari è diventata una cartina ed è disponibile anche on-line.
Alla presentazione hanno partecipato l’assessore provinciale all’istruzione e sport Marta Dalmaso, la presidente dell’associazione SportABILI Onlus Iva
Berasi ed inoltre gli atleti Gianluigi Rosa di Lavis e Gianluca Cavalieri di Vigolo Vattaro che recentemente, con la squadra di Sledge Hockey, hanno conquistato
la medaglia d’oro al campionato europeo svoltosi in Svezia. I due sportivi hanno ricevuto dall’assessore un riconoscimento per il loro successo.

L’obiettivo di “MONTAGNA ACCESSIBILE” è avvicinare a tutti la montagna, a prescindere dalle personali abilità fisiche, intellettive e sensoriali.
Il progetto ha prodotto una cartografia dedicata che comprende quattordici percorsi, di fondovalle e di montagna, catalogati e descritti in una cartina
e disponibili anche sul web all’indirizzo www.sportabili.org. I percorsi coprono un arco territoriale che, interessando praticamente tutta la Val di Fiemme,
va dalle zone attorno ad Anterivo e Trodena per arrivare fino a Paneveggio e Passo Rolle. Per ognuno sono indicate le caratteristiche, i dislivelli, le
possibili difficoltà, l’accessibilità a malghe e rifugi.

L’associazione SportABILI, con l’aiuto di rappresentanti delle Guide Alpine e degli Accompagnatori di territorio e la collaborazione della Scuola Alpina
della Guardia di Finanza di Predazzo, di consulenti informatici e di esperti di cartografia, ha curato la stesura della mappa dei percorsi rendendola disponibile
anche on-line secondo criteri di accessibilità.
“Ho sostenuto questa iniziativa – ha detto l’assessore Dalmaso – con convinzione. La montagna è un patrimonio prezioso ed è nobile l’impegno a renderlo
fruibile a tutti. Questo progetto, che nasce all’interno di una sensibilità collaudata nel tempo, può diventare uno strumento da applicare in tutto il
territorio provinciale. E’ bello pensare a tutte le persone che potranno vedere in sicurezza alcuni dei luoghi più suggestivi delle nostre montagne”.

Come detto, i percorsi mappati sono 14 e possono essere transitati da persone disabili in carrozzina, meglio se accompagnate. Intereressano la zona della
Valle di Fiemme ma si allungano sul Primiero e sulla Valle di Fassa. Un altro risultato di questo lavoro di mappatura è stato anche quello di aver ottenuto
l’impegno di alcuni gestori di rifugi a sbarrierare il proprio esercizio.

Della cartina sono state stampate 3000 copie ma gli itinerari sono scaricabili dal sito dell’associazione SportABILI. Il portale web di SportABILI è dotato
di una tecnologia che consente di visualizzare online, attraverso webGis Microland, la nuova cartografia e i percorsi selezionati. Si possono consultare
online le schede informative di dettaglio di tutti i percorsi, con la possibilità di scaricarle sul proprio computer e stamparle.
Secondo gli esperti praticare discipline sportive è per il diversamente abile un fondamentale fattore di recupero fisico, funzionale e sociale, un elemento
di inclusione e di partecipazione alla vita comunitaria. L’attività sportiva permette inoltre al disabile di riaffermare la “propria piena autonomia”.

“Sono circa 4,5 milioni – ha precisato la presidente di SportABILI Iva Berasi – le persone diversamente abili in Italia. Di queste circa 3 milioni sono
affette da disabilità fisica mentre 1,5 milioni da disabilità mentale o psichica. Riferendo il dato alla sola disabilità fisica, in quasi il 75% dei casi
si tratta di persone normodotate diventate diversamente abili a causa di incidenti. Molte facevano sport prima e continuano a farlo dopo.”


mar 01 2011

Questa Italia che ci stupisce!

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:17 am

E’ bello poter pubblicare notizie di questo genere che fanno onore ad un paese spesso maltrattato e considerato sempre indietro, nel quale la critica distruttiva è all’ordine del giorno su qualsiasi cosa e dove pochi si espongono poi in prima persona per migliorare ciò che non va.

ITNews del 28-02-2011

Catania: Polo tattile multimediale prima struttura in Europa per integrazione non vedenti

CATANIA. Inaugurato nel marzo del 2008, il Polo Tattile Multimediale della Stamperia Regionale Braille di Catania e’ la prima e unica struttura in Europa
che riunisce nei duemila metri quadrati di un edificio di fine Ottocento sapientemente ristrutturato, una serie di ambienti e servizi pensati per i non
vedenti e per favorire la loro integrazione, sociale e professionale. Al Ptm di Catania si trovano riuniti: l’unico Show-Room d’Italia (terzo in Europa
dopo Parigi e Londra) con libri, giocattoli e sussidi didattici e tecnologici innovativi . E poi il Museo tattile con le piu’ celebri opere d’arte e plastici
architettonici da poter toccare, il Bar al buio, dove la realta’ si capovolge e il non vedente diventa guida per il vedente, l’Internet Cafe’ con barra
Braille per l’accesso al mondo del Web e il Giardino sensoriale con un percorso tattile costellato di profumate essenze mediterranee. Poco distante e’
la grande biblioteca della Stamperia Braille con la sua ricchissima offerta di migliaia di volumi – classici e di diritto – in Braille, Large print e audiolibri.
Cuore produttivo della Stamperia e’ infine il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Produzione della sede storica di Via Aurelio Nicolodi: dotato dei piu’
moderni ed avanzati impianti di produzione, il Centro realizza libri, riviste, audiolibri, plastici architettonici, mappe tattili ed altri numerosi ausili
e prodotti utili all’integrazione scolastica, culturale e lavorativa di non vedenti ed ipovedenti.


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