set 30 2011

Angsa Liguria onlus una garanzia per sostenere chi convive con l’autismo e la propria famiglia

Tag: Come fare per...lucio @ 1:44 pm

Ora Angsa Liguria onlus che assiste le famiglie con soggetti autistici,
(http://www.angsaliguria.it/), ci parlerà dello sportello di ascolto dell’associazione che riprende la sua attività dopo la pausa estiva.
Un riferimento sicuro per le famiglie, gli insegnanti, oltre che per le persone affette da autismo, che fornisce un aiuto sempre valido per affrontare ogni situazione legata alla vita di tutti i giorni.
Come potrete appurare meglio dalle parole dell’associazione, quest’anno c’è una importantissima novità che garantirà un appoggio ancora più rassicurante.
Si tratta infatti di uno sportello di consulenza legale.
Lasciamo però la parola ad Angsa Liguria, che senz’altro meglio potrà fornirci tutte le info necessarie per avere il sostegno di cui si ha bisogno.

“SPORTELLI AUTISMO DI ANGSA LIGURIA ONLUS
Sportello Informativo e Sportello di consulenza legale
Presso la Biblioteca De Amicis, magazzini del Cotone (Porto Antico di Genova)
Ad ottobre, dopo la pausa estiva, riprendono gli incontri dello Sportello Informativo di Angsa Liguria Onlus con l’importante novità di uno

Sportello di Consulenza Legale per le famiglie

Questo nuovo sportello nasce dalla richiesta dei soci dell’Associazione di avere un primo orientamento e consulenza su questioni legali che le famiglie con disabilità si trovano spesso ad affrontare. Lo sportello è reso possibile grazie all’attività di volontariato dell’Avvocato Elisabetta Treschi del Foro di Chiavari che metterà a disposizione la sua professionalità per l’Associazione.
Accanto a questo nuovo sportello, riprendono gli appuntamenti con l’ormai consueto

Sportello Informativo

Questo sportello offre consulenza alle famiglie e agli insegnanti e accoglienza ai nuovi soci. Contemporaneamente vuole porsi come strumento per raccogliere varie informazioni sui problemi e le richieste delle famiglie e degli insegnanti e sul grado di soddisfazione rispetto ai servizi ricevuti, allo scopo di orientare le azioni dell’associazione e di fornire elementi utili ai Servizi Sociali e Sanitari.
La Professoressa Pesenti, psicologa, offre la sua competenza ed esperienza, in qualità di volontaria dell’Associazione, per l’accoglienza e l’ascolto delle famiglie e per le consulenze richieste Viene normalmente affiancata da qualche socio/a esperto/a.
La Biblioteca De Amicis non solo offre lo spazio fisico per la realizzazione di entrambi gli sportelli presso la propria sede ai “Magazzini del Cotone” del Porto Antico di Genova, ma consentirà anche la maggiore diffusione di conoscenza del problema autismo e la possibilità di “costruire insieme” occasioni ed eventi, tarati anche per dare possibilità di inclusione e successiva integrazione ai nostri bambini e ragazzi.
Gli sportelli ricevono su appuntamento telefonando ai numeri 0106533838- 346 6237315
o scrivendo all’indirizzo sportelloautismo@angsaliguria.it

La consulenza prestata presso gli Sportelli è gratuita

Calendario dello Sportello Informativo di Angsa Liguria per l’autunno 2011
Sportello di accoglienza e consulenza per genitori, famiglie ed insegnanti

Novembre 2011 Giovedì 24 (dalle ore 14,30 alle 18,30)
Dicembre 2011 Giovedì 15 (dalle ore 14,30 alle 18,30)

Calendario dello Sportello di Consulenza Legale di Angsa Liguria per l’autunno 2011
Sportello di consulenza legale per genitori

Novembre 2011 Giovedì 17 (dalle ore 16 alle 18)”


set 27 2011

Nuovo Videolettore integrato con funzioni di videoingranditore, Ocr e Sintetizzatore Vocale

Tag: News dall'ItaliaPetrit @ 3:34 pm

VIDEOLETTORE PORTATILE CON SISTEMA DI LETTURA AD ALTA VOCE
Scan2Voice è un nuovo vidéolettore portatile con funzione di lettura ad alta voce, lente elettronica, elaborazione testi, produzione di audiolibri e molte altre funzioni. Il sistema è composto da uno scanner richiudibile e dal software Scan2Voice. Lo scanner può essere fissato nella posizione A4, nelle posizioni zoom 1 e 2, come nella posizione da telecamera e nella posizione da trasporto. Con un peso di quasi 1 kg è comodo da trasportare e allo stesso modo adatto all‘utilizzo sul posto di lavoro, nella scuola o a casa.
FUNZIONE DI LETTURA AD ALTA VOCE
Il testo scansionato viene convertito in un testo da modificare con l‘aiuto del software di riconoscimento scrittura ABBYY® FineReader. Per la lettura ad alta voce del testo sono disponibili differenti voci europee Acapela, come, per esempio, la voce italiana „Vittorio“. È possibile, inoltre, realizzare audiolibri con la voce preferita semplicemente memorizzando il testo in formato WAV.
ZOOM FINO A 40 VOLTE
La lente, particolarmente adatta all‘utilizzazione quotidiana, è stata realizzata con una funzione di ingrandimento fino a 40 volte per consentire un orientamento veloce su un documento o un oggetto. La lente funziona sull‘immagine live, sull‘immagine scansionata e anche sul testo convertito OCR.
SCANSIONARE UNA COMPLETA PAGINA A4 IN MENO DI 1 S.
Con Scan2Voice è possibile scansionare una completa pagina DIN A4 in meno di 1 secondo con una risoluzione di più di 200 dpi. Questa è una funzione particolarmente utile per scansionare per esempio interi libri, riviste o documenti. Inoltre l‘alta risoluzione rende superfluo l‘uso dello zoom ottico. Muoversi sul documento con l‘aiuto dello zoom elettronico è molto più comodo che spostare il documento sotto la telecamera.
AUMENTO DEL CONTRASTO E COLORI FALSI
Per migliorare la leggibilitá del testo Scan2Voice offre diverse possibilità di migliorare il contrasto, invertire le immagini o impostare colori falsi: p.es. scrittura bianca su sfondo nero o scrittura bianca su sfondo blu.
GRANDE PROFONDITÀ DI CAMPO
La grande profondità di campo nella ripresa di immagini dal vivo permette la lettura di scritte su vasetti di yogurt, confezioni di pizza, telefoni e, p.es., telecomandi.
ELABORAZIONE DEL TESTOScan2voice dispone di una funzione integrata di elaborazione del testo, per rielaborare testi con l‘OCR ABBYY® FineReader dal clipboard o da un documento MS Word. Questo vi dà la libertà di farvi leggere documenti di carta scansionati o documenti elettronici, come anche di produrre audiolibri propri da testi di carta o da documenti elettronici. I documenti possono essere memorizzati in formato DOC o PDF.
Interamente concedibile tramite S.S.N.

Fonte: uic.genova


set 23 2011

Questa vicenda…ha proprio le ruote!

Tag: Genova e dintorni,toppatrizia @ 10:04 am

Tutto questo è accaduto proprio al nostro amico Mirko, ma lui è senza dubbio il portavoce di tantissime altre persone che a causa delle enormi difficoltà che incontrano ogni giorno per muoversi in città, restano nel silenzio e chiuse a casa. Mirko è davvero una “forza della natura” e lotta per far valere i suoi diritti e di tutte le persone come lui.
La sua vicenda è stata seguita anche dal Secolo XIX che ha pubblicato un articolo e un video che potrete vedere al seguente indirizzo: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/09/21/AOLqgL6-disabile_con_viaggio.shtml

E Ora come se non bastasse…è arrivata anche la multa dei vigili, ma ci potete scommettere…non finisce certamente così!

Arrivata la multa

Mirko aveva bloccato il bus perché privo di pedana funzionante per disabili: ora gli è arrivato il verbale della polizia municipale.

“Il 28 giugno 2011 – racconta Mirko Alessi – con la mia carrozzella elettrica, ho bloccato l’autobus della linea 1 dopo che ne erano passati 6 (o privi
di pedane o che non funzionanti), dei quali 2 della linea 3 che è attrezzata, ed era 5 giorni che andava avanti così. Oltre tutto i giorni festivi toglievano
la linea 3. Quindi quando ho visto che anche quello non funzionava non ci ho visto più e mi sono piazzato davanti all’autobus e preteso che chiamassero
i vigili. I quali sono arrivati e hanno fatto il verbale. In allegato c’è il verbale e guardate cosa sono riusciti a scrivere i vigili. Loro non dicono
che hanno visto che la pedana non funzionava e che neanche nell’altra vettura che è arrivata non funzionava. Neanche che io mi sono tolto subito dopo il
loro arrivo e che solo dopo 5 minuti l’hanno fatto partire per vedere se funzionava o no. Inoltre il controllore è arrivato dopo che mi ero tolto. E che
ne sa lui di disabilità, se ha detto che i disabili come me hanno bisogno di un accompagnatore, è un dottore? Perché non hanno scritto anche il suo nome
sul verbale? Poi di autobus con la pedana manuale in tutta genova ce ne saranno 15 e in centro. Che cosa centra poi l’ambulanza!!! Io sono solo disabile,
non sono ammalato. E poi me li danno loro i 40€ del trasporto???? Non tutti sanno che da febbraio 2011 anche noi disabili dobbiamo pagare o la tessera
annuale di 150€ circa o il biglietto. Io ho i miei biglietti già da prima. Perché se io pago il servizio ho il diritto avere quel tipo di servizio e pretendere
che funzioni. In ultimo faccio appello all’articolo 3 della costituzione che i nostri vigili e il controllore non ce l’hanno tanto in mente. Poi mi parlano
di integrazione! Io non mi fermo qui!”

Il fatto è avvenuto in via Ciro Menotti, nel quartiere genovese di Sestri Ponente.


set 21 2011

“Raccontiamola giusta!”

Tag: Come fare per...patrizia @ 9:40 am

Pubblichiamo questo articolo perché in effetti ogni giorno siamo invasi da notizie spesso contrastanti e poco chiare, sul mondo delle disabilità e sulle normative che lo regolano.
Con questa iniziativa, la Fish intende proprio fare chiarezza e dare informazioni corrette a tutti coloro che trattano quotidianamente il tema della disabilità.

Accade spesso che circolino, su quotidiani e telegiornali, molte
affermazioni sulle persone con disabilità e sulle loro condizioni, non
corrispondenti al vero, spesso deformate, talvolta usate strumentalmente.
Questo non aiuta a comprendere un fenomeno dalle complesse sfaccettature.
Anzi: spesso contribuisce al formarsi di luoghi comuni e al radicarsi di
pregiudizi.

Con l’iniziativa “Raccontiamola giusta!”, la FISH, Federazione Italiana per
il Superamento dell’Handicap, si rivolge innanzitutto ai professionisti
dell’informazione
che hanno l’onere di informare basandosi su dati e fatti verificati e
autorevoli.

“Raccontiamola giusta!” è l’elenco – asettico e senza commenti – di cifre e
fatti – verificabili e tratti da fonti istituzionali – che meglio di altri
possono descrivere il fenomeno della disabilità in Italia e consentire la
formulazione di informazioni corrette.

È anche uno strumento per le associazioni che vogliono diffondere dati e
cifre oggettive, e per chiunque desideri sapere di più sulle persone con
disabilità, i loro bisogni, i loro diritti.

Per la diffusione FISH ha pensato a varie modalità. Oltre alla pubblicazione
su questo sito, “Raccontiamola giusta!” è stato diffuso anche tramite posta
elettronica alla propria rete di associazioni. Il pieghevole è inoltre a
disposizione anche su carta in un maneggevole formato.

Che cosa ci si aspetta ora? Che quei contenuti vengano, oltre che letti,
diffusi, pubblicati, usati. La FISH, infatti, concede una sorta di
“liberatoria” a chiunque voglia riproporli, citando la fonte e la data di
pubblicazione.

Raccontiamola giusta
Fatti, dati e cifre

sulle persone con disabilità in Italia

“. gli invalidi sono spesso, per quanto riguarda il reddito, i più poveri
tra i poveri, nonostante il loro bisogno di denaro sia superiore a quello
dei normodotati, dal momento che per cercare di condurre un’esistenza
normale e di ovviare ai propri handicap, hanno bisogno di più soldi e di più
assistenza.”
(Amartya Sen – Premio Nobel per l’Economia 1998 – L’idea di giustizia -
Cap. XII)

BISOGNI E DIRITTI?

Secondo ISTAT le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa
sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie
residenti in Italia; nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui
poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.

La presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere
una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico
assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla
carriera lavorativa dei familiari).

2000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno.
480 euro l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento.

Le persone con disabilità – di sei anni e più – che vivono in famiglia
sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie
croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.
(Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

In media le persone con disabilità assumono regolarmente 4 farmaci diversi
mentre la popolazione senza disabilità assume in media regolarmente 2,5
farmaci. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età
lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Solamente il 3% delle persone con
disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con almeno un disabile, rispettivamente
nelle Isole e nel Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né
privato. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

L’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità, non
riceve alcun aiuto o supporto pubblico (Istituzioni, Comuni, Asl). (Fonte:
Istat, “Famiglia e soggetti sociali”)

INVALIDI?

Le persone con disabilità includono quanti “hanno minorazioni fisiche,
mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con
varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione
nella società su una base di eguaglianza con gli altri.” (Fonte: Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18)

L’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di
disabilità. La definizione risale agli Anni ’70: è la difficoltà a svolgere
alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una
menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o
dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio,
di guerra, di lavoro. In linea generale l’invalidità civile viene definita
in percentuale nel caso in cui l’interessato sia maggiorenne.

33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi civili. Il 74%
è però il minimo per contare su qualche provvidenza economica.

Il riconoscimento dell’invalidità civile viene effettuato da una
Commissione di accertamento presso l’Azienda USL. Per valutare la
sussistenza e la percentuale di invalidità, la Commissione applica le
tabelle contenute in un Decreto del Ministero della Sanità del 1992. Ad ogni
patologia o menomazione corrisponde una percentuale fissa o variabile di
invalidità.

La Commissione di accertamento dell’invalidità è composta da un medico
specialista in medicina legale (presidente) e da due medici di cui uno
scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1°
gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente
effettivo.

Tutti i verbali di invalidità civile emessi dalle Commissioni ASL vengono
controllati e validati dalle Commissioni di verifica (fino al 2004 del
Ministero del Tesoro, successivamente da una Commissione dell’INPS). La
Commissione di verifica può anche riconvocare a visita l’interessato. Questo
doppio controllo esiste da oltre vent’anni.

Dal 2005 è stata soppressa l’opportunità di presentare ricorso
amministrativo contro i verbali di invalidità. È ammessa solo la possibilità
di ricorso davanti al giudice, con i costi e gli oneri evidenti.

350mila sono le cause civili pendenti in materia di invalidità, con un
giro d’affari – per legali, periti e patronati – di circa 2 miliardi di
euro.

345 sono i giorni che mediamente intercorrono fra la presentazione della
domanda di accertamento di invalidità e l’erogazione di eventuali
provvidenze economiche. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 85)

Soldi per gli invalidi?

2.355.490 erano nel 2009 le prestazioni assistenziali (assegni, pensioni e
indennità) erogate agli invalidi civili. Altre 300mila circa quelle concesse
a ciechi civili e sordi prelinguali. (Fonte: INPS). Il numero degli invalidi
è inferiore a quello delle prestazioni (circa 200mila in meno).

16 miliardi di euro è la spesa per le prestazioni economiche agli invalidi
civili. Circa l’uno per cento del PIL. Il trend di crescita annuale del
numero delle prestazioni agli invalidi civili è diminuito di oltre 2 punti
percentuali dal 2006 in poi (+ 4,5% nel 2009) nonostante l’invecchiamento
della popolazione. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 165)

Spendono di più dell’Italia, per l’invalidità, la Svezia (4,5%), la
Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo
(2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia
(1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la
media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del
PIL. (Fonte: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese,
Ministero dell’Economia, 2010)

256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di assistenza che è
riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità
accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere
l’assegno
bisogna risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non
superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro.

256,67 euro mensili è l’importo della pensione agli invalidi civili al
100%. Il limite reddituale lordo annuo è di 15.154,24 euro.

9, 14 euro al giorno è la cifra percepita dai titolari pensione o assegno
mensile di assistenza.

273.726 erano, nel 2009, gli invalidi civili parziali (74-99%) a cui era
concesso l’assegno mensile di assistenza. (Fonte: INPS)

L’indennità di accompagnamento è una provvidenza assistenziale introdotta
nel 1980 a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o non sono in
grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Fra le
condizioni di esclusione: essere ricoverati in istituto a carico dello Stato
o degli enti locali.

480 euro mensili per 12 mensilità è l’attuale importo dell’indennità di
accompagnamento.

1.568.039 erano i titolari di indennità di accompagnamento (Fonte: INPS).
Stime prudenziali basate su dati INPS e ISTAT indicano che due terzi dei
fruitori dell’indennità di accompagnamento sono ultra65enni.

Ha più di 80 anni la metà delle persone disabili, in Italia. (Fonte: Istat
2010, “La disabilità in Italia”)

I CONTROLLI?

200 mila sono stati i controlli effettuati nel corso del 2009 su
altrettanti invalidi. L’INPS dichiara di aver ridimensionato o revocato
circa 18.840 prestazioni, meno del 10%. Non si tratta di un dato definitivo:
il Cittadino ha comunque diritto a presentare ricorso.

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha selezionato un campione
fra gli invalidi di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 78 anni. (Fonte:
Circolare INPS 23 febbraio 2009, n. 26 e Decreto Ministero del Lavoro 29
gennaio 2009)

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha interessato solo invalidi
che percepiscono pensioni o assegni, e non quelli che – per superamento dei
limiti reddituali – non ricevono alcuna provvidenza diretta. Questi ultimi,
comunque, accedono ad altri benefici fiscali, previdenziali, lavorativi.

L’INPS, a giugno 2010, non ha ancora presentato alcun rapporto completo e
definitivo sull’esito dei controlli del 2009 da cui sia possibile evincere:
l’esatto numero delle provvidenze revocate o ridimensionate; la
distribuzione territoriale dei dati; il numero di ricorsi avviati dai
Cittadini a fronte di revoche; il costo del piano di controllo.

Le provvidenze sono state revocate non solo per insussistenza della
condizioni di invalidità, ma anche per motivi reddituali. Quindi non tutte
le revoche riguardano i “falsi invalidi”, ma interessano persone che
disponevano di un reddito superiore a quello previsto per godere di pensione
(14.886,28 euro annui lordi nel 2009) o dell’assegno (4.378,27 euro annui
lordi nel 2009). (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

100 milioni di euro è – secondo dati provvisori INPS – il recupero per
l’Erario
derivante dal piano straordinario di verifiche del 2009 (Fonte: Rapporto
annuale INPS 2009, pagina 84). Il dato non considera gli esiti dei ricorsi
contro i provvedimenti di revoca e i relativi costi processuali.

Per realizzare il piano straordinario di verifiche, l’INPS ha richiesto
alle ASL i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati a campione.
Soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle ASL nei
tempi richiesti. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

500 mila nuovi controlli, distribuiti fra il 2010 e 2012, sono previsti
dall’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010. 700 mila, quindi, sono i
controlli straordinari, effettuati fra i 2009 e il 2012. A questo numero si
aggiungono le revisioni ordinarie che le Commissioni ASL comunemente
predispongono ogni anno nel caso che le patologie o le menomazioni non siano
stabilizzate.

STATO E REGIONI

Lo Stato, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, conserva,
direttamente o tramite INPS, la quasi totalità delle competenze in materia
di invalidità civile. La valutazione degli stati invalidanti viene
effettuata ricorrendo ad un Decreto Ministeriale (e non ad un provvedimento
regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da
norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni
è rimasto allo Stato, attraverso l’INPS. I limiti reddituali vengono
stabiliti dallo Stato. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato
attraverso l’INPS e non le Regioni.

La riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 114, 133) ha delineato
un quadro sufficientemente chiaro rispetto alle competenze di Stato,
Regioni, Province e Comuni. Allo Stato rimane come competenza la
“determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale”.

Si attende da anni (per la precisione dalla data di approvazione della
Legge 328/2000) il provvedimento che definisca i livelli essenziali delle
prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali
prestazioni sociali “minime” abbia diritto il Cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo
recante “norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti
agli invalidi civili, ciechi civili e sordi prelinguali. Nessuno Governo ha
mai usato quella delega o l’ha fatta reiterare con un nuovo provvedimento.
(Fonte: Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 24)

LE POLITICHE SOCIALI?

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino inabile
al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale”.

Lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso,
nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro (Fonte: Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali). Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha una
decisa retrazione. Nel 2009 sono stanziati 1.355 milioni, che diventano
1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono, rispetto al 2007,
circa 700 milioni di meno. (Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale,
Supplemento ordinario 285/L, pagina 54)

Il 65% del Fondo per le Politiche Sociali è destinato ai “diritti
soggettivi”. Solo il 35% viene redistribuito a Regioni ed enti locali: meno
di 300 milioni circa nel 2011. Le riduzioni del Fondo, per regole di
bilancio, non incidono sui “diritti soggettivi” ma sul rimanente 35%.

Nel 2007 è stato istituito il Fondo per le Non Autosufficienze: è stata
assegnata la somma di 100 milioni di euro per l’anno 2007 e di 200 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L’articolo 2, comma 465, della
Legge 244/07 ha incrementato il Fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2008
e di 200 milioni per l’anno 2009. Pertanto: 100 milioni per il 2007, 300
milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009. Il Patto per la Salute
2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di 400 milioni. Per il
2011 non è previsto alcuno stanziamento.

Pubblichiamo questo articolo perché in effetti ogni giorno siamo invasi da notizie spesso contrastanti e poco chiare, sul mondo delle disabilità e sulle normative che lo regolano.
Con questa iniziativa, la Fish intende proprio fare chiarezza e dare informazioni corrette a tutti coloro che trattano quotidianamente il tema della disabilità.

Accade spesso che circolino, su quotidiani e telegiornali, molte
affermazioni sulle persone con disabilità e sulle loro condizioni, non
corrispondenti al vero, spesso deformate, talvolta usate strumentalmente.
Questo non aiuta a comprendere un fenomeno dalle complesse sfaccettature.
Anzi: spesso contribuisce al formarsi di luoghi comuni e al radicarsi di
pregiudizi.

Con l’iniziativa “Raccontiamola giusta!”, la FISH, Federazione Italiana per
il Superamento dell’Handicap, si rivolge innanzitutto ai professionisti
dell’informazione
che hanno l’onere di informare basandosi su dati e fatti verificati e
autorevoli.

“Raccontiamola giusta!” è l’elenco – asettico e senza commenti – di cifre e
fatti – verificabili e tratti da fonti istituzionali – che meglio di altri
possono descrivere il fenomeno della disabilità in Italia e consentire la
formulazione di informazioni corrette.

È anche uno strumento per le associazioni che vogliono diffondere dati e
cifre oggettive, e per chiunque desideri sapere di più sulle persone con
disabilità, i loro bisogni, i loro diritti.

Per la diffusione FISH ha pensato a varie modalità. Oltre alla pubblicazione
su questo sito, “Raccontiamola giusta!” è stato diffuso anche tramite posta
elettronica alla propria rete di associazioni. Il pieghevole è inoltre a
disposizione anche su carta in un maneggevole formato.

Che cosa ci si aspetta ora? Che quei contenuti vengano, oltre che letti,
diffusi, pubblicati, usati. La FISH, infatti, concede una sorta di
“liberatoria” a chiunque voglia riproporli, citando la fonte e la data di
pubblicazione.

Raccontiamola giusta
Fatti, dati e cifre

sulle persone con disabilità in Italia

“. gli invalidi sono spesso, per quanto riguarda il reddito, i più poveri
tra i poveri, nonostante il loro bisogno di denaro sia superiore a quello
dei normodotati, dal momento che per cercare di condurre un’esistenza
normale e di ovviare ai propri handicap, hanno bisogno di più soldi e di più
assistenza.”
(Amartya Sen – Premio Nobel per l’Economia 1998 – L’idea di giustizia -
Cap. XII)

BISOGNI E DIRITTI?

Secondo ISTAT le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa
sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie
residenti in Italia; nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui
poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.

La presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere
una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico
assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla
carriera lavorativa dei familiari).

2000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno.
480 euro l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento.

Le persone con disabilità – di sei anni e più – che vivono in famiglia
sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie
croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.
(Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

In media le persone con disabilità assumono regolarmente 4 farmaci diversi
mentre la popolazione senza disabilità assume in media regolarmente 2,5
farmaci. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età
lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Solamente il 3% delle persone con
disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con almeno un disabile, rispettivamente
nelle Isole e nel Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né
privato. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

L’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità, non
riceve alcun aiuto o supporto pubblico (Istituzioni, Comuni, Asl). (Fonte:
Istat, “Famiglia e soggetti sociali”)

INVALIDI?

Le persone con disabilità includono quanti “hanno minorazioni fisiche,
mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con
varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione
nella società su una base di eguaglianza con gli altri.” (Fonte: Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18)

L’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di
disabilità. La definizione risale agli Anni ’70: è la difficoltà a svolgere
alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una
menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o
dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio,
di guerra, di lavoro. In linea generale l’invalidità civile viene definita
in percentuale nel caso in cui l’interessato sia maggiorenne.

33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi civili. Il 74%
è però il minimo per contare su qualche provvidenza economica.

Il riconoscimento dell’invalidità civile viene effettuato da una
Commissione di accertamento presso l’Azienda USL. Per valutare la
sussistenza e la percentuale di invalidità, la Commissione applica le
tabelle contenute in un Decreto del Ministero della Sanità del 1992. Ad ogni
patologia o menomazione corrisponde una percentuale fissa o variabile di
invalidità.

La Commissione di accertamento dell’invalidità è composta da un medico
specialista in medicina legale (presidente) e da due medici di cui uno
scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1°
gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente
effettivo.

Tutti i verbali di invalidità civile emessi dalle Commissioni ASL vengono
controllati e validati dalle Commissioni di verifica (fino al 2004 del
Ministero del Tesoro, successivamente da una Commissione dell’INPS). La
Commissione di verifica può anche riconvocare a visita l’interessato. Questo
doppio controllo esiste da oltre vent’anni.

Dal 2005 è stata soppressa l’opportunità di presentare ricorso
amministrativo contro i verbali di invalidità. È ammessa solo la possibilità
di ricorso davanti al giudice, con i costi e gli oneri evidenti.

350mila sono le cause civili pendenti in materia di invalidità, con un
giro d’affari – per legali, periti e patronati – di circa 2 miliardi di
euro.

345 sono i giorni che mediamente intercorrono fra la presentazione della
domanda di accertamento di invalidità e l’erogazione di eventuali
provvidenze economiche. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 85)

Soldi per gli invalidi?

2.355.490 erano nel 2009 le prestazioni assistenziali (assegni, pensioni e
indennità) erogate agli invalidi civili. Altre 300mila circa quelle concesse
a ciechi civili e sordi prelinguali. (Fonte: INPS). Il numero degli invalidi
è inferiore a quello delle prestazioni (circa 200mila in meno).

16 miliardi di euro è la spesa per le prestazioni economiche agli invalidi
civili. Circa l’uno per cento del PIL. Il trend di crescita annuale del
numero delle prestazioni agli invalidi civili è diminuito di oltre 2 punti
percentuali dal 2006 in poi (+ 4,5% nel 2009) nonostante l’invecchiamento
della popolazione. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 165)

Spendono di più dell’Italia, per l’invalidità, la Svezia (4,5%), la
Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo
(2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia
(1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la
media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del
PIL. (Fonte: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese,
Ministero dell’Economia, 2010)

256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di assistenza che è
riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità
accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere
l’assegno
bisogna risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non
superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro.

256,67 euro mensili è l’importo della pensione agli invalidi civili al
100%. Il limite reddituale lordo annuo è di 15.154,24 euro.

9, 14 euro al giorno è la cifra percepita dai titolari pensione o assegno
mensile di assistenza.

273.726 erano, nel 2009, gli invalidi civili parziali (74-99%) a cui era
concesso l’assegno mensile di assistenza. (Fonte: INPS)

L’indennità di accompagnamento è una provvidenza assistenziale introdotta
nel 1980 a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o non sono in
grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Fra le
condizioni di esclusione: essere ricoverati in istituto a carico dello Stato
o degli enti locali.

480 euro mensili per 12 mensilità è l’attuale importo dell’indennità di
accompagnamento.

1.568.039 erano i titolari di indennità di accompagnamento (Fonte: INPS).
Stime prudenziali basate su dati INPS e ISTAT indicano che due terzi dei
fruitori dell’indennità di accompagnamento sono ultra65enni.

Ha più di 80 anni la metà delle persone disabili, in Italia. (Fonte: Istat
2010, “La disabilità in Italia”)

I CONTROLLI?

200 mila sono stati i controlli effettuati nel corso del 2009 su
altrettanti invalidi. L’INPS dichiara di aver ridimensionato o revocato
circa 18.840 prestazioni, meno del 10%. Non si tratta di un dato definitivo:
il Cittadino ha comunque diritto a presentare ricorso.

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha selezionato un campione
fra gli invalidi di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 78 anni. (Fonte:
Circolare INPS 23 febbraio 2009, n. 26 e Decreto Ministero del Lavoro 29
gennaio 2009)

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha interessato solo invalidi
che percepiscono pensioni o assegni, e non quelli che – per superamento dei
limiti reddituali – non ricevono alcuna provvidenza diretta. Questi ultimi,
comunque, accedono ad altri benefici fiscali, previdenziali, lavorativi.

L’INPS, a giugno 2010, non ha ancora presentato alcun rapporto completo e
definitivo sull’esito dei controlli del 2009 da cui sia possibile evincere:
l’esatto numero delle provvidenze revocate o ridimensionate; la
distribuzione territoriale dei dati; il numero di ricorsi avviati dai
Cittadini a fronte di revoche; il costo del piano di controllo.

Le provvidenze sono state revocate non solo per insussistenza della
condizioni di invalidità, ma anche per motivi reddituali. Quindi non tutte
le revoche riguardano i “falsi invalidi”, ma interessano persone che
disponevano di un reddito superiore a quello previsto per godere di pensione
(14.886,28 euro annui lordi nel 2009) o dell’assegno (4.378,27 euro annui
lordi nel 2009). (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

100 milioni di euro è – secondo dati provvisori INPS – il recupero per
l’Erario
derivante dal piano straordinario di verifiche del 2009 (Fonte: Rapporto
annuale INPS 2009, pagina 84). Il dato non considera gli esiti dei ricorsi
contro i provvedimenti di revoca e i relativi costi processuali.

Per realizzare il piano straordinario di verifiche, l’INPS ha richiesto
alle ASL i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati a campione.
Soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle ASL nei
tempi richiesti. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

500 mila nuovi controlli, distribuiti fra il 2010 e 2012, sono previsti
dall’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010. 700 mila, quindi, sono i
controlli straordinari, effettuati fra i 2009 e il 2012. A questo numero si
aggiungono le revisioni ordinarie che le Commissioni ASL comunemente
predispongono ogni anno nel caso che le patologie o le menomazioni non siano
stabilizzate.

STATO E REGIONI

Lo Stato, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, conserva,
direttamente o tramite INPS, la quasi totalità delle competenze in materia
di invalidità civile. La valutazione degli stati invalidanti viene
effettuata ricorrendo ad un Decreto Ministeriale (e non ad un provvedimento
regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da
norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni
è rimasto allo Stato, attraverso l’INPS. I limiti reddituali vengono
stabiliti dallo Stato. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato
attraverso l’INPS e non le Regioni.

La riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 114, 133) ha delineato
un quadro sufficientemente chiaro rispetto alle competenze di Stato,
Regioni, Province e Comuni. Allo Stato rimane come competenza la
“determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale”.

Si attende da anni (per la precisione dalla data di approvazione della
Legge 328/2000) il provvedimento che definisca i livelli essenziali delle
prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali
prestazioni sociali “minime” abbia diritto il Cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo
recante “norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti
agli invalidi civili, ciechi civili e sordi prelinguali. Nessuno Governo ha
mai usato quella delega o l’ha fatta reiterare con un nuovo provvedimento.
(Fonte: Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 24)

LE POLITICHE SOCIALI?

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino inabile
al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale”.

Lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso,
nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro (Fonte: Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali). Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha una
decisa retrazione. Nel 2009 sono stanziati 1.355 milioni, che diventano
1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono, rispetto al 2007,
circa 700 milioni di meno. (Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale,
Supplemento ordinario 285/L, pagina 54)

Il 65% del Fondo per le Politiche Sociali è destinato ai “diritti
soggettivi”. Solo il 35% viene redistribuito a Regioni ed enti locali: meno
di 300 milioni circa nel 2011. Le riduzioni del Fondo, per regole di
bilancio, non incidono sui “diritti soggettivi” ma sul rimanente 35%.

Nel 2007 è stato istituito il Fondo per le Non Autosufficienze: è stata
assegnata la somma di 100 milioni di euro per l’anno 2007 e di 200 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L’articolo 2, comma 465, della
Legge 244/07 ha incrementato il Fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2008
e di 200 milioni per l’anno 2009. Pertanto: 100 milioni per il 2007, 300
milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009. Il Patto per la Salute
2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di 400 milioni. Per il
2011 non è previsto alcuno stanziamento.

Pubblichiamo questo articolo perché in effetti ogni giorno siamo invasi da notizie spesso contrastanti e poco chiare, sul mondo delle disabilità e sulle normative che lo regolano.
Con questa iniziativa, la Fish intende proprio fare chiarezza e dare informazioni corrette a tutti coloro che trattano quotidianamente il tema della disabilità.

Accade spesso che circolino, su quotidiani e telegiornali, molte
affermazioni sulle persone con disabilità e sulle loro condizioni, non
corrispondenti al vero, spesso deformate, talvolta usate strumentalmente.
Questo non aiuta a comprendere un fenomeno dalle complesse sfaccettature.
Anzi: spesso contribuisce al formarsi di luoghi comuni e al radicarsi di
pregiudizi.

Con l’iniziativa “Raccontiamola giusta!”, la FISH, Federazione Italiana per
il Superamento dell’Handicap, si rivolge innanzitutto ai professionisti
dell’informazione
che hanno l’onere di informare basandosi su dati e fatti verificati e
autorevoli.

“Raccontiamola giusta!” è l’elenco – asettico e senza commenti – di cifre e
fatti – verificabili e tratti da fonti istituzionali – che meglio di altri
possono descrivere il fenomeno della disabilità in Italia e consentire la
formulazione di informazioni corrette.

È anche uno strumento per le associazioni che vogliono diffondere dati e
cifre oggettive, e per chiunque desideri sapere di più sulle persone con
disabilità, i loro bisogni, i loro diritti.

Per la diffusione FISH ha pensato a varie modalità. Oltre alla pubblicazione
su questo sito, “Raccontiamola giusta!” è stato diffuso anche tramite posta
elettronica alla propria rete di associazioni. Il pieghevole è inoltre a
disposizione anche su carta in un maneggevole formato.

Che cosa ci si aspetta ora? Che quei contenuti vengano, oltre che letti,
diffusi, pubblicati, usati. La FISH, infatti, concede una sorta di
“liberatoria” a chiunque voglia riproporli, citando la fonte e la data di
pubblicazione.

Raccontiamola giusta
Fatti, dati e cifre

sulle persone con disabilità in Italia

“. gli invalidi sono spesso, per quanto riguarda il reddito, i più poveri
tra i poveri, nonostante il loro bisogno di denaro sia superiore a quello
dei normodotati, dal momento che per cercare di condurre un’esistenza
normale e di ovviare ai propri handicap, hanno bisogno di più soldi e di più
assistenza.”
(Amartya Sen – Premio Nobel per l’Economia 1998 – L’idea di giustizia -
Cap. XII)

BISOGNI E DIRITTI?

Secondo ISTAT le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa
sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie
residenti in Italia; nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui
poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.

La presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere
una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico
assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla
carriera lavorativa dei familiari).

2000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno.
480 euro l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento.

Le persone con disabilità – di sei anni e più – che vivono in famiglia
sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie
croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.
(Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

In media le persone con disabilità assumono regolarmente 4 farmaci diversi
mentre la popolazione senza disabilità assume in media regolarmente 2,5
farmaci. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età
lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Solamente il 3% delle persone con
disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con almeno un disabile, rispettivamente
nelle Isole e nel Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né
privato. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

L’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità, non
riceve alcun aiuto o supporto pubblico (Istituzioni, Comuni, Asl). (Fonte:
Istat, “Famiglia e soggetti sociali”)

INVALIDI?

Le persone con disabilità includono quanti “hanno minorazioni fisiche,
mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con
varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione
nella società su una base di eguaglianza con gli altri.” (Fonte: Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18)

L’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di
disabilità. La definizione risale agli Anni ’70: è la difficoltà a svolgere
alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una
menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o
dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio,
di guerra, di lavoro. In linea generale l’invalidità civile viene definita
in percentuale nel caso in cui l’interessato sia maggiorenne.

33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi civili. Il 74%
è però il minimo per contare su qualche provvidenza economica.

Il riconoscimento dell’invalidità civile viene effettuato da una
Commissione di accertamento presso l’Azienda USL. Per valutare la
sussistenza e la percentuale di invalidità, la Commissione applica le
tabelle contenute in un Decreto del Ministero della Sanità del 1992. Ad ogni
patologia o menomazione corrisponde una percentuale fissa o variabile di
invalidità.

La Commissione di accertamento dell’invalidità è composta da un medico
specialista in medicina legale (presidente) e da due medici di cui uno
scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1°
gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente
effettivo.

Tutti i verbali di invalidità civile emessi dalle Commissioni ASL vengono
controllati e validati dalle Commissioni di verifica (fino al 2004 del
Ministero del Tesoro, successivamente da una Commissione dell’INPS). La
Commissione di verifica può anche riconvocare a visita l’interessato. Questo
doppio controllo esiste da oltre vent’anni.

Dal 2005 è stata soppressa l’opportunità di presentare ricorso
amministrativo contro i verbali di invalidità. È ammessa solo la possibilità
di ricorso davanti al giudice, con i costi e gli oneri evidenti.

350mila sono le cause civili pendenti in materia di invalidità, con un
giro d’affari – per legali, periti e patronati – di circa 2 miliardi di
euro.

345 sono i giorni che mediamente intercorrono fra la presentazione della
domanda di accertamento di invalidità e l’erogazione di eventuali
provvidenze economiche. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 85)

Soldi per gli invalidi?

2.355.490 erano nel 2009 le prestazioni assistenziali (assegni, pensioni e
indennità) erogate agli invalidi civili. Altre 300mila circa quelle concesse
a ciechi civili e sordi prelinguali. (Fonte: INPS). Il numero degli invalidi
è inferiore a quello delle prestazioni (circa 200mila in meno).

16 miliardi di euro è la spesa per le prestazioni economiche agli invalidi
civili. Circa l’uno per cento del PIL. Il trend di crescita annuale del
numero delle prestazioni agli invalidi civili è diminuito di oltre 2 punti
percentuali dal 2006 in poi (+ 4,5% nel 2009) nonostante l’invecchiamento
della popolazione. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 165)

Spendono di più dell’Italia, per l’invalidità, la Svezia (4,5%), la
Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo
(2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia
(1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la
media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del
PIL. (Fonte: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese,
Ministero dell’Economia, 2010)

256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di assistenza che è
riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità
accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere
l’assegno
bisogna risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non
superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro.

256,67 euro mensili è l’importo della pensione agli invalidi civili al
100%. Il limite reddituale lordo annuo è di 15.154,24 euro.

9, 14 euro al giorno è la cifra percepita dai titolari pensione o assegno
mensile di assistenza.

273.726 erano, nel 2009, gli invalidi civili parziali (74-99%) a cui era
concesso l’assegno mensile di assistenza. (Fonte: INPS)

L’indennità di accompagnamento è una provvidenza assistenziale introdotta
nel 1980 a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o non sono in
grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Fra le
condizioni di esclusione: essere ricoverati in istituto a carico dello Stato
o degli enti locali.

480 euro mensili per 12 mensilità è l’attuale importo dell’indennità di
accompagnamento.

1.568.039 erano i titolari di indennità di accompagnamento (Fonte: INPS).
Stime prudenziali basate su dati INPS e ISTAT indicano che due terzi dei
fruitori dell’indennità di accompagnamento sono ultra65enni.

Ha più di 80 anni la metà delle persone disabili, in Italia. (Fonte: Istat
2010, “La disabilità in Italia”)

I CONTROLLI?

200 mila sono stati i controlli effettuati nel corso del 2009 su
altrettanti invalidi. L’INPS dichiara di aver ridimensionato o revocato
circa 18.840 prestazioni, meno del 10%. Non si tratta di un dato definitivo:
il Cittadino ha comunque diritto a presentare ricorso.

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha selezionato un campione
fra gli invalidi di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 78 anni. (Fonte:
Circolare INPS 23 febbraio 2009, n. 26 e Decreto Ministero del Lavoro 29
gennaio 2009)

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha interessato solo invalidi
che percepiscono pensioni o assegni, e non quelli che – per superamento dei
limiti reddituali – non ricevono alcuna provvidenza diretta. Questi ultimi,
comunque, accedono ad altri benefici fiscali, previdenziali, lavorativi.

L’INPS, a giugno 2010, non ha ancora presentato alcun rapporto completo e
definitivo sull’esito dei controlli del 2009 da cui sia possibile evincere:
l’esatto numero delle provvidenze revocate o ridimensionate; la
distribuzione territoriale dei dati; il numero di ricorsi avviati dai
Cittadini a fronte di revoche; il costo del piano di controllo.

Le provvidenze sono state revocate non solo per insussistenza della
condizioni di invalidità, ma anche per motivi reddituali. Quindi non tutte
le revoche riguardano i “falsi invalidi”, ma interessano persone che
disponevano di un reddito superiore a quello previsto per godere di pensione
(14.886,28 euro annui lordi nel 2009) o dell’assegno (4.378,27 euro annui
lordi nel 2009). (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

100 milioni di euro è – secondo dati provvisori INPS – il recupero per
l’Erario
derivante dal piano straordinario di verifiche del 2009 (Fonte: Rapporto
annuale INPS 2009, pagina 84). Il dato non considera gli esiti dei ricorsi
contro i provvedimenti di revoca e i relativi costi processuali.

Per realizzare il piano straordinario di verifiche, l’INPS ha richiesto
alle ASL i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati a campione.
Soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle ASL nei
tempi richiesti. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

500 mila nuovi controlli, distribuiti fra il 2010 e 2012, sono previsti
dall’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010. 700 mila, quindi, sono i
controlli straordinari, effettuati fra i 2009 e il 2012. A questo numero si
aggiungono le revisioni ordinarie che le Commissioni ASL comunemente
predispongono ogni anno nel caso che le patologie o le menomazioni non siano
stabilizzate.

STATO E REGIONI

Lo Stato, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, conserva,
direttamente o tramite INPS, la quasi totalità delle competenze in materia
di invalidità civile. La valutazione degli stati invalidanti viene
effettuata ricorrendo ad un Decreto Ministeriale (e non ad un provvedimento
regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da
norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni
è rimasto allo Stato, attraverso l’INPS. I limiti reddituali vengono
stabiliti dallo Stato. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato
attraverso l’INPS e non le Regioni.

La riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 114, 133) ha delineato
un quadro sufficientemente chiaro rispetto alle competenze di Stato,
Regioni, Province e Comuni. Allo Stato rimane come competenza la
“determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale”.

Si attende da anni (per la precisione dalla data di approvazione della
Legge 328/2000) il provvedimento che definisca i livelli essenziali delle
prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali
prestazioni sociali “minime” abbia diritto il Cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo
recante “norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti
agli invalidi civili, ciechi civili e sordi prelinguali. Nessuno Governo ha
mai usato quella delega o l’ha fatta reiterare con un nuovo provvedimento.
(Fonte: Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 24)

LE POLITICHE SOCIALI?

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino inabile
al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale”.

Lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso,
nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro (Fonte: Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali). Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha una
decisa retrazione. Nel 2009 sono stanziati 1.355 milioni, che diventano
1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono, rispetto al 2007,
circa 700 milioni di meno. (Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale,
Supplemento ordinario 285/L, pagina 54)

Il 65% del Fondo per le Politiche Sociali è destinato ai “diritti
soggettivi”. Solo il 35% viene redistribuito a Regioni ed enti locali: meno
di 300 milioni circa nel 2011. Le riduzioni del Fondo, per regole di
bilancio, non incidono sui “diritti soggettivi” ma sul rimanente 35%.

Nel 2007 è stato istituito il Fondo per le Non Autosufficienze: è stata
assegnata la somma di 100 milioni di euro per l’anno 2007 e di 200 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L’articolo 2, comma 465, della
Legge 244/07 ha incrementato il Fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2008
e di 200 milioni per l’anno 2009. Pertanto: 100 milioni per il 2007, 300
milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009. Il Patto per la Salute
2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di 400 milioni. Per il
2011 non è previsto alcuno stanziamento.


set 01 2011

“La finestra sul mondo” riparte alla grande!

Tag: Genova e dintornipatrizia @ 10:33 am

Qui di seguito troverete il nuovo calendario delle attività proposte dall’associazione “La finestra sul mondo”, che ritorna a proporre interessanti iniziative dopo la pausa estiva.
“Cari soci ed amici , siamo tornati al lavoro e qui di seguito vi elenchiamo i nostri corsi e attività per il mese di settembre:

DA LUNEDI’ 5 SETTEMBRE H. 13/14 e GIOVEDI’ H. 16.30/17.30 INIZIO CORSO YOGA “RILASSAMENTO PROFONDO”

LEZIONI DI PROVA GRATUITA APERTA A TUTTI LUNEDI’ 12 SETTEMBRE H. 13 – GIOVEDI’ 15 H. 10

DA MARTEDI’ 6 SETTEMBRE H. 17/18.15 – GIOVEDI’ 13/14 VENERDI’ 18.45/20 INIZIO CORSO DI “ARTE E SCIENZA DEL RESPIRO”

LEZIONI DI PROVA GRATUITA APERTA A TUTTI MARTEDI’ 13 SETTEMBRE H. 13 – GIOVEDI’ H. 13 -VENERDI’ H. 18.45

(PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTARE DANIELA
3397103141)

MARTEDI’ 6 SETTEMBRE H. 10.30 – 11.30 INIZIO CORSO DI GINNASTICA PER ADULTI

MARTEDI’ 20 SETTEMBRE H. 17.30

PRESENTAZIONE APERTA A TUTTI DELLE NUOVE ATTIVITA’ ARTISTICHE

IN PROGRAMMAZIONE DA OTTOBRE

LUNEDI’ 26 SETTEMBRE H. 18.30/20.00 PRESENTAZIONE LABORATORIO TEATRALE CON IL TEATRO DELLE NUVOLE

Il Laboratorio Teatrale introdurrà i partecipanti alla pratica teatrale attraverso esercizi specifici di tecniche di recitazione teatrale e cinematografica,
tecniche corporee, scrittura teatrale, e attraverso la creazione di performance e azioni ! teatrali. Il laboratorio è aperto a quanti desiderano vivere
una! esperienza creativa.

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AI SEMINARI SULLA GENITORIALITA’

DATA INIZIO OTTOBRE 2011

in risposta alla necessità sempre più crescente di acquisizione e sviluppo delle competenze che caratterizzano il difficile ruolo di genitore, proponiamo
un ciclo di seminari sulla genitorialità.Il genitore oggi si trova, nella nostra società, sempre più isolato, limitato nella possibilità di godere di sostegni
materiali, sociali, psicologici, di una informazione corretta sullo sviluppo dei figli e sugli stili comunicativi che agevolano una relazione efficace.Per
questo motivo si offre l’opportunità, con questo ciclo di incontri, di acquisire strumenti che ci trasformino in genitori consapevoli, informati e formati
rispetto ad una comunicazione più efficace con i propri figli.

LEZIONI DI INFORMATICA BASE ED AVANZATI E LEZIONI DI INGLESE – FRANCESE – OLANDESE E SPAGNOLO (Per informazioni contattare la segreteria al n. 010541594)

POTETE TROVARE ULTERIORI INFORMAZIONI SUL NOSTRO SITO
www.lafinestrasulmondo.it “