gen 31 2012

Il servizio del Censimento on-line dell’Istat è nella lista nera dei programmi non accessibili ai ciechi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 9:50 pm

Da oggi il servizio “Ti tengo d’occhio”
denuncerà pubblicamente tutti i disservizi e le discriminazioni.
Il suo ideatore ci presenta il suo progetto e ci invita a collaborare per diffondere sempre più la cultura dell’accessibilità:

“Mi presento, sono Vincenzo Rubano, ho 17 anni e, come già detto, sono uno studente del Costa. Sono non vedente ed è ormai da tempo che ho deciso di condurre una mia personale lotta spietata all’inaccessibilità. Tutto è iniziato un anno fa con la mia partecipazione all’iniziativa “M’illumino di meno” di Caterpillar su Radio 2. Allora attivai un sondaggio on-line denominato “M’illumino di meno …ma ci vedo di più” con lo scopo di raccogliere informazioni sullo stato dell’arte dell’accessibilità in Italia. Dato il grande successo dell’idea e le numerose esortazioni a continuare a combattere questa battaglia, ho deciso di alzare il tiro creando, appunto, “Ti tengo d’occhio”, uno strumento di denuncia, di sensibilizzazione e di sollecitazione che ha lo scopo di rendere l’accessibilità una questione che riguarda tutti.

Il cuore del progetto, raggiungibile all’indirizzo www.titengodocchio.it, prevede la redazione di quella che ho chiamato la “Blind List” (parafrasando la black list), ossia una vera e propria lista nera di programmi e siti poco o per nulla accessibili. Il funzionamento della Blind List è piuttosto semplice: ogni volta che riterrò un programma o un sito poco accessibile (che scopro da me o che mi sarà segnalato) sarà redatto un “report”, ovvero una scheda descrittiva dei problemi che ho riscontrato. I report non saranno testi ad alto contenuto tecnico, riservati soltanto agli “addetti ai lavori”, ma, al contrario, saranno dei testi accessibili a chiunque. I report potranno inoltre essere liberamente commentati, così che ogni visitatore di “Ti tengo d’occhio” possa esprimere la sua opinione o aggiungere di suo. Nella Blind List potranno rientrare tutti i siti Internet e le applicazioni disponibili per Windows, per IOS (il celebre sistema operativo presente sugli “iDevices”, dispositivi come iPhone, iPad e iPod Touch) e per Mac OS X (il sistema operativo dei computer Macintosh).

La “caccia” a programmi e siti inaccessibili è aperta a 360 gradi. Chiunque dovesse imbattersi in questo genere di ostacolo potrà segnalarlo sul mio sito compilando semplicemente l’apposito modulo. Oltre a dare risalto alle segnalazioni degli utenti, che verificherò personalmente prima di scrivere il “report”, mi impegnerò anche a cercare di contattare gli sviluppatori dei programmi e dei siti segnalati, in maniera tale che possano prendere consapevolezza di ciò che è stato riscontrato e (mi auguro) possano porvi rimedio. Naturalmente, se questo dovesse accadere, ossia che gli sviluppatori si adopereranno affinché i problemi vengano risolti, sarà mia cura segnalare l’avvenuta modifica ed elogiare la sensibilità dimostrata.

L’accessibilità universale, ovvero la garanzia che tutti i contenuti presenti su Internet siano fruibili da chiunque, non è una “feature” opzionale, da implementare se e quando lo sviluppatore lo ritenga opportuno. E’ un diritto di tutti i non vedenti ed è un dovere per programmatori e progettisti. Fino ad oggi era difficile venire a conoscenza di prodotti inaccessibili, ma ora, con “Ti tengo d’occhio”, si apre uno scenario completamente nuovo e disponibile a tutti.

Perché tanto fervore da parte mia su questo tema? Perché, a mio avviso, creare un sito o un programma inaccessibile è, prima di ogni altra cosa, una vera e propria discriminazione.

E se poi pensiamo che sia bastata una specifica legge per far sì che tutti i siti delle pubbliche amministrazioni siano accessibili stiamo sbagliando di grosso. Ed il caso Istat lo dimostra!

Già, perché persino il sito predisposto per la compilazione on-line dei dati relativi al censimento della popolazione Italiana era inaccessibile. E, nonostante alcuni esperti del settore abbiano segnalato il problema, nessuno ha mosso un dito per risolverlo. Ecco, questo è un tipico esempio di sito degno di cadere nella …Blind List. Ho infatti scritto uno specifico report per questo caso e l’ho intitolato: “Quando innovazione è sinonimo di discriminazione”.

Ora, però, quello di cui questo nuovo servizio ha bisogno è la diffusione dell’informazione ed è per questo che scrivo a Voi giornalisti e operatori dei media affinché “Ti tengo d’occhio” possa raggiungere il maggior numero di persone possibili, soprattutto i non vedenti e gli ipo-vedenti, in maniera tale che sappiano che da oggi lo strumento per denunciare questo genere di “discriminazioni” c’è ed è alla portata di tutti.

Informo inoltre di aver attivato anche sui maggiori social network (Facebook e Twitter) pagine e profili utili al raggiungimento degli obiettivi.

Grazie per la gentile attenzione e per la cortese pubblicazione.

Riferimenti utili:
Sito di “Ti tengo d’occhio”: www.titengodocchio.it
Il “caso” del Censimento Istat:
www.titengodocchio.it/blind-list/censimento-istat-quando-innovazione-sinonimo-di-discriminazione
Su Facebook: www.facebook.com/titengodocchio
Su Twitter: www.twitter.com/titengodocchio
Contatto e-mail: info@titengodocchio.it

Vincenzo Rubano”


gen 24 2012

“Le staminali possono restituire la vista”

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 1:38 pm

Questi risultati sono davvero un traguardo raggiunto molto importante che a sua volta diventano punto di partenza per aprire la strada alla cura di tutte quelle gravi patologie dell’occhio, per le quali ancora non esistono cure e che inesorabilmente portano in moltissimi casi, alla perdita di uno dei beni più preziosi che abbiamo…la vista.
USA. Arriva dalle cellule staminali la speranza di ridare la vista. Lo rivela – a dieci anni di distanza dalla scoperta del potere delle cellule ricavate da embrioni umani – il primo studio al mondo condotto sull’uomo, su due pazienti affetti da maculopatia senile e dalla sindrome di Stargardt, la forma più diffusa di degenerazione maculare giovanile, di solito diagnosticata tra i 10 e i 20 anni di età.
A quattro mesi di distanza dal trapianto di staminali, i due pazienti hanno riportato miglioramenti nella vista.
L’annuncio è stato dato su «Lancet» dai ricercatori americani che hanno condotto lo studio. Nuove ricerche si concentreranno ora sulla possibilità di curare casi meno avanzati della malattia, come hanno dichiarato sulla rivista britannica Robert Lanza, responsabile dell’équipe all’Advanced Cell Technology di Marlborough, in Massachusetts, e Steven Schwartz, esperto di retina alla University of California di Los Angeles.
Le staminali ricavate da embrioni umani sono cellule «madri», già utilizzate per la rigenerazione di altri organi e tessuti. L’occhio è privilegiato per questo genere di studi e sperimentazioni, perché non produce una grande reazione immunitaria.

Articolo preso da La Stampa del 24-01-2012


gen 16 2012

La crisi ha colpito ancora!

Tag: Esperienzepatrizia @ 5:02 pm

Cari amici e sostenitori di Liguriaccessibile, vi sarete certamente accorti che ultimamente le nostre pubblicazioni sul blog, sono sospese. Ebbene si……la crisi ha colpito ancora! Vi ricordate l’articolo che pubblicammo qualche tempo fa sulla crisi economica che purtroppo sta facendo tanti danni anche alle piccole realtà, anche noi siamo finiti nella sua rete! Ci mancano i fondi per continuare la nostra attività di redattori di questo blog che nel tempo ci ha permesso di portare a conoscenza di tutti coloro che vivono una disabilità, notizie , informazioni e curiosità da tutto il nostro bel paese e oltre.
Se troverete ancora qualche post pubblicato, sarà solo per la nostra gran volontà di continuare questa missione, anche se da casa nostra e non più in redazione, dove per altro, l’ambiente era davvero bello. Questo è un aspetto molto importante della perdita del lavoro, non si perdono solo soldi, ma preziosissimi rapporti umani che aiutano a crescere, a conoscere e non restare isolati come tante piccole isole in mezzo ad un grande mare.
Vi ringraziamo ancora tantissimo per il sostegno e l’amicizia che ci avete dimostrato in questi anni e…Ciao.
La Redazione di Liguriaccessibile


gen 11 2012

Un social network per ciechi… anzi per tutti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 5:30 pm

Si chiama «Freerumble» e consente di scambiarsi materiale vocale e sonoro. È nato con un comunicato stampa in formato audio sull’eruzione di un vulcano

Un social network per tutti, perfettamente accessibile e fruibile anche da non vedenti e ipovedenti, ma nello stesso tempo non dedicato esclusivamente a loro in modo da non diventare qualcosa di «chiuso». Tutto questo è «Freerumble»: un progetto italiano che punta a condividere, sulla rete, materiale esclusivamente audio. L’idea è stata concepita dalla scrittrice Sonia Topazio, che è anche portavoce dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
«Freerumble è nato proprio da un’esigenza di lavoro – spiega la stessa Topazio – in occasione di una grossa eruzione di un vulcano in Indonesia. Viste le molte richieste da parte dei colleghi stranieri di avere più notizie, decido di fare un comunicato stampa in formato audio e di inviarlo a un collega attraverso la rete, non avendo altro tempo per scriverlo. In pochissimo il comunicato viene intercettato da tutti i media, e questo successo fa scattare in me l’idea di Freerumble». Presentato ufficialmente circa due mesi fa, il social network conta ad oggi 2mila iscritti e registra un volume di traffico giornaliero di 700-mille visitatori.
Ma vediamo quali sono le opportunità di questa nuova piattaforma, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Siti Internet e con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Si tratta di scambiarsi qualsiasi tipo di materiale vocale e sonoro, dagli annunci di lavoro alle barzellette, dalle piccole-grandi curiosità ai contenuti delle campagne sociali. Inoltre attraverso «Freerumble» è possibile accedere a libri scolastici non fruibili sul web, caricare online interi volumi letti da donatori di voce, abbinare l’audio alle immagini caricate su Facebook, creare audioblog, ma anche un museo virtuale e tanto altro ancora.
È di pochi giorni fa, infine, l’accordo tra «Freerumble» e l’associazione Culturabile che consentirà l’apertura di una rubrica di favole per bambini.
«Penso sia un modo brillante per superare la situazione esistente in rete, con i disabili della vista di fatto discriminati ed esclusi dalla partecipazione a un fenomeno di massa come quello dei social network», dichiara con soddisfazione Giulio Nardone, presidente nazionale dell’Associazione Disabili visivi.
La piattaforma ideata da Sandra Topazio consente anche di tutelare maggiormente la privacy degli utenti, garantita dalla condivisione delle sole informazioni audio, a scapito delle informazioni video, il che permette lo scambio di materiale, pure a carattere personale, con un tasso di riservatezza più elevato. Anche l’Anlaids (Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids) ha attivato su Freerumble.com un canale attraverso il quale sarà possibile ascoltare testimonianze e fruire di consulenze mediche nella più totale riservatezza. Un ulteriore, prezioso passo verso l’integrazione e la partecipazione alla socialità.

Articolo preso da Giornale di Brescia del 11-01-2012