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Un social network per ciechi… anzi per tutti
Si chiama «Freerumble» e consente di scambiarsi materiale vocale e sonoro. È nato con un comunicato stampa in formato audio sull’eruzione di un vulcano
Un social network per tutti, perfettamente accessibile e fruibile anche da non vedenti e ipovedenti, ma nello stesso tempo non dedicato esclusivamente a loro in modo da non diventare qualcosa di «chiuso». Tutto questo è «Freerumble»: un progetto italiano che punta a condividere, sulla rete, materiale esclusivamente audio. L’idea è stata concepita dalla scrittrice Sonia Topazio, che è anche portavoce dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
«Freerumble è nato proprio da un’esigenza di lavoro – spiega la stessa Topazio – in occasione di una grossa eruzione di un vulcano in Indonesia. Viste le molte richieste da parte dei colleghi stranieri di avere più notizie, decido di fare un comunicato stampa in formato audio e di inviarlo a un collega attraverso la rete, non avendo altro tempo per scriverlo. In pochissimo il comunicato viene intercettato da tutti i media, e questo successo fa scattare in me l’idea di Freerumble». Presentato ufficialmente circa due mesi fa, il social network conta ad oggi 2mila iscritti e registra un volume di traffico giornaliero di 700-mille visitatori.
Ma vediamo quali sono le opportunità di questa nuova piattaforma, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Siti Internet e con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Si tratta di scambiarsi qualsiasi tipo di materiale vocale e sonoro, dagli annunci di lavoro alle barzellette, dalle piccole-grandi curiosità ai contenuti delle campagne sociali. Inoltre attraverso «Freerumble» è possibile accedere a libri scolastici non fruibili sul web, caricare online interi volumi letti da donatori di voce, abbinare l’audio alle immagini caricate su Facebook, creare audioblog, ma anche un museo virtuale e tanto altro ancora.
È di pochi giorni fa, infine, l’accordo tra «Freerumble» e l’associazione Culturabile che consentirà l’apertura di una rubrica di favole per bambini.
«Penso sia un modo brillante per superare la situazione esistente in rete, con i disabili della vista di fatto discriminati ed esclusi dalla partecipazione a un fenomeno di massa come quello dei social network», dichiara con soddisfazione Giulio Nardone, presidente nazionale dell’Associazione Disabili visivi.
La piattaforma ideata da Sandra Topazio consente anche di tutelare maggiormente la privacy degli utenti, garantita dalla condivisione delle sole informazioni audio, a scapito delle informazioni video, il che permette lo scambio di materiale, pure a carattere personale, con un tasso di riservatezza più elevato. Anche l’Anlaids (Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids) ha attivato su Freerumble.com un canale attraverso il quale sarà possibile ascoltare testimonianze e fruire di consulenze mediche nella più totale riservatezza. Un ulteriore, prezioso passo verso l’integrazione e la partecipazione alla socialità.
Articolo preso da Giornale di Brescia del 11-01-2012

