ott 18 2011

Artgroup esprimere le proprie capacità attraverso la creatività!

Tag: Arte accessibilelucio @ 1:23 pm

Amici di Liguriaccessibile, vi presentiamo Artgroup una realtà davvero interessante della nostra regione.
Si occupa di tante attività ludico-creative, per bambini e ragazzi, anche di chi ha particolari difficoltà.
Dunque svolge un ruolo significativo in ambito sociale.
é per questo che ve la vogliamo presentare e proporre, di modo che possiate conoscere altre persone, impegnate nel dare un aiuto prezioso a chi ha bisogno.
Artgroup, organizza dei corsi di musicoterapia per disabili.
Ora Luca Mazzara di Artgroup, ci racconterà tutto ciò che occorre sapere dell’associazione stessa, e ci darà info più dettagliate su questo importantissimo progetto volto a garantire una efficacie integrazione sociale.

“A.R.T. è un’associazione onlus che si pone, sin dalla sua nascita, tre obiettivi, dai quali deriva il nome dell’associazione stessa:

A = apprendere
R = realizzare
T = trasformare

Le attività dell’associazione si rivolgono principalmente a bambini e ragazzi, che vengono guidati nell’apprendere e nello sviluppare abilità artistiche, grazie alle quali vengono realizzati eventi e/o spettacoli che portano ad una raccolta fondi. Le offerte accolte vengono utilizzate per trasformare, quanto appreso, in azioni di solidarietà.

(è più difficile spiegarlo che farlo: un esempio concreto… nel 2007 abbiamo attivato tutta una serie di laboratori – canto, lettura, pittura – che hanno portato alla realizzazione di un CD. Le offerte raccolte grazie a questo cd sono state utilizzate per acquistare materiale ludico medico e didattico per il Consultorio familiare di Albenga e per l’Unità Spinale Unipolare di Pietra Ligure.)

Quest’anno, grazie a due diversi bandi, siamo riusciti ad attivare due diversi progetti di musicoterapia: uno rivolto alle scuole (le classi con bambini disabili verranno coinvolte in progetti finalizzati all’integrazione e al miglioramento della qualità della vita all’interno del gruppo classe) finanziato dalla Fondazione De Mari, l’altro, finanziato dal Cesavo, rivolto a bambini e ragazzi disabili residenti nel distretto socio sanitaria albenganese e nei comuni limitrofi.

A loro verrà offerto un ciclo di 8/10 incontri di musicoterapia che saranno gestiti da me (sono diplomato in musicoterapia nel 2003 al CEP di Assisi, la più antica e importante scuola di musicoterapia d’Italia).

Il bando del Cesavo inoltre prevedeva l’acquisto di alcuni strumenti musicali (strumentario orff) che a breve ci verranno consegnati dalla ditta alla quale li abbiamo ordinati.

Il comune di Albenga, per diretto interessamento dell’Assessore ai Servizi Sociali Eraldo Ciangherotti, ha messo a disposizione il locale nel quale si svolgeranno gli incontri.

Ovviamente gli obiettivi di questi interventi di musicoterapia saranno calibrati sulla base delle esigenze dei singoli utenti quindi al momento non sono in grado di dare informazioni in merito.

Ulteriori fondi per questo progetto sono arrivati dall’associazione Tra le Torri, Amici di Fionda, e dalla Cantina Baxadonne che ha devoluto ad ART l’intero incasso del Palio dei Rioni 2011.
Il nostro sito, nel quale è possibile reperire altre informazioni è http://www.artgroup.it/
Artgroup
Sede operativa:
Via Torino 2
17031 Albenga
(Sv)
Sede legale:
Piazza Della Chiesa 1/1
17035 Cenesi Cisano Sul Neva
(Sv)
Email Artgroup:
info@artgroup.it
Email art onlus:
segreteria@artgroup.it
Luca Mazzara
340 3061428
sito internet:
http://www.artgroup.it/


ott 07 2011

La Venere del Botticelli si svela ai disabili visivi

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 10:19 am

FIRENZE. Una Venere di Botticelli tutta da toccare, fedelmente riprodotta in 3D in un bassorilievo di speciale resina affinché anche i non vedenti possano
percepirne la bellezza: è l’opera realizzata a cura della Fondazione Città Italia, i cui specialisti, in collaborazione con il museo tattile di pittura
antica e moderna Anteros di Bologna, hanno «tradotto» in modo tridimensionale La nascita di Venere ospitata a Firenze nella Galleria degli Uffizi dove
ieri si è tenuta la conferenza di presentazione. Il bassorilievo, 60 cm di altezza per 93 di lunghezza e 11 di spessore, è stato collocato accanto all’originale
e presto sarà affiancato da speciali pannelli in braille (in italiano e in inglese), che conterranno una scheda informativa e consigli per agevolare l’esperienza
tattile. Come ha annunciato il segretario generale della Fondazione Città Italia, Ledo Prato, l’intenzione è ora di tradurre in versione tattile altri
grandi capolavori dell’arte italiana, come la Fornarina di Raffaello, custodita a Palazzo Barberini a Roma, e due opere aggiuntive ancora da definire,
una al Palazzo Reale di Torino e l’altra al museo di Capodimonte a Napoli.
Articolo preso da La Stampa del 06-10-2011


nov 09 2010

L’arte visiva dei nonvedenti

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 11:08 am

Senza alcun dubbio, possiamo affermare che la società in cui viviamo, è basata prevalentemente, sull’uso della funzione visiva.

Se ci pensiamo bene, la nostra quotidianità, è impregnata di semplici gesti che coinvolgono il nostro senso visivo:

Si guarda il cellulare per inviare messaggi a volontà, si naviga su Internet aguzzando la vista tra le incalzanti onde del Web, siamo attratti da spot pubblicitari che più che le parole, usano le immagini e così via.

La domanda può sorgere spontanea: “E chi sfortunatamente ha delle limitazioni alla funzione visiva…che fa”?

Fortunatamente per quanto riguarda l’uso delle tecnologie, vi sono oggi delle soluzioni davvero fantastiche che consentono anche ai privi di vista di vivere il mondo virtuale del web o degli sms o di leggere un bel libro. Grazie a sintesi vocali che si sostituiscono agli occhi, la vita dei disabili visivi, è notevolmente migliorata.

Non bisogna dimenticare però, che un disabile visivo ha affinato in modo particolare tutti gli altri sensi e riesce a percepire la realtà che lo circonda in modo davvero speciale.

Anche l’arte è vissuta in maniera del tutto particolare,dove è possibile, il tatto, l’udito e i profumi, sostituiscono l’uso degli occhi.

Sorgono così in molti musei o gallerie di tutto il mondo, percorsi multisensoriali, che permettono ai nonvedenti, ma non solo, di “vedere l’arte” da un altro punto di vista.

Infatti anche le persone normovisive, si è constatato, apprezzano molto questo tipo di esperienza, che mette in gioco tutti gli altri sensi, che non si è più abituati ad usare.

Per quanto riguarda poi l’arte dalla parte dell’artista, vi sono oggi esempi in tutto il mondo di disabili visivi che si cimentano nelle forme d’arte più svariate a partire dalla fotografia, alla pittura, alla scultura e così via.

Mi è sembrato davvero interessante quindi pubblicare questo articolo che ho trovato su Il Tirreno del 05-11-2010, che segnala una bella iniziativa che può dare la possibilità ad artisti molto speciali, di far vedere la loro arte anche alle persone che la vorranno percepire con altri occhi.

“Quadri eseguiti da non vedenti”

MASSA MARITTIMA. Le arti visive interpretate dai sensi dei non vedenti ed ipovedenti. È l´iniziativa portata avanti dall´associazione culturale Artaltro

e la sezione grossetana dell´Unione italiana ciechi, in collaborazione col Comune di Massa Marittima e con quello della Provincia di Grosseto. La Regione

Toscana ha dato il suo patrocinio all´interessante iniziativa.

L´idea è quella di aumentare la sensibilità della società nei confronti di chi è portatore di una disabilità visiva e valorizzare allo stesso tempo l´arte

creata con i sensi dei non vedenti.

Proprio a questo scopo è stato pubblicato un bando di partecipazione alla prima edizione della mostra-concorso “I sensi dell´arte”, che invita gli artisti

non vedenti e ipovedenti a realizzare una o più opere. Tutti coloro i quali intendono aderire, hanno tempo fino al 25 novembre.

Le opere saranno esposte dal Palazzo dell´Abbondanza. (E.C.)


mag 27 2010

Disabili si, ma con arte!

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 11:44 am

Il Corriere della Sera del 24-05-2010

Disabili sì, ma con arte. Sul web

Internet, reti internazionali, festival dedicati promuovono la creatività «speciale»

MILANO. Sono molti e spesso apprezzati i disabili che si applicano nelle diverse professioni in campo artistico e gli spazi di promozione loro dedicati

si moltiplicano, anche grazie a Internet. Un fenomeno interessante che produce occasioni di abbattimento del pregiudizio e l´apertura ai disabili di ulteriori

fette del mercato dell´arte e del lavoro. E mentre sullo sfondo resta la diatriba se sia «più o meno artistica» l´espressione creativa scaturita da persone

con handicap e se lo sia precipuamente perché questi pittori, scultori, attori, cantanti, musicisti, ballerini, drammaturghi sono disabili, al pubblico

e ai committenti il mercato demanda l´unica valutazione artistica plausibile, quella estetica, rispetto ad ogni opera o performance e alla capacità espressiva

dell´autore.

WEB COME ATELIER MONDIALE. Per immaginare quale sia la più grande esposizione d´arte del pianeta basterebbe pensare che una raccolta di immagini su Internet

si definisce «galleria» e che «www», acronimo fino a qualche tempo obbligatorio davanti ad ogni indirizzo telematico, significa «world wide web», ovvero

«grande ragnatela mondiale». Sta di fatto che gli autori di un blog chiamato Webdesignerdepot.com, centrato sulle più diverse forme di espressione creativa,

hanno realizzato on line una vera e propria mostra virtuale, ricca e documentata, di opere di artisti con handicap. La pagina, intitolata «La stupefacente

arte degli artisti disabili», espone le opere e traccia una breve biografia del loro autore, specificandone il tipo di disabilità. C´è Stephen Wiltshire

, 36enne pittore e disegnatore londinese di origine indiana, affetto da «autismo savant», ovvero da una forma di autismo che spesso accompagna eccezionali

capacità a un ritardo mentale generalizzato; c? ??è Maria Iliou, greca che abita a New York, anch´essa pittrice affetta da autismo (autism spectrum disorder)

nonché avvocato per i diritti delle persone con autismo; ci sono i quadri di Peter Longstaff, pittore della Virginia (Usa) e membro dell´associazione americana

Mouth and foot painting artists (Mfpa), dipinti tenendo il pennello tra le dita dei piedi; ci sono le sculture in marmo italiano di Alice Schonfield, disabile

cognitiva, i quadri dipinti con la bocca dell´artista tetraplegico Michael Monaco e del tedesco Arnulf Erich Stegmann, che ha perso l’uso di entrambe le

braccia a causa della poliomielite, c´è infine un quadro di Amanda LaMunyon, ragazzina con la sindrome di Asperger che dipinge dall´età di 7 anni e altre

opere ancora.

L´ARTE DISABILE SI FA UFFICIALE. Se la pubblicità è anima del commercio, il web può diventare un canale promozionale impareggiabile anche per l´arte delle

persone con handicap: i siti internet – soprattutto di origine statunitense – sull´argomento si sono moltiplicati nel tempo (qualche esempio su artpromote.com)

come anche le istituzioni ufficiali che riuniscono questi artisti, le quali hanno una propria vetrina su Internet, o i siti più artigianali di autopromozione

e vendita tipo disabledartistsnetwork.net. La già citata associazione americana degli artisti che dipingono con la bocca e coi piedi, ad esempio, ha un

suo sito mondiale ma anche una pagina dedicata all´Italia, con un elenco di artisti attivi e apprezzati nel nostro Paese. E poi esiste il blog dell´associazione

internazionale che raccoglie artisti disabili di tutto il mondo, l´International guild of disabled artists and performers, dove si trovano, oltre alle

immagini delle opere, discussioni, artic oli, calendari di manifestazioni, esibizioni e mostre… Dall´Italia proviene inoltre una webzine (cioè una rivista

telematica) intitolata appunto «Disabilità & arte» e centrata sul rapporto tra questi due elementi concepiti in un senso assai ampio.

FESTIVAL IN-OLTRE FINO A GIUGNO. E siccome la dimensione artistica si manifesta in molte forme di espressione, non necessariamente figurative, ed è ben

rappresentata anche da molti professionisti nostrani, da un lato ricordiamo volentieri l´esempio di una donna come l´italiana Simona Atzori, sì pittrice

ma anche ballerina straordinaria senza braccia, e soprattutto invitiamo a scorrere il programma dell´VIII edizione del Festival In-Oltre, scaturito proprio

dalla riflessione sul rapporto tra handicap e creatività e quest´anno intitolato «Corpo ha corpo – La disabilità raccontata dai linguaggi dell´arte». Organizzata

in quel di Bergamo e dintorni (Romano di Lombardia, Treviglio, Cavernago, Colzate, Albino, Nembro e Clusone) dall´omonima associazione , la manifestazione

è già in corso e proseguirà fino all´11 giugno con spettacoli di danza, musica, teatro e parola, animando teatri e piazze in un fitto elenco di eventi

e performances con un unico tema conduttore: la corporeità. La direzione artistica di Araucaìma Teater punta come primo obbiettivo a provocare un incontro

- magari anche dirompente – tra persone «con» e persone «senza» disabilità, mescolandole naturalmente sul palcoscenico e tra il pubblico.

Corrado Fontana


mag 21 2010

OMBRE E PULCI D’ACQUA

Tag: Arte accessibile, EventiMirko @ 11:58 am

Spettacolo presentato dalla Compagnia DANZABILITA’ di Genova alla quarta rassegna nazionale “Teatro e disabilità” di Rovigo

Il 18 e il 19 maggio la Compagnia DANZABILITA’ di Genova ha partecipato alla quarta rassegna nazionale “Teatro e disabilità” di Rovigo, dopo il successo dello spettacolo “Un’altra breccia nel muro” di un anno fa dove ha ottenuto la Nomination (secondo posto), con il nuovo spettacolo dal titolo OMBRE E PULCI D’ACQUA

Qui sotto una breve riassunto:

Un’antica leggenda degli Indiani d’America narra che un insetto rubasse l’ombra a chi non rispettava la natura. Privati così della loro anima gli uomini si ammalavano. Solo con la musica e il canto riuscivano infine a riaverla e a vivere felici. Branduardi ha composto la canzone “La pulce d’acqua” a partire da questo racconto e noi abbiamo immaginato ciò che il testo non dice. Cosa fanno le ombre dopo esser state rubate? Come se la cavano gli uomini senza di esse? Che fine fanno le pulci d’acqua? Come avviene il processo di guarigione? Le pulci d’acqua, nel sottrarre le ombre ai rispettivi proprietari, le liberano dal vincolo di doversi muovere a comando. D’altro canto gli uomini, privati del loro lato oscuro, si sentono come marionette a cui il burattinaio abbia improvvisamente tagliato i fili. Il processo di guarigione comincia nel momento in cui ciascuna persona comprende quanto in realtà dipenda da quella stessa Ombra che in genere pensa di comandare oppure si dimentica addirittura di avere. L’armonia viene ristabilita nel momento in cui ciascuno riannoda i fili della propria storia integrando le parti di sé sfuggite al controllo e alla consapevolezza. Le ombre rubate sono rappresentate da un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, che ringraziamo per la collaborazione. Per la traduzione in Lingua dei Segni il nostro grazie va invece all’associazione Mani in Movimento Onlus.

Cronaca delle due giornate:

Partiti martedì mattina alle 8.40 da Genova Sampierdarena con 6 macchine e 19 persone, siamo arrivati a Rovigo intorno alle 13.
Dove ci siamo incontrarti con altri 5 del gruppo partiti prima.
Dopo aver mangiato qualcosa e rinfrescati in albergo, siamo andati al teatro per fare la prova generale prima dello spettacolo, qui ci siamo divertiti e abbiamo provato le luci, l’audio e il video.
Dopo le prove ci siamo ritrovati con il gruppo di Tortoreto dell’Abruzzo per cenare assieme. Dopo di che siamo andati in Albergo a dormire.
Mercoledì ci siamo svegliati circa alle 6.15.
Dopo aver fatto una abbondante colazione ci siamo diretti al teatro dove alle 9.30 è iniziato lo spettacolo.
A vedere i due spettacoli c’erano le varie scuole elementari e medie locali, i bambini e i ragazzi si sono dimostrati interessati e partecipavano con il battito ritmato le nostre perfomance.
Dopo il nostro spettacolo siamo restati a vedere lo spettacolo della compagnia abruzzese.
A mezzogiorno siamo andati a magiare al ristorante tutti insieme.
Il tempo di mangiare e di salutare tutti è arrivata l’ora del ritorno a Genova.
Questi due giorni sono stati momento che li porterò sempre con me e penso che anche i miei compagni la pensino come me.
Mi è piaciuto il modo in cui tutti si sono inseriti e trovati a proprio agio i nuovi arrivati.
Ora vorrei fare un ringraziamento particolare alla nostra regista e soprattutto mia grande amica SABINA BIANCHI, che si è fatta carico di tutti i lavori, sia di segreteria, sia di regia senza nessun ritorno economico.

Mirko


gen 12 2010

“Il buio del vedente”

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 11:44 am

Il Giornale di Vicenza del 09-01-2010

“Buio del vedente” Un gioco di ruoli firmato Chiurato

Mostra a palazzo Valmarana Braga. Cecità vere e metaforiche per il provocatorio artista di Marostica

VICENZA. “Cieco è chi, privo di vista o di chiara ragione, esita”. Verrà inaugurata sabato 9 gennaio la mostra”"Buio del vedente” nella quale l’artista

marosticense Marco Chiurato affronta il tema della cecità.

Esposta a palazzo Valmarana Braga in Corso Fogazzaro a Vicenza fino al 17 gennaio, la nuova opera propone un gioco di ruoli in cui lo spettatore proverà

un’emozione inaspettata: la vista passa in secondo piano a favore del “senso” e il “buio” all’improvviso darà la spiegazione.

«Nella vista riposano presunzione, contemplazione e piacere di sapere dove andare – commenta l’artista – cieco è chi, privo di vista o di chiara ragione,

esita; chi colto da passione o emozione non crede».

Il marosticense Marco Chiurato, classe 1973, ha intrapreso il suo percorso artistico nel 2004 in un continuo sperimentare tra scultura, videoart e istallazioni.

Guidato da un bisogno di esplorare in modo spontaneo ed impulsivo, Chiurato fa della provocazione uno dei suoi tratti distintivi: basti pensare alla mostra

“Sexhibitionism” del 2007 con la quale, esibendo parti intime sottoforma di opere d’arte (e qualche figura sacra di troppo) l’artista ha fatto parlare

di sé, attirando anche le critiche del clero di Marostica e sollevando un vespaio di polemiche.

Altra provocazione la scorsa estate, quando espone abusivamente una (falsa) epigrafe di Cleto Munari al Moma e al Guggenheim Museum di New York, rischiando

il carcere.

Tra le ultime performance ricordiamo “Tangshan”, quando distrugge tre enormi lampadari di zucchero facendo rivivere l’orrore del terremoto e “Next” nella

quale l’artista fa scoppiare i cuori agli ultimi venti premi Nobel per la pace tranne quello di Barack Obama.

Serena Vivian


nov 25 2009

Uncinetto e paillettes per un’artista nonvedente

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 11:32 am

L’Eco di Bergamo del 23-11-2009

Cenate Sotto, splendono di colori le opere dell’artista non vedente.

In mostra i lavori con paillettes e uncinetto di Oriana Ambrosini, cieca dalla nascita. «La bellezza viene da dentro».

CENATE SOTTO – «Il rosso è il mio colore preferito, mi trasmette un senso di calore. Il bianco invece non mi dice niente, un po’ come il beige e gli altri colori neutri». Come tutti gli artisti, Oriana Ambrosini ha le sue preferenze cromatiche, nettamente orientate a tinte «solari», come il rosso e il giallo.

Niente di strano, se non fosse che l’artista in questione è non vedente dalla nascita e quindi quei colori, nel modo in cui li intendiamo noi, non li ha mai visti.

Eppure qualcuno, tanti anni fa, ha aiutato la sua fantasia di bambina a immaginare un mondo dalle tinte luminose e brillanti come le opere che lei oggi

confeziona con gusto, e che fino a domenica sono in esposizione, insieme ai monumenti in miniatura di Daniele Ravasio, al Palaincontro di Cenate Sotto

(orari: sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. In settimana visite guidate per le scuole. Ingresso libero).

«Ho frequentato l’asilo a Padova, e poi le elementari e le medie a Milano, in un istituto per ciechi – racconta Oriana, originaria di Palosco e residente a Cenate Sotto con il marito Fabio -. Lì ci aiutavano ad associare i colori a forme e oggetti che ci erano familiari: l’erba è verde, il sole è giallo…».

È così che Oriana si è fatta una sua idea delle tinte che adesso accosta nei suoi lavori, realizzati lasciandosi guidare solo dalle mani e da una creatività innata che il buio degli occhi non è riuscito a spegnere.

«È iniziata per caso: mia nipote faceva dei lavoretti usando delle forme di polistirolo, che ricopriva di paillettes appuntate con gli spilli – racconta Oriana -. Ho voluto provare anch’io, partendo dalla cosa più semplice, una pallina per l’albero di Natale». E da lì, la passione decolla: dopo le mattinate di lavoro come centralinista all’ospedale di Calcinate, Oriana trova sempre un po’ di tempo per il suo hobby, impegnandosi in lavori sempre più complessi.

Perché i traguardi più difficili sono sempre i migliori: «La bellezza si conquista. Amo di più le cose per cui ho fatto più fatica. Come il sole, quello più grande, e i Re Magi: pensavo di non riuscire a finirli, ci ho messo tempo e passione». Non ci sono solo oggetti in polistirolo, tra le creazioni di Oriana, ma anche biglietti di auguri e lavori all’uncinetto. «Un’amica mi ha aiutato a ricopiare le istruzioni in braille, così adesso posso dedicarmi al filet».

Sorride del mio stupore: «Non so spiegare come mi viene, lo faccio e basta. Sono gelosa dei miei lavori, non li faccio per venderli ma solo per regalarli, ed ero un po’ restia a metterli in mostra. Ma adesso sono contenta di tutti questi complimenti». Fabio, lì accanto, gongola: «L’ho convinta io». Lui, cieco, lo è diventato a 35 anni, per un glaucoma. Pochi mesi dopo, a un incontro di preghiera a cui nessuno dei due voleva andare, ha conosciuto Oriana.

Colpo di fulmine. Adesso sono sposati da sedici anni («e mezzo», precisano in coro), e vivono da soli nella loro casa di Cenate. Lei a manipolare colori e bellezza, lui, appassionato di corsa, a rimuginare sul libro che gli hanno chiesto di scrivere dopo che l’anno scorso, tanto per gradire, ha attraversato il Sahara a piedi, 250 km in 15 giorni. È per questi sprazzi di meraviglia che si insinuano nella loro quotidianità, che capisci che Oriana parla sul serio, quando dice che «la vera bellezza non c’entra troppo con il vedere: viene dal cuore, è qualcosa che ti colpisce dentro». Come questa coppia che adesso si incammina verso casa tenendosi per mano, con un bastone a fare da guida.

Fausta Morandi


ott 28 2009

Uno sguardo all’accessibilità oltre i confini

Tag: Arte accessibile, toppatrizia @ 12:32 pm

Giovedì 22 ottobre si è svolto a Genova un interessante convegno per fare chiarezza sul mondo dell’accessibilitàin un campo tanto vasto quanto importante, che è quello della cultura.

Rendere un museo, una galleria d’arte, una biblioteca, una mostra e quant’altro, accessibile e fruibile da tutti, sembra facile e ovvio a dirsi, ma è molto più difficile e problematico a farsi.

Tutte le persone dovrebbero avere il diritto di poter godere della bellezza di un’opera, indipendentemente dalle loro difficoltà che possono essere motorie o sensoriali, permanenti o solo momentanee.

I problemi e le difficoltà che purtroppo si incontrano, sono molte a partire da ascensori che non ci sono, da opere esposte a distanze difficilmente raggiungibili dagli occhi di chi non vede o vede poco e male e così via.

Da questo convegno, al quale hanno partecipato molte persone direttamente coinvolte nel mondo della cultura, è emersa una cosa che a mio parere è davvero molto importante; lavorare sull’accessibilità, vuol dire fare in modo che tutti ne traggano un grande beneficio.

Il fatto è che poter toccare un’opera per capirne le forme e il materiale, riuscire a leggere bene una didascalia senza dover magari cercare gli occhiali… credo proprio che sia un bel vantaggio per tutti e un modo per acquisire maggiori informazioni.

Uno degli interventi che a me ha colpito maggiormente, è stato quello di Cyrille Gouyette responsabile dei servizi alla cultura del museo parigino del Louvre.

Ha spiegato molto dettagliatamente tutto ciò che hanno fatto per rendere accessibile questo enorme “contenitore” di opere provenienti da tutto il mondo e appartenenti agli stili più svariati. Direi che se sono riusciti a farlo per una realtà tanto grande, significa che l’accessibilità è davvero possibile e non deve certo spaventare chi dovrebbe essere preposto a realizzarla!

Ha spiegato che è stata realizzata una galleria apposita nella quale sono esposte riproduzioni di opere famose, che possono essere toccate e quindi essere “viste con le mani” da tutti coloro che hanno disabilità visive, ma non solo; questa esposizione è visitata anche da moltissime altre persone diciamo così “normali” che vogliono sperimentare una visita particolare, acquisendo attraverso il tatto, informazioni che non riuscirebbero ad avere con la vista.

Inoltre ha raccontato che è stato deciso di aprire il museo il martedì, ovvero nel suo giorno di chiusura, solo per la visita delle persone con disabilità proprio per agevolarne la fruizione che durante gli altri giorni, sarebbe ancora più difficile, data la vastità dell’area espositiva e la grande massa di visitatori presenti: circa 8 milioni l’anno!

Ha sottolineato poi un aspetto molto importante riguardante il fatto di non voler discriminare affatto le persone disabili, che hanno solo bisogno di essere aiutate un pò di più di un altro visitatore, ma non certo per questo, devono essere considerate “diverse”

A questo proposito hanno pensato di non far entrare gratuitamente le persone con disabilità, come invece accade in molte altre realtà, proprio per non creare una sorta di pietosismo nei loro confronti. É semplicemente previsto un biglietto con tariffa agevolata e questo credo che non faccia torto a nessuno!

Il suo intervento è stato apprezzato da tutti e ha davvero confermato il fatto che l’accessibilità deve essere un bene di tutti, perchè tutti, nella vita, possono diventare, anche solo per un momento, persone con difficoltà diverse.


ott 20 2009

L’opera si svela al tatto

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 10:56 am

La Nuova Venezia del 18-10-2009

L´opera si svela al tatto. All’Accademia l´«Uomo Vitruviano» è accessibile a tutti

VENEZIA. Fino al 10 gennaio, le Gallerie dell´Accademia di Venezia ospitano la mostra «Leonardo – L´uomo Vitruviano fra arte e scienza». Dopo sette anni,

torna così a mostrarsi al pubblico il disegno di Leonardo da Vinci raffigurante le proporzioni umane secondo i canoni antropometrici dell´architetto romano

Vitruvio Pollio, detto appunto «Uomo Vitruviano».

Grazie alla collaborazione della Facoltà di design e Arti dell´Università Iuav di Venezia la mostra è accessibile anche a persone con disabilità visiva.

Sono disponibili infatti speciali sussidi alla visita per permettere anche a persone non vedenti o ipovedenti di conoscere e apprezzare l´opera. Il visitatore

potrà esplorare attraverso il tatto una riproduzione schematica del disegno a dimensioni reali.

Un fascicolo d´approfondimento, contenente una serie di disegni a rilievo su carta a microcapsule, permetterà poi di analizzare diversi aspetti dell´opera

di Leonardo, per capirne le proporzioni, la geometria, la simbologia, e metterlo in relazione con gli studi sulle proporzioni elaborati da altri artisti

e studiosi.

Ogni disegno è corredato da un testo di spiegazione disponibile in diversi formati (a grandi caratteri, braille o audio), che aiuta a interpretare le immagini

e ad approfondire i contenuti.


set 15 2009

Autoritratti al buio

Tag: Arte accessibilepatrizia @ 11:46 am

La Provincia Pavese del 10-09-2009

Autoritratti al buio in Castello con Tagliaferri

PAVIA – «Vedere la scultura con le mani». E´ il titolo del laboratorio tattile con l´artista non vedente Felice Tagliaferri, in programma sabato alle 10.30 al Castello Visconteo di Pavia ed inserito in questa edizione del «Festival dei Saperi».

I partecipanti, seguiti e condotti da Tagliaferri, realizzeranno al buio il proprio autoritratto. Chi è interessato può telefonare al numero 0382/304816.

Felice Tagliaferri, 40 anni, originario di Carlantino (Foggia), affetto da cecità dall´età di 14 anni, ha intrapreso un percorso artistico molto personale e particolare che lui stesso ha riassunto nello slogan «Dare forma ai sogni». Le sue creazioni sono infatti sculture non viste, che nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l´uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Tagliaferri si destreggia fra diversi materiali: per la sua arte utilizza creta, marmo, legno e pietra.


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