gen 31 2012

Il servizio del Censimento on-line dell’Istat è nella lista nera dei programmi non accessibili ai ciechi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 9:50 pm

Da oggi il servizio “Ti tengo d’occhio”
denuncerà pubblicamente tutti i disservizi e le discriminazioni.
Il suo ideatore ci presenta il suo progetto e ci invita a collaborare per diffondere sempre più la cultura dell’accessibilità:

“Mi presento, sono Vincenzo Rubano, ho 17 anni e, come già detto, sono uno studente del Costa. Sono non vedente ed è ormai da tempo che ho deciso di condurre una mia personale lotta spietata all’inaccessibilità. Tutto è iniziato un anno fa con la mia partecipazione all’iniziativa “M’illumino di meno” di Caterpillar su Radio 2. Allora attivai un sondaggio on-line denominato “M’illumino di meno …ma ci vedo di più” con lo scopo di raccogliere informazioni sullo stato dell’arte dell’accessibilità in Italia. Dato il grande successo dell’idea e le numerose esortazioni a continuare a combattere questa battaglia, ho deciso di alzare il tiro creando, appunto, “Ti tengo d’occhio”, uno strumento di denuncia, di sensibilizzazione e di sollecitazione che ha lo scopo di rendere l’accessibilità una questione che riguarda tutti.

Il cuore del progetto, raggiungibile all’indirizzo www.titengodocchio.it, prevede la redazione di quella che ho chiamato la “Blind List” (parafrasando la black list), ossia una vera e propria lista nera di programmi e siti poco o per nulla accessibili. Il funzionamento della Blind List è piuttosto semplice: ogni volta che riterrò un programma o un sito poco accessibile (che scopro da me o che mi sarà segnalato) sarà redatto un “report”, ovvero una scheda descrittiva dei problemi che ho riscontrato. I report non saranno testi ad alto contenuto tecnico, riservati soltanto agli “addetti ai lavori”, ma, al contrario, saranno dei testi accessibili a chiunque. I report potranno inoltre essere liberamente commentati, così che ogni visitatore di “Ti tengo d’occhio” possa esprimere la sua opinione o aggiungere di suo. Nella Blind List potranno rientrare tutti i siti Internet e le applicazioni disponibili per Windows, per IOS (il celebre sistema operativo presente sugli “iDevices”, dispositivi come iPhone, iPad e iPod Touch) e per Mac OS X (il sistema operativo dei computer Macintosh).

La “caccia” a programmi e siti inaccessibili è aperta a 360 gradi. Chiunque dovesse imbattersi in questo genere di ostacolo potrà segnalarlo sul mio sito compilando semplicemente l’apposito modulo. Oltre a dare risalto alle segnalazioni degli utenti, che verificherò personalmente prima di scrivere il “report”, mi impegnerò anche a cercare di contattare gli sviluppatori dei programmi e dei siti segnalati, in maniera tale che possano prendere consapevolezza di ciò che è stato riscontrato e (mi auguro) possano porvi rimedio. Naturalmente, se questo dovesse accadere, ossia che gli sviluppatori si adopereranno affinché i problemi vengano risolti, sarà mia cura segnalare l’avvenuta modifica ed elogiare la sensibilità dimostrata.

L’accessibilità universale, ovvero la garanzia che tutti i contenuti presenti su Internet siano fruibili da chiunque, non è una “feature” opzionale, da implementare se e quando lo sviluppatore lo ritenga opportuno. E’ un diritto di tutti i non vedenti ed è un dovere per programmatori e progettisti. Fino ad oggi era difficile venire a conoscenza di prodotti inaccessibili, ma ora, con “Ti tengo d’occhio”, si apre uno scenario completamente nuovo e disponibile a tutti.

Perché tanto fervore da parte mia su questo tema? Perché, a mio avviso, creare un sito o un programma inaccessibile è, prima di ogni altra cosa, una vera e propria discriminazione.

E se poi pensiamo che sia bastata una specifica legge per far sì che tutti i siti delle pubbliche amministrazioni siano accessibili stiamo sbagliando di grosso. Ed il caso Istat lo dimostra!

Già, perché persino il sito predisposto per la compilazione on-line dei dati relativi al censimento della popolazione Italiana era inaccessibile. E, nonostante alcuni esperti del settore abbiano segnalato il problema, nessuno ha mosso un dito per risolverlo. Ecco, questo è un tipico esempio di sito degno di cadere nella …Blind List. Ho infatti scritto uno specifico report per questo caso e l’ho intitolato: “Quando innovazione è sinonimo di discriminazione”.

Ora, però, quello di cui questo nuovo servizio ha bisogno è la diffusione dell’informazione ed è per questo che scrivo a Voi giornalisti e operatori dei media affinché “Ti tengo d’occhio” possa raggiungere il maggior numero di persone possibili, soprattutto i non vedenti e gli ipo-vedenti, in maniera tale che sappiano che da oggi lo strumento per denunciare questo genere di “discriminazioni” c’è ed è alla portata di tutti.

Informo inoltre di aver attivato anche sui maggiori social network (Facebook e Twitter) pagine e profili utili al raggiungimento degli obiettivi.

Grazie per la gentile attenzione e per la cortese pubblicazione.

Riferimenti utili:
Sito di “Ti tengo d’occhio”: www.titengodocchio.it
Il “caso” del Censimento Istat:
www.titengodocchio.it/blind-list/censimento-istat-quando-innovazione-sinonimo-di-discriminazione
Su Facebook: www.facebook.com/titengodocchio
Su Twitter: www.twitter.com/titengodocchio
Contatto e-mail: info@titengodocchio.it

Vincenzo Rubano”


gen 24 2012

“Le staminali possono restituire la vista”

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 1:38 pm

Questi risultati sono davvero un traguardo raggiunto molto importante che a sua volta diventano punto di partenza per aprire la strada alla cura di tutte quelle gravi patologie dell’occhio, per le quali ancora non esistono cure e che inesorabilmente portano in moltissimi casi, alla perdita di uno dei beni più preziosi che abbiamo…la vista.
USA. Arriva dalle cellule staminali la speranza di ridare la vista. Lo rivela – a dieci anni di distanza dalla scoperta del potere delle cellule ricavate da embrioni umani – il primo studio al mondo condotto sull’uomo, su due pazienti affetti da maculopatia senile e dalla sindrome di Stargardt, la forma più diffusa di degenerazione maculare giovanile, di solito diagnosticata tra i 10 e i 20 anni di età.
A quattro mesi di distanza dal trapianto di staminali, i due pazienti hanno riportato miglioramenti nella vista.
L’annuncio è stato dato su «Lancet» dai ricercatori americani che hanno condotto lo studio. Nuove ricerche si concentreranno ora sulla possibilità di curare casi meno avanzati della malattia, come hanno dichiarato sulla rivista britannica Robert Lanza, responsabile dell’équipe all’Advanced Cell Technology di Marlborough, in Massachusetts, e Steven Schwartz, esperto di retina alla University of California di Los Angeles.
Le staminali ricavate da embrioni umani sono cellule «madri», già utilizzate per la rigenerazione di altri organi e tessuti. L’occhio è privilegiato per questo genere di studi e sperimentazioni, perché non produce una grande reazione immunitaria.

Articolo preso da La Stampa del 24-01-2012


gen 11 2012

Un social network per ciechi… anzi per tutti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 5:30 pm

Si chiama «Freerumble» e consente di scambiarsi materiale vocale e sonoro. È nato con un comunicato stampa in formato audio sull’eruzione di un vulcano

Un social network per tutti, perfettamente accessibile e fruibile anche da non vedenti e ipovedenti, ma nello stesso tempo non dedicato esclusivamente a loro in modo da non diventare qualcosa di «chiuso». Tutto questo è «Freerumble»: un progetto italiano che punta a condividere, sulla rete, materiale esclusivamente audio. L’idea è stata concepita dalla scrittrice Sonia Topazio, che è anche portavoce dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
«Freerumble è nato proprio da un’esigenza di lavoro – spiega la stessa Topazio – in occasione di una grossa eruzione di un vulcano in Indonesia. Viste le molte richieste da parte dei colleghi stranieri di avere più notizie, decido di fare un comunicato stampa in formato audio e di inviarlo a un collega attraverso la rete, non avendo altro tempo per scriverlo. In pochissimo il comunicato viene intercettato da tutti i media, e questo successo fa scattare in me l’idea di Freerumble». Presentato ufficialmente circa due mesi fa, il social network conta ad oggi 2mila iscritti e registra un volume di traffico giornaliero di 700-mille visitatori.
Ma vediamo quali sono le opportunità di questa nuova piattaforma, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Siti Internet e con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Si tratta di scambiarsi qualsiasi tipo di materiale vocale e sonoro, dagli annunci di lavoro alle barzellette, dalle piccole-grandi curiosità ai contenuti delle campagne sociali. Inoltre attraverso «Freerumble» è possibile accedere a libri scolastici non fruibili sul web, caricare online interi volumi letti da donatori di voce, abbinare l’audio alle immagini caricate su Facebook, creare audioblog, ma anche un museo virtuale e tanto altro ancora.
È di pochi giorni fa, infine, l’accordo tra «Freerumble» e l’associazione Culturabile che consentirà l’apertura di una rubrica di favole per bambini.
«Penso sia un modo brillante per superare la situazione esistente in rete, con i disabili della vista di fatto discriminati ed esclusi dalla partecipazione a un fenomeno di massa come quello dei social network», dichiara con soddisfazione Giulio Nardone, presidente nazionale dell’Associazione Disabili visivi.
La piattaforma ideata da Sandra Topazio consente anche di tutelare maggiormente la privacy degli utenti, garantita dalla condivisione delle sole informazioni audio, a scapito delle informazioni video, il che permette lo scambio di materiale, pure a carattere personale, con un tasso di riservatezza più elevato. Anche l’Anlaids (Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids) ha attivato su Freerumble.com un canale attraverso il quale sarà possibile ascoltare testimonianze e fruire di consulenze mediche nella più totale riservatezza. Un ulteriore, prezioso passo verso l’integrazione e la partecipazione alla socialità.

Articolo preso da Giornale di Brescia del 11-01-2012


nov 03 2011

A Pisa un cieco torna a vedere grazie all’impianto di una retina artificiale

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 12:33 pm

Un uomo reso cieco dalla retinite pigmentosa e’ tornato parzialmente a vedere grazie al primo impianto al mondo di protesi retinica. E’ quanto successo
all’ospedale di Pisa, dove e’ stata effettuata la prima operazione chirurgica di questo tipo portata a termine dopo la chiusura della fase di sperimentazione,
durata piu’ di 9 anni, che ha evidenziato un’ottima tollerabilita’ del dispositivo nell’occhio umano e promettenti risultati da un punto di vista funzionale.
Il dispositivo impiantato, denominato “Argus II” e messo a punto nei laboratori della Second Sight Medical Products in California, e’ in grado di ripristinare
una parziale capacita’ visiva in pazienti affetti da malattie degenerative della retina che causano una cecita’ quasi completa in entrambi gli occhi.
L’intervento, ad altissima complessita’, e’ stato effettuato da Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell’Azienda ospedaliero-universitaria
pisana e dal suo staff. Si tratta del primo impianto di protesi retinica approvata per l’uso nella Comunita’ europea. L’operazione e’ durata meno di 4
ore e si e’ svolta senza complicazioni. Fra due settimane, il tempo necessario all’occhio per ristabilirsi completamente dalla chirurgia, il dispositivo
sara’ attivato e calibrato per la funzione visiva del paziente. Da quel momento anche la riabilitazione prendera’ il via permettendo al paziente di ottenere
i migliori risultati possibili in termini di visione funzionale. In pratica, questa nuova protesi retinica e’ costituita da minuscoli elettrodi collegati
alla retina del paziente, che captano dei punti del messaggio visivo, attraverso una telecamera molto piccola. Gli elettrodi dialogano con la retina
compromessa dell’occhio malato traducendo un modello primitivo di possibilita’ di vedere qualcosa, come oggetti che si spostano nell’ambiente, e poterli
riconoscere. “Sono molto soddisfatto – sottolinea Rizzo – che il nostro ospedale possa offrire in Italia il primo trattamento approvato disponibile per
le persone non vedenti affette da retinite pigmentosa. La medicina puo’ ora fare qualcosa per i non vedenti”.

Articolo preso da Agenzia AGI del 02-11-2011


ott 25 2011

Braille editor una applicazione accessibile a tutti

Ecco un altro passo avanti della tecnologia per venire incontro alle esigenze di chi non vede!
Infatti sul sito di Iphone Italia, viene presentato un imput editor in braille, per facilitare i non vedenti ad usare le tastiere virtuali.
Perchè se a tal proposito la sintesi vocale Voiceover supporta chi ha una disabilità visiva, nel poter fruire di funzioni touch screen, va detto che comunque non è sempre facile usare le suddette.
Io stesso provando un i-pad qualche mese fà, ho incontrato parecchie difficoltà.
Ecco quindi che il nostro caro vecchio braille, ci viene in soccorso.
Grazie a un input editor, che mira proprio ad eliminare le difficoltà dell’utilizzo di comandi in touch screen.
Vi segnaliamo l’indirizzo della pagina web sulla quale potrete trovare dettagli in merito.
Per saperne di più, quindi clicca quì:
http://www.iphoneitalia.com/braille-input-editor-un-editor-di-testo-per-i-non-vedenti-301672.html


ott 06 2011

Un sito che può aprire tutte le porte del mondo

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:47 am

“Il mio sito apre tutte le porte”

UN DISABILE TEDESCO: CON GOOGLE UNA MAPPA MONDIALE DEI LUOGHI SENZA BARRIERE ARCHITETTONICHE
Un immediato successo con 100 mila locali censiti

BERLINO. Raul Krauthausen e un suo amico erano stanchi di incontrarsi sempre e solo nello stesso bar. Trovare un locale alternativo può diventare però
un’impresa, quando un gradino di una decina di centimetri basta a fare la differenza tra il poter entrare e il restar fuori dalla porta. Raul siede sulla
sedia a rotelle a causa dell’osteogenesi imperfetta, una malattia genetica che ha reso le sue ossa fragilissime e bloccato la sua crescita.

E dalla voglia di cambiare bar è nata wheelmap.org, mappa online in cui ognuno può segnalare ristoranti, cinema, stazioni o supermercati privi di barriere
architettoniche. Ed è così che oggi, a un anno dal lancio del servizio, Raul si è trasformato nel protagonista di uno spot che sta spopolando su web e
tv tedesche. Google ha infatti deciso di pubblicizzare il suo browser Chrome raccontando proprio la storia di Wheelmap. E questo sebbene il sito ideato
da Raul non utilizzi le carte di Google Maps, bensì quelle del progetto alternativo OpenStreetMap. «Se in Germania ci sono 1,6 milioni di persone sulla
sedia a rotelle, significa che almeno altrettante conoscono posti accessibili in sedia a rotelle», spiega Raul nel clip, che su youtube è stato cliccato
in una settimana da oltre 500 mila persone. «Non me l’aspettavo» dice il trentunenne, che ha lavorato per un’agenzia pubblicitaria ed è entrato in contatto
con Google a inizio anno, quando un paio di dipendenti del gigante del web hanno seguito un suo intervento in una conferenza di Monaco rimanendo colpiti
dal progetto e dall’autoironia e dalle abilità oratorie di Raul.

Lo spot ha fatto esplodere il numero dei luoghi segnalati sulla mappa virtuale: pochi giorni fa erano 75 mila in tutto il mondo, ieri è stata sfondata
quota 100 mila. Chiunque può aggiungere nuovi posti, marcandoli online o usando l’applicazione per iPhone, cui se ne aggiungerà presto una per i cellulari
col sistema Android di Google.

Il sito, disponibile in varie lingue, italiano compreso, indica in verde i luoghi accessibili in sedia a rotelle, in giallo quelli parzialmente accessibili
e in rosso quelli non accessibili. Il progetto punta ad aiutare anche gli anziani che usano un deambulatore e i genitori con passeggino. «Grazie a Wheelmap
è cambiata la mia vita» racconta Raul, che vive a Berlino. «Ora in un attimo sono in grado di fissare appuntamenti in un bar di Amburgo o Colonia e organizzare
le serate con gli amici più cari».

Articolo preso da La Stampa del 05-10-2011


ago 30 2011

Arriva braille tape per i disabili visivi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:15 am

Le cose semplici sono spesso le più funzionali e senza dubbio questa invenzione nella sua estrema semplicità, ne è una conferma.
Un gruppo di designer ha inventato il nastro adesivo che permette di realizzare scritte nel linguaggio dei ciechi

Quando il design non è solo estetica: ecco il nastro adesivo che permette di realizzare scritte nel linguaggio dei ciechi o ipovedenti. Uno strumento che
rende più semplice la vita quotidiana permettendo un’immediata identificazione di tutti gli oggetti di uso comune a casa e al lavoro

Conoscere il contenuto degli oggetti, da oggi è più semplice per tutti, grazie a un’innovazione semplice ma che può rivelarsi molto utile. Nasce il Braille
Tape, un nastro adesivo su cui si può “scrivere” in Braille. L’invenzione si deve all’estro dei designer Kukil Han, Yongju Kwak, Kim Young-Seok e Shin
Dongbin. Questo speciale scotch presenta, sulla superficie, delle piccole bollicine che possono essere “schiacciate” per comporre le parole proprio nel
linguaggio Braille.

Tagliato e utilizzato come più si desidera, il Braille Tape permette alle persone non vedenti o ipovedenti di leggere le informazioni utili, trasformandosi
in una comune etichetta per indicare il contenuto di barattoli, flaconi, bottiglie. Si può, così, contrassegnare che tipo di pianta è contenuta in un vaso
o a quale piano corrisponde un pulsante nell’ascensore: sono infinite le applicazioni di questa semplice innovazione che nasce dal design e che può rendere
più semplice la vita quotidiana di chi non vede.

Articolo preso da Vita non profit online del 29-08-2011


giu 23 2011

Un numero gratuito per accedere ad un mondo di informazioni

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:36 am

Oggi si possono avere gratuitamente, qualsiasi tipo di informazioni
sia dal telefono che dal cellulare: Ad esempio, la farmacia di turno, numeri di telefono
di altre città, orari dei treni compreso prenotazioni, orari aerei, e tante altre informazioni di qualsiasi genere. Il numero è: 00 800 800 800 54. Provate
a selezionare questo numero dopo di che , cominciate a sentire qualche pubblicità poi vi risponderà un operatore, al quale potete chiedere qualsiasi informazione
che volete; questo lo potete fare benissimo anche dal telefonino, perchè è tutto gratuito.

———————————————————————————–

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus
Sezione Provinciale di Genova
Via Caffaro 6/1
16124 Genova
Tel: 010/2510049
Fax:010/2510040
E-mail:
uicge@uiciechi.it


mag 31 2011

La Spezia al top in Europa sulla ricerca contro la sclerosi multipla

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:12 am

Ricerca sulla sclerosi multipla. Il Sant’Andrea al top in Europa

LA SPEZIA. L’Ospedale della Spezia proiettato sulla scena internazionale per la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla. Il reparto di neurologia diretto
dal professor Massimo Del Sette è stato scelto come centro per la lettura dei risultati di uno studio epidemiologico promosso dall’Associazione italiana
sclerosi multipla e finanziato, per il tramite della propria Fondazione, con un milione e 400mila euro. A livello europeo insieme al Sant’Andrea nell’iniziativa
sono stati coinvolti, prendendo a parametro la disponibilità di scienziati di alto profilo specializzati nell’uso diagnostico degli ultrasuoni (Del Sette
è presidente della Società italiana di neurosonologia), altri due centri: l’ospedale di Reggio Emilia e quello di Gießen, in Germania, diretto dal professor
Erwin Stolz. Lo scopo della ricerca è quello di far luce sulla valenza scientifica degli studi portati avanti dal professor Paolo Zamboni dell’università
di Ferrara. SECONDO Zamboni l’insorgenza della sclerosi multipla, grave malattia del sistema nervoso centrale, sarebbe da porre in relazione all’insufficienza
cerebrospinale venosa cronica, malformazione che causa il restringimento delle vene di deflusso localizzate all’altezza del collo, del torace e della colonna
vertebrale. Del metodo Zamboni si è occupata anche la trasmissione televisiva Le Iene’ e i risultati preliminari delle ricerce hanno alimentato non soltanto
le aspettative delle persone colpite dalla malattia, 61mila in tutta Italia, ma anche un intenso dibattito all’interno della comunità scientifica, in gran
parte scettica. Da queste considerazioni è nata l’esigenza di condurre uno studio approfondito sulla materia. Per capire le dimensioni dell’attenzione
che il fenomeno ha scatenato basti pensare che in poche settimane all’ospedale della Spezia sono arrivate decine di telefonate e prenotazioni, anche dall’estero.
Lo studio, che coinvolge 43 centri clinici in tutta Italia, viene con! dotto su 2.000 soggetti: 1.200 persone con sclerosi multipla, 400 soggetti sani
e 400 persone con altre malattie neurologiche. Inoltre la lettura degli esami avviene in cieco’, vale a dire senza che gli esperti sonologi conoscano a
quale gruppo appartiene il soggetto. «Domani ricorda il professor Del Sette si chiude la settimana nazionale della sclerosi multipla. La ricerca che ci
vede impegnati in prima linea è di fondamentale importanza. Il centro per la sclerosi multipla attivo nel nostro reparto tra l’altro è stato scelto non
soltanto per leggere gli esami diagnostici, ma anche per formare medici e tecnici di neurofisiopatologia chiamati ad eseguire l’ecodoppler delle vene giugulari
e vertebrali». Per venire incontro alle esigenze dei pazienti affetti da questa patologia soltanto nella nostra provincia sono 293, 76 dei quali in cura
con immunosoppressori e immunomodulanti all’interno del centro, è stato istituito un’infopoint a cura della volontaria Aism Chiara Mordac! ci. E presto
sarà istituita una linea telefonica dedicata. Il team che opera nel centro è coordinato dal dottor Sergio Parodi ed è costituito dalla caposala Emanuela
Landini, da due infermiere dedicate, Daniela Capellini e Sabina Ricciardi e dal tecnico Roberta Gaeta.

Roberta Della Maggesa
Questo articolo è preso da La Nazione del 28-05-2011


mag 19 2011

Le cellule della pelle potrebbero rigenerare parti di retina

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:03 am

Vi proponiamo un interessante articolo dal mondo della ricerca scientifica sulle degenerazioni retiniche più comuni e che sono ad oggi la causa principale di cecità nel mondo.
Fortunatamente la ricerca prosegue sempre per il suo cammino, lungo e faticoso, ma che sta dando risultati promettenti per un futuro, speriamo prossimo.
L’articolo è stato pubblicato su Le Scienze del 18-05-2011

Parti di retina dalle cellule della pelle

La ricerca apre la strada a una possibile terapia per la degenerazione maculare senile e la retinite pigmentosa Per la prima volta, grazie al trapianto
di cellule staminali parzialmente differenziate ottenute da cellule della pelle, è stato possibile rigenerare porzioni significative di una retina danneggiata
ottenendo un miglioramento della funzione visiva. Il risultato è stato ottenuto nel topo da un gruppo di ricercatori dello Schepens Eye Research Institute,
che ne riferisce in un articolo pubblicato sula rivista PLoS ONE.
“Altri ricercatori sono riusciti a convertire cellule della pelle in cellule staminali pluripotenti (iPSC), ma questa è la prima volta che riesce una ricostruzione
di questo livello della retina, con il recupero della funzione visiva”, ha detto Budd A. Tucker, primo firmatario dello studio.
La ricerca apre la strada a una possibile terapia per la degenerazione maculare senile e la retinite pigmentosa che oggi rappresentano le principali cause
di cecità nel mondo industrializzato, per le quali non esistono allo stato attuale terapie efficaci.
In queste patologie, i fotorecettori della retina iniziano a morire e la retina diviene incapace di intercettare la luce e trasformarla in impulsi nervosi
da trasmettere al cervello. Una volta distrutti, i fotorecettori, al pari di altre cellule del tessuto nervoso, hanno una ridotta capacità di venireì rigenerate.

Per condurre la ricerca i biologi della Schepens hanno prelevato cellule prelevate dalla coda di un topo mutante le cui cellule della pelle sono fluorescenti,
in modo da poterele facilmente identificare una volta trapiantate.
Forzando queste cellule a esprimere i quattro fattori di trascrizione di Yamanaka (dal nome del loro scopritore), i ricercatori hanno quindi prodotto cellule
staminali pluripotenti fluorescenti, dalle quali attraverso la somministrazione di ulteriori fattori sono riusciti a ottenere precursori delle cellule
retiniche, che sono in grado di differenziarsi appieno solo nel loro ambiente naturale.
Dopo 33 giorni le cellule sono state pronte per il trapianto nell’occhio di topi di un modello murino della malattia retinica degenerativa. Nell’arco quattro-sei
settimane i ricercatori hanno osservato che le cellule trapiantate si erano disposte nelle appropriate aree della retina e avevano iniziato a integrarsi
nel tessuto retinico sano.
Al controllo strumentale, i ricercatori hanno potuto constatare che il nuovo tessuto riusciva a produrre un’attività elettrica pari ad almeno la metà di
quella di una retina normale.


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