mag 25 2012

Tutto sui videoingranditori di tutto il mondo

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 9:19 am

Tutto sui videoingranditori, in Italia e all’estero

Cosa sono esattamente i videoingranditori? Di quanti tipi ne esistono? Quanti e quali sono i modelli disponibili a livello internazionale? E in Italia quanti, quali e dove e possibile trovarli? Sono le domande a cui si propone di rispondere Videoingranditori.org, nuovo, interessante servizio internet, quanto mai ricco e aggiornato, accessibile a tutti e che promette di diventare sempre più interattivo. A realizzarlo e a gestirlo un piccolo gruppo di persone con disabilità visiva, con ampia esperienza in questi settori

Al di fuori del ristretto numero di persone curiose e informate, pochi sanno che quando si accentuano i problemi di vista e gli occhiali non sono più molto efficaci, la tecnologia mette a disposizione nuovi e sempre più sofisticati dispositivi in grado di supportare la funzione visiva in tutte le attività quotidiane: in casa, a scuola, al lavoro e nel tempo libero.
Stiamo in particolare parlando dei videoingranditori. Ma di che cosa si tratta esattamente? Di quanti tipi ne esistono? Quanti e quali sono i modelli disponibili a livello internazionale? E in Italia quanti, quali e dove e possibile trovarli?

Sono queste le principali domande a cui intende rispondere Videoingranditori.org, nuovo sito web che mette a portata di clic circa cinquecento modelli tra videoingranditori da tavolo, trasportabili, portatili, tascabili e ibridi, comprese le Apps, applicazioni che trasformano gli smartphone in lenti d’ingrandimento digitali.
La nuova realizzazione si propone come uno strumento informativo, di supporto e di documentazione per quanti possano avere bisogno di videoingranditori (ipovedenti, familiari, docenti, datori di lavoro, operatori socio-sanitari), uno spazio di condivisione e non commerciale.
L’avvio del sito ha richiesto tre mesi di intenso e complesso lavoro di ricerca di informazioni, sintesi e rielaborazione dei dati, ma il risultato è ora un ricco spazio web accessibile, che promette di diventare sempre più interattivo, dove trovare tutte le informazioni utili a scoprire e valutare le caratteristiche di ogni videoingranditore.
In particolare va detto che le schede degli apparecchi sono alla portata di tutti: non è richiesta infatti la qualifica di perito elettronico per cogliere le qualità dei dispositivi, né c’è la volonta di “abbagliare” gli utenti con le consuete ed enfatiche espressioni commerciali, come: «È il primo apparecchio al mondo che…», «È l’unico dispositivo in grado di…».

La prima sorpresa che desta meraviglia e che ha costretto più che a raddoppiare il lavoro è stato per altro il numero inatteso di videoingranditori in circolazione a livello internazionale, ciò che non sembra possibile, considerando i pochi modelli reperibili in Italia. Navigando del resto in Videoingranditori.org, si rileva quasi subito che solo circa il 20% dei videoingranditori disponibili a livello internazionale sono distribuiti in Italia e che i produttori nazionali di questi apparecchi sono più unici che rari e lavorano quasi artigianalmente.
Il complesso lavoro di reperimento delle informazioni ha evidenziato poi, fin da subito, la carenza di molti dati relativi a caratteristiche importanti a livello di utilizzatore finale: posizione e distanza della telecamera rispetto all’eventuale piano d’appoggio; dimensioni e peso; caratteristiche luminose dei monitor; difficoltà – talvolta – di capire le differenze tra le diverse versioni di un determinato modello. E ancora, si scoprono più apparecchi identici nella sostanza, ma differenti a livello di marchio.

Ma le risorse messe a disposizione dal nuovo sito non finiscono qui. Si trovano infatti anche video dei modelli più recenti, esperienze d’uso, un “mercatino”, gli spazi Come scegliere un videoingranditore e Il videoingranditore che vorrei, ulteriore documentazione e approfondimenti e “l’angolo delle memorie”.

(di Franco Frascolla*)

*Coordinatore di Videoingranditori.org, ha ideato e gestisce il nuovo servizio insieme a un piccolo gruppo di persone con disabilità visiva, tra cui Corrado Siri e Massimiliano Martines. Frascolla è già stato ideatore e coordinatore, fino al 2010, del Servizio Tommaso! dell’ANS (Associazione Nazionale Subvedenti), oltre ad aver fondato e moderato la mailing-list Ipovisione. Siri è consulente e coordinatore della Commissione Ipovisione dell’UICI Liguria (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Martines è membro della Commissione OSI (Osservatorio Siti Internet) dell’UICI, oltreché componente del gruppo Progetto Firma Digitale dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e redattore della testata «Uiciechi.it».

Articolo preso da Superando.it del 24-05-2012


apr 21 2012

Quando si dice “Mangiare con gli occhi”

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 2:12 pm

Scherzi a parte…la natura ancora una volta, ci offre le possibilità di curarci. Anche se i risultati sono ancora in fase sperimentale, promettono comunque bene per affrontare malattie degenerative degli occhi per le quali non esistono cure, se non qualche minimo aiuto per cercare almeno di rallentarne l’inesorabile avanzamento

Articolo preso da Il Corriere della Sera del 16-04-2012.

Malattie rare della retina. Tre nuovi farmaci in sperimentazione

In partenza un progetto pilota con l’Area Vasta del Triveneto.
Partecipano l’Istituto no profit Magi, il Gemelli a Roma, il Sacco e il S. Paolo a Milano. Molecola derivata dallo zafferano

MILANO. La retinite pigmentosa è malattia genetica, rara e orfana. Si diventa ciechi, già da giovani, senza possibilità di arrestare il percorso che porta al buio. Le speranze allo studio riguardano tre molecole, due derivate da sostanze naturali. Una molto nota: lo zafferano. Un’altra è un fungo. Sintetizzando un buon risotto funghi e zafferano può essere un metodo per rallentare l’evoluzione della malattia. Sommando tutte le patologie della retina, che hanno la cecità come esito finale, si toccano almeno i 17mila italiani colpiti e molti più destinati ad esserlo. È quanto dichiarato durante la presentazione al Senato della “Rete per la diagnosi e la cura delle malattie genetiche rare della retina”. Promotore e ideatore l’Istituto no profit Magi per lo studio genetico delle malattie della vista e per la ricerca di cure adeguate (terapia genetica in primis). Presenti il genetista Matteo Bertelli (fondatore e presidente di Magi), Benedetto Falsini (oculista de! l Gemelli di Roma), Chiara Pierrottet (oculista del San. Paolo di Milano), Marta Oldani (oculista del Sacco di Milano) e Francesco Parmeggiani (ricercatore dell’università di Ferrara).

NETWORK. La rete si occuperà anche di creare un registro delle malattie genetiche rare della retina. Alla quale parteciperanno a Roma il Policlinico Gemelli e a Milano gli ospedali Sacco e San Paolo. Si tratta di un network di eccellenze cliniche che consente a pazienti pediatrici e adulti di passare, in tempi eccezionalmente brevi rispetto a pochi anni fa, dal sospetto diagnostico alla definitiva diagnosi molecolare. In questo modo, e solo così, i pazienti potranno beneficiare di una presa in carico medica che va dalla consulenza genetica familiare alla riabilitazione. Fino all’inserimento nei trial clinici di nuovi farmaci. Come quelli attualmente allo studio sia al San Paolo di Milano sia al Gemelli di Roma. Con una particolarità: due dei tre farmaci in sviluppo sono di origine naturale. «Al San Paolo stiamo studiando un collirio che deriva da un fungo (molecola terapeutica la miriocina) e sul quale l’università di Milano ha mantenuto il brevetto – spiega Chiara Pi! errottet -. Al momento lo studio è a livello preclinico. Sono stati fatti studi sui topi con ottimi risultati. Questa molecola ha mostrato di saper bloccare il processo di apoptosi – cioè di ‘suicidio programmato delle cellule’ – della retina nella retinite pigmentosa: se funzionasse sull’uomo, usata in fase precoce potrebbe essere la svolta per questi pazienti. Per andare avanti però servono fondi».

ZAFFERANO. Di eccellenza tanto sul fronte della diagnosi quanto su quello della ricerca farmacologica è anche l’esperienza Magi-Gemelli di Roma. Non è un caso che il Lazio sia secondo solo alla Lombardia per il numero di famiglie che hanno effettuato test genetici al laboratorio Magi. Due le sperimentazioni farmacologiche in atto. La prima è dedicata ai pazienti con la malattia di Stargardt, affetti da una specifica mutazione. «La cura in questione – spiega Benedetto Falsini – si basa sulla somministrazione orale di un derivato dal crocus sativus, cioè lo zafferano, e mira a contrastare il danno della patologia. Siamo già alla fase due di sperimentazione sui pazienti che prevede di validarne l’efficacia, grazie al finanziamento avuto da Telethon: i risultati sono interessanti. C’è poi una seconda sperimentazione che utilizza il Nerve grow factor (Ngf), la proteina scoperta negli anni 50 dal Nobel Rita Levi-Montalcini. La prima malattia per la quale abbiamo sperime! ntato il Ngf è il glioma delle vie alte, una malattia rara di origine genetica che causa un danno molto serio e che porta in genere alla cecità già nell’infanzia. Abbiamo già osservato in alcuni casi un parziale recupero oltre al rallentamento della progressione. Ora attendiamo di poter partire con la seconda fase di studio e per questo abbiamo presentato un progetto di finanziamento a Telethon». Ultima nota: a parte funghi e zafferano, dal 1993 c’è una cura per la retinite pigmentosa che si basa su vitamina A e olio di fegato di merluzzo. Rallenta la progressione. Così come luteina e omega 3 prevengono l’invecchiamento del cristallino.


gen 31 2012

Il servizio del Censimento on-line dell’Istat è nella lista nera dei programmi non accessibili ai ciechi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 9:50 pm

Da oggi il servizio “Ti tengo d’occhio”
denuncerà pubblicamente tutti i disservizi e le discriminazioni.
Il suo ideatore ci presenta il suo progetto e ci invita a collaborare per diffondere sempre più la cultura dell’accessibilità:

“Mi presento, sono Vincenzo Rubano, ho 17 anni e, come già detto, sono uno studente del Costa. Sono non vedente ed è ormai da tempo che ho deciso di condurre una mia personale lotta spietata all’inaccessibilità. Tutto è iniziato un anno fa con la mia partecipazione all’iniziativa “M’illumino di meno” di Caterpillar su Radio 2. Allora attivai un sondaggio on-line denominato “M’illumino di meno …ma ci vedo di più” con lo scopo di raccogliere informazioni sullo stato dell’arte dell’accessibilità in Italia. Dato il grande successo dell’idea e le numerose esortazioni a continuare a combattere questa battaglia, ho deciso di alzare il tiro creando, appunto, “Ti tengo d’occhio”, uno strumento di denuncia, di sensibilizzazione e di sollecitazione che ha lo scopo di rendere l’accessibilità una questione che riguarda tutti.

Il cuore del progetto, raggiungibile all’indirizzo www.titengodocchio.it, prevede la redazione di quella che ho chiamato la “Blind List” (parafrasando la black list), ossia una vera e propria lista nera di programmi e siti poco o per nulla accessibili. Il funzionamento della Blind List è piuttosto semplice: ogni volta che riterrò un programma o un sito poco accessibile (che scopro da me o che mi sarà segnalato) sarà redatto un “report”, ovvero una scheda descrittiva dei problemi che ho riscontrato. I report non saranno testi ad alto contenuto tecnico, riservati soltanto agli “addetti ai lavori”, ma, al contrario, saranno dei testi accessibili a chiunque. I report potranno inoltre essere liberamente commentati, così che ogni visitatore di “Ti tengo d’occhio” possa esprimere la sua opinione o aggiungere di suo. Nella Blind List potranno rientrare tutti i siti Internet e le applicazioni disponibili per Windows, per IOS (il celebre sistema operativo presente sugli “iDevices”, dispositivi come iPhone, iPad e iPod Touch) e per Mac OS X (il sistema operativo dei computer Macintosh).

La “caccia” a programmi e siti inaccessibili è aperta a 360 gradi. Chiunque dovesse imbattersi in questo genere di ostacolo potrà segnalarlo sul mio sito compilando semplicemente l’apposito modulo. Oltre a dare risalto alle segnalazioni degli utenti, che verificherò personalmente prima di scrivere il “report”, mi impegnerò anche a cercare di contattare gli sviluppatori dei programmi e dei siti segnalati, in maniera tale che possano prendere consapevolezza di ciò che è stato riscontrato e (mi auguro) possano porvi rimedio. Naturalmente, se questo dovesse accadere, ossia che gli sviluppatori si adopereranno affinché i problemi vengano risolti, sarà mia cura segnalare l’avvenuta modifica ed elogiare la sensibilità dimostrata.

L’accessibilità universale, ovvero la garanzia che tutti i contenuti presenti su Internet siano fruibili da chiunque, non è una “feature” opzionale, da implementare se e quando lo sviluppatore lo ritenga opportuno. E’ un diritto di tutti i non vedenti ed è un dovere per programmatori e progettisti. Fino ad oggi era difficile venire a conoscenza di prodotti inaccessibili, ma ora, con “Ti tengo d’occhio”, si apre uno scenario completamente nuovo e disponibile a tutti.

Perché tanto fervore da parte mia su questo tema? Perché, a mio avviso, creare un sito o un programma inaccessibile è, prima di ogni altra cosa, una vera e propria discriminazione.

E se poi pensiamo che sia bastata una specifica legge per far sì che tutti i siti delle pubbliche amministrazioni siano accessibili stiamo sbagliando di grosso. Ed il caso Istat lo dimostra!

Già, perché persino il sito predisposto per la compilazione on-line dei dati relativi al censimento della popolazione Italiana era inaccessibile. E, nonostante alcuni esperti del settore abbiano segnalato il problema, nessuno ha mosso un dito per risolverlo. Ecco, questo è un tipico esempio di sito degno di cadere nella …Blind List. Ho infatti scritto uno specifico report per questo caso e l’ho intitolato: “Quando innovazione è sinonimo di discriminazione”.

Ora, però, quello di cui questo nuovo servizio ha bisogno è la diffusione dell’informazione ed è per questo che scrivo a Voi giornalisti e operatori dei media affinché “Ti tengo d’occhio” possa raggiungere il maggior numero di persone possibili, soprattutto i non vedenti e gli ipo-vedenti, in maniera tale che sappiano che da oggi lo strumento per denunciare questo genere di “discriminazioni” c’è ed è alla portata di tutti.

Informo inoltre di aver attivato anche sui maggiori social network (Facebook e Twitter) pagine e profili utili al raggiungimento degli obiettivi.

Grazie per la gentile attenzione e per la cortese pubblicazione.

Riferimenti utili:
Sito di “Ti tengo d’occhio”: www.titengodocchio.it
Il “caso” del Censimento Istat:
www.titengodocchio.it/blind-list/censimento-istat-quando-innovazione-sinonimo-di-discriminazione
Su Facebook: www.facebook.com/titengodocchio
Su Twitter: www.twitter.com/titengodocchio
Contatto e-mail: info@titengodocchio.it

Vincenzo Rubano”


gen 24 2012

“Le staminali possono restituire la vista”

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 1:38 pm

Questi risultati sono davvero un traguardo raggiunto molto importante che a sua volta diventano punto di partenza per aprire la strada alla cura di tutte quelle gravi patologie dell’occhio, per le quali ancora non esistono cure e che inesorabilmente portano in moltissimi casi, alla perdita di uno dei beni più preziosi che abbiamo…la vista.
USA. Arriva dalle cellule staminali la speranza di ridare la vista. Lo rivela – a dieci anni di distanza dalla scoperta del potere delle cellule ricavate da embrioni umani – il primo studio al mondo condotto sull’uomo, su due pazienti affetti da maculopatia senile e dalla sindrome di Stargardt, la forma più diffusa di degenerazione maculare giovanile, di solito diagnosticata tra i 10 e i 20 anni di età.
A quattro mesi di distanza dal trapianto di staminali, i due pazienti hanno riportato miglioramenti nella vista.
L’annuncio è stato dato su «Lancet» dai ricercatori americani che hanno condotto lo studio. Nuove ricerche si concentreranno ora sulla possibilità di curare casi meno avanzati della malattia, come hanno dichiarato sulla rivista britannica Robert Lanza, responsabile dell’équipe all’Advanced Cell Technology di Marlborough, in Massachusetts, e Steven Schwartz, esperto di retina alla University of California di Los Angeles.
Le staminali ricavate da embrioni umani sono cellule «madri», già utilizzate per la rigenerazione di altri organi e tessuti. L’occhio è privilegiato per questo genere di studi e sperimentazioni, perché non produce una grande reazione immunitaria.

Articolo preso da La Stampa del 24-01-2012


gen 11 2012

Un social network per ciechi… anzi per tutti

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 5:30 pm

Si chiama «Freerumble» e consente di scambiarsi materiale vocale e sonoro. È nato con un comunicato stampa in formato audio sull’eruzione di un vulcano

Un social network per tutti, perfettamente accessibile e fruibile anche da non vedenti e ipovedenti, ma nello stesso tempo non dedicato esclusivamente a loro in modo da non diventare qualcosa di «chiuso». Tutto questo è «Freerumble»: un progetto italiano che punta a condividere, sulla rete, materiale esclusivamente audio. L’idea è stata concepita dalla scrittrice Sonia Topazio, che è anche portavoce dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
«Freerumble è nato proprio da un’esigenza di lavoro – spiega la stessa Topazio – in occasione di una grossa eruzione di un vulcano in Indonesia. Viste le molte richieste da parte dei colleghi stranieri di avere più notizie, decido di fare un comunicato stampa in formato audio e di inviarlo a un collega attraverso la rete, non avendo altro tempo per scriverlo. In pochissimo il comunicato viene intercettato da tutti i media, e questo successo fa scattare in me l’idea di Freerumble». Presentato ufficialmente circa due mesi fa, il social network conta ad oggi 2mila iscritti e registra un volume di traffico giornaliero di 700-mille visitatori.
Ma vediamo quali sono le opportunità di questa nuova piattaforma, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Siti Internet e con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Si tratta di scambiarsi qualsiasi tipo di materiale vocale e sonoro, dagli annunci di lavoro alle barzellette, dalle piccole-grandi curiosità ai contenuti delle campagne sociali. Inoltre attraverso «Freerumble» è possibile accedere a libri scolastici non fruibili sul web, caricare online interi volumi letti da donatori di voce, abbinare l’audio alle immagini caricate su Facebook, creare audioblog, ma anche un museo virtuale e tanto altro ancora.
È di pochi giorni fa, infine, l’accordo tra «Freerumble» e l’associazione Culturabile che consentirà l’apertura di una rubrica di favole per bambini.
«Penso sia un modo brillante per superare la situazione esistente in rete, con i disabili della vista di fatto discriminati ed esclusi dalla partecipazione a un fenomeno di massa come quello dei social network», dichiara con soddisfazione Giulio Nardone, presidente nazionale dell’Associazione Disabili visivi.
La piattaforma ideata da Sandra Topazio consente anche di tutelare maggiormente la privacy degli utenti, garantita dalla condivisione delle sole informazioni audio, a scapito delle informazioni video, il che permette lo scambio di materiale, pure a carattere personale, con un tasso di riservatezza più elevato. Anche l’Anlaids (Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids) ha attivato su Freerumble.com un canale attraverso il quale sarà possibile ascoltare testimonianze e fruire di consulenze mediche nella più totale riservatezza. Un ulteriore, prezioso passo verso l’integrazione e la partecipazione alla socialità.

Articolo preso da Giornale di Brescia del 11-01-2012


nov 03 2011

A Pisa un cieco torna a vedere grazie all’impianto di una retina artificiale

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 12:33 pm

Un uomo reso cieco dalla retinite pigmentosa e’ tornato parzialmente a vedere grazie al primo impianto al mondo di protesi retinica. E’ quanto successo
all’ospedale di Pisa, dove e’ stata effettuata la prima operazione chirurgica di questo tipo portata a termine dopo la chiusura della fase di sperimentazione,
durata piu’ di 9 anni, che ha evidenziato un’ottima tollerabilita’ del dispositivo nell’occhio umano e promettenti risultati da un punto di vista funzionale.
Il dispositivo impiantato, denominato “Argus II” e messo a punto nei laboratori della Second Sight Medical Products in California, e’ in grado di ripristinare
una parziale capacita’ visiva in pazienti affetti da malattie degenerative della retina che causano una cecita’ quasi completa in entrambi gli occhi.
L’intervento, ad altissima complessita’, e’ stato effettuato da Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell’Azienda ospedaliero-universitaria
pisana e dal suo staff. Si tratta del primo impianto di protesi retinica approvata per l’uso nella Comunita’ europea. L’operazione e’ durata meno di 4
ore e si e’ svolta senza complicazioni. Fra due settimane, il tempo necessario all’occhio per ristabilirsi completamente dalla chirurgia, il dispositivo
sara’ attivato e calibrato per la funzione visiva del paziente. Da quel momento anche la riabilitazione prendera’ il via permettendo al paziente di ottenere
i migliori risultati possibili in termini di visione funzionale. In pratica, questa nuova protesi retinica e’ costituita da minuscoli elettrodi collegati
alla retina del paziente, che captano dei punti del messaggio visivo, attraverso una telecamera molto piccola. Gli elettrodi dialogano con la retina
compromessa dell’occhio malato traducendo un modello primitivo di possibilita’ di vedere qualcosa, come oggetti che si spostano nell’ambiente, e poterli
riconoscere. “Sono molto soddisfatto – sottolinea Rizzo – che il nostro ospedale possa offrire in Italia il primo trattamento approvato disponibile per
le persone non vedenti affette da retinite pigmentosa. La medicina puo’ ora fare qualcosa per i non vedenti”.

Articolo preso da Agenzia AGI del 02-11-2011


ott 25 2011

Braille editor una applicazione accessibile a tutti

Ecco un altro passo avanti della tecnologia per venire incontro alle esigenze di chi non vede!
Infatti sul sito di Iphone Italia, viene presentato un imput editor in braille, per facilitare i non vedenti ad usare le tastiere virtuali.
Perchè se a tal proposito la sintesi vocale Voiceover supporta chi ha una disabilità visiva, nel poter fruire di funzioni touch screen, va detto che comunque non è sempre facile usare le suddette.
Io stesso provando un i-pad qualche mese fà, ho incontrato parecchie difficoltà.
Ecco quindi che il nostro caro vecchio braille, ci viene in soccorso.
Grazie a un input editor, che mira proprio ad eliminare le difficoltà dell’utilizzo di comandi in touch screen.
Vi segnaliamo l’indirizzo della pagina web sulla quale potrete trovare dettagli in merito.
Per saperne di più, quindi clicca quì:
http://www.iphoneitalia.com/braille-input-editor-un-editor-di-testo-per-i-non-vedenti-301672.html


ott 06 2011

Un sito che può aprire tutte le porte del mondo

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:47 am

“Il mio sito apre tutte le porte”

UN DISABILE TEDESCO: CON GOOGLE UNA MAPPA MONDIALE DEI LUOGHI SENZA BARRIERE ARCHITETTONICHE
Un immediato successo con 100 mila locali censiti

BERLINO. Raul Krauthausen e un suo amico erano stanchi di incontrarsi sempre e solo nello stesso bar. Trovare un locale alternativo può diventare però
un’impresa, quando un gradino di una decina di centimetri basta a fare la differenza tra il poter entrare e il restar fuori dalla porta. Raul siede sulla
sedia a rotelle a causa dell’osteogenesi imperfetta, una malattia genetica che ha reso le sue ossa fragilissime e bloccato la sua crescita.

E dalla voglia di cambiare bar è nata wheelmap.org, mappa online in cui ognuno può segnalare ristoranti, cinema, stazioni o supermercati privi di barriere
architettoniche. Ed è così che oggi, a un anno dal lancio del servizio, Raul si è trasformato nel protagonista di uno spot che sta spopolando su web e
tv tedesche. Google ha infatti deciso di pubblicizzare il suo browser Chrome raccontando proprio la storia di Wheelmap. E questo sebbene il sito ideato
da Raul non utilizzi le carte di Google Maps, bensì quelle del progetto alternativo OpenStreetMap. «Se in Germania ci sono 1,6 milioni di persone sulla
sedia a rotelle, significa che almeno altrettante conoscono posti accessibili in sedia a rotelle», spiega Raul nel clip, che su youtube è stato cliccato
in una settimana da oltre 500 mila persone. «Non me l’aspettavo» dice il trentunenne, che ha lavorato per un’agenzia pubblicitaria ed è entrato in contatto
con Google a inizio anno, quando un paio di dipendenti del gigante del web hanno seguito un suo intervento in una conferenza di Monaco rimanendo colpiti
dal progetto e dall’autoironia e dalle abilità oratorie di Raul.

Lo spot ha fatto esplodere il numero dei luoghi segnalati sulla mappa virtuale: pochi giorni fa erano 75 mila in tutto il mondo, ieri è stata sfondata
quota 100 mila. Chiunque può aggiungere nuovi posti, marcandoli online o usando l’applicazione per iPhone, cui se ne aggiungerà presto una per i cellulari
col sistema Android di Google.

Il sito, disponibile in varie lingue, italiano compreso, indica in verde i luoghi accessibili in sedia a rotelle, in giallo quelli parzialmente accessibili
e in rosso quelli non accessibili. Il progetto punta ad aiutare anche gli anziani che usano un deambulatore e i genitori con passeggino. «Grazie a Wheelmap
è cambiata la mia vita» racconta Raul, che vive a Berlino. «Ora in un attimo sono in grado di fissare appuntamenti in un bar di Amburgo o Colonia e organizzare
le serate con gli amici più cari».

Articolo preso da La Stampa del 05-10-2011


ago 30 2011

Arriva braille tape per i disabili visivi

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 10:15 am

Le cose semplici sono spesso le più funzionali e senza dubbio questa invenzione nella sua estrema semplicità, ne è una conferma.
Un gruppo di designer ha inventato il nastro adesivo che permette di realizzare scritte nel linguaggio dei ciechi

Quando il design non è solo estetica: ecco il nastro adesivo che permette di realizzare scritte nel linguaggio dei ciechi o ipovedenti. Uno strumento che
rende più semplice la vita quotidiana permettendo un’immediata identificazione di tutti gli oggetti di uso comune a casa e al lavoro

Conoscere il contenuto degli oggetti, da oggi è più semplice per tutti, grazie a un’innovazione semplice ma che può rivelarsi molto utile. Nasce il Braille
Tape, un nastro adesivo su cui si può “scrivere” in Braille. L’invenzione si deve all’estro dei designer Kukil Han, Yongju Kwak, Kim Young-Seok e Shin
Dongbin. Questo speciale scotch presenta, sulla superficie, delle piccole bollicine che possono essere “schiacciate” per comporre le parole proprio nel
linguaggio Braille.

Tagliato e utilizzato come più si desidera, il Braille Tape permette alle persone non vedenti o ipovedenti di leggere le informazioni utili, trasformandosi
in una comune etichetta per indicare il contenuto di barattoli, flaconi, bottiglie. Si può, così, contrassegnare che tipo di pianta è contenuta in un vaso
o a quale piano corrisponde un pulsante nell’ascensore: sono infinite le applicazioni di questa semplice innovazione che nasce dal design e che può rendere
più semplice la vita quotidiana di chi non vede.

Articolo preso da Vita non profit online del 29-08-2011


giu 23 2011

Un numero gratuito per accedere ad un mondo di informazioni

Tag: Ausili per disabili e ricerca scientificapatrizia @ 11:36 am

Oggi si possono avere gratuitamente, qualsiasi tipo di informazioni
sia dal telefono che dal cellulare: Ad esempio, la farmacia di turno, numeri di telefono
di altre città, orari dei treni compreso prenotazioni, orari aerei, e tante altre informazioni di qualsiasi genere. Il numero è: 00 800 800 800 54. Provate
a selezionare questo numero dopo di che , cominciate a sentire qualche pubblicità poi vi risponderà un operatore, al quale potete chiedere qualsiasi informazione
che volete; questo lo potete fare benissimo anche dal telefonino, perchè è tutto gratuito.

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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus
Sezione Provinciale di Genova
Via Caffaro 6/1
16124 Genova
Tel: 010/2510049
Fax:010/2510040
E-mail:
uicge@uiciechi.it


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