C’è una barriera? segnalala al comune di Genova!

Tag: Come fare per…, Genova e dintorni — lucio @ 1:42 pm

Amici di Liguriaccessibile, vi segnaliamo qualcosa che può interessarvi parecchio.
Infatti all’interno del sito del comune di Genova, c’è una pagina nella quale si possono segnalare tutte le barriere architettoniche che incontriamo a Genova.
Un nuovo servizio che ci consente di fare sentire la nostra voce, e di riferire direttamente a chi di dovere, cosa ci impedisce di vivere pienamente la nostra meravigliosa città!
Quindi se quando vi muovete e incontrate ostacoli che vi impediscono l’accesso a qualche zona o locale pubblico, voi segnalatelo all’indirizzo che tra poco vi comunicheremo!
Così ci sarà qualcuno pronto a prenderne nota e chissà a proporre qualche soluzione idonea.
La speranza è ovviamente che questo servizio possa abbattere ogni barriera che ci limita la libertà di fare davvero tutto ciò che vogliamo.
C’è una barriera?
Non perdere tempo!
Clicca quì:
http://www1.comune.genova.it/barriere/richiesta.asp
Ringraziamo il nostro amico Mirko che ci ha segnalato questo servizio che sicuramente potrà contribuire a migliorare la nostra vita!


ott282011

Il SecoloXIX a casa tua per una informazione che abbatte le barriere

Tag: Come fare per… — lucio @ 9:21 am

Amiche e amici di Liguriaccessibile, oggi parliamo di qualcosa di molto importante che riguarda tutti coloro che hanno difficoltà motorie e che non rinunciano in alcun modo ad essere sempre informati su tutto ciò che accade nel mondo.
Infatti Il SecoloXIX, propone a tutti i disabili motori, un abbonamento al quotidiano con consegna a casa, allo stesso prezzo dell’acquisto del giornale in edicola e non maggiorato come avviene di solito per la consegna a domicilio.
Ciò ovviamente per agevolare, chi proprio per le sue limitazioni, ha difficoltà a recarsi in edicola.
Dunque si tratta di una iniziativa innanzi tutto lodevole, che vuole abbattere le barriere che impediscono a tutti, di informarsi e di tenersi aggiornati su ciò che succede intorno a noi.
Per farci spiegare in dettaglio tutto ciò che bisogna sapere, su questo abbonamento rivolto ai disabili motori,
abbiamo contattato la DMPITALIA azienda che gestisce gli abbonamenti al SecoloXIX, che potrà darci tutte le info necessarie per usufruire di questo importantissimo servizio.
Dunque lasciamo la parola a Giorgio Venturoli direttore marketing DMPITALIA, che appunto potrà spiegarci accuratamente come si può ricevere il medesimo.

“sono Giorgio Venturoli direttore marketing della DMP Italia,
società che gestisce l’Ufficio Abbonamenti del Secolo XIX.
Desidero anzitutto ringraziarvi, anche a nome dell’Editore, del vostro interessamento che ci onora.
L’iniziativa è semplicissima.
Normalmente la copia del Secolo XIX consegnata tutte le mattine alla porta di casa, costa di più della copia acquistata in edicola (€ 1,30 alla porta, contro € 1,20 in edicola).
Con questa iniziativa, la differenza viene annullata nel caso in cui l’abbonato sia un disabile motorio, anche temporaneo.
In altri termini, al costo di € 1,20 la persona può ricevere il quotidiano alla porta di casa ogni mattina senza il disagio di dover raggiungere un edicola.
Questa tariffa ha inoltre la caratteristica di non richiedere alcun impegno fisso (come ad es. un abbonamento di lungo periodo) o soglie obbligate per l’erogazione di un vantaggio (come ad es. un numero minimo di copie nell’anno).
L’utente è completamente libero e solo le copie effettivamente richieste e ricevute sono pagate con un consuntivo mensile posticipato, che può essere regolato anche a casa tramite un esattore autorizzato e un piccolo sovrapprezzo.
L’abbonamento Disabilità Motorie può anche essere regalato da un soggetto diverso rispetto al beneficiario alle stesse condizioni economiche.
Non occorre alcuna dimostrazione dello stato di disabilità: basta la semplice affermazione.
Vi sono poi delle piccole attenzioni, che non possono essere garantite ma che cerchiamo di attuare: ad es. se la persona ha difficoltà a chinarsi, può concordare con i nostri operatori di lasciare un sacchetto al pomolo della porta di casa, dove il nostro portatore avrà cura di inserire il giornale.
Prima di terminare, debbo indicare anche le attuali limitazioni al servizio:
per il momento, il servizio viene effettuato nell’area metropolitana genovese, nella striscia costiera di ponente sino alla città di Savona inclusa;
i nostri portatori possono raggiungere al massimo un secondo piano senza ascensore (casi particolari come crose o scalinate prima del portone, vanno valutate di volta in volta).
Il suggerimento è comunque quello di rivolgersi con fiducia ai nostri operatori dell’Ufficio Abbonamenti che sono molto esperti.
Per una prima informazione più generale potete segnalare questo link ai vostri utenti:
http://www.dmpitalia.it/ilsecoloxix/index.html
Dmp Italia
SEDE UFFICI NAZIONALI: C.SO PERRONE 39L/R – 16152 GENOVA – I
CENTRO STUDI: VIA NIZZA 118/R – 16145 GENOVA – I
Telefono (+39) 010.659.45.1 – Fax (+39) 010.659.45.50 – http://www.dmpitalia.it/

AZIENDA CERTIFICATA CONFORME AGLI IKEA IWAY STANDARD ON MARKETING PRODUCTS AND SERVICES
AZIENDA CON SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE CERTIFICATO ISO 14001 / UNI EN ISO 14001:2004 – SEDE GENOVA”


ott252011

La finestra sul mondo si spalanca per ascoltare chi ha bisogno

Tag: Come fare per… — lucio @ 10:42 am

Amici di Liguriaccessibile, la finestra sul mondo, associazione di Genova che generalmente si occupa di attività ludico-creative e di supporto rivolte proprio a tutti, ci presenta il suo sportello di ascolto.
Lasciamo infatti la parola a questa realtà della nostra città, per farci spiegare in dettaglio tutte le opportunità che ci offre il medesimo.

“Cari soci e ed amici Vi informiamo che potete trovare presso la nostra sede di via Cesarea 103 r Genova il seguente servizio di consulenza:

SPORTELLO D’ASCOLTO SERVIZIO DI CONSULENZA:AREA PSICOLOGICA: Comprensione e definizione del problema.AREA ADOZIONI: approfondimento delle tematiche affettive e conoscitive connesse; rivolto alle coppie adottive o che si stanno orientando a questa scelta.AREA GENITORIALITA’: consulenza sulla relazione genitori-figli.AREA DIVERSAMENTE ABILI: informazioni sui temi inerenti.
E’ NECESSARIO ESSERE SOCI PER USUFRUIRE DEL SERVIZIO.

GLI INCONTRI SONO GRATUITI

PER FISSARE GLI APPUNTAMENTI CON I DIVERSI PROFESSIONISTI RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA TEL. 010541594″
http://www.lafinestrasulmondo.it/


set302011

Angsa Liguria onlus una garanzia per sostenere chi convive con l’autismo e la propria famiglia

Tag: Come fare per… — lucio @ 1:44 pm

Ora Angsa Liguria onlus che assiste le famiglie con soggetti autistici,
(http://www.angsaliguria.it/), ci parlerà dello sportello di ascolto dell’associazione che riprende la sua attività dopo la pausa estiva.
Un riferimento sicuro per le famiglie, gli insegnanti, oltre che per le persone affette da autismo, che fornisce un aiuto sempre valido per affrontare ogni situazione legata alla vita di tutti i giorni.
Come potrete appurare meglio dalle parole dell’associazione, quest’anno c’è una importantissima novità che garantirà un appoggio ancora più rassicurante.
Si tratta infatti di uno sportello di consulenza legale.
Lasciamo però la parola ad Angsa Liguria, che senz’altro meglio potrà fornirci tutte le info necessarie per avere il sostegno di cui si ha bisogno.

“SPORTELLI AUTISMO DI ANGSA LIGURIA ONLUS
Sportello Informativo e Sportello di consulenza legale
Presso la Biblioteca De Amicis, magazzini del Cotone (Porto Antico di Genova)
Ad ottobre, dopo la pausa estiva, riprendono gli incontri dello Sportello Informativo di Angsa Liguria Onlus con l’importante novità di uno

Sportello di Consulenza Legale per le famiglie

Questo nuovo sportello nasce dalla richiesta dei soci dell’Associazione di avere un primo orientamento e consulenza su questioni legali che le famiglie con disabilità si trovano spesso ad affrontare. Lo sportello è reso possibile grazie all’attività di volontariato dell’Avvocato Elisabetta Treschi del Foro di Chiavari che metterà a disposizione la sua professionalità per l’Associazione.
Accanto a questo nuovo sportello, riprendono gli appuntamenti con l’ormai consueto

Sportello Informativo

Questo sportello offre consulenza alle famiglie e agli insegnanti e accoglienza ai nuovi soci. Contemporaneamente vuole porsi come strumento per raccogliere varie informazioni sui problemi e le richieste delle famiglie e degli insegnanti e sul grado di soddisfazione rispetto ai servizi ricevuti, allo scopo di orientare le azioni dell’associazione e di fornire elementi utili ai Servizi Sociali e Sanitari.
La Professoressa Pesenti, psicologa, offre la sua competenza ed esperienza, in qualità di volontaria dell’Associazione, per l’accoglienza e l’ascolto delle famiglie e per le consulenze richieste Viene normalmente affiancata da qualche socio/a esperto/a.
La Biblioteca De Amicis non solo offre lo spazio fisico per la realizzazione di entrambi gli sportelli presso la propria sede ai “Magazzini del Cotone” del Porto Antico di Genova, ma consentirà anche la maggiore diffusione di conoscenza del problema autismo e la possibilità di “costruire insieme” occasioni ed eventi, tarati anche per dare possibilità di inclusione e successiva integrazione ai nostri bambini e ragazzi.
Gli sportelli ricevono su appuntamento telefonando ai numeri 0106533838- 346 6237315
o scrivendo all’indirizzo sportelloautismo@angsaliguria.it

La consulenza prestata presso gli Sportelli è gratuita

Calendario dello Sportello Informativo di Angsa Liguria per l’autunno 2011
Sportello di accoglienza e consulenza per genitori, famiglie ed insegnanti

Novembre 2011 Giovedì 24 (dalle ore 14,30 alle 18,30)
Dicembre 2011 Giovedì 15 (dalle ore 14,30 alle 18,30)

Calendario dello Sportello di Consulenza Legale di Angsa Liguria per l’autunno 2011
Sportello di consulenza legale per genitori

Novembre 2011 Giovedì 17 (dalle ore 16 alle 18)”


set212011

“Raccontiamola giusta!”

Tag: Come fare per… — patrizia @ 9:40 am

Pubblichiamo questo articolo perché in effetti ogni giorno siamo invasi da notizie spesso contrastanti e poco chiare, sul mondo delle disabilità e sulle normative che lo regolano.
Con questa iniziativa, la Fish intende proprio fare chiarezza e dare informazioni corrette a tutti coloro che trattano quotidianamente il tema della disabilità.

Accade spesso che circolino, su quotidiani e telegiornali, molte
affermazioni sulle persone con disabilità e sulle loro condizioni, non
corrispondenti al vero, spesso deformate, talvolta usate strumentalmente.
Questo non aiuta a comprendere un fenomeno dalle complesse sfaccettature.
Anzi: spesso contribuisce al formarsi di luoghi comuni e al radicarsi di
pregiudizi.

Con l’iniziativa “Raccontiamola giusta!”, la FISH, Federazione Italiana per
il Superamento dell’Handicap, si rivolge innanzitutto ai professionisti
dell’informazione
che hanno l’onere di informare basandosi su dati e fatti verificati e
autorevoli.

“Raccontiamola giusta!” è l’elenco – asettico e senza commenti – di cifre e
fatti – verificabili e tratti da fonti istituzionali – che meglio di altri
possono descrivere il fenomeno della disabilità in Italia e consentire la
formulazione di informazioni corrette.

È anche uno strumento per le associazioni che vogliono diffondere dati e
cifre oggettive, e per chiunque desideri sapere di più sulle persone con
disabilità, i loro bisogni, i loro diritti.

Per la diffusione FISH ha pensato a varie modalità. Oltre alla pubblicazione
su questo sito, “Raccontiamola giusta!” è stato diffuso anche tramite posta
elettronica alla propria rete di associazioni. Il pieghevole è inoltre a
disposizione anche su carta in un maneggevole formato.

Che cosa ci si aspetta ora? Che quei contenuti vengano, oltre che letti,
diffusi, pubblicati, usati. La FISH, infatti, concede una sorta di
“liberatoria” a chiunque voglia riproporli, citando la fonte e la data di
pubblicazione.

Raccontiamola giusta
Fatti, dati e cifre

sulle persone con disabilità in Italia

“. gli invalidi sono spesso, per quanto riguarda il reddito, i più poveri
tra i poveri, nonostante il loro bisogno di denaro sia superiore a quello
dei normodotati, dal momento che per cercare di condurre un’esistenza
normale e di ovviare ai propri handicap, hanno bisogno di più soldi e di più
assistenza.”
(Amartya Sen – Premio Nobel per l’Economia 1998 – L’idea di giustizia –
Cap. XII)

BISOGNI E DIRITTI?

Secondo ISTAT le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa
sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie
residenti in Italia; nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui
poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.

La presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere
una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico
assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla
carriera lavorativa dei familiari).

2000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno.
480 euro l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento.

Le persone con disabilità – di sei anni e più – che vivono in famiglia
sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie
croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.
(Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

In media le persone con disabilità assumono regolarmente 4 farmaci diversi
mentre la popolazione senza disabilità assume in media regolarmente 2,5
farmaci. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età
lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Solamente il 3% delle persone con
disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con almeno un disabile, rispettivamente
nelle Isole e nel Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né
privato. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

L’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità, non
riceve alcun aiuto o supporto pubblico (Istituzioni, Comuni, Asl). (Fonte:
Istat, “Famiglia e soggetti sociali”)

INVALIDI?

Le persone con disabilità includono quanti “hanno minorazioni fisiche,
mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con
varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione
nella società su una base di eguaglianza con gli altri.” (Fonte: Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18)

L’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di
disabilità. La definizione risale agli Anni ‘70: è la difficoltà a svolgere
alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una
menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o
dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio,
di guerra, di lavoro. In linea generale l’invalidità civile viene definita
in percentuale nel caso in cui l’interessato sia maggiorenne.

33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi civili. Il 74%
è però il minimo per contare su qualche provvidenza economica.

Il riconoscimento dell’invalidità civile viene effettuato da una
Commissione di accertamento presso l’Azienda USL. Per valutare la
sussistenza e la percentuale di invalidità, la Commissione applica le
tabelle contenute in un Decreto del Ministero della Sanità del 1992. Ad ogni
patologia o menomazione corrisponde una percentuale fissa o variabile di
invalidità.

La Commissione di accertamento dell’invalidità è composta da un medico
specialista in medicina legale (presidente) e da due medici di cui uno
scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1°
gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente
effettivo.

Tutti i verbali di invalidità civile emessi dalle Commissioni ASL vengono
controllati e validati dalle Commissioni di verifica (fino al 2004 del
Ministero del Tesoro, successivamente da una Commissione dell’INPS). La
Commissione di verifica può anche riconvocare a visita l’interessato. Questo
doppio controllo esiste da oltre vent’anni.

Dal 2005 è stata soppressa l’opportunità di presentare ricorso
amministrativo contro i verbali di invalidità. È ammessa solo la possibilità
di ricorso davanti al giudice, con i costi e gli oneri evidenti.

350mila sono le cause civili pendenti in materia di invalidità, con un
giro d’affari – per legali, periti e patronati – di circa 2 miliardi di
euro.

345 sono i giorni che mediamente intercorrono fra la presentazione della
domanda di accertamento di invalidità e l’erogazione di eventuali
provvidenze economiche. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 85)

Soldi per gli invalidi?

2.355.490 erano nel 2009 le prestazioni assistenziali (assegni, pensioni e
indennità) erogate agli invalidi civili. Altre 300mila circa quelle concesse
a ciechi civili e sordi prelinguali. (Fonte: INPS). Il numero degli invalidi
è inferiore a quello delle prestazioni (circa 200mila in meno).

16 miliardi di euro è la spesa per le prestazioni economiche agli invalidi
civili. Circa l’uno per cento del PIL. Il trend di crescita annuale del
numero delle prestazioni agli invalidi civili è diminuito di oltre 2 punti
percentuali dal 2006 in poi (+ 4,5% nel 2009) nonostante l’invecchiamento
della popolazione. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 165)

Spendono di più dell’Italia, per l’invalidità, la Svezia (4,5%), la
Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo
(2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia
(1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la
media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del
PIL. (Fonte: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese,
Ministero dell’Economia, 2010)

256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di assistenza che è
riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità
accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere
l’assegno
bisogna risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non
superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro.

256,67 euro mensili è l’importo della pensione agli invalidi civili al
100%. Il limite reddituale lordo annuo è di 15.154,24 euro.

9, 14 euro al giorno è la cifra percepita dai titolari pensione o assegno
mensile di assistenza.

273.726 erano, nel 2009, gli invalidi civili parziali (74-99%) a cui era
concesso l’assegno mensile di assistenza. (Fonte: INPS)

L’indennità di accompagnamento è una provvidenza assistenziale introdotta
nel 1980 a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o non sono in
grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Fra le
condizioni di esclusione: essere ricoverati in istituto a carico dello Stato
o degli enti locali.

480 euro mensili per 12 mensilità è l’attuale importo dell’indennità di
accompagnamento.

1.568.039 erano i titolari di indennità di accompagnamento (Fonte: INPS).
Stime prudenziali basate su dati INPS e ISTAT indicano che due terzi dei
fruitori dell’indennità di accompagnamento sono ultra65enni.

Ha più di 80 anni la metà delle persone disabili, in Italia. (Fonte: Istat
2010, “La disabilità in Italia”)

I CONTROLLI?

200 mila sono stati i controlli effettuati nel corso del 2009 su
altrettanti invalidi. L’INPS dichiara di aver ridimensionato o revocato
circa 18.840 prestazioni, meno del 10%. Non si tratta di un dato definitivo:
il Cittadino ha comunque diritto a presentare ricorso.

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha selezionato un campione
fra gli invalidi di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 78 anni. (Fonte:
Circolare INPS 23 febbraio 2009, n. 26 e Decreto Ministero del Lavoro 29
gennaio 2009)

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha interessato solo invalidi
che percepiscono pensioni o assegni, e non quelli che – per superamento dei
limiti reddituali – non ricevono alcuna provvidenza diretta. Questi ultimi,
comunque, accedono ad altri benefici fiscali, previdenziali, lavorativi.

L’INPS, a giugno 2010, non ha ancora presentato alcun rapporto completo e
definitivo sull’esito dei controlli del 2009 da cui sia possibile evincere:
l’esatto numero delle provvidenze revocate o ridimensionate; la
distribuzione territoriale dei dati; il numero di ricorsi avviati dai
Cittadini a fronte di revoche; il costo del piano di controllo.

Le provvidenze sono state revocate non solo per insussistenza della
condizioni di invalidità, ma anche per motivi reddituali. Quindi non tutte
le revoche riguardano i “falsi invalidi”, ma interessano persone che
disponevano di un reddito superiore a quello previsto per godere di pensione
(14.886,28 euro annui lordi nel 2009) o dell’assegno (4.378,27 euro annui
lordi nel 2009). (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

100 milioni di euro è – secondo dati provvisori INPS – il recupero per
l’Erario
derivante dal piano straordinario di verifiche del 2009 (Fonte: Rapporto
annuale INPS 2009, pagina 84). Il dato non considera gli esiti dei ricorsi
contro i provvedimenti di revoca e i relativi costi processuali.

Per realizzare il piano straordinario di verifiche, l’INPS ha richiesto
alle ASL i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati a campione.
Soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle ASL nei
tempi richiesti. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

500 mila nuovi controlli, distribuiti fra il 2010 e 2012, sono previsti
dall’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010. 700 mila, quindi, sono i
controlli straordinari, effettuati fra i 2009 e il 2012. A questo numero si
aggiungono le revisioni ordinarie che le Commissioni ASL comunemente
predispongono ogni anno nel caso che le patologie o le menomazioni non siano
stabilizzate.

STATO E REGIONI

Lo Stato, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, conserva,
direttamente o tramite INPS, la quasi totalità delle competenze in materia
di invalidità civile. La valutazione degli stati invalidanti viene
effettuata ricorrendo ad un Decreto Ministeriale (e non ad un provvedimento
regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da
norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni
è rimasto allo Stato, attraverso l’INPS. I limiti reddituali vengono
stabiliti dallo Stato. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato
attraverso l’INPS e non le Regioni.

La riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 114, 133) ha delineato
un quadro sufficientemente chiaro rispetto alle competenze di Stato,
Regioni, Province e Comuni. Allo Stato rimane come competenza la
“determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale”.

Si attende da anni (per la precisione dalla data di approvazione della
Legge 328/2000) il provvedimento che definisca i livelli essenziali delle
prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali
prestazioni sociali “minime” abbia diritto il Cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo
recante “norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti
agli invalidi civili, ciechi civili e sordi prelinguali. Nessuno Governo ha
mai usato quella delega o l’ha fatta reiterare con un nuovo provvedimento.
(Fonte: Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 24)

LE POLITICHE SOCIALI?

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino inabile
al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale”.

Lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso,
nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro (Fonte: Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali). Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha una
decisa retrazione. Nel 2009 sono stanziati 1.355 milioni, che diventano
1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono, rispetto al 2007,
circa 700 milioni di meno. (Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale,
Supplemento ordinario 285/L, pagina 54)

Il 65% del Fondo per le Politiche Sociali è destinato ai “diritti
soggettivi”. Solo il 35% viene redistribuito a Regioni ed enti locali: meno
di 300 milioni circa nel 2011. Le riduzioni del Fondo, per regole di
bilancio, non incidono sui “diritti soggettivi” ma sul rimanente 35%.

Nel 2007 è stato istituito il Fondo per le Non Autosufficienze: è stata
assegnata la somma di 100 milioni di euro per l’anno 2007 e di 200 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L’articolo 2, comma 465, della
Legge 244/07 ha incrementato il Fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2008
e di 200 milioni per l’anno 2009. Pertanto: 100 milioni per il 2007, 300
milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009. Il Patto per la Salute
2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di 400 milioni. Per il
2011 non è previsto alcuno stanziamento.

Pubblichiamo questo articolo perché in effetti ogni giorno siamo invasi da notizie spesso contrastanti e poco chiare, sul mondo delle disabilità e sulle normative che lo regolano.
Con questa iniziativa, la Fish intende proprio fare chiarezza e dare informazioni corrette a tutti coloro che trattano quotidianamente il tema della disabilità.

Accade spesso che circolino, su quotidiani e telegiornali, molte
affermazioni sulle persone con disabilità e sulle loro condizioni, non
corrispondenti al vero, spesso deformate, talvolta usate strumentalmente.
Questo non aiuta a comprendere un fenomeno dalle complesse sfaccettature.
Anzi: spesso contribuisce al formarsi di luoghi comuni e al radicarsi di
pregiudizi.

Con l’iniziativa “Raccontiamola giusta!”, la FISH, Federazione Italiana per
il Superamento dell’Handicap, si rivolge innanzitutto ai professionisti
dell’informazione
che hanno l’onere di informare basandosi su dati e fatti verificati e
autorevoli.

“Raccontiamola giusta!” è l’elenco – asettico e senza commenti – di cifre e
fatti – verificabili e tratti da fonti istituzionali – che meglio di altri
possono descrivere il fenomeno della disabilità in Italia e consentire la
formulazione di informazioni corrette.

È anche uno strumento per le associazioni che vogliono diffondere dati e
cifre oggettive, e per chiunque desideri sapere di più sulle persone con
disabilità, i loro bisogni, i loro diritti.

Per la diffusione FISH ha pensato a varie modalità. Oltre alla pubblicazione
su questo sito, “Raccontiamola giusta!” è stato diffuso anche tramite posta
elettronica alla propria rete di associazioni. Il pieghevole è inoltre a
disposizione anche su carta in un maneggevole formato.

Che cosa ci si aspetta ora? Che quei contenuti vengano, oltre che letti,
diffusi, pubblicati, usati. La FISH, infatti, concede una sorta di
“liberatoria” a chiunque voglia riproporli, citando la fonte e la data di
pubblicazione.

Raccontiamola giusta
Fatti, dati e cifre

sulle persone con disabilità in Italia

“. gli invalidi sono spesso, per quanto riguarda il reddito, i più poveri
tra i poveri, nonostante il loro bisogno di denaro sia superiore a quello
dei normodotati, dal momento che per cercare di condurre un’esistenza
normale e di ovviare ai propri handicap, hanno bisogno di più soldi e di più
assistenza.”
(Amartya Sen – Premio Nobel per l’Economia 1998 – L’idea di giustizia –
Cap. XII)

BISOGNI E DIRITTI?

Secondo ISTAT le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa
sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie
residenti in Italia; nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui
poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.

La presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere
una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico
assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla
carriera lavorativa dei familiari).

2000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno.
480 euro l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento.

Le persone con disabilità – di sei anni e più – che vivono in famiglia
sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie
croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.
(Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

In media le persone con disabilità assumono regolarmente 4 farmaci diversi
mentre la popolazione senza disabilità assume in media regolarmente 2,5
farmaci. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età
lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Solamente il 3% delle persone con
disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con almeno un disabile, rispettivamente
nelle Isole e nel Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né
privato. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

L’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità, non
riceve alcun aiuto o supporto pubblico (Istituzioni, Comuni, Asl). (Fonte:
Istat, “Famiglia e soggetti sociali”)

INVALIDI?

Le persone con disabilità includono quanti “hanno minorazioni fisiche,
mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con
varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione
nella società su una base di eguaglianza con gli altri.” (Fonte: Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18)

L’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di
disabilità. La definizione risale agli Anni ‘70: è la difficoltà a svolgere
alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una
menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o
dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio,
di guerra, di lavoro. In linea generale l’invalidità civile viene definita
in percentuale nel caso in cui l’interessato sia maggiorenne.

33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi civili. Il 74%
è però il minimo per contare su qualche provvidenza economica.

Il riconoscimento dell’invalidità civile viene effettuato da una
Commissione di accertamento presso l’Azienda USL. Per valutare la
sussistenza e la percentuale di invalidità, la Commissione applica le
tabelle contenute in un Decreto del Ministero della Sanità del 1992. Ad ogni
patologia o menomazione corrisponde una percentuale fissa o variabile di
invalidità.

La Commissione di accertamento dell’invalidità è composta da un medico
specialista in medicina legale (presidente) e da due medici di cui uno
scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1°
gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente
effettivo.

Tutti i verbali di invalidità civile emessi dalle Commissioni ASL vengono
controllati e validati dalle Commissioni di verifica (fino al 2004 del
Ministero del Tesoro, successivamente da una Commissione dell’INPS). La
Commissione di verifica può anche riconvocare a visita l’interessato. Questo
doppio controllo esiste da oltre vent’anni.

Dal 2005 è stata soppressa l’opportunità di presentare ricorso
amministrativo contro i verbali di invalidità. È ammessa solo la possibilità
di ricorso davanti al giudice, con i costi e gli oneri evidenti.

350mila sono le cause civili pendenti in materia di invalidità, con un
giro d’affari – per legali, periti e patronati – di circa 2 miliardi di
euro.

345 sono i giorni che mediamente intercorrono fra la presentazione della
domanda di accertamento di invalidità e l’erogazione di eventuali
provvidenze economiche. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 85)

Soldi per gli invalidi?

2.355.490 erano nel 2009 le prestazioni assistenziali (assegni, pensioni e
indennità) erogate agli invalidi civili. Altre 300mila circa quelle concesse
a ciechi civili e sordi prelinguali. (Fonte: INPS). Il numero degli invalidi
è inferiore a quello delle prestazioni (circa 200mila in meno).

16 miliardi di euro è la spesa per le prestazioni economiche agli invalidi
civili. Circa l’uno per cento del PIL. Il trend di crescita annuale del
numero delle prestazioni agli invalidi civili è diminuito di oltre 2 punti
percentuali dal 2006 in poi (+ 4,5% nel 2009) nonostante l’invecchiamento
della popolazione. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 165)

Spendono di più dell’Italia, per l’invalidità, la Svezia (4,5%), la
Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo
(2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia
(1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la
media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del
PIL. (Fonte: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese,
Ministero dell’Economia, 2010)

256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di assistenza che è
riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità
accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere
l’assegno
bisogna risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non
superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro.

256,67 euro mensili è l’importo della pensione agli invalidi civili al
100%. Il limite reddituale lordo annuo è di 15.154,24 euro.

9, 14 euro al giorno è la cifra percepita dai titolari pensione o assegno
mensile di assistenza.

273.726 erano, nel 2009, gli invalidi civili parziali (74-99%) a cui era
concesso l’assegno mensile di assistenza. (Fonte: INPS)

L’indennità di accompagnamento è una provvidenza assistenziale introdotta
nel 1980 a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o non sono in
grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Fra le
condizioni di esclusione: essere ricoverati in istituto a carico dello Stato
o degli enti locali.

480 euro mensili per 12 mensilità è l’attuale importo dell’indennità di
accompagnamento.

1.568.039 erano i titolari di indennità di accompagnamento (Fonte: INPS).
Stime prudenziali basate su dati INPS e ISTAT indicano che due terzi dei
fruitori dell’indennità di accompagnamento sono ultra65enni.

Ha più di 80 anni la metà delle persone disabili, in Italia. (Fonte: Istat
2010, “La disabilità in Italia”)

I CONTROLLI?

200 mila sono stati i controlli effettuati nel corso del 2009 su
altrettanti invalidi. L’INPS dichiara di aver ridimensionato o revocato
circa 18.840 prestazioni, meno del 10%. Non si tratta di un dato definitivo:
il Cittadino ha comunque diritto a presentare ricorso.

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha selezionato un campione
fra gli invalidi di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 78 anni. (Fonte:
Circolare INPS 23 febbraio 2009, n. 26 e Decreto Ministero del Lavoro 29
gennaio 2009)

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha interessato solo invalidi
che percepiscono pensioni o assegni, e non quelli che – per superamento dei
limiti reddituali – non ricevono alcuna provvidenza diretta. Questi ultimi,
comunque, accedono ad altri benefici fiscali, previdenziali, lavorativi.

L’INPS, a giugno 2010, non ha ancora presentato alcun rapporto completo e
definitivo sull’esito dei controlli del 2009 da cui sia possibile evincere:
l’esatto numero delle provvidenze revocate o ridimensionate; la
distribuzione territoriale dei dati; il numero di ricorsi avviati dai
Cittadini a fronte di revoche; il costo del piano di controllo.

Le provvidenze sono state revocate non solo per insussistenza della
condizioni di invalidità, ma anche per motivi reddituali. Quindi non tutte
le revoche riguardano i “falsi invalidi”, ma interessano persone che
disponevano di un reddito superiore a quello previsto per godere di pensione
(14.886,28 euro annui lordi nel 2009) o dell’assegno (4.378,27 euro annui
lordi nel 2009). (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

100 milioni di euro è – secondo dati provvisori INPS – il recupero per
l’Erario
derivante dal piano straordinario di verifiche del 2009 (Fonte: Rapporto
annuale INPS 2009, pagina 84). Il dato non considera gli esiti dei ricorsi
contro i provvedimenti di revoca e i relativi costi processuali.

Per realizzare il piano straordinario di verifiche, l’INPS ha richiesto
alle ASL i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati a campione.
Soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle ASL nei
tempi richiesti. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

500 mila nuovi controlli, distribuiti fra il 2010 e 2012, sono previsti
dall’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010. 700 mila, quindi, sono i
controlli straordinari, effettuati fra i 2009 e il 2012. A questo numero si
aggiungono le revisioni ordinarie che le Commissioni ASL comunemente
predispongono ogni anno nel caso che le patologie o le menomazioni non siano
stabilizzate.

STATO E REGIONI

Lo Stato, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, conserva,
direttamente o tramite INPS, la quasi totalità delle competenze in materia
di invalidità civile. La valutazione degli stati invalidanti viene
effettuata ricorrendo ad un Decreto Ministeriale (e non ad un provvedimento
regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da
norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni
è rimasto allo Stato, attraverso l’INPS. I limiti reddituali vengono
stabiliti dallo Stato. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato
attraverso l’INPS e non le Regioni.

La riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 114, 133) ha delineato
un quadro sufficientemente chiaro rispetto alle competenze di Stato,
Regioni, Province e Comuni. Allo Stato rimane come competenza la
“determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale”.

Si attende da anni (per la precisione dalla data di approvazione della
Legge 328/2000) il provvedimento che definisca i livelli essenziali delle
prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali
prestazioni sociali “minime” abbia diritto il Cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo
recante “norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti
agli invalidi civili, ciechi civili e sordi prelinguali. Nessuno Governo ha
mai usato quella delega o l’ha fatta reiterare con un nuovo provvedimento.
(Fonte: Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 24)

LE POLITICHE SOCIALI?

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino inabile
al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale”.

Lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso,
nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro (Fonte: Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali). Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha una
decisa retrazione. Nel 2009 sono stanziati 1.355 milioni, che diventano
1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono, rispetto al 2007,
circa 700 milioni di meno. (Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale,
Supplemento ordinario 285/L, pagina 54)

Il 65% del Fondo per le Politiche Sociali è destinato ai “diritti
soggettivi”. Solo il 35% viene redistribuito a Regioni ed enti locali: meno
di 300 milioni circa nel 2011. Le riduzioni del Fondo, per regole di
bilancio, non incidono sui “diritti soggettivi” ma sul rimanente 35%.

Nel 2007 è stato istituito il Fondo per le Non Autosufficienze: è stata
assegnata la somma di 100 milioni di euro per l’anno 2007 e di 200 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L’articolo 2, comma 465, della
Legge 244/07 ha incrementato il Fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2008
e di 200 milioni per l’anno 2009. Pertanto: 100 milioni per il 2007, 300
milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009. Il Patto per la Salute
2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di 400 milioni. Per il
2011 non è previsto alcuno stanziamento.

Pubblichiamo questo articolo perché in effetti ogni giorno siamo invasi da notizie spesso contrastanti e poco chiare, sul mondo delle disabilità e sulle normative che lo regolano.
Con questa iniziativa, la Fish intende proprio fare chiarezza e dare informazioni corrette a tutti coloro che trattano quotidianamente il tema della disabilità.

Accade spesso che circolino, su quotidiani e telegiornali, molte
affermazioni sulle persone con disabilità e sulle loro condizioni, non
corrispondenti al vero, spesso deformate, talvolta usate strumentalmente.
Questo non aiuta a comprendere un fenomeno dalle complesse sfaccettature.
Anzi: spesso contribuisce al formarsi di luoghi comuni e al radicarsi di
pregiudizi.

Con l’iniziativa “Raccontiamola giusta!”, la FISH, Federazione Italiana per
il Superamento dell’Handicap, si rivolge innanzitutto ai professionisti
dell’informazione
che hanno l’onere di informare basandosi su dati e fatti verificati e
autorevoli.

“Raccontiamola giusta!” è l’elenco – asettico e senza commenti – di cifre e
fatti – verificabili e tratti da fonti istituzionali – che meglio di altri
possono descrivere il fenomeno della disabilità in Italia e consentire la
formulazione di informazioni corrette.

È anche uno strumento per le associazioni che vogliono diffondere dati e
cifre oggettive, e per chiunque desideri sapere di più sulle persone con
disabilità, i loro bisogni, i loro diritti.

Per la diffusione FISH ha pensato a varie modalità. Oltre alla pubblicazione
su questo sito, “Raccontiamola giusta!” è stato diffuso anche tramite posta
elettronica alla propria rete di associazioni. Il pieghevole è inoltre a
disposizione anche su carta in un maneggevole formato.

Che cosa ci si aspetta ora? Che quei contenuti vengano, oltre che letti,
diffusi, pubblicati, usati. La FISH, infatti, concede una sorta di
“liberatoria” a chiunque voglia riproporli, citando la fonte e la data di
pubblicazione.

Raccontiamola giusta
Fatti, dati e cifre

sulle persone con disabilità in Italia

“. gli invalidi sono spesso, per quanto riguarda il reddito, i più poveri
tra i poveri, nonostante il loro bisogno di denaro sia superiore a quello
dei normodotati, dal momento che per cercare di condurre un’esistenza
normale e di ovviare ai propri handicap, hanno bisogno di più soldi e di più
assistenza.”
(Amartya Sen – Premio Nobel per l’Economia 1998 – L’idea di giustizia –
Cap. XII)

BISOGNI E DIRITTI?

Secondo ISTAT le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa
sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie
residenti in Italia; nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui
poveri, il 13,6% dell’intera popolazione.

La presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere
una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico
assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla
carriera lavorativa dei familiari).

2000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno.
480 euro l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento.

Le persone con disabilità – di sei anni e più – che vivono in famiglia
sono 2 milioni e 600 mila, pari al 4,8% della popolazione italiana. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Il 62,2% delle persone con disabilità è colpito da tre o più patologie
croniche ed oltre la metà (59,4%) ha almeno una malattia cronica grave.
(Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

In media le persone con disabilità assumono regolarmente 4 farmaci diversi
mentre la popolazione senza disabilità assume in media regolarmente 2,5
farmaci. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

Risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età
lavorativa, contro poco più del 54% delle persone non disabili. (Fonte:
Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Solamente il 3% delle persone con
disabilità ha come fonte principale un reddito da lavoro.

Il 57,3% e il 53,7% delle famiglie con almeno un disabile, rispettivamente
nelle Isole e nel Meridione, non riceve alcun tipo di aiuto, né pubblico né
privato. (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”)

L’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità, non
riceve alcun aiuto o supporto pubblico (Istituzioni, Comuni, Asl). (Fonte:
Istat, “Famiglia e soggetti sociali”)

INVALIDI?

Le persone con disabilità includono quanti “hanno minorazioni fisiche,
mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con
varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione
nella società su una base di eguaglianza con gli altri.” (Fonte: Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata
dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18)

L’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di
disabilità. La definizione risale agli Anni ‘70: è la difficoltà a svolgere
alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una
menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o
dell’udito. L’invalidità è “civile” quando non deriva da cause di servizio,
di guerra, di lavoro. In linea generale l’invalidità civile viene definita
in percentuale nel caso in cui l’interessato sia maggiorenne.

33% è la percentuale minima per essere considerati invalidi civili. Il 74%
è però il minimo per contare su qualche provvidenza economica.

Il riconoscimento dell’invalidità civile viene effettuato da una
Commissione di accertamento presso l’Azienda USL. Per valutare la
sussistenza e la percentuale di invalidità, la Commissione applica le
tabelle contenute in un Decreto del Ministero della Sanità del 1992. Ad ogni
patologia o menomazione corrisponde una percentuale fissa o variabile di
invalidità.

La Commissione di accertamento dell’invalidità è composta da un medico
specialista in medicina legale (presidente) e da due medici di cui uno
scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1°
gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente
effettivo.

Tutti i verbali di invalidità civile emessi dalle Commissioni ASL vengono
controllati e validati dalle Commissioni di verifica (fino al 2004 del
Ministero del Tesoro, successivamente da una Commissione dell’INPS). La
Commissione di verifica può anche riconvocare a visita l’interessato. Questo
doppio controllo esiste da oltre vent’anni.

Dal 2005 è stata soppressa l’opportunità di presentare ricorso
amministrativo contro i verbali di invalidità. È ammessa solo la possibilità
di ricorso davanti al giudice, con i costi e gli oneri evidenti.

350mila sono le cause civili pendenti in materia di invalidità, con un
giro d’affari – per legali, periti e patronati – di circa 2 miliardi di
euro.

345 sono i giorni che mediamente intercorrono fra la presentazione della
domanda di accertamento di invalidità e l’erogazione di eventuali
provvidenze economiche. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 85)

Soldi per gli invalidi?

2.355.490 erano nel 2009 le prestazioni assistenziali (assegni, pensioni e
indennità) erogate agli invalidi civili. Altre 300mila circa quelle concesse
a ciechi civili e sordi prelinguali. (Fonte: INPS). Il numero degli invalidi
è inferiore a quello delle prestazioni (circa 200mila in meno).

16 miliardi di euro è la spesa per le prestazioni economiche agli invalidi
civili. Circa l’uno per cento del PIL. Il trend di crescita annuale del
numero delle prestazioni agli invalidi civili è diminuito di oltre 2 punti
percentuali dal 2006 in poi (+ 4,5% nel 2009) nonostante l’invecchiamento
della popolazione. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 165)

Spendono di più dell’Italia, per l’invalidità, la Svezia (4,5%), la
Danimarca (4,2%), l’Olanda (2,3%), il Regno Unito (2,2%), il Portogallo
(2,4%), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%), l’Ungheria (2,1%), la Francia
(1,8%), la Germania (1,7%), il Belgio (1,8%). L’Italia si colloca sotto la
media dell’Unione Europea che per la spesa per le invalidità è di 2% del
PIL. (Fonte: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese,
Ministero dell’Economia, 2010)

256,67 euro mensili è l’importo dell’assegno mensile di assistenza che è
riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità
accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. Per ottenere
l’assegno
bisogna risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non
superare il limite reddituale annuo di 4.408,95 euro.

256,67 euro mensili è l’importo della pensione agli invalidi civili al
100%. Il limite reddituale lordo annuo è di 15.154,24 euro.

9, 14 euro al giorno è la cifra percepita dai titolari pensione o assegno
mensile di assistenza.

273.726 erano, nel 2009, gli invalidi civili parziali (74-99%) a cui era
concesso l’assegno mensile di assistenza. (Fonte: INPS)

L’indennità di accompagnamento è una provvidenza assistenziale introdotta
nel 1980 a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di
deambulare autonomamente o senza l’aiuto di un accompagnatore o non sono in
grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. Fra le
condizioni di esclusione: essere ricoverati in istituto a carico dello Stato
o degli enti locali.

480 euro mensili per 12 mensilità è l’attuale importo dell’indennità di
accompagnamento.

1.568.039 erano i titolari di indennità di accompagnamento (Fonte: INPS).
Stime prudenziali basate su dati INPS e ISTAT indicano che due terzi dei
fruitori dell’indennità di accompagnamento sono ultra65enni.

Ha più di 80 anni la metà delle persone disabili, in Italia. (Fonte: Istat
2010, “La disabilità in Italia”)

I CONTROLLI?

200 mila sono stati i controlli effettuati nel corso del 2009 su
altrettanti invalidi. L’INPS dichiara di aver ridimensionato o revocato
circa 18.840 prestazioni, meno del 10%. Non si tratta di un dato definitivo:
il Cittadino ha comunque diritto a presentare ricorso.

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha selezionato un campione
fra gli invalidi di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 78 anni. (Fonte:
Circolare INPS 23 febbraio 2009, n. 26 e Decreto Ministero del Lavoro 29
gennaio 2009)

Il piano straordinario di verifiche del 2009 ha interessato solo invalidi
che percepiscono pensioni o assegni, e non quelli che – per superamento dei
limiti reddituali – non ricevono alcuna provvidenza diretta. Questi ultimi,
comunque, accedono ad altri benefici fiscali, previdenziali, lavorativi.

L’INPS, a giugno 2010, non ha ancora presentato alcun rapporto completo e
definitivo sull’esito dei controlli del 2009 da cui sia possibile evincere:
l’esatto numero delle provvidenze revocate o ridimensionate; la
distribuzione territoriale dei dati; il numero di ricorsi avviati dai
Cittadini a fronte di revoche; il costo del piano di controllo.

Le provvidenze sono state revocate non solo per insussistenza della
condizioni di invalidità, ma anche per motivi reddituali. Quindi non tutte
le revoche riguardano i “falsi invalidi”, ma interessano persone che
disponevano di un reddito superiore a quello previsto per godere di pensione
(14.886,28 euro annui lordi nel 2009) o dell’assegno (4.378,27 euro annui
lordi nel 2009). (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

100 milioni di euro è – secondo dati provvisori INPS – il recupero per
l’Erario
derivante dal piano straordinario di verifiche del 2009 (Fonte: Rapporto
annuale INPS 2009, pagina 84). Il dato non considera gli esiti dei ricorsi
contro i provvedimenti di revoca e i relativi costi processuali.

Per realizzare il piano straordinario di verifiche, l’INPS ha richiesto
alle ASL i fascicoli sanitari degli invalidi selezionati a campione.
Soltanto il 9% dei fascicoli richiesti sono stati inviati dalle ASL nei
tempi richiesti. (Fonte: Rapporto annuale INPS 2009, pagina 84)

500 mila nuovi controlli, distribuiti fra il 2010 e 2012, sono previsti
dall’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010. 700 mila, quindi, sono i
controlli straordinari, effettuati fra i 2009 e il 2012. A questo numero si
aggiungono le revisioni ordinarie che le Commissioni ASL comunemente
predispongono ogni anno nel caso che le patologie o le menomazioni non siano
stabilizzate.

STATO E REGIONI

Lo Stato, anche dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, conserva,
direttamente o tramite INPS, la quasi totalità delle competenze in materia
di invalidità civile. La valutazione degli stati invalidanti viene
effettuata ricorrendo ad un Decreto Ministeriale (e non ad un provvedimento
regionale) del 1992 e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da
norme nazionali. Il controllo sugli atti, sui verbali, sulle certificazioni
è rimasto allo Stato, attraverso l’INPS. I limiti reddituali vengono
stabiliti dallo Stato. Nelle cause civili, infine, presenzia lo Stato
attraverso l’INPS e non le Regioni.

La riforma del Titolo V della Costituzione (artt. 114, 133) ha delineato
un quadro sufficientemente chiaro rispetto alle competenze di Stato,
Regioni, Province e Comuni. Allo Stato rimane come competenza la
“determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale”.

Si attende da anni (per la precisione dalla data di approvazione della
Legge 328/2000) il provvedimento che definisca i livelli essenziali delle
prestazioni sociali, cioè che vengano indicati con certezza a quali
prestazioni sociali “minime” abbia diritto il Cittadino.

Nel 2000 il Governo è stato delegato ad emanare un decreto legislativo
recante “norme per il riordino degli assegni e delle indennità” spettanti
agli invalidi civili, ciechi civili e sordi prelinguali. Nessuno Governo ha
mai usato quella delega o l’ha fatta reiterare con un nuovo provvedimento.
(Fonte: Legge 8 novembre 2000, n. 328, articolo 24)

LE POLITICHE SOCIALI?

L’articolo 38 della Costituzione Italiana recita: “Ogni cittadino inabile
al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
mantenimento e all’assistenza sociale”.

Lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso,
nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro (Fonte: Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali). Per il 2009, 2010 e 2011 il Fondo ha una
decisa retrazione. Nel 2009 sono stanziati 1.355 milioni, che diventano
1.070 per il 2010 e solo 960 nel 2011. Nel 2010 ci sono, rispetto al 2007,
circa 700 milioni di meno. (Fonte: Legge 203/08, Gazzetta Ufficiale,
Supplemento ordinario 285/L, pagina 54)

Il 65% del Fondo per le Politiche Sociali è destinato ai “diritti
soggettivi”. Solo il 35% viene redistribuito a Regioni ed enti locali: meno
di 300 milioni circa nel 2011. Le riduzioni del Fondo, per regole di
bilancio, non incidono sui “diritti soggettivi” ma sul rimanente 35%.

Nel 2007 è stato istituito il Fondo per le Non Autosufficienze: è stata
assegnata la somma di 100 milioni di euro per l’anno 2007 e di 200 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L’articolo 2, comma 465, della
Legge 244/07 ha incrementato il Fondo di 100 milioni di euro per l’anno 2008
e di 200 milioni per l’anno 2009. Pertanto: 100 milioni per il 2007, 300
milioni per il 2008, 400 milioni per il 2009. Il Patto per la Salute
2009-2012 prevede un finanziamento, limitato al 2010, di 400 milioni. Per il
2011 non è previsto alcuno stanziamento.


lug082011

Agevolazioni e detrazioni fiscali per disabili ecco tutto ciò che occorre sapere

Tag: Come fare per… — lucio @ 10:20 am

Ecco per voi un nuovo servizio che noi della redazione di Liguriaccessibile, vogliamo offrirvi per garantirvi una informazione efficacie su alcuni dei temi più importanti quali quelli attinenti alle agevolazioni fiscali.
Come ben sapete, ogni anno la agenzia delle entrate, pubblica un annuario che da delle direttive chiare su tutto ciò che inerisce l’ambito di agevolazioni e detrazioni fiscali.
Ovviamente vi è anche una parte, concernente, i benefici fiscali per le persone con disabilità.
Per tanto abbiamo deciso, di pubblicare sul nostro blog, lo stralcio di tale annuario, che si occupa nello specifico, di tutte le agevolazioni e detrazioni, che spettano alle persone con disabilità.
Così potrete avere, un quadro chiaro dei benefici fiscali previsti per i disabili e le loro famiglie.
Attenzione il testo che segue, è aggiornato al 16 maggio 2011
Annuario agevolazioni fiscali 2011 dell’agenzia delle entrate

Sezione dedicata alle persone disabili

Sono ammesse alle agevolazioni le seguenti categorie di disabili:
1 non vedenti e sordi;
2 disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento;
3 disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
4 disabili con ridotte o impedite capacità motorie.
I non vedenti sono coloro che sono colpiti da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore
ad un decimo ad entrambi gli occhi con eventuale correzione. Gli articoli 2, 3 e 4 della Legge n.
138 del 3 aprile 2001 individuano esattamente le varie categorie di non vedenti, fornendo la definizione
di ciechi totali, ciechi parziali e ipovedenti gravi.
Per quanto riguarda i sordi, l’art. 1 della Legge n. 68 del 1999 definisce tali coloro che sono colpiti da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata.
I disabili di cui ai punti 2 e 3 sono quelli che presentano la situazione di handicap grave prevista dal
comma 3 dell’articolo 3 della legge n. 104 del 1992, certificata con verbale dalla Commissione per l’accertamento
dell’handicap presso la Asl (di cui all’art. 4 della citata legge). In particolare, i disabili di cui
al punto 3 sono quelli la cui situazione di handicap grave deriva da patologie (comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione permanente della deambulazione.
I disabili di cui al punto 4 sono coloro che presentano ridotte o impedite capacità motorie e che non
risultano, contemporaneamente, “affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione”. Solo per tale categoria di disabili il diritto alle agevolazioni è condizionato all’adattamento del veicolo.
Riguardo alla certificazione medica richiesta, l’Agenzia delle Entrate ha di recente fornito le seguenti precisazioni
(si veda la circolare n. 21 del 23 aprile 2010).

PARTE III >
IRPEF E DICHIARAZIONI DEI REDDITI

5. LE AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
• I portatori di handicap psichico o mentale, come previsto per le altre categorie di disabili, conservano il diritto a richiedere i benefici fiscali per l’acquisto di veicoli anche quando lo stato di handicap grave è attestato (invece che dalla commissione medica di cui all’art. 4 della legge n. 104 del 1992) da un certificato rilasciato dalla commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato di invalidità, purché lo stesso evidenzi in modo esplicito la gravità della patologia e la natura psichica o mentale della stessa.
Non può essere considerata idonea, invece, la certificazione che attesta genericamente che la persona è invalida. Ad esempio, non si può ritenere valido un certificato contenente la seguente attestazione “…con totale e permanente inabilità lavorativa e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di svolgere i normali atti quotidiani della vita”. In tal caso, infatti, anche se rilasciata da una commissione medica pubblica, la certificazione non consente di riscontrare la presenza della specifica disabilità richiesta dalla normativa fiscale.
• I disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, o pluriamputati, analogamente a quanto detto al punto precedente, possono documentare lo stato di handicap grave mediante una certificazione di invalidità rilasciata da una commissione medica pubblica, attestante specificatamente “l’impossibilità
a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore”. È necessario, comunque,
che il certificato di invalidità faccia esplicito riferimento anche alla gravità della patologia.
• Per le persone affette da sindrome di Down, rientranti nella categoria dei portatori di handicap psichico o mentale, è ritenuta ugualmente valida la certificazione rilasciata dal proprio medico di base che, pertanto, può essere prodotta per richiedere le agevolazioni fiscali in sostituzione del verbale di accertamento emesso dalla Commissione prevista dall’art. 4 della legge n. 104 del 1992.
• La possibilità di fruire delle agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’auto non è preclusa nei casi in cui l’indennità di accompagnamento, comunque riconosciuta dalla competente commissione per l’accertamento di invalidità, è sostituita da altre forme di assistenza (ad esempio, il ricovero presso una struttura sanitaria con retta a totale carico di un ente pubblico).
Per richiedere il beneficio è necessario, comunque, che il veicolo sia utilizzato a vantaggio della persona invalida.
LE CATEGORIE DEI VEICOLI AGEVOLABILI
Autovetture (*) Veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso
quello del conducente
Autoveicoli per il trasporto promiscuo (*)
Veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate (o a
4,5 tonnellate, se a trazione elettrica o a batteria), destinati al trasporto di cose o di persone
e capaci di contenere al massimo nove posti, compreso quello del conducente
Autoveicoli specifici (*)
Veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone per trasporti in particolari
condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature
relative a tale scopo
Autocaravan (*) (1)
Veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti
al trasporto e all’alloggio di 7 persone al massimo, compreso il conducente
Motocarrozzette Veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, capaci di contenere al massimo
4 posti, compreso quello del conducente, ed equipaggiati di idonea carrozzeria
Motoveicoli per trasporto promiscuo
Veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo
quattro posti, compreso quello del conducente
Motoveicoli per trasporti specifici
Veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari
condizioni e caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature
relative a tale scopo
(*) Per non vedenti e sordi le categorie di veicoli agevolati sono solo quelle con l’asterisco.
(1) È possibile fruire solo della detrazione Irpef del 19%.

5. LE AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
Non è agevolabile l’acquisto di quadricicli leggeri che possono essere condotti senza patente (“minicar”).

Altre informazioni utili
La detrazione compete una sola volta (cioè per un solo veicolo) nel corso di un quadriennio (decorrente dalla data di acquisto) e deve essere calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro, a condizione che lo stesso veicolo venga utilizzato in via esclusiva o prevalente a beneficio del portatore di handicap.
In caso di trasferimento del veicolo a titolo oneroso o gratuito prima del decorso del termine di due anni dall’acquisto è dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse, ad eccezione del caso in cui il disabile, a seguito di mutate necessità legate al proprio handicap, ceda il veicolo per acquistarne uno nuovo sul quale realizzare nuovi e diversi adattamenti.
È possibile riottenere il beneficio per acquisti effettuati entro il quadriennio, qualora il primo veicolo beneficiato risulti precedentemente cancellato dal Pra.
In caso di furto, la detrazione per il nuovo veicolo che venga riacquistato entro il quadriennio spetta al netto dell’eventuale rimborso assicurativo e deve comunque essere calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro. Per i disabili per i quali, ai fini della detrazione, non è necessario l’adattamento del veicolo,
la soglia dei 18.075,99 euro vale solo per le spese di acquisto del veicolo, restandone escluse le
ulteriori spese per interventi di adattamento necessari a consentirne l’utilizzo da parte del disabile (ad esempio, pedana sollevatrice).
Si può fruire dell’intera detrazione per il primo anno oppure si può optare, alternativamente, per la sua ripartizione in quattro quote annuali di pari importo.
Sono inoltre ammesse integralmente alla detrazione del 19% le altre spese riguardanti i mezzi necessari:
• all’accompagnamento;
• alla deambulazione;
• al sollevamento dei disabili accertati ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104/92, indipendentemente dal fatto che fruiscano o meno dell’assegno di accompagnamento.
Spese per riparazioni
Oltre che per le spese di acquisto, la detrazione spetta anche per le riparazioni, escluse quelle di
ordinaria manutenzione.
Sono esclusi anche i costi di esercizio, quali il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante. Anche in questo caso la detrazione ai fini Irpef spetta nel limite di spesa di 18.075,99 euro, nel quale devono essere compresi sia il costo d’acquisto del veicolo che le spese di manutenzione straordinaria relative allo stesso.
Tali spese, per poter essere detratte, devono essere sostenute entro i 4 anni dall’acquisto.

Intestazione del documento comprovante la spesa
Se il disabile è titolare di redditi propri per un importo superiore a 2.840,51 euro, il documento di spesa deve essere a lui intestato.
Se, invece, il disabile è fiscalmente a carico (reddito proprio non superiore a 2.840,51 euro), il documento comprovante la spesa può essere indifferentemente intestato al disabile o alla persona di famiglia della quale egli risulti a carico.

IVA AGEVOLATA, ESENZIONE BOLLO E IMPOSTA DI TRASCRIZIONE
Oltre alla detrazione Irpef del 19% è possibile fruire:

• dell’Iva agevolata al 4%, anziché al 20%, sull’acquisto di autovetture (aventi cilindrata fino a 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e fino a 2800 centimetri cubici, se con motore diesel.

PARTE III >
IRPEF E DICHIARAZIONI DEI REDDITI

5. LE AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
Nuove o usate) e sull’acquisto contestuale di optional; l’Iva ridotta per l’acquisto di veicoli si applica, senza
limiti di valore, per una sola volta nel corso di quattro anni (decorrenti dalla data di acquisto), salvo
riottenere il beneficio per acquisti entro il quadriennio, qualora il primo veicolo beneficiato sia stato
cancellato dal Pra;

• dell’esenzione dal bollo auto: l’esenzione spetta sia quando l’auto (sempre con i limiti di cilindrata
sopra indicati) è intestata allo stesso disabile, sia quando risulta intestata a un familiare di cui egli
sia fiscalmente a carico;
• dell’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà: i veicoli destinati al trasporto o
alla guida di disabili (con esclusione, però, di non vedenti e sordi) sono esentati anche dal pagamento
dell’imposta di trascrizione al Pra in occasione della registrazione dei passaggi di proprietà. Il beneficio
compete sia in occasione della prima iscrizione al Pra di un’auto nuova, sia nella trascrizione
di un “passaggio” riguardante un’auto usata. L’esenzione spetta anche in caso di intestazione a favore
del familiare di cui il disabile sia fiscalmente a carico. La richiesta di esenzione deve essere rivolta
esclusivamente al Pra territorialmente competente.
>> LA DETRAZIONE PER GLI ADDETTI ALL’ASSISTENZA
Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, nei casi di non autosufficienza nel compimento
degli atti di vita quotidiana, sono detraibili nella percentuale del 19%, calcolabile su un ammontare
di spesa non superiore a 2.100 euro, purchè il reddito complessivo del contribuente non sia superiore
a 40.000 euro.
Sono considerate “non autosufficienti” le persone che non sono in grado, ad esempio, di assumere alimenti,
di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare
gli indumenti, e quelle che necessitano di sorveglianza continuativa.
Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta rilasciata
dal soggetto che presta l’assistenza. La documentazione deve contenere il codice fiscale e i dati anagrafici
di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare,
nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

ATTENZIONE
L’importo di 2.100 euro deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente, a prescindere
dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza. In pratica, se un contribuente ha sostenuto
spese per sé e per un familiare, l’importo teorico utilizzabile resta comunque quello di 2.100 euro.
Nell’ipotesi in cui più contribuenti hanno sostenuto spese per assistenza riferita allo stesso familiare,
l’importo teorico deve essere diviso tra i soggetti che hanno sostenuto la spesa.

Accertamento dello stato di non autosufficienza
La non autosufficienza deve risultare da certificazione medica. La detrazione non compete, ad esempio,
per l’assistenza prestata a bambini, se la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.
Cumulabilità
La detrazione d’imposta per gli addetti all’assistenza non pregiudica la possibilità di dedurre i contributi
previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza
personale o familiare che, si ricorda, sono deducibili nel limite di 1.549,37 euro.
5. LE AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
L’ALIQUOTA IVA AGEVOLATA PER AUSILI TECNICI E INFORMATICI

L’ALIQUOTA AGEVOLATA PER I MEZZI DI AUSILIO

Si applica l’aliquota Iva agevolata del 4% per l’acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento
dei disabili (ad esempio, servoscala).

L’ALIQUOTA AGEVOLATA PER I SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI

Si applica l’aliquota Iva agevolata al 4% ai sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza
e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’articolo 3 della legge n. 104 del 1992.
Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche
o informatiche, sia di comune reperibilità che appositamente fabbricati.
Deve inoltre trattarsi di sussidi da utilizzare a beneficio di persone limitate da menomazioni permanenti
di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio e per conseguire una delle seguenti finalità:

• facilitare la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente,
l’accesso all’informazione e alla cultura;
• assistere la riabilitazione.
Per fruire dell’aliquota ridotta il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente
documentazione:

• specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza dalla quale
risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico;
• certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l’esistenza di una invalidità funzionale rientrante
tra le quattro forme ammesse (cioè di tipo motorio, visivo, uditivo o del linguaggio) e il carattere
permanente della stessa.
AGEVOLAZIONI PER I NON VEDENTI

DETRAZIONE DALL’IRPEF DEL 19% DELLE SPESE SOSTENUTE PER L’ACQUISTO DEL CANE GUIDA
La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale, e può essere calcolata sull’intero ammontare del costo sostenuto (circolare dell’Agenzia delle Entrate n.
238/2000). La detrazione è fruibile dal disabile o dal familiare di cui il non vedente risulta fiscalmente
a carico e può essere utilizzata, a scelta del contribuente, in unica soluzione o in quattro quote annuali
di pari importo.
DETRAZIONE FORFETARIA DI 516,46 EURO DELLE SPESE SOSTENUTE PER IL MANTENIMENTO
DEL CANE GUIDA
La detrazione per il mantenimento del cane spetta senza che sia necessario documentare l’effettivo sostenimento
della spesa. Al familiare del non vedente non è invece consentita la detrazione forfetaria anche
se il non vedente è da considerare a carico del familiare stesso.

ALIQUOTA IVA AGEVOLATA DEL 4%

L’agevolazione è prevista per l’acquisto di particolari prodotti editoriali destinati ad essere utilizzati da
non vedenti o ipovedenti, anche se non acquistati direttamente da loro: giornali e notiziari, quotidiani,
libri, periodici, ad esclusione dei giornali e dei periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di
informazione libraria, realizzati sia in scrittura braille sia su supporti audiomagnetici per non vedenti ed
ipovedenti. L’applicazione dell’aliquota Iva del 4% si estende alle prestazioni di composizione, legatoria
e stampa dei prodotti editoriali, alle prestazioni di montaggio e duplicazione degli stessi, anche se realizzati
in scrittura braille e su supporti audiomagnetici per non vedenti ed ipovedenti.

PARTE III >
IRPEF E DICHIARAZIONI DEI REDDITI

5. LE AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
AGEVOLAZIONI PER I SERVIZI DI INTERPRETARIATO

È prevista la detrazione del 19% per le spese sostenute dai sordi (riconosciuti ai sensi della legge 26
maggio 1970, n. 381) per i servizi di interpretariato. Per poter fruire della detrazione i soggetti interessati
devono essere in possesso delle certificazioni fiscali rilasciate dai fornitori dei servizi di interpretariato.
Tali certificazioni devono essere conservate dal contribuente ed essere esibite agli Uffici delle Entrate in
caso di apposita richiesta.
La detrazione del 19% sull’intero importo per tutte le spese sopraesposte spetta anche al familiare del disabile se questo risulta fiscalmente a carico.

ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Fino al 31 dicembre 2012, salvo proroghe, è possibile fruire della detrazione Irpef sulle spese di ristrutturazione
edilizia.
Rientrano tra queste le spese sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche, riguardanti ad esempio
ascensori e montacarichi, e quelle effettuate per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione,
la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano adatti a favorire la mobilità interna ed esterna
delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992.
La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche non è fruibile contemporaneamente alla detrazione
del 19% a titolo di spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile.
La detrazione del 19% su tali spese, pertanto, spetta solo sulla eventuale parte in più rispetto alla quota di spesa già assoggettata alla detrazione del 36%.
La detrazione è applicabile alle spese sostenute per realizzare interventi previsti unicamente sugli immobili,
per favorire la mobilità interna ed esterna del disabile.
Non si applica, invece, alle spese sostenute per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, sia pure ugualmente diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna del disabile: non rientrano,
pertanto, in questa tipologia di agevolazione, ad esempio, l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi
a tocco, computer o tastiere espanse.
Tali beni, infatti, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali è già previsto l’altro beneficio consistente nella detrazione del 19%.
La sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari, può essere considerata intervento che determina il diritto alla detrazione se risulta conforme alle prescrizioni tecniche
previste dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche (fermo restando, tuttavia, il diritto alla detrazione secondo le regole vigenti, qualora gli stessi interventi possano configurarsi quali interventi
di manutenzione ordinaria o straordinaria).
Tra gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche che danno diritto alla detrazione rientra
anche la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione.
Per le prestazioni di servizi relative all’appalto dei lavori in questione, è applicabile l’aliquota Iva agevolata
del 4%, anziché quella ordinaria del 20%.

ATTENZIONE Le indicazioni dell’Annuario potrebbero subire modifiche per effetto di provvedimenti successivi; controllarle seguendo i comunicati stampa e il sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.
fonte:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home


feb022011

Permessi lavorativi 104: sospensioni in arrivo

Tag: Come fare per…, News dall’Italia — daniela @ 3:54 pm

tratto da :

Press-IN anno III / n. 297

Superando.it del 31-01-2011

Permessi lavorativi: sospensioni in arrivo

(di Carlo Giacobini)

Dopo le modificazioni della Legge 104/1992, in materia di permessi lavorativi, l’INPS mette in moto i propri controlli per verificare se quei benefici siano conformi o meno alle nuove disposizioni. Nel frattempo l’Istituto che assicura gran parte dei dipendenti del settore privato, sospende il pagamento dei permessi lavorativi “dubbi”.

Ci attendono settimane di ulteriore “agitazione” e disorientamento: da parte dei prossimi molti lavoratori che fruiscono dei permessi lavorativi i quali riceveranno una lettera dall’INPS con la richiesta di chiarimenti rispetto al beneficio di cui godono. Quest’ultimo, nel frattempo, viene sospeso. Bisognerà rispondere entro il 31 marzo. Questi controlli riguardano gli assicurati INPS (gran parte dei dipendenti del settore privato), ma analoghe iniziative di controllo inizieranno anche nel comparto pubblico ad opera delle relative amministrazioni.

Si tratta del primo effetto delle nuove disposizioni introdotte dall’articolo 24 della Legge 183 del 4 novembre scorso le cui conseguenti indicazioni operative giungono dall’INPS con il Messaggio 1740 (25 gennaio 2011). L’Istituto affronta in particolare i casi che, vista la nuova disciplina, potrebbero non aver più diritto ai permessi lavorativi.
Come si ricorderà, la Legge 183/10, che ha modificato l’articolo 33 della Legge 104/92, ha disposto, fra l’altro, che:
– i permessi possono essere fruiti, oltre che dal coniuge o dai genitori, dai parenti o affini fino al secondo grado;
– eccezionalmente i permessi possono essere fruiti dai parenti o affini di terzo grado nel caso in cui uno dei genitori o il coniuge della persona siano deceduti o mancati, oppure abbiano più di 65 anni di età, oppure siano essi stessi affetti da patologie invalidanti;
– ad esclusione dei genitori, che possono fruire alternativamente dei permessi lavorativi, negli altri casi un solo lavoratore può accedere all’agevolazione (non è ammessa l’alternatività nemmeno in mesi diversi).

Controlli
E proprio la verifica di queste condizioni è l’oggetto dei controlli dell’INPS, che riguarderanno sicuramente tutti i casi in cui il grado di parentela o affinità sia del terzo grado o non sia stato indicato nelle domande già accettate e tutti i casi in cui i permessi siano fruiti, pur alternativamente, da parenti o affini che non siano i genitori.
Ma attenzione: in attesa di completare i controlli, l’INPS sospende il pagamento del permessi. Il che significa che non se ne può più fruire.
Se al termine dei controlli gli elementi inviati dal lavoratore sono sufficienti, la concessione dei permessi viene confermata (non se ne conoscono i tempi) e la fruizione degli stessi può riprendere.
In caso contrario, il pagamento dei permessi da parte dell’INPS viene definitamente revocato. Lo stesso effetto è prodotto dal mancato invio della documentazione richiesta.
In tutti questi casi l’INPS procede al recupero dei relativi pagamenti già effettuati o interviene sui conguagli all’azienda, dal 24 novembre 2010 alla data di comunicazione.
Le successive azioni dell’Azienda sul lavoratore, non sono di interesse dell’INPS, ma è ovviamente da supporre che ciascuna Azienda tenterà di recuperare ciò che l’Istituto si è “ripreso”, agendo sulla retribuzione o sulle ferie del lavoratore.

Disagi gravi
Come si può intuire i disagi per i lavoratori non sono di poco conto.
Se rientrano fra gli aventi diritto anche in base alle nuove indicazioni, ben che vada rimarranno senza la possibilità di fruire dei permessi per qualche mese. Se non ne hanno diritto in forza delle nuove norme, si troveranno a “pagare” retroattivamente per i permessi “impropriamente” goduti.
Il tutto solleva non pochi dubbi sulla legittimità del provvedimento dell’INPS che, come è facile intuire, causerà non pochi contenziosi. E crea anche non poca confusione.
Lo sintetizza bene Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap): «Questa non è certo la millantata caccia ai furbi o ai fannulloni. Si applica male, in barba alle più elementari garanzie giuridiche, una norma nata peggio [Legge 183/10, NdR], incensata da roboanti proclami, ma che generato “un topolino morto”. È completamente inadeguata sia a tutelare i disabili veri che a salvaguardare aziende e amministrazioni pubbliche. E a peggiorare il tutto adesso ci si mette pure l’INPS».
Ad essere colpiti sono i soliti noti. Prosegue Barbieri: «I disagi e le ricadute sono su chi ha correttamente fruito, fino ad oggi, dei permessi lavorativi, non certo su chi ne gode in modo elusivo a danno dei reali beneficiari: le persone con disabilità. Vi ravvisiamo la stessa caotica logica demagogica, persecutoria e inconcludente, ispirata dal ministro Tremonti, adottata nella cosiddetta “caccia ai falsi invalidi”. Chiederemo chiarimenti».

La situazione sembra destinata a diventare rovente: ne seguiremo gli sviluppi.

Per approfondimenti
Messaggio INPS 25 gennaio 2011, n. 1740
Legge 4 novembre 2010, n. 183 (articolo 24)
INPS sui permessi lavorativi: sospensioni, controlli e revoche (scheda informativa su HandyLex.org)


gen132011

Asl3 Liguria presenta Lo sportello del disabile uno strumento sicuro per la tutela di tutti

Tag: Come fare per… — lucio @ 9:32 am

Parliamo ora, di un punto di riferimento davvero importante, per garantire alle persone con disabilità la giusta tutela nella fruizione di determinati servizi.
Infatti è attivo presso l’ufficio relazioni con il pubblico dell’Asl3 Liguria (http://www.asl3.liguria.it/), lo sportello del disabile, che appunto si pone l’obbiettivo di garantire alle persone disabili, una vasta gamma di servizi.
Abbiamo contattato per voi lo sportello, Per spiegare in due parole cosa può fare per venire incontro alle esigenze di chi ha bisogno.
Quindi lasciamo ora la parola ai responsabili dello sportello, che potranno indubbiamente darvi indicazioni precise, su quanto tale struttura è in grado di fare per tutelare le persone con disabilità.

“Presso l’ Ufficio Relazioni con il Pubblico della ASL 3 Genova – in Largo San Giuseppe 2 – è aperto lo Sportello del Disabile rivolto ai cittadini con ritardo mentale, disabilità motoria, visiva, uditiva.
Finalità di questo servizio sono:
• aiutare il cittadino a focalizzare il proprio bisogno
• agevolarlo nelle procedure amministrative e indirizzandolo nei luoghi preposti in tempi più brevi possibili
• informarlo sulle risorse istituzionali esistenti
• facilitare la comunicazione e lo scambio con il “mondo” rendendo più fruibili attività ludiche, culturali, sportive…della città

Sono disponibili operatori che conoscono le problematiche della disabilità e, che in uno spazio facilmente accessibile, privo di barriere architettoniche, con a disposizione mezzi informatici e di comunicazione atti a rendere l’informazione rapida ed efficace.
Lo sportello informativo del disabile è aperto il lunedì con cadenza quindicinale ed è possibile ricevere informazioni anche contattando telefonicamente gli Operatori al numero 010/344.75.84.”
Ringraziamo lo sportello del disabile, per averci fornito tutto ciò che occorre sapere a riguardo.
Se vuoi avere ulteriori dettagli in merito,
visita il sito:
http://www.asl3.liguria.it/


gen112011

Angsa Liguria onlus uno sportello a favore dell’autismo

Tag: Come fare per… — lucio @ 9:49 am

Amiche e amici di Liguriaccessibile, Angsa Liguria onlus ci presenta le attività dello sportello sull’autismo, per il nuovo anno.
Angsa Liguria, lo ricordiamo è la sezione regionale dell’associazione nazionale genitori soggetti autistici.
Da diversi anni, si pone l’obbiettivo di aiutare le famiglie che convivono con questa drammatica realtà.
Così in porto antico presso i magazzini del cotone, grazie anche al contributo della biblioteca De Amicis e l’università di Genova “facoltà di scienze della formazione”, è stato attivato uno sportello di ascolto, che possa essere un punto di riferimento affidabile per coloro che fanno i conti con le difficoltà quotidiane dell’autismo.
Ora Angsa Liguria onlus, spiega le finalità dello sportello, e ci annuncia altre importantissime novità.
Lasciamo quindi la parola all’associazione, che potrà guidarci meglio in tutte le sue lodevoli iniziative, e farci apprezzare il grande impegno che caratterizza le sue attività.

“S P O R T E L L O INFORMATIVO SULL’AUTISMO

Lo Sportello Informativo sull’Autismo nasce con l’obiettivo di offrire accoglienza e consulenza alle famiglie e agli insegnanti. Contemporaneamente vuole porsi come strumento per raccogliere varie informazioni sui problemi e le richieste delle famiglie e degli insegnanti e sul grado di soddisfazione rispetto ai servizi ricevuti, allo scopo di orientare le azioni dell’associazione e di fornire elementi utili ai Servizi Sociali e Sanitari.,

Lo Sportello è attivato da Angsa Liguria, l’associazione di famiglie di persone con autismo, con la collaborazione della Biblioteca de Amicis del Comune di Genova e con il patrocinio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova.

La collaborazione con la Biblioteca De Amicis, che offre lo spazio per la
realizzazione dello sportello presso la propria sede ai “Magazzini del Cotone” del Porto
Antico di Genova, consentirà anche la maggiore diffusione di conoscenza del problema
autismo e la possibilità di “costruire insieme” occasioni anche per dare possibilità di
inclusione e successiva integrazione ai nostri bambini e ragazzi.

Il patrocinio della Facoltà di Scienze della Formazione nasce dalla gentile collaborazione in volontariato della Prof.ssa Pesenti (già Direttore responsabile dell’Unità Operativa Assistenza Consultoriale della Asl 3 Genovese, e attuale Professore di “Psicologia degli apprendimenti della lettura e scrittura” presso il corso di Laurea Specialistica di Psicologia e Professore di “Psicologia delle disabilità” presso il corso di Laurea in Formazione Primaria della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Genova). La professoressa Pesenti, oltre ad aver aiutato la nostra associazione nell’attivazione dello sportello, offrirà la sua competenza ed esperienza per l’accoglienza e l’ascolto delle famiglie e per le consulenze agli insegnanti.

Lo sportello sarà aperto due giorni al mese presso la Biblioteca De Amicis, magazzini del Cotone, Porto Antico di Genova.
Si riceve su appuntamento telefonando al 346 6237315 o scrivendo all’indirizzo sportelloautismo@angsaliguria.it

!é attivo uno “Sportello Insegnanti” inteso come spazio di discussione e confronto fra insegnanti sui temi dell’integrazione e dell’autismo.
ANGSA LIGURIA onlus
Via del boschetto 2 16152 Genova
Tel 010 65.33.838
cel 346.62.37.315 – e-mail:
sportelloautismo@angsaliguria.it
sito web:
http://www.angsaliguria.it/“


dic212010

La ASL1 imperiese avvia un nuovo servizio odontoiatrico per disabili gravi

Tag: Come fare per… — lucio @ 9:57 am

L’ASL 1 imperiese, ha avviato un servizio odontoiatrico, specialistico per particolari categorie di disabili gravi.
Un servizio che è stato attivato presso l’ospedale di San Remo, e che consentirà i disabili con determinate patologie residenti nella provincia di Imperia, di poter effettuare le cure odontoiatriche, vicino casa e senza tutte le problematiche che hanno da sempre contrassegnato tali cure.
Infatti tale nuovo centro, è aperto a quei pazienti che a causa di alcune patologie particolari, necessitano di effettuare determinate cure in una sola seduta.
Per farvi spiegare meglio a chi è rivolto il servizio, e come funziona, e ovviamente per avere tutte le informazioni necessarie per entrare in contatto con questa nuova realtà, abbiamo chiesto all’Asl1 imperiese di fornirci tutti i dettagli del caso.
Così potrete avere un quadro chiaro su questo centro, che naturalmente si pone l’obiettivo, di garantire un servizio efficiente per quei disabili che a causa della loro patologia incontrano ancor più difficoltà per effettuare alcune cure.
Ecco a voi come la Asl1 di Imperia, ci presenta questo centro, che lo ricordiamo si trova presso l’ospedale di San Remo.

“Un nuovo servizio di cure odontoiatriche
in anestesia generale per persone con gravi disabilità

L’ASL 1 Imperiese ha appena avviato un nuovo servizio di cure odontoiatriche dedicato ai pazienti con gravi disabilità che necessitano di effettuare i trattamenti di carattere estrattivo e conservativo in un’unica seduta in anestesia generale. Il servizio è stato collocato presso la Day Surgery dell’Ospedale di Sanremo (Padiglione Borea, 4° piano).
Fino ad ora (come in molte altre realtà liguri) tale servizio non era disponibile ed i pazienti erano costretti a rivolgersi fuori provincia o anche fuori regione per ottenere tali prestazioni con costi a carico del Servizio Sanitario Regionale e soprattutto con disagi e spese di trasferta per le famiglie dei pazienti disabili.
Il servizio, avviato nelle scorse settimane, è destinato a tutti gli assistiti disabili che risiedono sul territorio dell’ASL 1 Imperiese e che non possono svolgere, a causa della loro patologia, normali sedute ambulatoriali odontoiatriche. Il progetto nasce dalla collaborazione multidisciplinare di diverse strutture dell’ASL 1 imperiese: Disabilità Adulti, Day Surgery , Otorinolaringoiatria, Anestesia e Rianimazione.
Di norma, dopo l’esecuzione di una radiografia completa delle arcate dentali, il servizio odontoiatrico per disabili può fornire, in un’unica seduta: ablazione del tartaro, cure preventive con sigillatura dei solchi dentali, otturazioni, estrazioni. Al momento non sono previste prestazioni di tipo protesico.
Attualmente sono in carico alla Struttura Disabilità Adulti complessivamente 477 persone di cui:
• 293 sono assistiti in strutture residenziali e semiresidenziali;
• 184 sono assistiti ambulatorialmente o mediante altre tipologie di assistenza
Rispetto a queste cifre si stima che il potenziale bacino d’utenza del nuovo servizio possa essere valutato intorno al 20% del totale.
L’equipe che segue il progetto si riserva, tuttavia, la possibilità di valutare casi di altri pazienti che possono aver bisogno di questo tipo di prestazioni anche se sono affetti da disabilità psichiche o patologie gravi, non totalmente invalidanti, che rendono necessarie le cure odontoiatriche in un unica seduta.

Per richiedere informazioni e prenotare la prima visita e gli esami le famiglie interessate possono contattare, dal lunedì al venerdì, i seguenti numeri:
• 0183/537.545 dalle ore 9.00 alle ore 13.00
• 0184/536.373 (Day Surgery) dalle 12.00 alle 13.00

Sono stati prodotti 400 depliant e 350 locandine in distribuzione negli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri, nelle farmacie e per le associazioni che si occupano di disabilità”.