Al via la 4° edizione del concorso Il volo di Pegaso

Pegaso cammina, anzi corre verso la quarta edizione di un premio nato per dare voce al mondo sommerso delle malattie rare e che ogni anno aggiunge un tassello
alle espressioni con cui raccontare il tema malattia.
E nella costellazione di Pegaso, questo cavallo immaginato per sfidare persino gli Dei, quest’anno entra la musica. Dopo il disegno, la pittura, la scultura,
la narrativa, la fotografia e gli spot, per immaginare i sentieri attraversati da chi soffre di una malattia rara adesso si potrà utilizzare anche la musica:
una canzone, un’aria, una composizione, una melodia.
Il tema del concorso è: “In cammino”.
Cos’altro è la malattia, infatti, se non un lungo percorso sul quale si snoda il proprio vissuto e sul quale si sospende tutto? Forse un sottile filo da
equilibrista su cui riscrivere la propria storia e inventarla da capo. E’ sempre un cammino la malattia, e anche quando sembra arrestare tutto, in realtà,
ci catapulta su strade difficili, ripide, mai asfaltate e sempre ciottolose, ma costretti a camminare. Ed è il racconto in parole, musica o immagini che
chiediamo di questo viaggio, la fotografia di queste strade, sulle quali è possibile incontrare anche la speranza.
Dunque le opere dovranno parlare di questo luogo che, in fondo, comincia come un “non luogo” che è il viaggio di chi deve affrontare la malattia, della
lotta che serve in tutto questo tempo per riconoscerla e per riconoscervi poi se stessi.
In cammino è poi anche raccontare gli incontri fatti per strada, soprattutto quando questa strada diventa una roccia su cui inerpicarsi, dell’assenza di
gradini, di rampe su cui poggiarsi, del dolore delle mani nude sulle rocce. Ma è anche il racconto dello sguardo che la roccia offre dall’alto, di quello
sguardo pieno di umanità che quel viaggio ha reso a chi lo ha attraversato e di come, a volte, su quella strada può accadere di incontrare qualcuno, di
poter moltiplicare il coraggio.
Chiediamo quindi di narrare quel tratto di strada per come ognuno l’ha vissuto, o semplicemente, l’ha immaginato, perché ogni viaggio raccontato, possa
restituirci i mille angoli da cui si può pensare un cammino.
Per saperne di più visitate il sito del Centro Nazionale Malattie Rare: www.iss.it/cnmr


set282010

“Cancelliamo l’ignoranza”

Tag: Eventipatrizia @ 10:54 am

Cancellare l’ignoranza è il primo passo per abbattere la barriera più difficile.

I pregiudizi, le discriminazioni e i preconcetti nei confronti delle persone con disabilità, sono gli ostacoli più duri da abbattere, anche perché uno scalino lo si vede e lo si può evitare in qualche modo, mentre tutto ciò che non si vede è nella mente umana ed è molto più pericoloso.

Purtroppo la società in cui ci ritroviamo oggi a vivere, ci vorrebbe tutti belli, sani e soprattutto…normali.

Viene però da domandarsi chi stabilisca i criteri per definire una persona “normale”, io spesso mi chiedo se questa società sia poi così “normale”.

Le iniziative come quella che si svolgerà a Roma nei prossimi giorni, servono soprattutto a sensibilizzare le persone sul fatto che accanto a loro, quotidianamente, vivono tantissime altre persone che a causa di una qualsiasi disabilità, sono come in una sorta di mondo parallelo, come se facessero parte di un’altra società; non ci si rende conto invece che tutte queste persone semplicemente necessitano di “bisogni particolari” per poter vivere nella società dei “normali”.

Cancellare l’ignoranza significa far conoscere questo mondo, popolato esclusivamente da esseri umani, senza alcuna presenza di extra terrestri verdi!

Redattore Sociale del 27-09-2010

Handicap day: artisti e famiglie insieme per cancellare l’ignoranza

La kermesse di musica e spettacoli si terrà a Roma, in piazza del Popolo, il 2 e 3 ottobre prossimi. Cecchini (Provincia di Roma): “Le barriere più pericolose

sono quelle dell’ignoranza

ROMA. Attori, musicisti, cantanti, ballerini, teatranti, con e senza disabilità, e poi tante famiglie e associazioni che quotidianamente lavorano per la

qualità della vita delle persone con disabilità: è l’Handicap Day, in programma a Roma il 2 e 3 ottobre prossimi a piazza del Popolo, presentato stamattina

nella sala “Piccola Promoteca” del Campidoglio. Sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio della Regione Lazio, la kermesse,

giunta alla sua terza edizione, è finanziata dal Comune e dalle Provincia di Roma. Tra gli ospiti in conferenza stampa anche Simona Atzori, la ballerina

senza braccia: “Anche la danza, così rigida, è la dimostrazione che, laddove si ama la vita, si può anche con forza affrontare difficoltà maggiori”.

La manifestazione apre sabato 2 ottobre alla presenza delle autorità, per poi proseguire domenica 3 con il gran finale firmato Renzo Arbore, Luisa Corna,

Tosca, Nino Frassica, Raffaele Paganini, Giovanni Cacioppo e tanti altri che saliranno sul palcoscenico per lanciare lo slogan della manifestazione: “Cancelliamo

l’ignoranza”. Le giornate dell’Handicap Day, promosse in un’ottica di condivisione e integrazione, sono un’occasione e uno stimolo si legge in una nota

congiunta Comune e provincia di Roma “per sperimentare, conoscere ed approfondire le tematiche e le dinamiche operanti all’interno delle politiche sociali”.

Una vera e propria cittadella della solidarietà, infatti, verrà allestita presso piazza del Popolo: un grande palco, aree sportive, spazi espositivi e

ampi momenti di dibattito tra cittadini e associazioni, pubbliche e private, che operano nel più vasto terzo settore di Roma e del Lazio.

La piazza sarà anche occasione di divertimento, per grandi e piccoli, grazie al contributo della marching band “Pinkpuffer” e la tribù “Akuna Matata”.

Si alterneranno, inoltre, diverse dimostrazioni di discipline sportive: grazie alla collaborazione con la Federazione italiana Baseball Softball, infatti,

sarà possibile giocare con i Campioni d’Europa Roberto De Franceschi, Igor Schiavetti, Giuseppe Mazzanti. Nella serata conclusiva, poi, un particolare

riconoscimento sarà consegnato al policlinico universitario “Agostino Gemelli”, primo ospedale italiano a disporre di un innovativo percorso tattilo-plantare

vocalizzato per non vedenti e ipovedenti.

“Le barriere più pericolose ha dichiarato Claudio cecchini, assessore alle politiche Sociali della Provincia di Roma sono quelle legate alla paura, all’ignoranza,

al pregiudizio: non creano integrazione. L’Handicap Day serve a questo: lanciare un messaggio, oltre la quotidianità dei servizi offerti dalle Istituzioni.

E’ un momento forte di educazione e sensibilizzazione”. “Un ringraziamento ha poi concluso va alle oltre 70 associazioni presenti negli stand, ma anche

agli artisti e ai cantanti che, con la loro fama e notorietà, richiamano attenzione su un evento. La loro disponibilità è a servizio della visibilità di

tutti”. “Due gli obiettivi della kermesse: ha poi aggiunto Sveva Belviso, assessore alle politiche Sociali del Comune di Roma il primo è una sfida culturale.

Si ha la necessità di tenere alti i riflettori sul tema della disabilità aldilà del rispetto di facciata che si riserva alle persone disabili. Il secondo

è una sfida reale: una sfida della realtà, delle p ersone coinvolte, delle associazioni, delle famiglie che vivono la disabilità ogni giorno. Tutti i giorni.

Accompagnati molto spesso da un senso di solitudine”. (eb)


mag212010

OMBRE E PULCI D’ACQUA

Tag: Arte accessibile, EventiMirko @ 11:58 am

Spettacolo presentato dalla Compagnia DANZABILITA’ di Genova alla quarta rassegna nazionale “Teatro e disabilità” di Rovigo

Il 18 e il 19 maggio la Compagnia DANZABILITA’ di Genova ha partecipato alla quarta rassegna nazionale “Teatro e disabilità” di Rovigo, dopo il successo dello spettacolo “Un’altra breccia nel muro” di un anno fa dove ha ottenuto la Nomination (secondo posto), con il nuovo spettacolo dal titolo OMBRE E PULCI D’ACQUA

Qui sotto una breve riassunto:

Un’antica leggenda degli Indiani d’America narra che un insetto rubasse l’ombra a chi non rispettava la natura. Privati così della loro anima gli uomini si ammalavano. Solo con la musica e il canto riuscivano infine a riaverla e a vivere felici. Branduardi ha composto la canzone “La pulce d’acqua” a partire da questo racconto e noi abbiamo immaginato ciò che il testo non dice. Cosa fanno le ombre dopo esser state rubate? Come se la cavano gli uomini senza di esse? Che fine fanno le pulci d’acqua? Come avviene il processo di guarigione? Le pulci d’acqua, nel sottrarre le ombre ai rispettivi proprietari, le liberano dal vincolo di doversi muovere a comando. D’altro canto gli uomini, privati del loro lato oscuro, si sentono come marionette a cui il burattinaio abbia improvvisamente tagliato i fili. Il processo di guarigione comincia nel momento in cui ciascuna persona comprende quanto in realtà dipenda da quella stessa Ombra che in genere pensa di comandare oppure si dimentica addirittura di avere. L’armonia viene ristabilita nel momento in cui ciascuno riannoda i fili della propria storia integrando le parti di sé sfuggite al controllo e alla consapevolezza. Le ombre rubate sono rappresentate da un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, che ringraziamo per la collaborazione. Per la traduzione in Lingua dei Segni il nostro grazie va invece all’associazione Mani in Movimento Onlus.

Cronaca delle due giornate:

Partiti martedì mattina alle 8.40 da Genova Sampierdarena con 6 macchine e 19 persone, siamo arrivati a Rovigo intorno alle 13.
Dove ci siamo incontrarti con altri 5 del gruppo partiti prima.
Dopo aver mangiato qualcosa e rinfrescati in albergo, siamo andati al teatro per fare la prova generale prima dello spettacolo, qui ci siamo divertiti e abbiamo provato le luci, l’audio e il video.
Dopo le prove ci siamo ritrovati con il gruppo di Tortoreto dell’Abruzzo per cenare assieme. Dopo di che siamo andati in Albergo a dormire.
Mercoledì ci siamo svegliati circa alle 6.15.
Dopo aver fatto una abbondante colazione ci siamo diretti al teatro dove alle 9.30 è iniziato lo spettacolo.
A vedere i due spettacoli c’erano le varie scuole elementari e medie locali, i bambini e i ragazzi si sono dimostrati interessati e partecipavano con il battito ritmato le nostre perfomance.
Dopo il nostro spettacolo siamo restati a vedere lo spettacolo della compagnia abruzzese.
A mezzogiorno siamo andati a magiare al ristorante tutti insieme.
Il tempo di mangiare e di salutare tutti è arrivata l’ora del ritorno a Genova.
Questi due giorni sono stati momento che li porterò sempre con me e penso che anche i miei compagni la pensino come me.
Mi è piaciuto il modo in cui tutti si sono inseriti e trovati a proprio agio i nuovi arrivati.
Ora vorrei fare un ringraziamento particolare alla nostra regista e soprattutto mia grande amica SABINA BIANCHI, che si è fatta carico di tutti i lavori, sia di segreteria, sia di regia senza nessun ritorno economico.

Mirko


feb012010

L’Africa di Giovanni Marrozzini

Tag: Eventi, Genova e dintornidaniela @ 10:31 am

 

Proroga mostra Mama fino al 28 Febbraio e presentazione catalogo
Mercoledì 10 febbraio 2010

Presentazione del catalogo della mostra Mama, l’Africa di Giovanni Marozzini, MIROR Edizioni, 132 pagine, con DVD e testi di Denis Curti, Michela Fusaschi, Eugenio Saltarel, Fabrizio Boggiano, Maria Camilla De Palma, Marco Arscone, Elena Moroni.

interventi di:
Fabrizio Boggiano, curatore della mostra
Denis Curti, critico della fotografia
Marco Arscone, psicologo ergonomo, cooperativa D.Chiossone onlus
Simonetta Maione, responsabile Servizi Educativi e Didattici, Settore Musei
Più che un reportage fotografico, un percorso di emozioni. Marrozzini racconta in modo particolare le sue esperienze in Etiopia con operai non vedenti e la drammatica realtà dell’infibulazione. Grazie a percorsi tattili e a un’ambientazione sonora che sollecita un’esperienza polisensoriale, la mostra è accessibile ai disabili visivi. In collaborazione con l’Istituto Chiossone e le donne africane della città.

per ulteriori informazioni :

Castello D’Albertis
Museo delle Culture del Mondo
Museo delle Musiche dei Popoli

C.so Dogali 18, 16134 Genova
Tel. 0102723820/0102723464
www.castellodalbertis.museidigenova.it
castellodalbertis@comune.genova.it

Orario:
ottobre-marzo:
martedì-venerdì 10.00-17.00;
sabato e domenica 10.00-18.00
aprile-settembre:
martedì-venerdì 10.00-18.00; sabato e domenica 10.00-19.00
lunedì chiuso


gen202010

I disabili “snobbati” dalla pubblicità

Tag: Eventipatrizia @ 11:56 am

MILANO – Snobbati dalla pubblicita’, costretti ad affidarsi al passaparola per scambiarsi informazioni sui servizi, in guerra costante con il ‘digital divide’.

I disabili vivono cosi’ il mondo della comunicazione. Un universo che resta ancora troppo distante dalle loro esigenze e che spesso sembra rappresentarli

in maniera distorta. E’ quanto emerge dalla ricerca”Comunicare la disabilita”, condotta dall’Osservatorio nazionale permanente sulla comunicazione e la

disabilita’ della Fondazione universita’ Iulm su richiesta dell’assessorato alla Salute del Comune di Milano e presentata oggi al museo di Storia naturale

della metropoli.

L’occasione e’ l’inaugurazione di una mostra fotografica – ‘Un punto di vista. Viaggio fotografico attraverso i servizi dedicati ai cittadini milanesi disabili’

– composta da 150 scatti del fotografo Paolo Liaci. Nelle istantanee, raccolte in un volume pubblicato in 1.500 copie, sprazzi di vita quotidiana dei disabili

che usufruiscono dei servizi comunali, dai laboratori di ceramica alla pittura, dal teatro alla piscina. La mostra e’ gratuitamente aperta al pubblico

fino all’8 febbraio e, spiega l’assessorato in una nota, vuole essere “l’occasione per avviare un progetto piu’ ampio: richiamare l’attenzione della citta’

sui servizi e gli interventi dedicati dal Comune di Milano ai disabili milanesi”.

In questo contesto si inserisce anche il rapporto curato dall’osservatorio della Fondazione Iulm. Un disabile, spiega l’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna,

chiede come noi “riconoscimento della propria soggettivita’, possibilita’ di esprimere le proprie potenzialita’, opportunita’ di vivere esperienze diversificate,

occasioni e contesti per costruire legami e affetti, oltre che il mantenimento della salute”. Un messaggio che, secondo l’indagine Iulm che ha coinvolto

circa 150 tra disabili, familiari e operatori, il mondo della comunicazione non ha ancora colto pienamente.

In primo luogo i disabili, si legge in una nota dell’osservatorio, “hanno troppo spesso difficolta’ ad accedere a notizie e servizi di pubblica utilita’

e alle opportunita’ esistenti, perche’ non adeguatamente comunicati”. E’ ancora il passaparola lo strumento piu’ efficace per ricevere informazioni su

servizi e prestazioni, anche se si fa sempre piu’ largo Internet.

E poi c’e’ la pubblicita’ che ancora non riesce a rappresentare realisticamente la disabilita’. Dall’analisi su un database di 26 mila messaggi pubblicitari

risulta che solo nel 3% degli spot commerciali italiani e’ presente un disabile, contro il 26% degli spot stranieri. Quanto agli spot sociali, quelli che

hanno per protagonisti solo persone con disabilita’ all’estero raggiungono quota 47% contro il 27% dell’Italia dove quasi nella meta’ dei casi compaiono

affiancati da persone normodotate.

Il messaggio poi, conclude il rapporto, oscilla da un uso eccessivo dell’immagine pietistica fino all’estremo opposto, quello del disabile ‘eroe’, alla

costante ricerca di una spettacolarizzazione eccessiva.

Per saperne di più visita anche

www.disablog.it


nov052009

Cinema e sordità: il ‘caso’ Sign Gene e il festival di Bruxelles

Tag: Eventidaniela @ 12:08 pm

Press-IN anno I / n. 2794

Blogosfere del 04-11-2009

Due notizie quasi contemporanee, entrambe segnalate dal sito dell’Ente Nazionale Sordi Onlus – ENS: l’uscita di un film pensato e realizzato da un regista non udente e la creazione di una specifica sezione di un festival sulla sordità.
Iniziamo da “Sign Gene”, film del regista italo-argentino e non udente Emilio Insolera, che utilizza contemporaneamente quattro lingue dei segni (americana, giapponese, internazionale e italiana).
Girato tra America, Giappone e Italia, è una pellicola d’azione che parla di due agenti speciali americani, Tom Provetta e Ken Wong, mandati in Giappone per indagare sulla morte di due cittadini non udenti. Entrambi hanno una particolarità: sono portatori di una mutazione genetica, di nome “Sign Gene”, che procura loro dei poteri soprannaturali.
Da ieri, e fino all’8 novembre, a Bruxelles si svolge la 36^ edizione del Festival Internazionale del Cinema Indipendente che, oltre a una sezione dedicata ai film belgi e una ai film stranieri, prevede anche una terza competizione riservata ai cineasti sordi. Riportiamo qui sotto la notizia come scritta sul sito dell’ENS.
I film in concorso per questa sezione saranno a loro volta divisi in due categorie: quelli realizzati dai non udenti e quelli realizzati da registi normodotati che descrivono la condizione di sordità.
Due i premi assegnati per ciascuna delle due categorie. “La creazione cinematografica dei sordi”, giunta alla diciannovesima edizione, vuole incoraggiare a comunicare – attraverso le immagini – come le persone che non sentono vedono la nostra società e quali problematiche si trovano ad affrontare nella loro quotidianità.
Un cinema fatto dai sordi, insomma, ma non un cinema sordo ai problemi di chi non ha l’udito. Un cinema che metta al centro del suo intento artistico e comunicativo questa categoria di cineasti spesso dimenticati e messi ai margini, cineasti che invece, nella kermesse bruxellese saranno protagonisti a pieno titolo e con pari dignità rispetto ai partecipanti delle altre categorie di film in concorso.
Cineasti che, con la loro singolare visione del mondo, potranno sfatare stereotipi e convinzioni ataviche e far riflettere quelli che hanno cinque sensi su come vivono quelli a cui ne restano solo quattro.

Carlo Griseri


set292009

Il Bettolino: aromi di solidarietà

Tag: Eventidaniela @ 10:22 am

Articolo segnalato da Giovanna

Da alcuni mesi i supermercati Coop Liguria annoverano tra i propri fornitori la Cooperativa Sociale Il Bettolino di Reggiolo (Reggio Emilia), che produce erbe aromatiche (prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, timo, alloro, origano, basilico), sia in vaso, sia confezionate in vaschetta. La particolarità di questa cooperativa è che impiega 25 lavoratori con svantaggi fisici o psichici nell’ambito di un progetto promosso in collaborazione con i Servizi Sociali e Psichiatrici del distretto della Bassa Reggiana.

Il lavoro, per questi ragazzi, significa dignità, indipendenza economica e l’opportunità di confrontarsi con i limiti cercando di superarli, per accedere un giorno ad attività lavorative meno protette. Nelle attività sono impegnati 21 operatori guida, 9 volontari e una quarantina di ragazzi disabili in borsa lavoro.

La scelta di valorizzare questo fornitore è certamente legata all’evidente importanza di un’iniziativa che punta a favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità.

Oltre che alla qualità dei prodotti, il sistema di coltivazione della Cooperativa sociale il Bettolino guarda anche alla tutela dell’ambiente: fin dal 2004, infatti, l’impresa ha ottenuto la certificazione sulla gestione ambientale Iso 14001, che attesta che la produzione avviene limitando al massimo le emissioni di gas nocivi, il consumo di risorse, la generazione di rifiuti.


set112009

«Dare forma ai sogni»

Tag: Arte accessibile, Eventi, News dall’Italiadaniela @ 10:00 am

Autoritratti al buio in Castello con Tagliaferro.

PAVIA – «Vedere la scultura con le mani». E’ il titolo del laboratorio tattile con l’artista non vedente Felice Tagliaferri, in programma sabato12/09 alle 10.30 al Castello Visconteo di Pavia ed inserito in questa edizione del «Festival dei Saperi».

I partecipanti, seguiti e condotti da Tagliaferri, realizzeranno al buio il proprio autoritratto. Chi è interessato può telefonare al numero 03 82/30 48 16.
Felice Tagliaferri, 40 anni, originario di Carlantino (Foggia), affetto da cecità dall’età di 14 anni, ha intrapreso un percorso artistico molto personale e particolare che lui stesso ha riassunto nello slogan «Dare forma ai sogni». Le sue creazioni sono infatti sculture non viste, che nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l’uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Tagliaferri si destreggia fra diversi materiali: per la sua arte utilizza creta, marmo, legno e pietra.

Press-IN anno I / n. 2123

La Provincia Pavese del 10-09-2009


lug162009

Vengo anch’io

Tag: Eventi, News dal mondo, Pet Therapy e cani guidadaniela @ 11:59 am

logo della compagnia aerea Airways

logo della compagnia aerea Airways

La necessità di creare un servizio aereo per animali nasce da un’emergenza reale: un’associazione no profit di San Francisco, che si occupa di cani e gatti, ha dichiarato che nel 2008 sono stati circa 5 mila gli animali rimasti uccisi e gravemente feriti durante il viaggio nei vani cargo. E’ aumentato il numero delle richieste di risarcimento da parte dei padroni delle bestiole contro le compagnie aeree che, per tutelarsi, hanno preferito negare il trasporto di animali.
Effettuerà così il suo primo volo il 14 luglio da Telerboro, un piccolo aeroporto che si trova fuori New York, e farà tappa a Washington, Chicago, Denver e Los Angeles. Si tratta della Pet Airways, la prima linea aerea per gli animali domestici.
L’iter è semplice: il piccolo animale viene prima lasciato in una sala d’attesa dell’aeropoerto, appositamente dotata di ogni confort, dopodiché viene trasportato all’interno dell’aereo. All’atterraggio, l’amico a quattro zampe aspetterà di essere prelevato dal proprio padrone nella sala d’attesa dell’aeroporto d’arrivo.
Il costo ammonta a 149 dollari (solo andata). Ciascun aereo “Beechcraft 1900″ ha, al posto dei normali sedili passeggero, comode gabbiette per un totale di 19 postazioni. Sui voli di Pet Airways la luce è sempre accesa, ai passeggeri viene servito cibo e acqua e gli assistenti di volo controllano il loro benessere ogni quarto d’ora. Gli animali escono periodicamente dalle gabbiette per urinare. I padroni potranno controllare lo stato del volo on line.

per ulteriori approfondimenti vai al link :  http://www.petairways.com/


lug142009

Percorso accessibile per disabili visivi a Pitti

Tag: Eventi, Turismo accessibilepatrizia @ 10:00 am

Met.provincia.Fi del 12-07-2009

Percorso per disabili visivi a Pitti

All´interno della mostra “Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera
FIRENZE. È stato creato anche un percorso per i disabili visivi all´ interno della mostra “Da Petra a Shawbak. Archeologia di una frontiera”, dal 13 luglio alla Limonaia di Palazzo Pitti. Intanto, sono state realizzate diciannove copie dei reperti più significativi, che potranno dunque essere toccati dai non vedenti e dagli ipovedenti che vorranno scoprire il fascino di Shawbak, riemersa dalle sabbie del deserto meridionale della Giordania.
Sono inoltre state realizzate didascalie in braille delle opere esposte e dieci immagini tattili raffiguranti la cartografia della Transgiordania.
«E´ molto importante – sottolinea il presidente provinciale dell´Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze Antonio Quatraro, – che l´Università di Firenze si sia fatta carico del problema dell´accessibilità per i non vedenti. Il fatto poi che nel titolo della mostra ci sia la parola `frontiera´ ci porta a fare un parallelismo, che non è azzardato come può sembrare in un primo momento. Anche noi disabili visivi rappresentiamo infatti un territorio di frontiera. Ma la frontiera rappresenta sì un limite, che però può essere anche superato».