giu 23 2009

In tandem per celebrare la nascita di Braille

Tag: Braille, Eventidaniela @ 10:30 am

Un giro della Toscana in sette tappe per parlare di integrazione attraverso lo sport, un percorso ciclistico che ha attraversato la Toscana ed è passato anche da Prato.
E’ il “XXº Raid in Tandem” legato alle iniziative per la celebrazione del bicentenario della nascita di Louis Braille, l’uomo che più di tutti “vinse il buio indicando le vie della cultura” ai non vedenti, e a cui il Consiglio regionale Toscano dell’Unione italiana dei ciechi e ipovedenti e le istituzioni locali hanno fatto riferimento per richiamare il segno del ricordo e dell’attualità del suo messaggio con la celebrazione della sua grande e rivoluzionaria invenzione: il metodo di scrittura e lettura dei ciechi.
Tutto questo è stato messo in evidenza tramite lo sport e con lo sforzo profuso dagli atleti in tandem con un vedente e un ipovedente che nella 5º tappa hanno percorso 62,5 km con arrivo in piazza del Duomo.
Il concetto migliore si esprime con questa frase: Un Tandem, due persone, un solo traguardo. Questo anno il Raid è tornato in Toscana con ben 76 equipaggi, assistito da motociclisti della polizia stradale, da un pullman e un camion dell’aeronautica, dalla Croce Rossa che è partito da Pisa, toccando in pochi giorni il territorio delle province di Pisa, Massa Carrara, Lucca, Montecatini Terme e Pistoia, Prato, per poi terminare a Firenze.
I raduni nazionali ciclistici sono detti “Raid” per richiamare alla mente tutta l’emozione e l’entusiasmo che l’arrivo dei ciclisti, nelle maggiori piazze dei centri cittadini, suscita in quanti vi assistono. «Vogliamo ringraziare per il patrocinio e il sostegno concesso la Provincia e il Comune di Prato, il Comune di Montemurlo e l’Apt di Prato – spiega il presidente Riccardo Santini – l’Asm, il Consiag e La Filiera Corta di Montemurlo e in modo particolare per l’assistenza nell’organizzazione della manifestazione la Lega Ciclistica dell’Uisp di Prato e l’Associazione Ciclistica Ca Montemurlo, inoltre le autorità civili e religiose di Prato e Montemurlo e le scolaresche intervenute. Speriamo che questa attività possa creare modi di socializzazione ed integrazione che portino al superamento di stereotipi sulle disabilità e promuovere il nostro territorio».
Il Raid toscano ha trovato grande accoglienza e sostegno a Prato. L’iniziativa è piaciuta fin dall’inizio e nessuno ha nemmeno provato a dire di no alle richieste degli organizzatori. L’integrazione attraverso lo sport è, peraltro, un messaggio che spesso ben si concilia con Prato.

articolo tratto da press -  visione


giu 11 2009

Asl 3 e Chiossone, alleati per i bambini autistici

Tag: Eventi, Intervistepatrizia @ 10:45 am

Il Secolo XIX del 10-06-2009

Asl3 e Chiossone, “alleanza” per i bimbi autistici il successo

La sperimentazione condotta su 15 soggetti
ha permesso di accertare miglioramenti dopo
una riabilitazione precoce

GENOVA. Nella cura dell’autismo il tempo è prezioso. E un intervento
riabilitativo precoce aiuta a ottenere migliori risultati. Parlano chiaro i
risultati della sperimentazione condotta dalla Asl3 Genovese e da Istituto David Chiossone onlus su 15 bambini affetti da autismo, presentati ieri nel corso di una giornata di studi .
Secondo la ricerca, oltre il 90% dei bambini con autismo anche grave ottiene
significativi miglioramenti attraverso un intervento riabilitativo precoce,
globale, mirato ed integrato. I 15 bambini, di età compresa tra 0 e 7 anni, sono stati sottoposti alla sperimentazione nel 2007. L’intervento che li ha visti protagonisti si è articolato attraverso un percorso: dalla valutazione
funzionale si è passati all’attivazione di interventi riabilitativi diretti
(psicomotricità, logopedia, psicoterapia ad impostazione
cognitivo-comportamentale, e trattamenti coadiuvanti quali pet therapy e
arteterapia) e di interventi indiretti. In questa fase sono intervenuti anche i
genitori dei piccoli e i loro insegnanti.
Nei casi esaminati, emerge un miglioramento più rapido e significativo nei
bambini che sanno parlare rispetto a quelli che non hanno ancora imparato: se il 62,5 % dei bambini che hanno acquisito la capacità verbale migliora il proprio livello di sviluppo, solo il 50% dei bambini che ancora non sanno parlare passa da una totale assenza di linguaggio ad un codice semplice di comunicazione verbale.
La sperimentazione ha anche il merito di aver visto affiancati un soggetto
pubblico, come una Asl, a un soggetto privato, come l’Istituto David Chiossone: nell’ambito di questa operazione – finanziata dalla Regione Liguria – sono stati anche realizzati un polo diagnostico (la Asl3 Genovese) e un polo riabilitativo (all’Istituto Chiossone). Alla giornata di studi hanno partecipato anche docenti e ricercatori dell’università degli studi di Genova e dell’istituto Giannina Gaslini, oltre agli insegnanti che hanno partecipato al progetto e agli
esponenti dell’Associazione nazionale genitori soggetti autistici.


mag 19 2009

Nella vecchia fattoria ia ia oh….

Tag: Esperienze, Eventidaniela @ 11:10 am

Un’iniziativa meravigliosa di integrazione al lavoro e collaborazione di gruppo; è nata a Cairate,una fattoria sociale, ragazzi diversamente abili impegnati tra orti e stalle. Con un sogno: l’agriturismo.
Lavorare la terra, accudire gli animali e stare a contatto con la natura notte e giorno, tutti insieme aiutandosi a vicenda, e in più vi sarà chi si impegnerà nella verniciatura dei locali e chi gestirà le oasi ecologiche.
Un magico connubio tra natura e solidarietà.
In mezzo al verde e alla pace che questo luogo emana quindici persone diversamente abili avranno l’opportunità di poter svolgere lavori utili, sviluppare attraverso essi abilità e competenze consolidate e creare nuovi rapporti di amicizia.
L’intuizione è figlia della stretta di mano tra azienda agricola «Il pascolo» e cooperativa sociale «Il cigno 1» di Solbiate Arno, quest’ultima attiva dal 2006 proprio sul fronte della creazione di percorsi per un sempre migliore inserimento dei ragazzi diversamente abili nel contesto sociale attraverso il lavoro.
Ad avvalorare la comparsa sulla scena di questa realtà concorre anche la considerazione che, nella parte sud della provincia, non esistevano finora altre strutture simili.
L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del sindaco di Cairate Clara Fanton e del suo collega di Gallarate Nicola Mucci. Con loro anche l’assessore provinciale ad Agricoltura e gestione faunistica Bruno Specchiarelli e altre personalità istituzionali.
La struttura dispone di ampi spazi, che potranno permettere ai ragazzi di cimentarsi nelle varie attività proposte. Sono 2000 i metri quadrati destinati all’orto, 1500 alla coltivazione dei frutti di bosco, 300 di serra con fiori e fragole e 100 di allevamento di animali. Con già un sogno nel cassetto: quello di riuscire a trasformare in un futuro possibilmente non lontano la fattoria anche in un agriturismo dove i ragazzi diversamente abili potranno essere ugualmente impiegati. Unendo le loro attività e le capacità via via acquisite alla possibilità di relazionarsi direttamente con il pubblico.
C’è anche il progetto di vendere i prodotti della terra in modo che questa fattoria si mantenga e si gestisca da sola, partendo dal presupposto che i ragazzi disabili hanno bisogno di realizzarsi nella società, avranno quindi un’occasione per farlo divertendosi e socializzando, in più ci sarà per loro la possibilità di fare terapia con gli animali.


mag 19 2009

La mostra Beato Angelico apre le porte ai nonvedenti

Press-IN anno I / n. 1063

AdnKronos del 13-05-2009

Mostre: Roma, “Beato Angelico” apre le porte ai non vedenti

Roma – La mostra “Beato Angelico” apre le porte ai non vedenti. Grazie ad un
itinerario tattile e multidisciplinare, il pubblico non vedente, potra’ visitare
la mostra in svolgimento a Roma fino al 5 luglio. Il percorso didattico verra’
realizzato con l’ausilio di disegni tattili e con la riproduzione a rilievo
dell’Annunciazione di San Giovanni Valdarno, effettuata con la tecnica della
termoformatura. Le visite in programma sono fissate per sabato 16, mercoledi’
20, sabato 23, mercoledi’ 27 e sabato 30 maggio dalle 17 alle 19.
Un metodo che permettera’ di accostarsi alla percezione e alla conoscenza del
contenuto figurativo di alcune delle piu’ importanti opere presenti in mostra.
Inoltre, con uno specifico approccio plurisensoriale, saranno illustrate le
tecniche della pittura su tavola e dei manoscritti miniati.La lettura dei
disegni tattili sara’ accompagnata dall’ascolto di opere letterarie e musicali.
Attraverso richiami analogici e sinestetici i visitatori potranno cosi’
comprendere i valori estetici e simbolici espressi nell’opera dell’Angelicus
pictor. Le visite saranno arricchite da laboratori manuali di disegno e di
manipolazione della creta in cui sara’ possibile creare un’opera ispirata ai
dipinti presenti in mostra. I laboratori di giugno avranno luogo sabato 6,
sabato 13, sabato 20 e sabato 27, dalle 17 alle 19.


mag 19 2009

Il computer con gli occhiali

Tag: Eventi, Genova e dintornipatrizia @ 9:52 am

Press-IN anno I / n. 1081

Riviera24.it del 18-05-2009

“Il computer con gli occhiali”

IMPERIA – Si svolgerà, mercoledì prossimo, 20 maggio, a partire dalle ore 15,
presso la Sala Convegni del Centro Polivalente, in P.zza Duomo ad Imperia “Il
Computer con gli occhiali”, prospettive sul ruolo delle tecnologie per
l´integrazione scolastica degli alunni disabili visivi.
Questo il programma:
Ore 15,00: Saluti delle Autorità
Ore 15,15: “La fatica di imparare e studiare: dall’ABC alla laurea” Relatore
Dott. Eugenio Saltarel (Vicepresidente Istituto David Chiossone)
Ore 15,45: “Testimonianza di uno studente” Jessica Parodi
Ore 16,00: “Parole fatte di aria e parole fatte di carta: computer, ausili e
didattica” relazione dell´insegnante Alina Ravioli (Docente e Referente Cts
Imperia) e del Prof. Roberto Zaccaro (Docente)
Ore 16,45: “La postazione scolastica dell’ipovedente: scelta e
personalizzazione” Relatore D.ssa Anna Gettani (Pedagogista, Istituto David
Chiossone)
Ore 17:15: Dibattito e Conclusioni
Moderatore D.ssa Silvia Dini (Istituto David Chiossone)
Gli interessati, al termine, potranno sperimentare nell´Aula Informatica
l´utilizzo di ausili didattici e informatici per disabilità visiva
Verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Per info ctsruffini@gmail.com / dini@chiossone.it / tel. 010-8342.425

di Manuela Consonni


apr 17 2009

Passo dopo zampa, un progetto Ligure, in compagnia degli animali

Lucio ed io,  stiamo approffondendo l’argomento sulla pet therapy; a Genova , è poco sviluppata, ma abbiamo conosciuto due dottoresse Silvia Olivotto e Michela Caprilli,che portano avanti un ‘interessante progetto ” Passo dopo zampa”;
Qui di seguito vi proponiamo l’intervista interessantissima, che abbiamo fatto a queste due dottoresse esperte nel settore.

  • Per chi ancora non conosce bene la Dottoressa Silvia Olivotto,e la responsabile dell’attività tecnico scientifica cinofila Michela Caprilli, potreste  raccontarci qualcosa di voi e delle vostre molteplici attività?

Sono Silvia Olivotto e mi sono laureata in psicologia con indirizzo dell’Età Evolutiva e dell’Educazione nel 1993 a Padova, esercito la libera professione dal 1995 e nel 1999 ottengo l’abilitazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica ex art.35 L.56/89. I miei diversi interessi mi hanno condotta  a formarmi con un orientamento cognitivo – comportamentale durante la lunga permanenza, come tirocinante prima e volontaria poi, nel reparto di Neuropsichiatria Infantile  dell’Ospedale Giannina Gaslini di Genova, e successivamente a seguire un percorso di terapia personale e di formazione nel campo delle tecniche psicocorporee con divagazioni nella musicoterapia e nelle tecniche di massaggio infantile e del point and position. Queste tecniche le applico nella mia attività di psicoterapeuta.

Sono diventata Tecnico Federale di Equiturismo F.I.S.E. nel 2007 e sempre nello stesso anno mi sono specializzata Tecnico della Riabilitazione Equestre presso il centro Vittorio Di Capua – Ospedale Niguarda di Milano e sono diventata  Esperto in Pet – Therapy attraverso il corso di perfezionamento organizzato dall’ l’Università degli Studi di Genova.

Il giorno 8 giugno 2008 con Olivia, il mio cane,  siamo state certificate coppia Pet Partner S.I.U.A. mentre io ho conseguito l’abilitazione Referee Pet Operator  S.I.U.A., presso la Zeus Academy di Bolzano.

Sono Michela Caprilli, sono un’Educatrice Cinofila  A.P.N.E.C. (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili), lavoro esclusivamente con il metodo del rinforzo positivo cercando di creare e rinforzare il rapporto tra proprietario e cane e sono in costante aggiornamento frequentando corsi e stage con i maggiori esponenti della cinofilia internazionale.

Collaboro con due centri cinofili, il centro cinotecnico dell’Abete Bianco a Cassinelle e il centro cinotecnico delle Terre di Asgard a Fresonara.

Pratico attività sportiva a livello agonistico con i miei cani da me preparati e condotti, sono

Tecnico mobility dog settore cinofilia C.O.N.I. – C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale).

Ho ottenuto il titolo di Referee pet operator S.I.U.A. dal prof Roberto Marchesini e sono stata certificata coppia pet partner con il mio cane, aiutante insostituibile nella mia attività di per therapy.

Sono operatrice di ludo agility® e ho frequentato corsi di specializzazione sulla Tellington touch.

Esercizio della libera professione  nel campo della soluzione dei problemi comportamentali dei cani, nella formazione delle puppy class, obbedienza di base e avanzata, agility dog.

Ho partecipato a progetti di ludo – agility® con portatori di disagio psico sociale e organizzato  interventi di zooantropolgia didattica presso alcuni centri estivi.

  • Quanto è importante Dottoressa Olivotto, nella  ricerca dell’autonomia, da parte di un disabile, la pet therapy e che benefici può portare questa collaborazione?

Gli effetti assistenziali sono ascrivibili all’effetto dato dal processo di decentramento che consente al paziente di uscire dal proprio stato e di provare nuove condizioni offrendo anche  l’opportunità di trovare nuovi significati alla propria condizione. Ne sortisce un effetto di beneficio,  che si ripercuote sia sullo stato generale della persona sia sull’effetto della terapia in essere, effetto  che può essere valutato attraverso i parametri dell’efficacia e dell’efficienza terapeutica .

  • Ha mai avuto occasione nelle sue attività di collaborare con istituti di riabilitazione, come ad esempio il Chiossone di Genova ?

Personalmente ancora no. La nostra associazione collabora con il Centro Ippico Entella  e  con Mari Marras, istruttore della Federazione Italiana Sport Equestri, Istruttore del Comitato Italiano Paralimpico per l’Equitazione, Tecnico Federale specializzato in Riabilitazione Equestre, Tutor del Master Universitario in Riabilitazione Equestre dell’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di medicina e chirurgia, Animatore pony e Istruttore CONI Centri di Avviamento allo Sport, la quale  segue oltre 50 persone affette da disabilità diverse, collabora con scuole elementari e medie e residenze protette, cooperative ecc. Con Mari  abbiamo intenzione di avviare un progetto di monitoraggio degli effetti a lungo termine della Riabilitazione Equestre ma anche della Pet Therapy su un campione di utenti. Non c’è stata alcuna collaborazione specifica con l’Istituto anche se a noi farebbe molto piacere collaborare, mentre è stata seguita una ragazza ipovedente.

  • Quali tecniche usate per i  non vedenti e ipovedenti nello svolgere  l’ipoterapia?

L’uso di segnali sonori per l’orientamento ma poi non esiste una tecnica specifica rivolta esclusivamente a non vedenti o ipovedenti. Ovviamente come per ogni bambino o ragazzo viene avviato un progetto individualizzato che tiene conto del tipo di disabilità e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ho avuto modo di assistere a sedute di Riabilitazione Equestre  a non vedenti e la bellezza di una persona che si muove nello spazio aiutata dal suo amico quadrupede è tanta. Certamente inizialmente bisogna considerare la necessità di aiutare la persona a familiarizzare con il cavallo e  con il movimento a cavallo ma per esperienza posso dire che poi tutto va da se molto facilmente e la sintonia che si viene a creare tra cavaliere e cavallo crea una unica unità in movimento.

  • Michela Caprilli, in base a quali criteri vengono selezionati i cani adatti a questo tipo di terapia?

Per quanto in questo periodo si stia diffondendo tra gli allevatori di cani di determinate razze ritenute adatte alla pet therapy  la dicitura di “cane da pet therapy”, io sono convinta che non si possa selezionare a priori un cane per questa attività ; certo il cane deve avere un ottimo livello di socializzazione, deve essere docile, versatile e prevedibile, ma ciò che fa la differenza in un intervento di per therapy  è il rapporto e il grado di conoscenza e di affinità che c’è tra conduttore e cane.

  • Le differenze sostanziali tra l’approccio del paziente con il cavallo o con il cane e con quale dei due animali è più difficile instaurare un rapporto di fiducia ?

Con nessuno dei due. La scelta se orientarsi al cane piuttosto che al cavallo dipende da una serie di fattori. Innanzitutto gli obiettivi che si vogliono raggiungere, se ad esempio si punta prevalentemente sulla stimolazione fisica da un punto di vista meccanico è meglio il cavallo, se si vuole lavorare prevalentemente sulla relazione con persone che non possono muoversi dal luogo dove vivono si va col cane. Sono solo degli esempi. Il rapporto di fiducia viene costruito come ogni relazione con la frequentazione e con l’aiuto di chi è predisposto a facilitare la relazione stessa. Cani e cavalli sono animali diversi, con caratteristiche etologiche diverse, basti pensare al fatto che il cane è un predatore e il cavallo una preda e quindi la loro reazione ad esempio alla paura può essere nettamente differente (attacco/fuga). Gli animali che vengono coinvolti nei lavori sono sempre preparati a questo e quindi oltre all’addestramento hanno dimostrato di possedere anche un’indole buona e socievole.

  • All’inizio ci può essere diffidenza nel ragazzo verso l’animale, come affrontate tale problematica?

Si, possono esserci diffidenza e timori che sono da valutare nella loro entità. Un po’ di paura nei confronti del cavallo ad esempio è normale data la stazza dell’animale. Se con il cane possiamo scegliere una razza che incuta meno timore con il cavallo non è possibile ridurne le dimensioni, anche se si lavora prevalentemente con i pony (cavalli più piccoli alti al massimo 148 cm al garrese).

Come per ogni cosa ci vuole la pazienza di attendere i tempi della persona con una leggera “forzatura” solo qualora lo si reputasse necessario in base alle caratteristiche del soggetto.

  • Nell’ambito dell’ipoterapia avete mai pensato di avvicinare i vostri pazienti ad un eventuale attività agonistica?

La Riabilitazione Equestre si suddivide in diversi  livelli: Ippoterapia, Rieducazione Equestre, Presportiva e Sportiva.

L’attività agonistica non è l’obiettivo primario e soprattutto non è l’obiettivo per tutti. Mari Marras comunque ha avuto occasione di seguire dei ragazzi preparandoli all’attività agonistica essendo lei, come già detto, istruttore C.I.P. per l’equitazione.

  • Il 10 ottobre è nato il  progetto Passodopozampa quali obbiettivi vi siete posti?

I nostri sono obiettivi molto ambiziosi che hanno come scopo primario quello di  progettare ed attuare Attività e Terapie Assistite dall’Animale secondo i principi della zooantropologia  applicata, intervenire in ogni situazione di disagio adulto o infantile con interventi preventivi o riabilitativi di tipo socio – assistenziale, educativo, ricreativo, terapeutico, sportivo che prevedono la collaborazione di animali opportunamente preparati Ci proponiamo inoltre di  progettare e attuare attività didattiche, promuovere, anche in collaborazione con altri organismi ed enti istituzionali, scientifici, culturali, di volontariato, attività culturali, conferenze e convegni, corsi di formazione e seminari, dibattiti, corsi addestrativi cinofili, corsi di educazione cinofila, corsi di qualificazione e specializzazione.

  • Il 19 Aprile si svolge la giornata bambino-cane  presso il  centro cinotecnico dell’Abete Bianco a Cassinelle , può raccontarci qualcosa di questo evento ?

L’evento è un evento sportivo avente come scopo quello di implementare la relazione tra bambino e cane. Non ha obiettivi terapeutici ma ludici e didattici ed ha come scopo anche quello di far conoscere la nostra associazione e il pensiero zooantroplogico che sostiene il nostro lavoro. Riteniamo importante inoltre organizzare eventi rivolti a tutti dove sia possibile pensare ad un discorso di integrazione,   dove non esiste disabilità e “normalità”, dove l’unico obiettivo è quello di stare bene insieme giocando con i nostri amici a quattro zampe.

  • Quali novità avete in serbo per il 2009?

Pensiamo di replicare l’evento date le numerose iscrizioni che ci sono pervenute, ma tra gli obiettivi che ci siamo posti per l’anno in corso c’è quello di riuscire ad organizzare un evento che ci consenta di raccogliere fondi per poter  offrire a chi ne dovesse avere bisogno un sostegno attraverso il nostro lavoro di Pet Therapy. Il momento che stiamo attraversando  non è dei migliori e spesso le organizzazioni e le strutture si ritrovano bisognose ma prive di fondi. Ecco allora nascere l’idea della raccolta fondi per una Pet X Tutti.

Vorremmo portare anche a Genova un corso di formazione per conduttori Pet Partner  e per operatori Pet.

link collegamento a Passodopozampa

Silvia Olivotto Telefono:
335  83 57 855

email : psico@silviaolivotto.it

Intervista a quattro mani con Daniela e Lucio


mar 25 2009

Andrea: dall’infortunio alla Tv, sulla disabilità

BRESCIA – Si chiama «disabilità futuribile». È la dimensione che può aiutare a

migliorare al qualità della vita delle persone diversamente abili. A presentarla

ieri, durante la seconda ed ultima giornata di «Di-sabilita» al Palabrescia è

stato Andrea Ben Leva ex vigile del fuoco, 34 anni, che ha subito un infortunio

sul lavoro, perdendo parte delle mani.

«Per due anni, dopo l´infortunio -, ha detto Andrea Ben Leva – ho avuto incubi.

Sentivo l´odore della gomma che stavo lavorando, sentivo i rumori metallici, le

grida intorno a me. Poi ho scoperto il recupero cognitivo, i test tecnici come

l´autoipnosi indotta, con cui ho rivissuto lo shock emotivo, che mi hanno

aiutato a rimuovere il trauma». Da 12 anni la sua Associazione Ben Leva mette in

campo nuove sfide per il mondo e di diversamente abili.

Tra le ultime novità, c´è la realizzazione, entro il 31 settembre di quest´anno,

di una tv in streaming dedicata interamente a questa realtà. Una mondo, quello

dei disabili, che ancora deve farsi conoscere alle persone, spesso purtroppo

ignorato. Da qui l´idea di creare una tv «ad hoc», dove vengono trasmessi

filmati, fotografie e diapositive con le esperienze personali direttamente

raccontate, e che permettano alle associazioni di farsi conoscere. Si tratta di

un progetto unico a livello nazionale, che partirà proprio da Brescia,

coinvolgendo tutte le associazioni di volontariato che vorrano parteciparvi. Per

farlo è possibile telefonare al 3343367633 o consultare il sito www.benleva.it.

L´associazione, in concordato con le realtà non profit della Provincia di

Brescia, realizzerà una pubblicazione che racchiude tutte le esperienze vissute

dai singoli disabili.

Alla disabilità nell´infanzia è stato invece dedicato il secondo intervento,

tenuto dal dottor Bruno Verri che è stato primario del reparto di patologia

terapia intensiva neonatale degli Ospedali Civili e per dodici anni presidente

dell´associazione «Nati per vivere». Il servizio si chiama «Intervento precoce

per bimbi con deficit visivo». È nato nel 2005, dopo che l´assistenza per i

bimbi da 0 a 3 anni affetti da queste patologie è stata sospesa da parte della

struttura pubblica. Da 8 piccoli pazienti seguiti all´inizio, ora si è passati a

21. «Un numero destinato a crescere purtroppo – ha detto il dottor Verri -,

perchè nascono sempre più bambini piccoli di 800, 900 grammi, con gradi di

immaturità biologica che portano a questo tipo di deficit».

Attraverso un corso di tecnica di riabilitazione precoce, che si tiene presso la

sede dell´Unione italiana ciechi di Brescia, le mamme vengono seguite da una

specialista. «Riteniamo che le autorità competenti debbano fare qualcosa – ha

proseguito Verri -. Procediamo soprattutto grazie ai contributi di privati,

spesso genitori e famigliari dei bimbi seguiti. Anche gli ultras del Brescia

curva sud ci hanno donato il ricavato di alcuni loro tornei estivi. I bambini

provengono tutti da comuni diversi, che non hanno mai, eccezione fatta per

Erbusco, ascoltato le esigenze dei loro genitori».


mar 24 2009

Cuochi ipovedenti ai fornelli

Tag: Accessibilità in cucina, Eventi, News dall'Italiapatrizia @ 12:32 pm

centro L’Airone di Castenaso un menu di quattro portate curato dagli allievi

ipovedenti e con disabilità del corso ”Ci vediamo in cucina”. Il ricavato a

favore dell’associazione Retinite Pigmentosa Emilia Romagna

 

BOLOGNA – Piatti gustosi cucinati da cuochi disabili, un prezzo più che

abbordabile e il gusto di mangiare in compagnia compiendo una buona azione.

Domenica 29 marzo, il pranzo in famiglia diventa un´occasione di solidarietà

grazie all´iniziativa ospitata dal centro sociale ricreativo culturale L´Airone

di Castenaso (via Marconi 14). A dilettarsi ai fornelli saranno i 25 novelli

cuochi che hanno partecipato a “Ci vediamo in cucina”, il corso organizzato

dall´associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna per offrire alle persone

disabili e a rischio di emarginazione la possibilità di stare insieme e

divertirsi imparando a cucinare. Guidati da Fabrizio Gnugnoli e Luca Ponti, due

chef che insegnano all´istituto alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San

Pietro Terme, i 25 allievi cuochi del corso prepareranno un menu che prevede

quattro portate: si parte con l´insalatina di straccetti alla milanese all´aceto

balsamico, si passa quindi al risotto mantecato c

on patate e bacon, mentre il secondo sarà uno stinco glassato al forno. Per

concludere, panna cotta ai frutti di bosco. Il tutto con un costo di 18 euro: il

ricavato sarà devoluto all´associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna per

realizzare nuovi progetti di assistenza e finanziare la ricerca medica.

Partito il 20 ottobre con una lezione sugli antipasti e conclusosi lo scorso 16

febbraio con i dessert, il corso “Ci vediamo in cucina” ha visto la

partecipazione di persone ipovedenti, anziani a rischio di isolamento,

stranieri, familiari e persone con disabilità psichiche. “Inizialmente avevamo

previsto una partecipazione massima di 20 persone – dice Mirella Bighi,

presidente dell´associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna -, ma abbiamo

dovuto alzarla per accogliere le richieste che sono arrivate dal mondo

dell´associazionismo bolognese. Tanto interesse e l´entusiasmo dei partecipanti

dimostrano che è stato colto il messaggio che volevamo lanciare: la cucina non è

solo tradizione e creatività, può essere un ottimo strumento di socializzazione,

in particolare per quelle persone che per età o per disabilità tendono a uscire

poco da casa e rischiano di chiudersi in se stesse”. Per informazioni e

prenotazioni: centro L´Airone, tel. 051 6049123, e-mail: l-air

one@libero.it. Il pranzo di solidarietà è organizzato con il patrocinio del

Comune di Catenaso e con il contributo del supermercato Coop Reno di Castenaso,

che coprirà parte delle spese.


mar 20 2009

Pegli eventi per tutti

Tag: Eventi, Genova e dintornidaniela @ 11:13 am
foto del laghetto con cigni papere e tartarughe

foto del laghetto con cigni papere e tartarughe

Sabato 21 Marzo e domenica 22 a Pegli nella meravigliosa Villa Durazzo Pallavicini un ricco tour di eventi, organizzati dal comune di Genova, incorniciato dalle splendide camelie in fiore, della villa, attraverso visite al parco e alla mostra sul tè con degustazioni (sabato e domenica ore 10-19); le giornate continuano con le visite guidate museo Navale di Pegli con l’esposizione di fiori di camelie del Parco Pallavicini e di altre località (sabato e domenica 10-19); mentre sabato (ore 14,30 e 16,30) in occasione della giornata mondiale sulla sindrome di  Down, o ragazzi del Cepim di Genova accoglieranno i visitatori con un brindisi e assisteranno la guida durante il percorso. La visita delle 14,30 di domenica sarà aperta anche ai non udenti con la traduzione di una guida della Lingua dei Segni Italiana (Lis).

Gli spazzi e la villa sono fruibili a tutti, un contesto incantevole e un occasione splendida di integrazione, ma ricordiamo anche che le visite guidate sono gratuite.


gen 22 2009

Inserimento dei disabili negli enti pubblici: un convegno a Genova

Tag: Eventidaniela @ 11:47 am

Oggi si svolge a Genova, in Via Davide Chiossone 5, presso la sala Auditorium della banca Carige, alle ore 9.30, il convegno dal titolo: ‘L’inserimento lavorativo mirato delle persone disabili negli Enti pubblici ai sensi della legge n. 68/99. Buone prassi, problematiche e soluzioni applicative’.

Relatori del convegno, che vede la partecipazione di Enrico Vesco, assessore al Lavoro della Regione Liguria, sono: Massimo Terrile ed Enrico Comunelli dell’Agenzia Liguria Lavoro, Remo Rimotti e Carmen Tanasi della Regione Liguria, Andrea Sanguineti della Provincia di Genova, Piergiorgio Macconi della Provincia di La Spezia, Giampaolo Abbo della Provincia di Imperia, Anna Antolini della Provincia di Savona, con la testimonianza di Franca Ansovini dell’Università degli Studi di Genova.

Paolo Vettori, direttore della Direzione Regionale del Lavoro in Liguria (Ministero del Lavoro) parlerà diffusamente del complesso sanzionatorio per i dirigenti e gli enti inadempienti.
Speriamo che questi  convegni portino davvero a una risoluzione più profonda del problema lavoro; al giorno d’oggi il periodo è nero per l’occupazione e non solo per i disabili è così per tutti, ma è davvero difficile per una persona che già si trova a combattere tre volte di più ogni giorno nel quotidiano, come chi porta con se un handicap, dover combattere anche per avere un lavoro, onesto; ci sono varie realtà anche nel mondo dei “diversamente abili”, (in quanti modi ci chiamano!), molte persone possono apportare alla società veramente un notevole contributo, ma Ditte, Società, Istituzioni, fanno ancora di tutto pur di non avere nel proprio organico un portatore di handicap, eppure possono esserci persone che loro malgrado hanno problemi di salute, ma non siamo tutti così, nel mio quotidiano vedo tutti i giorni disabili, la prima sono io, ma posso assicurare che è più facile che si assenti un “normodotato”  ( che brutta parola) che un “portatore sano di handicap” perché io mi sento così! Una portatrice sana.

Per alcuni di noi almeno, lavorare non è solo guadagnare uno stipendio a fine mese (anche gli angeli mangiano), ma è soprattutto mantenere un contatto benefico con gli altri, vivere nella società e soprattutto con la società, avere un lavoro significa avere uno scopo per alzarsi presto al mattino, un affrontare come ho detto prima molti ostacoli, ma c’è anche la consapevolezza e la voglia di volerli superare questi limiti essere felici di aver potuto fare cose, che per altri sono scontate,ma per noi sono vita vissuta .


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