Ti tengo d’occhio” la battaglia di Vincenzo Rubano sta per entrare nel vivo!

Tag: News dall’Italia — lucio @ 1:18 pm

L’istituto Costa di Lecce, la dove Vincenzo rubano ragazzo non vedente che ha ideato il progetto “Ti tengo d’occhio” frequenta i suoi studi, ci fornisce novità sul medesimo.
Ricordiamo che questa iniziativa voluta da questo ragazzo cieco, mira a realizzare una lista di siti e programmi non accessibili.
Anche tu puoi dare un contributo!
Come?
Leggi quanto segue e lo capirai!

“Segnaliamo che a breve sarà pienamente operativo il nuovissimo sito denominato “Ti tengo d’occhio”
http://www.titengodocchio.it/ (per ora c’è una pagina di accoglienza) attraverso il quale Vincenzo Rubano, un nostro studente non vedente, intende dare battaglia a tutti quei siti web e quei programmi per pc che risultano poco o per nulla accessibili a chi ha problemi di vista.
Nel frattempo, Vincenzo ha già attivato una pagina su Facebook ed un profilo su Twitter attraverso i quali è possibile interagire, segnalare e comunicare.
A chi fosse interessato all’argomento, pertanto, consigliamo di raggiungere al più presto i link sotto indicati e unire così la propria voce al coro.
Facebook:
http://www.facebook.com/titengodocchio
Twitter:
http://www.twitter.com/titengodocchio
Ricordiamo che è possibile inoltre comunicare direttamente con Vincenzo scrivendo alla mail:
info@titengodocchio.it”


ott202011

Un’iniziativa che ci ha subito colpito…”a pelle”

Tag: News dall’Italia — patrizia @ 9:57 am

Onestà, trasparenza, innovazione, estetica e responsabilità: sono questi i cinque valori chiave su cui converge l’attività produttiva di “LaMiaPelle”,
la prima impresa sociale d’Italia in prodotti cosmetici guidata da quattro donne, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, e pronta nell’immediato futuro
ad aprirsi anche a giovani con disabilità da inserire nel mercato del lavoro. Grazie infatti ad un protocollo di intesa siglato con l’Istituto professionale
per la chimica e l’agricoltura San Benedetto di Latina, “LaMiaPelle” ha sottoscritto l’impegno di assumere un giovane con disabilità non appena raggiunto
il primo obiettivo: vendere in un anno 40mila pezzi della crema mani, lanciata sul mercato lo scorso lunedi.

Disponibile sia nelle farmacie che nelle parafarmacie, la linea di prodotti “LaMiaPelle” – presto anche la crema corpo e la crema viso – unisce l’utile
al fondamentale: non solo mettere al centro della produzione il rispetto delle persone e dell’ambiente, ma anche impiegare persone disabili e/o socialmente
svantaggiate. Ingredienti scelti ciascuno per uno scopo ben indicato, materiali riciclabili e a impatto zero, lavoratori tutelati.
“LaMiaPelle” è un’impresa sociale appunto, ovvero impresa capace di reinvestire i suoi utili nel lavoro e nella valorizzazione dello stesso. Fondata appunto
da quattro donne con un laboratorio chimico a Latina e un centro di produzione a Milano, i prodotti “LaMiaPelle” si avvalgono anche di tre esperi professionisti
del sociale e della grande impresa: lo scopo è quello di mettere in rete le migliori intelligenze in tema di produzione, logistica, comunicazione e marketing.

“Per noi – spiegano i promotori dell’iniziativa – rappresenta un modo responsabile di produrre come quello che ogni giorno mettono in atto le tante imprese
sociali che in Italia consentono ogni giorno alle persone più fragili di lavorare e concorrere al proprio benessere e a quello della società tutta. Si
tratta di un preparato destinato alla buona salute delle nostre mani, in grado di coniugare caratteristiche fondamentali, quali efficacia, eticità e sicurezza”.
“LaMiaPelle delle mani ha infatti ottenuto – spiegano ancora – tutti i riconoscimenti richiesti da accreditati laboratori e centri di studio italiani,
come il dipartimento di medicina Sperimentale e Diagnostica dell’università di Ferrara o il dipartimento di scienze Biomediche dell’università di Sassari,
che ne ha dimostrato la sicurezza contro il rischio di irritazione e sensibilizzazione cutanea”.

“Il nostro obiettivo – concludono – è far crescere il valore dell’impresa nel tempo, rispettando e favorendo il valore delle nostre persone, dei nostri
clienti, dei nostri fornitori e dei nostri partner in un lungo cammino verso un futuro di vita migliore e dimostrare che fare impresa sociale sostiene
l progresso di tutti”. Il prodotto è commercializzato in formato tubetto da 50 ml ed è disponibile al prezzo di 5,05 euro. Info: www.lamiapelle.it

Articolo preso da Redattore Sociale del 19-10-2011


set272011

Nuovo Videolettore integrato con funzioni di videoingranditore, Ocr e Sintetizzatore Vocale

Tag: News dall’Italia — Petrit @ 3:34 pm

VIDEOLETTORE PORTATILE CON SISTEMA DI LETTURA AD ALTA VOCE
Scan2Voice è un nuovo vidéolettore portatile con funzione di lettura ad alta voce, lente elettronica, elaborazione testi, produzione di audiolibri e molte altre funzioni. Il sistema è composto da uno scanner richiudibile e dal software Scan2Voice. Lo scanner può essere fissato nella posizione A4, nelle posizioni zoom 1 e 2, come nella posizione da telecamera e nella posizione da trasporto. Con un peso di quasi 1 kg è comodo da trasportare e allo stesso modo adatto all‘utilizzo sul posto di lavoro, nella scuola o a casa.
FUNZIONE DI LETTURA AD ALTA VOCE
Il testo scansionato viene convertito in un testo da modificare con l‘aiuto del software di riconoscimento scrittura ABBYY® FineReader. Per la lettura ad alta voce del testo sono disponibili differenti voci europee Acapela, come, per esempio, la voce italiana „Vittorio“. È possibile, inoltre, realizzare audiolibri con la voce preferita semplicemente memorizzando il testo in formato WAV.
ZOOM FINO A 40 VOLTE
La lente, particolarmente adatta all‘utilizzazione quotidiana, è stata realizzata con una funzione di ingrandimento fino a 40 volte per consentire un orientamento veloce su un documento o un oggetto. La lente funziona sull‘immagine live, sull‘immagine scansionata e anche sul testo convertito OCR.
SCANSIONARE UNA COMPLETA PAGINA A4 IN MENO DI 1 S.
Con Scan2Voice è possibile scansionare una completa pagina DIN A4 in meno di 1 secondo con una risoluzione di più di 200 dpi. Questa è una funzione particolarmente utile per scansionare per esempio interi libri, riviste o documenti. Inoltre l‘alta risoluzione rende superfluo l‘uso dello zoom ottico. Muoversi sul documento con l‘aiuto dello zoom elettronico è molto più comodo che spostare il documento sotto la telecamera.
AUMENTO DEL CONTRASTO E COLORI FALSI
Per migliorare la leggibilitá del testo Scan2Voice offre diverse possibilità di migliorare il contrasto, invertire le immagini o impostare colori falsi: p.es. scrittura bianca su sfondo nero o scrittura bianca su sfondo blu.
GRANDE PROFONDITÀ DI CAMPO
La grande profondità di campo nella ripresa di immagini dal vivo permette la lettura di scritte su vasetti di yogurt, confezioni di pizza, telefoni e, p.es., telecomandi.
ELABORAZIONE DEL TESTOScan2voice dispone di una funzione integrata di elaborazione del testo, per rielaborare testi con l‘OCR ABBYY® FineReader dal clipboard o da un documento MS Word. Questo vi dà la libertà di farvi leggere documenti di carta scansionati o documenti elettronici, come anche di produrre audiolibri propri da testi di carta o da documenti elettronici. I documenti possono essere memorizzati in formato DOC o PDF.
Interamente concedibile tramite S.S.N.

Fonte: uic.genova


mag032011

Chi è il Disability Manager?

Tag: News dall’Italia — patrizia @ 10:39 am

Cerchiamo di capire un po’ di più chi è il Disability Manager, una nuova figura professionale che si sta sempre più diffondendo per venire incontro alle persone con maggiori difficoltà.

Notizia di Superando.it del 27-04-2011

Disability manager: un facilitatore, ma anche un creativo

Così viene definita questa nuova figura – già presente in vari Paesi d’Europa, ma in rapida diffusione anche in Italia – da Rodolfo Dalla Mora, primo presidente
della SIDiMa, la Società Italiana dei Disability Manager, nata durante il recente convegno nazionale di Gorgo al Monticano (Treviso). «Una figura – aggiunge
Dalla Mora – che ha il compito di costruire reti, servizi e soluzioni, per sostenere nella vita di ogni giorno chi ha perso la propria autonomia e i suoi
familiari, spesso disarmati di fronte a una condizione improvvisa che richiede adempimenti burocratici, conoscenze e competenze specifiche»

GORGO AL MONTICANO (TV). «Già presente in vari paesi d’Europa, ora il disability manager sta rapidamente diffondendosi anche in Italia». Lo avevamo scritto
qualche giorno fa (se ne legga cliccando qui), presentando il 1° Convegno Nazionale di Gorgo al Monticano (Treviso), intitolato Creare delle reti per liberare
delle possibilità e interamente dedicato, il 20 aprile scorso, a questa nuova figura professionale.
Ebbene, in tale occasione è nata anche la SIDiMa (Società Italiana dei Disability Manager), il cui primo presidente è proprio quello stesso architetto
Rodolfo Dalla Mora che avevamo salutato, qualche tempo fa, come il primo disability manager introdotto in Italia da una struttura sanitaria (se ne legga
cliccando qui), vale a dire l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione (ORAS) di Motta di Livenza (Treviso), che ha promosso l’evento di Gorgo al
Monticano.
A comporre il Consiglio Direttivo della nuova Società vi sono poi Consuelo Battistelli (vicepresidente), Roberta Tiozzo, Paola Pascoli, Michele Franz,
Nicola Marzano, Benedetta Squarcia, Laura Cunico e Camillo Gelsumini (consiglieri).

Il lavoro del disability manager si fonda sostanzialmente sulla Classificazione ICF (l’International Classification of Functioning, Disability and Health,
definita nel 2001 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) e sul modello bio-psico-sociale centrato sulla persona. Egli rappresenta una figura strategica
per uniformare le politiche di abbattimento di tutte le barriere che escludono o discriminano le persone con disabilità. I Cittadini con disabilità, infatti,
devono poter fruire dei vari servizi e delle strutture, e sono portatori di diritti che vanno tutelati. Spesso, però, le politiche non considerano tutto
ciò in maniera globale e attuano interventi in modo frammentario, senza un piano integrato. Questa nuova figura di manager, pertanto, partendo dalle offerte
disponibili sul territorio, si propone di superare i confini tra i servizi, di valorizzare le singole professionalità che già operano nelle realtà comunali,
per favorire l’accessibilità (urbanistica e no! n solo), il coordinamento socio-sanitario, l’assistenza alla famiglia, l’integrazione scolastica, l’inclusione
lavorativa, il turismo e così via.
In altre parole, una nuova figura professionale – definita anche nel Libro Bianco su Accessibilità e Mobilità Urbana. Linee Guida per gli Enti Locali,
risultato di un Tavolo di Lavoro istituito nel 2008 tra il Comune di Parma e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (se ne legga cliccando qui)
– che può mettere a disposizione le proprie competenze nell’ambito dei servizi che la comunità offre alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

«Un facilitatore, ma anche un creativo – lo definisce Rodolfo Dalla Mora – con il compito di costruire reti, servizi e soluzioni, per sostenere nella vita
di ogni giorno chi ha perso la propria autonomia e i suoi familiari, spesso disarmati di fronte a una condizione improvvisa che richiede adempimenti burocratici,
conoscenze e competenze specifiche». «Si tratta certamente – conclude il neopresidente della SIDiMa – di una professionalità sempre più indispensabile,
a fronte di un futuro caratterizzato dal progressivo aumento della vita media e dalla maggiore sopravvivenza a molte patologie e a grandi traumi sino a
poco tempo fa letali».
«Più che parlare di una nuova professione – ha dichiarato dal canto suo uno dei più apprezzati relatori del Convegno di Gorgo al Monticano, Adriano Pessina,
direttore del Centro di Ateneo di Bioetica e ordinario di Filosofia Morale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – identificherei il
ruolo del disability manager come quello di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: info.sidima@gmail.com.


apr052011

Da non credere…Roba da matti!

Tag: News dall’Italia — patrizia @ 10:31 am

Non ho potuto fare a meno di pubblicare questo articolo e non mi vergogno a dire che a leggere queste notizie, vorrei tanto non vivere in questo paese.
E poi si fa la caccia ai falsi invalidi…che si capisce bene perché esistano.
E poi si modifica la legge sull’invalidità, perché i veri invalidi pesano troppo per le casse dello Stato.

La Repubblica del 04-04-2011

Pazzi, ciechi, invalidi così i medici salvano i boss

In un libro l’uso strumentale delle patologie I criminali istruiti per simulare ogni tipo di malattia. È la denuncia dei buchi di un sistema sanitario
e penitenziario a rischio: il boss Cimmino, passato per matto, incassa dallo Stato una pensione di invalidità civile

di Conchita Sannino

Un tic della spalla, il dondolìo dell’andatura, le parole che prendono una bizzarra direzione. I maestri della simulazione psichiatrica cominciano spesso
con questi dettagli. Come i coach degli attori, possono trasformare un capocosca, un narcotrafficante o un pluriomicida in un paziente “bisognoso di cure
speciali”. Medici, ma arruolati dalla parte sbagliata, che li preparano a ingannare un giudice. Li allenano a non mangiare, a inventarsi le “voci” nella
testa, a vivere le giornate in cella come farebbe un depresso o un potenziale suicida. Fino a somministrare, a quei detenuti camaleonti, i farmaci utili
perché si compia la recita della patologia: il male che li renderà incompatibili con il carcere.

Può costare 2mila, 5mila o al massimo 50mila euro assicurarsi la complicità di uno psichiatra. Spiccioli, per le finanze illecite. La loro ambiguità era
rimasta ai margini della narrazione criminale, epica o austera che fosse. Un libro pieno di fatti si incarica di illuminarne le azioni. Racconta dei traditori
di Ippocrate (minoranza silenziosa) che hanno favorito le evasioni e le scorribande di camorra, mafia o Banda della Magliana. Eppure “I medici della camorra”
di Corrado De Rosa (Castelvecchi editore, 288 pagg., 16 euro), medico e scrittore 36enne, non è solo un’inchiesta-testimonianza, ma un racconto italiano
che illumina i volti dei borghesi per eccellenza, tra i collusi.

E denuncia i buchi di un sistema sanitario e penitenziario tendenzialmente a rischio.
Un bisturi che affonda. Nel volume – arricchito dagli interventi dei magistrati Raffaele Cantone e Franco Roberti, e dai commenti dello psichiatra Mario
Maj e dello psicoterapeuta Girolamo Lo Verso – si sottolinea come l’uso strumentale della malattia colpisca in due direzioni opposte. Sia a favore dei
boss che hanno fretta di lasciare le celle, sia contro gli “odiati” pentiti.

Pezzi di agghiacciante storia criminale ricostruiti nel dettaglio. Dal caso Raffaele Cutolo, lucidissimo “pazzo” dell’iconografia di camorra, alla terribile
fine di Aldo Semerari, il criminologo al quale il padrino Umberto Ammaturo tagliò personalmente la testa in mezzo alle bestie di un macello perché lo specialista
aveva osato favorire, con un giudizio truccato, un affiliato del clan avversario. Dai fratelli Francesco e Walter Schiavone, padrini storici dei casalesi
entrambi affetti da un’anoressia “che è diventata una sorta di epidemia in quella zona”, fino al blitz del 2001 della Procura antimafia di Napoli sull’allora
servizio di neuropsichiatria del carcere di Poggioreale. Per non dire del clamoroso caso del superkiller Peppe ‘o cecato (il cieco), quel Giuseppe Setola
oggi sotto processo come stragista dei casalesi che, grazie ad una diagnosi di maculopatìa, era riuscito a lasciare il carcere per un centro oculistico
di Pavia. Evaso da quelle corsie, Setola torna a C! asal di Principe nella primavera del 2008 e con il suo gruppo dà inizio ad un autentico bagno di sangue.
Diciotto morti in pochi mesi, innocenti: uccisi a colpi di mitra dal sicario considerato cieco, senza che ancora nessuno abbia presentato un conto ai medici
che gli aprirono la cella. Negli stessi giorni, ecco indagati gli specialisti che avrebbero fatto arrivare, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, “compresse
a preparazione galenica anfetaminosimili”. Per ridurre l’appetito.

Il primo pentito a raccontare di una struttura di psichiatri a disposizione è Gaetano Guida, boss a Secondigliano: “Nel caso in cui la perizia veniva disposta
dal magistrato, il mio medico, che mi faceva fare lo psicopatico, si informava di chi fosse il perito e lo convinceva a confermare la sua falsa diagnosi.
E per questa attività riceveva ogni volta 10 o 15 milioni”. Erano gli anni Ottanta. Stessa epoca dei tanti capicosca battezzati con i sinonimi dei disturbi
mentali. ‘O pazzo, è soprannome non solo di Cutolo, ma dei boss Michele Zaza, Vincenzo Mazzarella, Michele Senese, Alfonso Perrone, volto di Gomorra a
Modena.

L’indagine attraversa trent’anni di complicità eccellenti. Sempre per costruire la via di fuga alla giustizia: la testa malata, appunto. De Rosa conosce,
d’altra parte, la precarietà degli psichiatri allergici ai compromessi, la maggioranza. E l’affresco che le sue storie compongono non vuole produrre un’invettiva
generica e giustizialista. Casomai, porre qualche domanda.

Nella galleria dei paradossi, ad esempio, brilla il caso di Luigi Cimmino, boss napoletano che doveva essere bersaglio dell’agguato in cui morì, invece,
una madre innocente, Silvia Ruotolo. Cimmino oggi è passato per matto e incassa dallo Stato una pensione di invalidità civile. È il killer della Napoli
bene, Rosario Privato, a raccontare: “Cimmino si è sempre finto pazzo, andava in escandescenza, ci raccontava che entrava in questura e gridava: “Ma ora
io che ci faccio qui?””. Riflette De Rosa: “Com’è possibile assegnare una pensione di invalidità a una persona condannata a 8 anni in via definitiva per
associazione mafiosa e che rimane in carcere per anni? Eppure la pratica 755/2009 della municipalità riconosce a Cimmino perfino gli arretrati dal 2007″.
La dedica de “I medici di camorra” amplifica il valore di un’inchiesta che dovrebbe turbare più a lungo la società civile. È un pensiero rivolto agli altri:
“A chi soffre realmente di un disturbo mentale”.


apr012011

Inps ancora Controlli!

Tag: News dall’Italia — lucio @ 12:42 pm

Arrivano nuovi controlli che l’istituto nazionale di previdenza sociale (Inps), vuole effettuare nei confronti delle persone con disabilità.
Infatti con messaggio n 6763 dello scorso 16 marzo, la direzione generale dell’Inps, ha riferito alle sedi regionali i criteri per selezionare il nuovo campione di disabili da controllare nel 2011.
Se vuoi chiarimenti ed approfondimenti in merito, clicca quì:
http://www.handylex.org/gun/controlli_invalidi_verifiche_INPS_2011.shtml


mar242011

volete imparare? “l’inglese si impara con un joystick”

Tag: News dall’Italia — Petrit @ 9:57 am

Si chiama ”Ellvis” ed è il nuovo metodo di apprendimento testato dagli studenti di cinque Paesi e nato all’interno del programma finanziato dalla Commissione europea ”Lifelong Learning”

FIRENZE. Con un joystick anche i non vedenti potranno imparare l’inglese. E’ il nuovo metodo di apprendimento testato, a partire dal 2009, dagli studenti di cinque Paesi (Italia, Francia, Germania, Romania e Inghilterra) e nato all’interno del progetto Ellvis’, a sua volta inserito nel programma finanziato dalla Commissione europea Lifelong Learning’, che ha visto insieme il centro Machiavelli e la sezione fiorentina dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, con funzione di coordinatori.
Il nuovo metodo d’apprendimento dell’inglese per non vedenti ruota attorno ad un joystick innovativo. Impugnandolo, chi non vede può interagire col programma didattico creato ad hoc. E compiere tutte le ‘operazioni’ richieste per imparare la lingua. Ad esempio, potrà completare delle frasi, oppure scegliere la parola giusta o abbinare una figura ad un determinato sostantivo. Ma sempre grazie allo speciale joystick e al programma, capace a seconda delle manovre effettuate dall’allievo di dar vita ad un sistema combinato di vibrazioni, riscontri tattili e suoni, si potrà anche confrontare la pronuncia grazie ad un sistema di registrazione. Insomma, una tecnologia sorprendente, capace di aprire scenari nuovi in molteplici campi.

“E’ un ulteriore passo in avanti verso l’inclusione sociale ha commentato Antonio Quatraro, presidente della sezione fiorentina della Uic – In questi mesi è stato bello collaborare fianco a fianco con le scuole di lingua per studenti: abbiamo arricchito le nostre e le loro competenze. Con la consapevolezza che solo una società in cui viene favorito lo scambio di competenze e di esperienza è più ricca in quanto più umana”. “La partecipazione al progetto Ellvis è stata per noi di grande interesse ha detto Rossella Bianchi, direttrice del centro Machiavelli – La traduzione e l’adattamento del software per gli studenti di lingua italiana, la registrazione delle parti in italiano e l’editing dei file sonori sono stati una sfida a confrontarsi con modalità di apprendimento diverse. La ricaduta positiva nella nostra attività didattica quotidiana è un forte stimolo all’elaborazione di materiali ed attività nuove con la prospettiva di iniziare un percorso che ci porti poi a p! oter accogliere persone con disabilità visive all’interno delle nostre classi”.

Fonte: pressin


mar242011

Invalidità, la Cassazione cambia le regole. Migliaia di pensioni a rischio

Tag: News dall’Italia — Petrit @ 9:46 am

vi segnaliamo una sentenza pronunciata dalla cassazione che cambia le regole per continuare a percepire la pensione di invalidità.

Accolta la richiesta dell’Inps: anche il reddito del coniuge, oltre a quello personale, va considerato per valutare il limite da non superare per godere dell’assegno o pensione di invalido civile. Fish: “Sentenza ad orologeria, i ricorsi cresceranno”

ROMA. Assegni e pensioni di invalidità a rischio per quegli invalidi totali e parziali che con il reddito del coniuge superano i limiti di reddito stabiliti per poter godere del beneficio economico. Una sentenza della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione infatti (n 4677 del 25 febbraio 2011) ha stabilito infatti che il limite reddituale fissato per la concessione agli invalidi al 100% della pensione di invalidità civile (fissati nel 2011 a 15.154,24 euro) non è solo quello personale, ma anche quello dell’eventuale coniuge. Un pronunciamento che smentisce numerosi procedimenti precedenti della Corte stessa e della Corte costituzionale e che per analogia dovrebbe riguardare anche i ciechi e i sordi parimenti titolari di pensione.

Il limite reddituale per ottenere la pensione di 260 euro mensili è fissato, per il 2011, a 15.154,24 euro lordi, che scende a 4.470,70 euro lordi per l’assegno agli invalidi civili parziali. Finora si è tenuto conto del reddito personale, ma con la novità verrebbero revocate le provvidenze (assegni e pensioni, con esclusione dell’indennità di accompagnamento) ai titolari il cui reddito personale, già inferiore ai limiti fissati, assommato a quello del coniuge dovesse invece superare i limiti stessi. I titolari di assegni o pensioni sono circa 850mila. La sentenza accoglie in pieno le tesi dell’Inps, che nel corso del dibattimento aveva sollevato la questione: se l’Istituto come è probabile – decidesse di agire secondo il nuovo orientamento, sono in arrivo una lunga serie di revoche e verosimilmente altrettanti ricorsi al giudice.

“In una situazione diversa è il commento del presidente della Fish Pietro Barbieri – su quel pronunciamento avremmo fatto spallucce, ma ora, in questo clima di caccia alle streghe, sembra una sentenza ad orologeria”. Barbieri ricorda proprio che “il controricorrente è l’Inps e che sono in corso ciclopici controlli su cui l’Istituto è in affanno e che non stanno portando i risultati attesi da Tremonti”. La Fish afferma di attendersi “la revoca di migliaia di provvidenze economiche”, favorita da un’indicazione della Cassazione “che sembra cadere a fagiolo per l’Inps a cui è attribuito il compito di effettuare 250.000 controlli nel corso del 2011 ed altrettanti nel 2012″. L’Istituto infatti potrebbe procedere a migliaia di revoche “solo sulla base dei nuovi requisiti reddituali, evitandosi l’incombenza, costosa e fonte di sovraccarichi, delle migliaia di visite di controllo: ed è da credere che tutte queste revoche saranno annoverate come false invalidità”. Come conseguenza! di tutto questo, la Fish ipotizza un’esplosione dei contenziosi in giudizio, già ora “ad un livello patologico che sfiora le 300mila cause giacenti”.

“La soluzione a tutta la situazione afferma Barbieri riferendosi alle norme sulle quali si è basata la sentenza – deve essere politica: riprendendo gli atti dei lavori parlamentari delle norme originarie, volutamente ignorati dalla Cassazione, va approvata celermente un’interpretazione autentica da parte del Parlamento. Senza una decisa precisazione, verranno private anche di queste minime risorse migliaia di persone. Per tale intervento normativo ma prima ancora di civiltà chiederemo l’appoggio dei Parlamentari più attenti e sensibili”. (ska)

fonte: pressin


mar232011

Ulteriori chiarimenti Inps sui permessi per l’assistenza ai disabili gravi

Tag: News dall’Italia — lucio @ 9:46 am

Con circolare n 45 del 1 marzo 2011, l’Inps ha fornito ulteriori chiarimenti sulle nuove norme relative ai permessi lavorativi per assistere i disabili gravi.
Come ricorderete, l’art 33 legge 104 del 5 febbraio 1992 che regolava appunto tale disciplina, è stato modificato dall’art 24 legge 183 2010 (collegato lavoro).
Ora l’istituto di previdenza sociale, ha quindi voluto chiarire ulteriormente sulla questione, fugando tutti i dubbi che cittadini interessati, possono avere.
Per tanto noi di Liguriaccessibile, vi diamo l’indirizzo al quale, potrete avere un approfondimento in materia.
Per saperne di più su questa circolare, vai su:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=51873


feb022011

I disabili contro l´Inps: “Visite umilianti”

Tag: News dall’Italia — daniela @ 4:05 pm

I disabili contro l´Inps: “Visite umilianti”

Raffica di controlli contro i “furbi” ma le associazioni denunciano abusi. Obiettivo, verificare se gli interessati abbiano effettivamente diritto ai 485 euro mensili. Ma nessun falso invalido è stato finora trovato

MILANO. Donne tetraplegiche a cui i medici chiedono «per favore» di provare ad alzarsi in piedi, «perché lo prevede il protocollo». Ragazzini in grado di muovere appena la testa, e nient´altro, che dopo un´ora di anticamera al centro medico di via Monte Bianco si sentono domandare se siano in grado di infilarsi i calzoni. Sono solo due esempi, ma i casi in Lombardia sono decine di migliaia. Lo scopo della valanga di visite che l´Inps sta svolgendo sulle persone con gravi disabilità è aggiornare il loro punteggio di invalidità per stabilire se abbiano ancora diritto all´assegno di accompagnamento. «Viene convocato anche chi non ha alcuna possibilità di diminuire il grado di disabilità nel tempo – dice Fulvio Santagostini, presidente di Ledha – la presunta crociata dell´Inps contro i “falsi invalidi” in realtà non fa altro che calpestare la dignità di persone con disabilità pesantissime, sottoponendole a visite umilianti e assurde».
A quanto è dato sapere, in Lombardia di falsi invalidi queste visite ne hanno finora scoperti zero. Tutt´al più i punteggi di invalidità sono stati rivisti, in alto o in basso, di qualche punto. L´introduzione di questi controlli “a tappeto”, con cui si dovrebbero recuperare soldi pubblici e che invece costano, era prevista da un emendamento del governo al “pacchetto anticrisi” divenuto legge il 30 luglio scorso. Dopo le proteste delle associazioni dei disabili, però, è stato ritirato con tante scuse. Il problema è che dallo scorso autunno le convocazioni per le visite sono cominciate ugualmente ad arrivare. A tutti, indistintamente. «È evidente che Inps si ispira all´emendamento cassato, e ci si chiede come sia possibile che ciò accada» dice Santagostini. La stessa tesi è sostenuta dai commentatori del sito handylex.org, che mette a confronto l´emendamento e la circolare di Inps, evidenziandone la somiglianza.
Per Santagostini, da 28 anni su una sedia a rotelle, la visita è fissata per fine febbraio. Sarà inutile, come migliaia di altre, e l´assegno da 485 euro sarà confermato. La speranza delle associazioni è che prima di quel giorno i controlli siano interrotti. Lo scrivono nei blog e lo hanno chiesto all´Inps per lettera. Alcuni pazienti hanno registrato di nascosto i colloqui con i medici, in vista di azioni legali. Una donna di Pavia ha pubblicato sul sito Internet dell´associazione Uildm un documentario in cui racconta il calvario a cui si è dovuta sottoporre per recarsi alla visita. «Sono su una sedia a rotelle e ho subito una tracheotomia – dice la donna, mentre la si vede farsi strada fra le auto sotto la pioggia per raggiungere l´Inps – la mia malattia è genetica e non passerà mai». La donna per essere visitata si è dovuta assentare dal lavoro. «In sala d´attesa ho visto persone in condizioni peggiori delle mie che piangevano», dice.
A chiedere all´Inps un atto di umanità è anche Regione Lombardia. «Si escluda subito dai controlli chi è afflitto da disabilità stabili – dice Giulio Boscagli, assessore alle Politiche sociali – con l´Inps c´è una buona collaborazione, siamo pronti a fornire la documentazione pregressa sulle disabilità». L´offerta delle Asl di mettere a disposizione la storia clinica dei pazienti, già fatta prima di Natale, è finora caduta nel vuoto. L´ente pensionistico non ha chiesto le cartelle e intanto continua a convocare i disabili. Fino a prima di Natale venivano chiamate anche le persone con sindrome di Down, poi almeno per loro si è fatta un´eccezione.

di Franco Vanni