mar 30 2011

Guardare al di là delle nuvole è una sfida da vincere tutti insieme!

Tag: Pet Therapy e cani guidalucio @ 9:54 am

Amiche e amici di Liguriaccessibile, torniamo a parlare di uno di quei progetti, che è davvero una dimostrazione che quando c’è l’impegno si possono raggiungere i traguardi più difficili.
Stiamo parlando di “Al di là delle nuvole”, l’ambizioso e straordinario progetto di equitazione per ipo e non vedenti che è stato avviato lo scorso anno dall’associazione Le nuvole con sede in località Lodisio costa Piana Crixia (Sv).
Dopo la prima parte avvenuta appunto nel 2010, ora l’associazione, vorrebbe far partire la seconda.
Il presidente Adriano Parmigiani che tra poco ci dirà molte cose interessanti sul medesimo, non nasconde però, ovvie difficoltà non solo di natura finanziaria, che comunque non abbattono l’entusiasmo e la passione che queste persone, ci mettono nel portare avanti le proprie iniziative.
Perchè il dot Parmigiani e il suo team, credono fortemente in quello che fanno, e vogliono raggiungere i traguardi prefissati, in ogni modo, e nonostante tutto.
Ora lasciamo volentieri la parola al dottor Parmigiani, che ci spiegherà le fasi del progetto “Al di là delle nuvole” ancora da realizzare, e ci farà cenno anche ad altri progetti in cantiere.

“Certamente: Al di là delle Nuvole è un progetto articolato in quattro steps,
ciascuno dei quali è caratterizzato da un ampliamento dell’intervento possibile
sul disabile a seconda delle strutture che vengono realizzate.
Mi spiego: realizzato il primo step, ora siamo in grado di accogliere, ad
esempio, una persona non vedente, di accompagnare il contatto con il cavallo,
le interazioni necessarie a terra, quindi di condurre, una volta che il neo
cavaliere ha percorso i prmi passi, il binomio (cavallo-cavaliere) nel campo
sonoro per sperimentare l’autonomia di conduzione. Ed è già una cosa notevole,
mi creda.
Non abbiamo però la possibilità di rendere autonoma, per il non vedente, tutta
la parte precedente: il contatto con il cavallo nel box, la gestione della
pulizia, fondamentale per un lavoro di riabilitazione psico-motoria,
l’autonomia della presa in carico del cavallo, dal box al tondino, la
vestizione…insomma, tutti quei processi che sono non solo parte integrante
dell’equitazione ma fondamento di una capacità di sviluppare un rapporto ed una
comunicazine non verbale – i cavalli non capiscono le lingue umane – con
l’Altro -in questo caso il cavallo -, che sono poi la base del nostro mado di
fare “terapia”.
Che serve? Un box attrezzato specificamente all’uopo, un percorso
preferenziale, particolari strutture da costruire ad hoc, etc.
Poi: tutto ciò in caso di bel tempo, ma se piove? Perchè è già difficile
muovere i disabili, se poi siamo totalmente soggetti alla meteorologia..dunque
si è progettata la copertura del tondino, perchè abbia un senso, nella pratica,
l’installazione di pritezioni ed imbottiture del tondino in cui si svolgono le
prime, basilari lezioni e sperimentazioni.
Infine, alla fine del sogno, dato che siamo tutti terapisti, psicologi,
assistenti sociali, educatori, abbiamo immaginato di erigere una piccola
struttura di accoglienza, con tanto di servizi igienici senza barriere, dove si
possa fare terapia fisica di complemento, avere uno spazio per i colloqui,
bersi una cioccolata calda…
Quando, lei mi chiede?
Quando avremo i fondi, altrimenti ci si arrangerà con quel che abbiamo, e
porteremo avanti il lavoro per come si potrà, naturalmente.
L’ampliamento previsto per gli step successivi al primo di fatto comporterebbe
anche l’apertura del centro ad altri tipi di disabilità, non solo a quella
della vista, come ad esempio stiamo già facendo con bimbi autistici.
Caro Lucio e redazione, siamo sognatori, ed abbiamo tentato questo volo.
Per ora non possiamo lamentarci: abbiamo fatto molto, e stiamo aprendo ad
altre realtà, come aquella con i ragazzi riguardante la
giocoleria e le arti circensi a cavallo.
Purtroppo la realtà sociale e politica in Italia, e, lasciatemelo dire, in
Liguria, è quella che è, e forse avremmo dovuto scegliere un’altra regione, ma
ora siamo qui.
Con simpatia.
Adriano Parmigiani”.

Associazione Le nuvole
Località Lodisio Costa Piana Crixia (sv)
Tel 019 570328
cellulare: 338 8896761
email:
lacasaheyoka@libero.it


ago 26 2010

“Abili a quattro zampe”

Tag: Pet Therapy e cani guidapatrizia @ 10:30 am

Quando si dice che il cane è il migliore amico dell’uomo, non lo si fa tanto per dire!

Leggete un po’ questa testimonianza e vi renderete conto che queste parole sono più che vere.

Redattore Sociale del 25-08-2010

“Abili a quattro zampe”: cani addestrati per assistere i disabili

Apre e chiude i cassetti e le porte, aiuta a fare il bucato, e sa anche usare il salvavita. Si chiama Lulù ed è un cane addestrato per assistere le persone

con disabilità, come la sua padrona Alessandra. Dalla loro esperienza, realizzata grazie all’associazione ferrarese ChiaraMilla, è nato il progetto “Abili

a quattro zampe”

FERRARA. “Lulù mi porta il telefono, apre e chiude i cassetti e la porta, mi aiuta a fare il bucato e raccoglie tutto quello che mi cade per terra. E in

caso di bisogno sa attivare il salvavita”. Non si parla di un maggiordomo, ma di un aiuto “a quattro zampe”, un cane addestrato appositamente per fornire

supporto a persone con disabilità, come Alessandra Santandrea, paraplegica e soprattutto padrona di Lulù. “Inizialmente l’avevo presa per compagnia racconta

ma un giorno Lulù mi ha dato uno strattone, facendomi cadere dalla sedia a ruote. Così ho capito che era necessario darle un’educazione: ma non avrei mai

pensato che il mio cane sarebbe diventato un validissimo aiuto psicologico e pratico”.

Su indicazione dell’istruttrice Daniela Scanelli, Alessandra si rivolge all’associazione ferrarese ChiaraMilla, e insieme sviluppano il progetto “Abili

a quattro zampe”, con l’obiettivo di “formare” cani da assistenza per i disabili. I risultati dell’addestramento oggi si possono vedere in un filmato che

Alessandra ha postato su YouTube (http://il.youtube.com/watch?v=5hJI15VuPQw&feature=related), e ascoltare nelle parole della padrona di Lulù. “Il primo

giorno che sono uscita con Lulù ho provato un’enorme soddisfazione, mi sono sentita gratificata e autonoma, è grazie a lei che ho ricominciato a uscire

di casa. E l’aiuto è naturalmente anche psicologico e affettivo: la sua presenza è motivo di allegria e soprattutto compagnia, visto che il mio ragazzo

durante il giorno è fuori per lavoro”.

Ora l’esperienza di Alessandra e Lulù è destinata a espandersi. L’associazione ChiaraMilla ha infatti varato il progetto “Abili a quattro zampe” e ha scelto

di allevare in forma amatoriale il Golden Retriever per la selezione dei cani da assistenza. Il lavoro sul cucciolo avviene fin dai primi giorni di vita

attraverso una tecnica chiamata “senso puppy”. Il progetto prevede che la persona disabile scelga in maniera cosciente e autonoma il cucciolo che preferisce,

che verà consegnato “chippato”, sverminato e vaccinato. In questo modo la persona con disabilità avrà la possibilità di portare a casa un cane ancora cucciolo

e di essere lei stessa soggetto attivo nella sua educazione e preparazione. “Lulù è solo l’inizio del progetto spiega Marina Casciani di ChiaraMilla .

L’unico incoveniente è il prezzo: per il cucciolo più l’addestramento arriviamo a una cifra intorno ai 10 mila euro, anche se la nostra speranza è che

il cane per disabili venga considerato un vero e proprio a usilio, e come tale passato dallo Stato”. In attesa di quel giorno si sta studiando, credeteci

o no, come insegnare a questi cuccioli a fare un bancomat.

Vincenzo Bottiglioni


lug 01 2010

CAVALCARE SOPRA LE NUVOLE ORA SI PUO’!

Abbiamo contattato per voi l’Associazione Le Nuvole, per farvi spiegare dal centro stesso, tutto ciò che fa per dare anche ai disabili l’opportunità di andare in sella ad un cavallo.
Così l’associazione Le Nuvole, ci presenta la sua locandina nella quale da una idea piuttosto chiara, degli obbiettivi che si pone.
Dunque ecco a voi l’associazione Le Nuvole, che ci guida in un mondo fantastico ricco di emozioni e sensazioni davvero speciali!

“EQUITAZIONE DI CAMPAGNA
PER BAMBINI E ADULTI

Avvicinamento al cavallo: etologia e comunicazione non verbale

Passeggiate a cavallo – Introduzione al volteggio

Giocoleria ed esercizi di abilità, a terra e a cavallo

IL CENTRO METTE A DISPOSIZIONE:

- due tondini, di cui uno di 15 metri verrà coperto;

- un campo per equitazione da campagna, con dislivelli mediamente impegnativi, cintato e illuminato per gli incontri serali, dotato di sensori e fotocellule per cavalieri non vedenti e ipovedenti;

- un tendone con: cavallo da volteggio in legno, trampoli, bolas, strumenti di giocoleria (palline, cerchi, anelli, ecc.), rollatola, assi di equilibrio, tappeti elastici, ….);

- quasi 2 km di sentieri, ricavati nel bosco, protetti in terreno cintato, che si snodano fra coltivazioni di erbe aromatiche;

- un’infinità di sentieri e vecchi sterrati da percorrere a piedi o a cavallo risalendo colline e ruscelli;

- un’equipe di personale specializzato: guide equituristiche, insegnanti abilitati, fisioterapisti, assistenti sociali, educatori, ecc.;

- cavalli di razza Bardigiana, forti e docili, perfetti per ippoterapia ed equitazione di campagna

LE NUVOLE Associazione Sportiva Dilettantistica
Località Lodisio Costa 2 – 17058 Piana Crixia SV – tel/fax. 019 570328 – cell. 338 88 96 76 1 – e-mail: lacasaheyoka@libero.it
C.F. 92084630091”

Ringraziamo l’associazione Le Nuvole, che ci ha permesso di scoprire un mondo davvero unico!
Ora lo sapete, se siete appassionati di ippoterapia, c’è un universo adatto a voi, che può portarvi al di là delle nuvole!


giu 08 2010

I suoni dei cani registrati su cd

Tag: Audiolibri,Pet Therapy e cani guidapatrizia @ 10:22 am

La Repubblica del 07-06-2010

I suoni di cane registrati su cd per aiutare i ciechi

FIRENZE. Un cd audio con registrati una cinquantina di rumori più frequenti dei cani, dallo scrollone al colpo di tosse, per aiutare i non vedenti a capire

se l´animale è in difficoltà. L´audiolibro, tradotto anche in inglese, durata 30 minuti, è il primo strumento di questo tipo al mondo, spiega la Regione,

e sarà presentato al prossimo congresso della Federazione internazionale scuole cani guida in Canada. Nella versione italiana, la voce narrante, che spiega

i vari suoni, è dell´attore e regista toscano Alessandro Benvenuti.

L´idea è di Carlo Ciceroni, veterinario della Asl di Firenze che collabora con la Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, struttura della

Regione Toscana che l´ha aiutato a concretizzare l´iniziativa.


giu 01 2010

A.S.P.H.A. UNA STRADA SICURA NEL CAMPO DELL’IPPOTERAPIA

Tag: Genova e dintorni,Pet Therapy e cani guidalucio @ 10:29 am

A.S.P.H.A., associazione sportiva handicappati ecco la presentazione delle sue attività.

Ecco un altro esempio davvero importante, nel campo della pet-therapy.
In tal caso dovremmo parlare, più specificatamente, di modello nell’ambito dell’ippoterapia.
Ci riferiamo all’associazione sportiva per handicappati di Genova (A.S.P.H.A.).
La medesima è nata nel 1985, e quindi ormai da diversi anni, opera in tale settore, con risultati indubbiamente molto positivi.
L’ippoterapia, è per A.S.P.H.A., una strada sicura, per consentire a persone con disabilità in particolar modo ragazzi, di poter perseguire determinati obbiettivi.
In primo luogo maggiore autostima, un adeguato autocontrollo, maggiore facilità nelle relazioni interpersonali con i ragazzi normodotati che frequentano i maneggi, acquisire tramite il rapporto con il cavallo, migliore equilibrio e coordinazione, ecc.
Quelli appena mensionati, sono solo alcuni degli obbiettivi, che tale associazione si prefigge con le sue attività.
Si può certamente dire che per ASPHA, l’ippoterapia, svolga un ruolo di primo piano, per una crescita migliore di chi convive con una disabilità.
Infatti l’ippoterapia come è spiegato nel sito ufficiale dell’associazione (http://www.aspha.it/), è quell’insieme di tecniche che tramite il rapporto uomo cavallo, favoriscono il superamento delle barriere psicologiche, come insicurezza o difficoltà di comunicazione o poca fiducia in sé stessi.
Collaborano con ASPHA, istruttori con patente F.I.S.E., e personale professionale riconosciuto A.N.I.R.E.
Un gruppo qualificato e competente, che mette a disposizione la propria esperienza e professionalità, per aiutare chi frequenta i maneggi, a raggiungere i propri traguardi.
Inoltre negli anni ASPHA, ha avviato delle collaborazioni, con altri centri, che hanno contribuito ad un migliore raggiungimento degli scopi dell’associazione stessa.
ASPHA, porta avanti la propria attività tramite l’autofinanziamento, che avviene con il tesseramento, e raccolte fondi.
Vi sono però state anche donazioni, e contributi pubblici e privati.
Questi ultimi, grazie al carattere di onlus dell’associazione, sono deducibili o detraibili dalle imposte sul reddito sia per persone fisiche, sia per persone giuridiche.
ASPHA svolge la sua attività, a Busalla, centro ippico di Sarissola Busalla, e al centro ippico il Molinetto a Cogoleto in via Molinetto 85 a 16016 GE.
Noi crediamo che con questo articolo, siamo stati in grado di fornirvi delle info utili, per conoscere questa associazione.
Vi consigliamo di visitare il sito (
http://www.aspha.it/), per farvi una idea ancora più chiara, di ciò che fa quest’associazione per migliorare dal punto di vista psicologico e relazionale la vita di persone con disabilità.


mag 14 2010

ASINO LIFE una nuova realtà nel campo della pet-therapy

Patrizia Torre, ci racconta il mondo di ASINO LIFE.

In passato abbiamo parlato spesso di pet-therapy, del ruolo che possono svolgere gli animali, nel favorire maggiore consapevolezza nelle persone, delle proprie capacità.
Abbiamo potuto constatare, come il rapporto con gli animali, è davvero terapeutico, nel guidare ad esempio persone con disabilità, a sentirsi più sicure in sé stesse.
Ora vi proponiamo, un altro esempio in merito, che potrà essere una ulteriore dimostrazione, che gli animali, sono davvero i nostri amici e ci possono aiutare a vincere le nostre paure, e ad abbattere ogni ostacolo.
Stiamo parlando di ASINO LIFE, una associazione, che si occupa soprattutto di onoterapia, ovvero la pet-therapy praticata con gli asini.
Animali ingrado di dare la loro dolcezza e sicurezza, a persone che hanno bisogno di una ignezione di fiducia nelle loro potenzialità.
Questo è l’obiettivo di ASINO LIFE, che in Valle Scrivia, ha realizzato un nuovo centro, che diventerà un mondo ricco di emozioni per chi vuole andare oltre i propri limiti, e quindi dimostrare che ogni barriera che si frappone dinnanzi a noi, può essere superata.
Patrizia Torre, responsabile del centro ASINO LIFE, ci spiega ora in due parole, come si svolge l’attività del medesimo.
Ci racconterà inoltre, come è nata questa eccezionale idea, che è certamente una speranza che si accende per tante persone che ne hanno bisogno.

“La nostra iniziativa nasce
casualmente dopo una operazione di bonifica attorno alla casa di
campagna che si trova in Valle Scrivia e precisamente sopra Busalla-Borgo Fornari.
Ci era stato suggerito che per mantenere puliti i
terreni avremmo dovuto tenere degli animali che brucassero l’erba che
cresce a dismisura . La scelta è caduta sugli asini perché io
personalmente (di origini siciliane )adoro gli asinelli.
Quindi comprati
,messi nei terreni hanno cominciato a svolgere il loro lavoro di
giardinieri, finchè sempre per caso , abbiamo scoperto la loro natura
più intricante e l’occasione ci è stata offerta quando ospitando mia
madre malata da anni di morbo di Alzeimer li abbiamo visti al loro vero
lavoro quello di facilitatori nella comunicazione con i diversamente
abili.
Ecco come nasce questa iniziativa supportata dall’esperienza
della sottoscritta che lavora da quasi 33anni in ambito sanitario.
Abbiamo costituito una APS a fine del 2009 ,ci siamo consociati con una
ass. di psicoterapeuti che si occupano di pet -therapy ed ora stiamo
iniziando questa missione . Mettiamo a disposizione degli abili, diversamente abili ,anziani e chiunque desiderasse avvicinare agli
animali i nostri spazi esterni per svolgere attività di tipo ludico
ricreativo e di attività assistita con gli animali rivolti a chi avesse
problemi comportamentali e di comunicazione . Scusate la lungaggine ma
spero in questo modo di avervi fatto capire ciò che stiamo facendo.
Per inciso sul campo giochi (cosi’ lo abbiamo chiamato )abbiamo
predisposto per l’accesso a carrozzine o altro indirizzate a persone con
difficoltà di deambulazione . Se vi interessa approfondire la conoscenza sulla nostra attività, consultate il sito
http://www.asinolife.blogspot.com/ Patrizia Torre

Ringraziamo la dott.ssa Torre, perché ci ha fatto scoprire un mondo assolutamente fantastico.
Un universo davvero speciale, nel quale tante persone, potranno andare oltre quelle che considerano le loro possibilità.
ASINO LIFE, è indubbiamente, una guida sicura, verso una vita più serena e con meno ostacoli.


gen 19 2010

Morbido e soffice!

Tag: Interviste,Pet Therapy e cani guida,toppatrizia @ 11:34 am

Intervista a Alessio Persico

Nemo, Rosa, Meg, Max e Alessio. sono i cinque protagonisti di una storia dei nostri giorni. Unita, saltuariamente ad altri personaggi, che ogni giorno affrontano, con tante paure ma pur sempre con grande coraggio, le sfide che la vita gli mette davanti.

E’ una storia fatta di magie, di scoperte, di silenzi, di paure e vittorie, di leccatine, di carezze, di scodinzolamenti e di fusa, che lascia nel cuore un sentimento di amore e serenità, che difficilmente si cancellerà dalle nostre anime.

Ci siamo rivolti, per narrare questa storia, all’unico dei cinque di questa strana compagnia, che gode del dono della parola, Alessio, ma che si fa portavoce di tutti gli altri che riescono in ugual misura ad esser presenti e partecipi, in tutto il loro splendore.

La nostra storia inizia una mattina di Luglio, Alessio e Nemo arrivano, in Cooperativa, portando una ventata di novità

Ciao Alessio raccontaci qualcosa di te

 Ciao ragazzi! ho 37 anni sono nato  a  Genova  e vivo in questa città da sempre. Come studi ho conseguito la maturità magistrale, dopo di che, invece di iscrivermi all’università ho iniziato a lavorare nell’ambito sociale, con  varie esperienze in scuole materne  e asili nido. Successivamente ho incominciato a lavorare con i cavalli, inizialmente con l’associazione Ariosto,(vedi link intervista) quando ancora però non era così famosa, facevamo attività equestre con i ragazzi disabili.

 In seguito ho conosciuto il Chiossone e  ho fatto un corso per diventare operatore delle disabilita visive finalizzato, in realtà a formare personale da inserire  all’interno dell’istituto,  quindi poi ho intrapreso il mio percorso sia lavorativo che formativo all’interno di esso.

Io nasco come riabilitatore delle disabilita visive, ma in realtà, in questi 12 anni passati all’ interno del Chiossone, mi sono specializzato in più ambiti,  tra cui anche operatore di Acquaticita ,alla piscina della  Sciorba, con bambini disabili gravi, una specialità nata al Chiossone per movimento e stimolazioni visive in acqua. In seguito ho fatto un corso di “stimolazioni basali “, che sono tutte quelle stimolazioni  per bambini pluri disabili gravi, che passano attraverso il corpo con  l’utilizzo di materiali diversi.

Per ultimo ho fatto un corso di Pet Terapy, che è stato un percorso formativo, utilizzando un metodo particolare, che si chiama metodo del Negro, un metodo che è stato ideato all’interno della Fondazione Robert Hollman di Cannero: (http://www.intracon.it/centrohollman/ita/index2.htm).

La Fondazione è un centro di riabilitazione per non vedenti e ipovedenti, (simile al nostro Istituto David Chiossone di Genova), però loro al contrario di noi, si occupano solo di bambini piccoli.

Studiando il loro metodo, che è consolidato da più di 10 anni di esperienza nel campo della Pet Terapy, abbiamo deciso di avviare un percorso di studi che è durato circa un anno;

ci sono state difficoltà a far partire questo nuovo  progetto, infatti  dovevamo trovare gli animali e decidere anche sulla loro gestione. Nel frattempo il mio nucleo famigliare aumenta con l’arrivo di due gatti, Max e Meg, pensai che mi potevano venire utili in futuro per essere inseriti  all’interno dell’ attività.

Forse non sapete, che in Italia  il nome Pet terapy, tutt’oggi apre, una serie di controversie: non si capisce chi veramente può praticarla. Ci sono educatori cinofili che la praticano, o la gente più svariata, specializzata solo in cani, che lavorano con bambini disabili, e il risultato può anche causare  danni ai pazienti.

 Come si può tutelare quest’assenza di norme?

 Stanno cercando di creare un percorso di studi con una metodologia, delle linee guida su chi deve portare avanti questo tipo di servizio, chi la deve fare, come la deve fare e con che criteri.

Il metodo che uso io parte da questo presupposto:  chi fa pet terapy è un riabilitatore, quindi, se io lavoro e tratto con i disabili visivi, devo essere un riabilitatore per disabili visivi. Devo avere una base teorica e pratica sul paziente, con un fondamento e solo in seguito aggiungo la pet terapy. Nel mio lavoro quotidiano perciò posso così farmi aiutare dagli animali per quanto riguarda gli aspetti relazionali.

 Ma quando hai incominciato a lavorare con gli animali?

 Ho incominciato a lavorare con un cane di un mio amico che conoscevo molto bene,valutandolo idoneo a svolgere tale l’attività. In seguito visto i successi ottenuti, insieme all’ente Chiossone si è pensato di investire nel progetto di prendere in carico degli animali; è stato così scelto Nemo, un cagnolino piccolo e nero, selezionato dall’associazione Robert Hollman  che ha inventato il metodo. L’unica incognita è che era cucciolo, mentre per questo tipo di lavoro si scelgono cani adulti già formati caratterialmente , perché si può vedere meglio l’impronta della sua indole. Avendo  preso un cucciolo ho avuto la possibilità di crescerlo di seguirlo sempre. Di fatto Nemo è un cane bravissimo e lo scopro ogni giorno di più. L’unica difetto è che essendo piccolo,  ha paura che qualcuno lo calpesti e quindi ha un modo di abbaiare fastidioso, ma lui è un cane che in stanza con i ragazzi  è fantastico.

 Parlami dei tuoi amici

E’ tre anni  che Nemo è con noi, ma che lavora effettivamente è un anno e mezzo. Poi è arrivata Rosa,un Cavalier King, al contrario del caso precedente la sua è stata una scelta mirata, infatti  aveva già 5 anni quando ci è stata donata da un allevatore. A me serviva un cane che si potesse gestire facilmente e Rosa ha tutte queste caratteristiche: la posso utilizzare  con i pluridisabili gravi,  metterla tranquillamente in braccio ai bambini, e un cane con il pelo lungo a differenza  dell’altro a pelo corto, per far sentire quindi la differenza di morbidezza al tatto.

La prerogativa in questo lavoro è che gli animali in generale devono vivere con il terapeuta che lavora con loro, quindi vivono a casa mia e sono io che mi occupo di loro.

  Quindi fammi capire, si sfata  anche un po’ l’idea che un cane non deve essere per forza di razza, Nemo meticcio ?

 Assolutamente si, ci sono delle razze senza dubbio più predisposte, come il Cavalier King , un cane molto tranquillo, i Labrador tendenzialmente lo sono anche se hanno esigenze diverse, perché nascono come cani da caccia, da riporto e hanno bisogno di correre, caratterialmente sono buoni come lo sono i Golden Retriver.

Per la Pet terapy, il carattere di un cane si conosce solo quando è adulto, all’incirca all’età di due anni.
Io non penso di essere un tuttologo. Io mi occupo di tutto ciò che riguarda la relazione tra animale e  bambino, per quanto riguarda invece la cura dell’animale e la sua scelta, mi appoggio a persone specializzate, come il veterinario che si occupa della sua buona salute della sua idoneità per poter lavorare con i bambini. Poi ci sono dei veterinari comportamentismi che si occupano di valutarne il carattere. Noi ci appoggiamo molto all’università di Pisa hanno parecchia esperienza in questi campi e hanno personale qualificato per fare questo tipo di lavoro, Nemo ad esempio è stato seguito da loro.

I gatti sono gatti normalissimi presi al gattile, si adattano benissimo viaggiano con me in macchina in moto, e sono stati anch’essi valutati idonei a svolgere questo tipo di “compito” .

 Esiste un addestramento per gli animali per questo lavoro?

 No non esiste i cani non vengono addestrati, per cui non c’è forzatura, è una libera relazione, se i cani e i gatti  vogliono interagire con il bambino lo fanno oppure no e viceversa se il bambino non ne ha voglia si fa dell’altro.

 come si svolge  una seduta di pet terapy?

 

Con i gatti ho dovuto rispettare il loro tempi diversi dai cani, nel senso che sono territoriali , il cane te lo porti dietro perché tu sei il padrone e lui sta con te, i gatti devono prima sperimentare capire il territorio.

Quando ho deciso di inserire i gatti in attività, gli ho portati un mese prima di incominciare a lavorare con i bambini, in cui loro stavano in stanza, poi ho incominciato a stare io con loro in modo che quando è entrato il bambino loro erano gia a loro agio, conoscevano gia l’ambiente e quindi hanno avuto più facilità a relazionarsi.

 Che ruolo svolge la  pet terapy nell’ambito della  riabilitazione? Quali sono i suoi  obbiettivi e quali i risultati?

 In realtà la pet terapy va ad agire su tutto ciò che  riguarda tutti gli aspetti e i problemi che si anno nella relazione, gli animali facilitano la relazione tra bambino e riabilitatore,perché gli animali hanno un modo di comunicare molto più semplice molto più diretto e lineare, e questo fa si che il bambino mettendosi in relazione con l’animale poi entri anche in relazione con il riabilitatore e quindi quello che io voglio raggiungere, gli scopi che mi sono prefissato con l’aiuto dei miei piccoli collaboratori gli raggiungo più facilmente che con l’approccio diretto solo con il paziente.

Quanto è difficile instaurare un rapporto tra animale e paziente, e come si superano le eventuali difficoltà?

Dipende un po’ dal tipo di relazione che ogni persona ha con gli animali e i suoi vissuti. Per la maggior parte dell’utenza che abbiamo noi è legata al fatto che non si conoscono, chi non ha un gatto in casa o un cane, difficilmente riesce a relazionarsi; tu per strada vai e la prima cosa che senti è il cane che abbaia, comunque ti mette un po’ di timore questa cosa. I gatti se non hai qualcuno che ha dei gatti molto buoni non riesci ad avvicinarli, sono in concretamente entità che tu non conosci .
Ho avuto ad esempio una ragazzina  non vedente, che aveva paura dei cani e dei gatti.  Ho deciso con lei di incominciare a lavorare tanto con i gatti, che mi  hanno permesso  un approccio più rispettoso dei tempi di questa ragazzina , abbiamo fatto tutto un lavoro di conoscenza, per cui seguendola piano piano si è avvicinata ai gatti e i gatti si sono avvicinati a lei, ha incominciato a toccarli pur avendo ottomila paure; con il tempo gli ho spiegato come erano fatti, le loro abitudini, e con il passare del tempo si è instaurata una relazione molto bella, cosa che avviene soprattutto con i gatti.
I gatti in questo  lavoro mi hanno stupito tantissimo hanno fatto cose che mai più avrei pensato che potessero fare. Con questa ragazzina non vedente la gatta femmina si faceva trovare sempre nello stesso punto. Noi entravamo in stanza la prima cosa che si faceva era sedersi sul tappeto e levarsi le scarpe, questa gatta si faceva trovare su un cuscino alla stessa distanza esatta  di un braccio dalla ragazzina, per cui  lei autonomamente sapeva che se la voleva toccare  bastava allungare il braccio. Non lo faceva con nessun altro.  

 Le differenze sostanziali tra l’approccio del paziente con il gatto o con il cane e con quale dei due animali è più difficile instaurare un rapporto di fiducia ?

 Il gatto e il cane hanno caratteristiche diverse, Difficilmente definisco il gatto come un animale indipendente,sono sicuramente più lenti ad entrare in relazione con la persona, il gatto deve essere lui motivato a venirti a cercare,il cane se c’è il padrone di mezzo fa le feste a tutti,è molto più partecipe; il gatto invece deve conoscerti deve prendere confidenza, anche se ci sono io per loro non è una cosa importante. I loro tempi sono sempre quelli che decidono loro. Proprio per questa loro prerogativa per alcuni bambini,funzionano meglio i gatti dei cani, tipo quelli che anno un’ agressività maggiore o sono esagitati, se gli mettessi  Rosa che si fa far di tutto senza protestare lo strapazzano;non va bene cosi perché  in vece i bambini devono imparare a relazionarsi con gli animali, se un bambino invece strapazza un gatto questo scappa e non si fa più trovare.

Io con alcuni bambini ho passato intere sedute senza che loro vedessero i gatti, perché  comunque entravano iniziavano a urlare a correre per la stanza e i gatti si nascondevano e non uscivano.

Piano piano lavorando con il bambino facendogli  capire che se lui sapeva aspettare il gatto sarebbe arrivato. Si ottengono però dei buoni risultati .

La differenza sostanziale è questa hanno caratteristiche caratteriali diverse quindi a seconda del bambino decido di lavorare con gatto o con il cane. Il gatto lo devi conquistare è un vera e propria conquista quando arriva a relazionarsi con te è proprio un a gioia immensa, magari hai passato 3 sedute senza neanche vederli ma sapendo che cerano,e adesso lo puoi toccare.

Lavori solo con bambini non vedenti  ?

Il mio lavoro è abbastanza difficile,  mi occupo di  bambini e pazienti che hanno problemi relazionali, a settembre parto con una serie di valutazioni con i bambini autistici, devo trovare un canale di comunicazione con questi pazienti e l’animale ti aiuta in questo,  non parlano,è tutta una comunicazione corporea, è tutto  basato sul contatto sulle sensazioni. Noi invece ci mettiamo di mezzo le parole complicando un po’ tutto in realtà , loro no , ti fanno capire le cose attraverso il loro corpo la loro gestualità.

Sembra quasi che gli animali parlano la stessa lingua di questi ragazzini?

 

Si è un rapporto completamente diverso e più facile in realtà, se noi imparassimo a non riempire troppo di parole ma se comunicassimo di più con attraverso il  corpo , sarebbe più facile. Tutti andiamo a sensazioni nella comunicazione, tutto è legato a come ti poni tu, a come si pone l’altro, è tutto un trasmettersi delle sensazioni molto forte .

Tornando all’inizio hai detto che hai lavorato prima con i cavalli perché non hai scelto di continuare a lavorare con loro e che differenza c’era?

In realtà noi come Istituto Chiossone ci siamo sempre appoggiati a loro e quindi non c’è mai stata questa esigenza.

Lavorare con il cavallo è una modalità completamente diversa, ti permette di esercitare  un controllo sull’animale, di essere tu a dver comandare il cavallo, nei movimenti, aumenta l’autostima la capacita del ragazzino di imporsi si instaura una bella relazione; ti permette di avere un contatto corporeo molto diretto.

 

Si può quasi dire che si può incominciare con i gatti e i cani per finire con il cavallo come terapia ?

 

Si è un percorso che ha un senso farlo cosi gradualmente si acquistano consapevolezze diverse. Con gli animali domestici hai una serie di protezioni che all’inizio ti aiutano come lavorare in un ambiente adatto confortevole, con i cavalli lavori all’aperto, c’è tutta una serie di variabili diverso, i cavalli mantengono più un carattere istintivo  forte, se si spaventano o c’è da scappare, scappano.

 Come vivono gli animali con il loro”lavoro” e se soffrono di stress e soprattutto come si manifesta lo stress in un animale?

Si stancano. Si stanca forse più Nemo che Rosa, perché non essendo  in casa è più allerta controlla ogni mio movimento per capire se esco dalla stanza, cosa faccio o cosa non faccio, per cui si stanca più facilmente e quando arriviamo a casa è bello morto. Per assurdo lui si stanca di più quando è in ufficio con me e non fa niente che quando è in stanza con i bambini,perché avendo stabilito un settin di un certo tipo e sapendo che li gli vengono richieste determinate cose, lui è molto spontaneo molto diretto  nel rapporto con i pazienti, perché sa che io sono li con lui e non me ne vado. Invece in ufficio sa che posso uscire, muovermi, e quindi si agita di più. Rosa non ha problemi ha un carattere diverso lei dorme ovunque dovunque la metti dorme e si stressa meno senz’altro. 

 Ho sentito che ci sono dei veterinari che si occupano dei cani stressati sono sempre li a Pisa?

Si, esiste questo centro nel quale l’animale viene visitato e curato in base al suo grado di stress.Solitamente è una terapia comportamentale, però a volte possono ricorrere a dei farmaci molto leggeri e adatti a loro, per aiutare a superare questo stress. In realtà la maggior parte dei problemi legati allo stress sono errori e comportamenti sbagliati dei padroni. Non rispettano i loro bisogni; fare lunghe passeggiate, portarlo fuori almeno tre volte al giorno,stare con loro e dedicargli del tempo.

Molte persone si limitano a lasciarli in giardino ore ore, convinti che se voglio “sporcare” hanno la possibilità di farlo, ma il giardino non è altro che un prolungamento di casa, il cane tenderà a sporcare poco perché comunque è il loro territorio. I maschi soprattutto hanno bisogno di uscire di sentire gli odori degli altri cani di marcare il loro territorio ed essere attivi.

Grazie Alessio per il tuo prezioso aiuto a farci comprendere meglio un lavoro così particolare che è davvero molto importante per aiutare tante persone che vivono quotidianamente molte difficoltà.

Crediamo che persone come te, possano davvero far vivere a loro esperienze uniche e bellissime.

Complimenti per aver fatto questa scielta!

Intervista a sei mani con Lucio, Daniela e Patrizia

 


gen 19 2010

Medici a quattro zampe

Tag: Pet Therapy e cani guidapatrizia @ 10:43 am

Il Corriere della Sera del 17-01-2010

I «service dog» in aiuto di malati e disabili. Non solo cani-guida: dagli Usa nuova tendenza

Utili anche a epilettici, diabetici, paraplegici

Ci sono quelli addestrati a portare al padrone la scatoletta dei farmaci. Altri invece, in caso di malore, recuperano un telefono portatile e chiamano

un numero d’emergenza premendo un tasto speciale o aprono la porta e accompagnano i soccorritori. Medici a quattro zampe, verrebbe da ribattezzarli senza

offesa per i camici bianchi bipedi. All’estero, i cani da ausilio sono ormai un’istituzione. E non parliamo soltanto della storica funzione di accompagnamento

dei ciechi.

I cani-guida sono stati i precursori e tuttora svolgono un ruolo fondamentale nella vita di migliaia di non vedenti o ipovedenti. In Svizzera, Germania

e Austria, nazioni «madrine» dei servizi di cani-guida, prima, ma soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, poi, gli amici dell’uomo si sono specializzati

e godono anche di uno status giuridico particolare. Cani da caccia che «fiutano» il tumore al polmone, alla mammella o alla vescica o che sono capaci di

prevedere un attacco epilettico hanno dato vita all’ipotesi di una «cinodiagnostica». La prestigiosa Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, ha dedicato

ai service dog un lungo articolo nella sua ultima newsletter, riconoscendone l’importanza in molte patologie.

Oltre ai cani che assistono i pazienti in carrozzina, ci sono i «Fido» specializzati per chi ha problemi di udito. Gli allevamenti statunitensi di organizzazioni

come Delta Society, International association of assistance dog partners o Service dog central forniscono addestramento specifico ai cani al servizio di

diabetici, autistici, malati di Alzheimer o di Parkinson o con problemi psichiatrici. I cani imparano così ad accorgersi quando il livello di zucchero

nel sangue è basso, annusando l’alito del padrone. Gli animali di taglia più robusta sono allenati anche come stunt-dog: si gettano davanti ai padroni

per attutire una caduta oppure riescono a rimetterli in equilibrio se barcollano.

E in Italia? Abbiamo una grande tradizione nel campo dei cani-guida per ciechi con due scuole nazionali: quella di Scandicci (Firenze), che nel 2009 ha

festeggiato gli 80 anni di vita, e il servizio cani guida Lions di Limbiate (Milano) la cui fondazione risale a cinquant’anni fa. Nel 2001, inoltre, la

Regione Sicilia ha istituito aMessina il Centro «Helen Keller» dell’Unione Italiana Ciechi. Sul versante dei serviceperò, siamo ancora indietro. Oltre

alla mancanza di una cultura diffusa e quindi di una richiesta da parte della gente, i centri non sono neppure attrezzati.

L’unico progetto pilota, è decollato a Scandicci nel 2008. Brina, un pastore tedesco di 10 anni, Ekimi, pastore svizzero di 2 e Leo un meticcio di 3 anni

hanno imparato a lavorare in team con i loro padroni, costretti su una sedia a rotelle: dall’apertura delle porte, all’uso del telesoccorso fornito dalla

Asl. A fine ottobre, le tre «coppie» hanno fatto una dimostrazione pubblica delle loro abilità. «Il progetto si concluderà quest’anno dice Massimo Baragli

e già una decina di disabili ne hanno fatto richiesta» .

Ruggiero Corcella


gen 19 2010

Invito speciale!

Tag: Pet Therapy e cani guidapatrizia @ 10:30 am

Questo è un invito speciale ad un convegno molto particolare ed interessante che si svolgerà il prossimo 6 febbraio sul tema della relazione uomo-animale dal punto di vista sociale.

Uno dei relatori sarà Silvia Olivotto, amica del nostro blog.

SILVIA OLIVOTTO, Presidente asd Passodopozampa®, Psicologa Psicoterapeuta, membro equipe Riabilitazione Equestre Circolo Ippico Entella, Tecnico della riabilitazione Equestre, Tecnico Federale di Equiturismo F.I.S.E. , specializz. Esperto in Pet – Therapy presso l’Università degli Studi di Genova, Referee Pet Operator in zooantropologia applicata

FISE REGIONE

LA RELAZIONE UOMO-ANIMALE COME VALORE SOCIALE: L’APPROCCIO ZOOANTROPOLOGICO ALLA PET THERAPY.

ESPERIENZE NAZIONALI E LIGURI A CONFRONTO.

GENOVA, 6 FEBBRAIO 2010

INVITO

BIBLIOTECA BERIO

SALA CHIERICI

16121 GENOVA, Via del Seminario, 16

Programma

Ore 14.00

Registrazione dei partecipanti

Ore 14.30

Apertura dei lavori con la presentazione da parte della Responsabile dei Servizi per Kira e del Presidente dell’associazione Passodopozampa®

Relatrice: SILVIA OLIVOTTO, Presidente asd Passodopozampa®, Psicologa Psicoterapeuta, membro equipe Riabilitazione Equestre Circolo Ippico Entella, Tecnico della riabilitazione Equestre, Tecnico Federale di Equiturismo F.I.S.E. , specializz. Esperto in Pet – Therapy presso l’Università degli Studi di Genova, Referee Pet Operator in zooantropologia applicata

Saluto del Presidente del Comitato Regionale Federazione Italiana Sport Equestri Liguria, GRAZIA BASANO REBAGLIATI

Primo ospite:

PAOLA ALLORI, Ricercatore Universitario Infantile, Cattedra di Neuropsichiatria Infantile, Università di Firenze; Coordinatore Tecnico Pratico e di Tirocinio Corso di Laurea in “Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva”; Docente e Membro del Comitato Ordinatore “Master Universitario di I Livello in Riabilitazione Equestre” Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Firenze; Membro del Comitato Direttivo —– Sezione per la Riabilitazione Equestre (“Sezione LRE”) della Associazione “Lapo” – Firenze.

“Applicazione della Riabilitazione Equestre nella Patologia Psichiatrica in Età Evolutiva”.

Ore 15.30

MARIA IGNAZIA MARRAS, Istruttore Federazione Italiana Sport Equestri, Istruttore Comitato Italiano Paralimpico per l’Equitazione, Animatore Pony, Istruttore Giovanile Centri CONI di Avviamento allo Sport, Tecnico Federale Specializzato in Riabilitazione Equestre, Tutor del Master Universitario di I livello in Riabilitazione Equestre, Università di Firenze, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Referente Comitato Regionale FISE Liguria – Dipartimenti di Riabilitazione Equestre ed Equitazione Paralimpica, Responsabile del Centro Federale di Riabilitazione Equestre Circolo Ippico Entella.

Con la partecipazione di Antonella Francini e Sara Damonte (per la parte filmata)

“La Riabilitazione Equestre come Riabilitazione Sociale”

Ore 16.00 Coffee B.

Ore 16.20

ROBERTO MARCHESINI, studioso di scienze comportamentali applicate, scrittore e saggista, direttore dei Quaderni di Bioetica, ha pubblicato numerosi articoli e ricerche sul rapporto uomo/animale e sulle applicazioni didattiche, consulenziali e assistenziali della relazione con l’animale. Past-President della Società italiana di Scienze Comportamentali Applicate (SISCA) è direttore della Scuola di Interazione Uomo Animale (SIUA).

“Dimensioni di relazione e attività assistite dagli animali”

Ore 17.00

FRANCESCA BALLALI , Pedagogista, etologa, Istruttore Cinofilo e Referee Siua in Zooatropologia Didattica e Assistenziale, direttore del primo Polo Zooantropologico sorto in Friuli Venezia Giulia, svolge servizi di consulenza pedagogica ed educativa nelle scuole materne, elementari e medie su territorio nazionale e internazionale. Attualmente segue un progetto all’interno del Reparto di Pediatria ed Onco ematologia pediatrica, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine. Il 15 ottobre 2009 ha ricevuto a Bruxelles l’encomio legato all’Innovation prize for women farmers” per aver realizzato “il metodo Ballali”.

“Il metodo Ballali: …..”

Ore 17.30

ELENA CHIARA GARONI, Medico Veterinario, Istruttore Cinofilo e Referee Siua in Zooatropologia Didattica e Assistenziale, si occupa di terapia del comportamento del cane e del gatto.

Socio fondatore di Spaziopernoi, è docente ai corsi per operatori di pet therapy, ai corsi di formazione per Referee, Educatori e Istruttori Cinofili, ai corsi di formazione per Operatori di Canile in diverse province italiane.

“ ………..”

Ore 18.00

Manuela Costanzo, educatrice, educatore Cinofilo e Referee Siua in Zooatropologia Didattica e Assistenziale, educatore ambientale. Collaborazioni: Comune di Genova, Labter Sanna, IAL Liguria, Charta srl, Università di Genova- DISTUM.

Responsabile dei servizi per Kira asd di zooantropologia applicata

“Pet therapy a scuola: momenti preziosi per favorire la crescita dei ragazzi in difficoltà, l’esperienza alla sez. Polo della scuola Mameli di Genova”

Ore 18.15

Dimostrazione pratica di un intervento in zooantropologia applicata con collaborazione dell’eDUCATORE cinofilo Danilo TORRISI ….. e di Kira

Ore 18.30

Chiusura dei lavori, ritiro questionari ECM e distribuzione attestati di partecipazione

PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI A :

KIRA, KIRAED………….…….cell: 3474585760

Asd passodopozampa®: www.passodopozamap.it

Psico@silviaolivotto.it cell: 335.8357855

IMPORTANTE: La partecipazione è gratuita ma si consiglia, dato il numero limitato di posti, di iscriversi entro il 20 gennaio 2010 mandando i propri dati (è possibile scaricare il modulo di iscrizione dal sito: www.passodopozampa.it oppure richiederlo a psico@silviaolivotto.it) a psico@silviaolivotto.it

Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione e …ECM


dic 10 2009

In sella le parole non sono un ostacolo

Tag: Pet Therapy e cani guidadaniela @ 11:14 am

La pet therapy con cavalli e asini attiva nei ragazzi la comunicazione.

MILANO – Cavalli, asini, cani e delfini per un intervento precoce sui bambini affetti da autismo. Sempre più neuropsichiatri considerano la compagnia di un animale un valido strumento complementare alle tradizionali terapie neurocognitive e comportamentali.
In Lombardia il punto di riferimento è il Centro di riabilitazione equestre di Niguarda a Milano, che da 25 anni applica l’ippoterapia nella cura delle patologie neurologiche. Segue un centinaio di pazienti d’età compresa tra i due e i 16 anni, disponendo di un maneggio coperto e di un paddock per sette cavalli.
«Si può iniziare un programma di riabilitazione a partire dai 18-24 mesi, su prescrizione medica e dopo una valutazione dell’équipe specialistica – spiegano dal centro –. Ogni seduta a cavallo dura circa 30 minuti e l’attività terapeutica è completata da un lavoro di gruppo a terra durante il quale i pazienti accudiscono i loro cavalli». Il contatto con un essere che, pur animato, non attiva richieste verbali aiuta i ragazzi autistici a utilizzare il proprio spazio fisico, corporeo e relazionale. Da alcuni decenni la stessa terapia può essere praticata con asini, cani e persino delfini: una sperimentazione, quest’ultima, intrapresa anche in Italia all’inizio degli anni Novantapresso il Delfinario di Rimini ma purtroppo sospesa nel 2002.
Visti i positivi risultati sui pazienti, la domanda di cure alternative che sfruttanole potenzialità del contatto con gli animali è in costante aumento. Lo dimostra la crescita di operatori del terzo settore che offrono programmi di pet-therapy (ad esempio Koiné Onlus di Arcore e Dog4Life di Bergamo). Una proposta “nuova” che va a integrarsi con i servizi offerti dalle tradizionali strutture di riferimento per le terapie neurocognitive, come l’Istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini, in provincia di Lecco, la Fondazione Don Gnocchi di Milano, specializzata sui disabili adulti, e il Centro per la cura e lo studio dell’autismo dell’ospedale San Paolo di Milano, che segue intorno ai 150 nuclei familiari, diagnosticando circa 80 casi di autismo all’anno.
Un’offerta, quella Lombarda, certamente di qualità, ma ancora insufficiente, se è vero che, come affermano molti genitori, al San Paolo di Milano «la lista di attesa fa paura tanto è lunga». «È un problema di risorse economiche ma anche di formazione – argomenta Carlo Hanau, docente di programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari all’Università di Modena e Reggio Emilia –. A differenza di quanto accade nei Paesi nordeuropei, da noi la pedagogia speciale ha poco spazio d’azione e risicate potenzialità occupazionali. Operano così pochi specialisti sull’autismo che siamo costretti a importarli dalla Gran Bretagna. Sarebbe invece fondamentale preparare una nuova generazione di educatori in grado di interagire con gli ospedali, le scuole e le famiglie. Ciò porterebbe a spendere meno in seguito, quando i ragazzi diventano adulti ». Un obiettivo, quello della formazione e del coordinamento fra gli enti territoriali esistenti, a cui da tre anni sta lavorando anche la Regione: «I servizi ci sono, ma occorre inizino a dialogare fra loro – spiegano i funzionari dell’assessorato alla Famiglia –. A Monza, Magenta e Cremona abbiamo finanziato con 600mila euro tre progetti sperimentali per sviluppare, proprio nell’ottica della compenetrazione fra soggetti pubblici e privati, una rete di interventi e opportunità a favore delle persone autistiche e delle loro famiglie.
I primi risultati sono stati positivi. Ora si tratta di estendere a tutto il territorio regionale queste modalità ».
(M. D. B.)

Press-IN anno I / n. 3241

Il Sole 24 Ore del 09-12-2009


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