giu 07 2012

Apre a Genova lo sportello Inail per l’orientamento e la promozione della pratica sportiva

Tag: Sportpatrizia @ 8:08 am

Inail Liguria: “Vogliamo sostenere e promuovere, tra i disabili da lavoro, la pratica sportiva e le associazioni che la rendono possibile, per favorire il reinserimento sociale e superare le problematiche conseguenti a un infortunio”

ROMA – Sarà attivo a partire da giovedì 7 giugno presso la sede Inail di Genova, in via D’Annnunzio, 76, lo sportello informativo Inail-Cip (Comitato italiano paralimpico). Presso lo sportello – aperto il primo e il terzo giovedì del mese in orario 10.00/12.00- sarà possibile acquisire informazioni in merito alle discipline sportive praticabili, le società sportive presenti in ambito territoriale e le modalità per accedere alle lezioni di prova. All’inaugurazione – prevista alle ore 11.30 – interverranno le principali autorità cittadine oltre ai responsabili dei due enti: per Inail, il Direttore Regionale Liguria, Alessandra Lanza, il Direttore della sede di Genova, Giuseppe D’Antonio e Flavio Giacinti, Dirigente Medico dell’Inail provinciale, per Cip, il presidente regionale, Gaetano Cuozzo oltre ad atleti e testimonial paralimpici di rilievo tra cui il campione mondiale nella disciplina handbike, Vittorio Podestà. Porterà la sua benedizione, il respon! sabile dell’Ordine dei Cappellani del lavoro, Mons. Luigi Molinari. Di particolare valenza il contribuito e la testimonianza di Vittorio Podestà e Massimiliano Tonon, campione paralimpico nazionale.

L’apertura di uno sportello informativo in collaborazione con il Cip risponde ad uno degli obiettivi cui l’Inail Liguria attribuisce particolare importanza: sostenere e diffondere, tra i disabili da lavoro, la pratica sportiva e le associazioni che la rendono possibile ai fini di favorire il reinserimento sociale e l’ efficace superamento delle problematiche connesse ad un infortunio. Le esperienze riabilitative INAIL hanno dimostrato, infatti, che la pratica sportiva assume grande rilevanza nel percorso volto al benessere psicofisico del disabile. Il Cip, Comitato italiano paralimpico, assume valore di interlocutore privilegiato in quanto è l’ente individuato dalla legge quale responsabile dello svolgimento della pratica sportiva da parte della popolazione disabile a qualunque livello e per qualsiasi tipo di disabilità. Inail e Cip, in tale ottica, auspicano che lo sportello informativo diventi un utile strumento per l’integrazione sociale dei disabili che chiama! in gioco la sinergia e la logica di rete tra istituzioni e rappresentanze sociali.

Articolo preso da Redattore Sociale del 05-06-2012


apr 27 2011

Queste belle storie di eroi quotidiani!

Tag: Esperienze, Sportpatrizia @ 10:27 am

Queste storie sono davvero fantastiche e fanno riflettere sul fatto che per certe persone, chiamiamole pure speciali, le difficoltà della vita, sembrano quasi non esistere. Per meglio dire, riescono a battere ogni giorno dei veri e propri record per riuscire a superarle! Leggete e fateci sapere!

L’Eco di Bergamo del 24-04-2011

«Il mio record è la vita. Altro che Olimpiadi»

BERGAMO. Se non citasse il marito tre frasi sì e una no, diresti che l’amore della sua vita è quel bel labrador dorato che sonnecchia là in soggiorno.
Certo, al suo cane guida Whisky, Maria Teresa Bettineschi deve tanto. Ogni giorno la accompagna dalla casa di Borgo Santa Caterina al lavoro, alla Motorizzazione
civile, e ritorno. Poi a fare la spesa e agli allenamenti. È la sua guida, sono i suoi occhi.
«Ora ho Whisky, prima c’era Kira, un pastore tedesco. Ma soprattutto ho lo sport». Un aneddoto su tutti può essere la chiave di questa bella storia.
«Quando mi stavo preparando per Barcellona siamo andati in una tv locale e lì ho incontrato il mio ex professore di educazione fisica – spiega Maria Teresa,
44 anni, professione centralinista alla Motorizzazione e sposata con Giulio Gusmeroli, pure atleta iridato –. “Com’è che ora vai alle Olimpiadi, se alle
medie non correvi nemmeno a spararti?” mi disse».
Invece era lì pronta a partire per la sua grande avventura: sarebbe arrivata quarta negli 800 metri. Era il 1992, il suo allenatore e atleta guida era
Mario Poletti. Pensare che proprio il suo mister ricorda come lei, i primi tempi, si facesse accompagnare per mano.
«I problemi spariscono»
Facile capire come quelle Olimpiadi furono un’avventura, non la più grande. La vera sfida, per Maria Teresa, è stata l’autonomia. «Senz’altro lo sport
mi ha aiutata prima di tutto nella vita – spiega seduta nella sua cucina –, anzitutto a socializzare. Io venivo da un paesino di montagna, Dezzo di Scalve,
poi a vent’anni sono scesa a Bergamo e ho preso casa da sola. Diciamo che lo sport mi ha tenuto fuori da tante paturnie».
Contatti umani, ma anche una marcia in più per muoversi nella giungla della città. «In effetti anche i tanti esercizi di equilibrio fatti per l’atletica
mi sono serviti molto. Per esempio, io prendo tutti i giorni il pullman: alcuni hanno due, altri tre gradini. Se sei allenata, reagisci meglio di fronte
a queste variabili». Dettaglio non indifferente, per lei che a causa di una grave malformazione alla retina è diventata cieca. Nei suoi ricordi, i colori
e le parole scritte sul vocabolario di francese. Poi il buio, ma anche l’amore di suo marito, ipovedente, gli amici e lo sport.
«Ho conosciuto Giulio al Saletti di Nembro, era il 1988. Ci allenavamo 4-5 giorni la settimana, anche al campo delle Valli oppure al Lazzaretto, per gli
allunghi. Ci siamo sposati il 1° settembre del ‘90, al mio paese». Lui ha da poco lasciato il suo lavoro di massofisioterapista al Policlinico di Ponte
San Pietro, è in pensione.
Un po’ di risultati
«Ha partecipato a quattro Olimpiadi» dice orgogliosa la moglie, che da parte sua ha all’attivo due Europei, a Caen in Normandia nel ‘91 (prima degli 800
e seconda nei 400) e nel ‘93 a Dublino, da dove si portò a casa due bronzi, nelle stesse specialità. Poi c’è il quarto posto a Barcellona e, dal 1988 al
‘94, i campionati italiani, ma lì «non era neanche difficile arrivare tra i primi» ammette. Sempre alla voce risultati, Maria Teresa preferisce parlare
del marito: «Faceva mezzofondo e maratona e, dal ‘92, tandem». New York 1984, Seoul 1988, poi Barcellona (‘92) e Atlanta (‘96): ecco il full di Giulio
Gusmeroli, quattro Paralimpiadi con piazzamenti sempre tra i primi sette.
Oggi li vedi nella loro casa e capisci che i problemi non sono loro a farseli. La spiegazione? «Siamo fortunati perché abbiamo tanti amici, tante persone
brave che ci hanno aiutato». (M. Tode.)


feb 01 2011

Arcieri 5 stelle per vivere le emozioni del tiro con l’arco

Tag: Sportlucio @ 11:02 am

Vi presentiamo ora, una realtà che da anche a chi una disabilità, l’opportunità di provare le emozioni del tiro con l’arco.
Parliamo dell’associazione Arcieri 5 stelle, un centro della provincia di Savona, che appunto consente anche a molti disabili, di potersi appassionare a questo sport.
Abbiamo contattato tale associazione, per farvi spiegare come un disabile possa avvicinare alla pratica del tiro con l’arco, e quali soprattutto sono i disabili che meglio possono essere inseriti in questo tipo di attività.
Quindi se avete il desiderio di provare l’esperienza di praticare questo sport, ascoltate cosa hanno da dirci questi nostri amici:

“Possono praticare il tiro con l’arco persone con handicap che non interessi
gli arti superiori, compresi i non vedenti. I non udenti invece sono esclusi
per motivi di sicurezza, in quanto i comandi di attenzione e di pericolo
vengono dati anche solo acusticamente.
I non vedenti, o ipovedenti, devono essere accompagnati da un assistente e,
se vorranno procedere nella pratica del tiro con l’arco, dovranno
procurarsi, con la nostra consulenza, l’attrezzatura necessaria alla mira
tattile.
Per gli altri tipi di handicap, per esempio paraplegia, chiediamo un
incontro con una persona che conosca l’escursus medico dell’arciere.
Per tutti è necessaria la presentazione di un certificato medico di sana e
robusta costituzione.
La nostra Associazione è inserita nel circuito “Savona Provincia per Tutti”.”

Associazione Arcieri 5 stelle
Campo e sede sociale località Reverdita – Stella San Giovanni (sv).
Sede legale corso Mazzini 22/10 17100 Savona
Numeri telefonici:
019/804.220
Cell: 339 793.59.58
info@arcieri5stelle.it

A.S.D. Compagnia Arcieri 5 Stelle
(03018)
http://www.arcieri5stelle.it/


dic 23 2010

Tennis club Garlenda un altro esempio di sport per tutti!

Tag: Sportlucio @ 10:23 am

Ora vi presentiamo, un’altra realtà della Liguria che si pone la mission dello sport per tutti.
Stiamo parlando del tennis club di Garlenda (Sv), che è un centro affermato nella nostra regione nell’ambito di questo sport, che ha deciso di dare spazio anche ai disabili.
Il tennis club Garlenda quindi, vuole contribuire a dimostrare, che lo sport può essere una strada giusta da seguire, per abbattere quelle barriere sociali, che spesso incontrano le persone con disabilità.
Mario Pasquini, maestro del tennis club Garlenda, ora ci spiegherà come è nato il progetto “tennis per disabili”, e ci darà delle info su quanto è stato fatto negli anni scorsi, e su ciò che c’è in programma per il nuovo anno.
Pasquini però nel suo intervento, non nasconde un’po’ di rammarico perché per ora il progetto tennis per disabili, non è decollato come era nelle intenzioni del centro.
Naturalmente noi di Liguriaccessibile speriamo che dare uno spazio sul nostro blog al tennis club, possa essere anche un modo per far conoscere meglio, un altro bel esempio di sport per tutti.
Dunque ora lasciamo la parola al sign Pasquini, che così vi farà apprezzare, quanto il suo centro fa per i disabili che vogliono coltivare la propria passione per il tennis.
“Come si può vedere sul sito, il nostro club si occupa anche di tennis per disabili.

Fino a due anni fa avevamo un giocatore in carrozzina formato dalla nostra struttura poi, per sua scelta, ha cambiato associazione.

Noi continuiamo a proporre un progetto di questo genere ma fino a oggi non abbiamo avuto alcun riscontro, se non un corso per un gruppo di ragazzi con problemi
psichici e relazionali dell’ Istituto Isah di Imperia, che ormai è al terzo anno consecutivo di tennis.

Da due anni organizziamo un torneo nazionale in carrozzina con giocatori provenienti da tutto il nord Italia con un buon numero di partecipanti.

Il prossimo anno lo faremo nel periodo che va dal 24/06 al 27/06/11.

Abbiamo anche organizzato un’ amichevole Italia – Francia di tennis in carrozzina; da tempo ho potuto confrontarmi con il tecnico francese responsabile
del tennis in carrozzina, cogliendo ottimi consigli da trasmettere in futuro ad altri giocatori, se riusciremo a reclutarne qualcuno.

Sperando di essere riuscito a darvi un po’ di informazioni, Vi saluto e ringrazio”.

T C Garlenda A.S.D. via Roma 111 17034 Garlenda (Sv).
Tel e fax 0182 58.50.28
E-mail:
tcgarlenda@gmail.com
sito web:
http://www.tcgarlenda.it/


set 17 2010

GS ARAGNO UN RIFERIMENTO A GENOVA DELLO SPORT PER TUTTI

Tag: Sportlucio @ 11:04 am

Gs Aragno, nuoto senza barriere.

Parliamo ora di un impianto sportivo di Genova, che consente davvero a tutti, di praticare sport senza limiti.
Ci riferiamo a Gs Aragno di Genova Pra, una piscina, che si è posta il fine di garantire proprio a tutti, la possibilità di fare nuoto il più agevolmente possibile.
Ora il gruppo sportivo Aragno, ci spiegherà, quali sono le principali attività riabilitative che vengono svolte all’interno dell’impianto.
Ci segnala anche, quali eventuali ausili, sono disponibili per coloro che hanno determinati handicap motori.
Il tutto ci viene riferito, da Marco Ghiglione, direttore del GS Aragno.
“L’impianto ha a disposizione un sollevatore idraulico per agevolare l’ingresso e l’uscita
della vasca.
Tutta la medesima è profonda i 2,20 metri e la temperatura
dell’acqua non supera i 28 gradi.
Lo precisiamo solo perché siamo consapevoli che potrebbe essere un problema
per alcuni handicap.

Attività Rieducativa
Presso l’Aquacenter Pra’ – I Delfini è possibile effettuare sedute di rieducazione motoria in acqua con operatori professionali qualificati.

RIEDUCAZIONE MOTORIE SEDUTE SU APPUNTAMENTO CONCORDATO CON LA SEGRETERIA

Che cosa si intende per riabilitazione motoria?

La riabilitazione motoria si occupa dei disturbi di movimento. In particolare aiuta a migliorare la capacità funzionale, ad alleviare i sintomi, e a migliorare
la qualità della vita in pazienti con handicap ortopedico e/o traumatologico. Le sedute di rieducazione motoria si indirizzano a soggetti che soffrono di algie in genere (lombalgie, doralgie, cervicale, sciatalgie, scogliosi etc.)
e a chi necessita di recupero post traumatico (in seguito a sedute fisioterapiche).

A chi si rivolge la riabilitazione motoria in campo sanitario?

A tutti coloro che, a seguito di eventi patologici di varia natura (traumatici, ortopedici, neurologici, ecc.), hanno subito una riduzione delle abilità
motorie e funzionali. Oltre al recupero di competenze funzionali perse, la riabilitazione motoria si dedica all’evocazione di competenze non comparse nel
corso dello sviluppo (ad esempio nelle paralisi cerebrali infantili) e si propone di porre una barriera alla regressione funzionale nelle patologie cronico
- degenerative (artrosi, artrite, reumatoide, ecc.).

Che ruolo svolge la riabilitazione in acqua?

Un ruolo importante. Le proprietà fisiche dell’acqua, principalmente densità e viscosità, determinano sul corpo in immersione effetti che facilitano il
ripristino di abilità motorie perse. la riduzione del peso corporeo, ad esempio, legata alla spinta di galleggiamento, aiuta il movimento nelle situazione
di debolezza o di “dolore” legato al carico. La viscosità dell’acqua permette un lavoro “contro resistenza” senza l’applicazione di resistenze e sovraccarichi.
la pressione idrostatica stimola il ritorno venoso dalle estremità degli arti.

Tutti coloro che necessitano di riabilitazione possono farla in una piscina?

Non sono molte le controindicazioni all’immersione è tuttavia importante affidarsi alla valutazione del medico e del fisioterapista prima di intraprendere
un percorso di riabilitazione in acqua. Il corso viene suddiviso in una prima parte di ginnastica dolce su bordo vasca e successivamente con esercizi in
acqua.”
Il direttore Marco Ghiglione, ci ricorda, che le tariffe per i portatori di handicap, sono le stesse previste per gli altri utenti.
Se il disabile è accompagnato, l’altra persona entra gratis.
Non vi sono difficoltà per la disponibilità degli spogliatoi, anche se viene consigliato agli utenti disabili, di frequentare l’impianto al mattino.

Per altre info, vai su:
http://www.gsaragno.net/


lug 29 2010

Quando lo sport abbatte ogni barriera

Tag: Interviste, Sportpatrizia @ 12:09 pm

Leggendo questo articolo,ho subito associato la forza e la determinazione di questo ragazzo, a quella del nostro amico Mirko!

Infatti, come avrete gia avuto modo di leggere sul nostro blog, Mirko è un grande sportivo e un gran lottatore per la difesa dei diritti delle persone con difficoltà. È sempre in prima linea, non solo quando è in una gara di okey in carrozzina, ma anche quando deve rivendicare un suo sacrosanto diritto di poter tranquillamente muoversi in strada, senza dover incontrare ostacoli di ogni genere, fisici e mentali!

Sono le persone come William e Mirko, che danno un esempio fantastico di come lo sport e il coinvolgimento in molteplici interessi, aiutino a combattere l’emarginazione e la solitudine che molto spesso travolgono le persone disabili.

SuperAbile.it del 29-07-2010

William Russo, il sergente di ferro della scherma azzurra

Punta di diamante della nazionale di scherma in carrozzina, William Russo si racconta: lo sport, la scherma in carrozzina, le vacanze mancate, la disciplina

ferrea, lo studio, la vita privata. E la spada, il solo immenso amore che non l’ha tradito, regalandogli medaglie di caratura mondiale

ROMA. Ha 33 anni, William Russo, siciliano di Palermo, colori scuri, sguardo intenso e fiero tipico della sua terra. E tanta vita alle spalle, pur con

un’età anagrafica ancora relativamente bassa. Ha una tetra paresi spastica sin dalla nascita, causata da un danno cerebrale che provoca disfunzioni, nel

suo caso, del linguaggio e della mobilità degli arti. Una condizione, questa, che però non ha posto limiti ai suoi tanti obiettivi, sportivi e personali.

Agli osservatori più attenti delle cronache paralimpiche, il suo nome non sarà sconosciuto: perché William, talento della scherma in carrozzina, ha vinto

tanto, in quasi tutte le competizioni internazionali che l’hanno visto scendere in pedana ed ancorarsi alla carrozzina. Uno sport statico per definizione,

la scherma paralimpica, ma, nel suo caso, la carrozzina è un trampolino per tuffare lontane le braccia, velocissime e precise, e fare stoccate vincenti.

Ultimo atto, due giorni fa, l’oro alla Coppa del Mondo di Varsavia nella spada, la sua preferita (“solo perché è la prima arma che ho praticato”, dice)

condito da un bronzo nel fioretto, “con cui tiro da meno tempo però”, che fa salire alle stelle la sua soddisfazione.

Nella vita di William lavoro e studio occupano una parte importante. Dopo le superiori si è iscritto alla Facoltà di Chimica: “Mi mancano 8 materie, ed

è fatta”, poi lavora in una azienda di telecomunicazioni. L’amore? “Hmm…è meglio cambiare capitolo”, dice, perché è stato sposato ed ora è separato,

e molto c’entra `un’amante’ ingombrante, la scherma appunto.

E’ una passione travolgente, un amore dichiarato che riempie la sua vita, e che ora che è estate, e tutti pensano al meritato riposo, non consente altre

vacanze, “già la trasferta di Varsavia lo è stata. E le ferie vanno conservate per i prossimi Mondiali di Parigi, a novembre, ed eventuali raduni che li

precederanno. Quindi, niente vacanze”.

Tutta disciplina, William Russo, quella che, andando a ritroso nel suo palmares, ha fruttato 6 ori in coppa del mondo, tutti nella spada, più un argento

mondiale, due europei. Quel che conta, però, non è la somma, è la volontà caparbia che sta dietro.

Come si diventa campioni di scherma a Palermo (è tesserato con la Pol. Voglia di Vivere, ndr), in un sud che spesso è accusato di offrire poco agli sportivi

disabili?

“Nel mio caso, Palermo mi ha offerto tanto. Sin dalla scuola, dove ho cominciato a fare sport. Prima ho praticato l’atletica leggera e il tennistavolo,

poi, 7 anni fa, l’incontro con la scherma in carrozzina, al CASP (Centro Avviamento allo Sport Paralimpico) della mia città. Mi sono seduto, ho provato

e ho voluto continuare”.

Fino al 2005, quando Fabio Giovannini, Responsabile Tecnico degli azzurri, lo nota e lo porta con sé in Nazionale. Da allora, comincia un’avventura ai

piani alti della scherma, dal futuro già scritto

“Devo dire che ho un grande maestro che mi segue, a Palermo, Massimo La Rosa, e anche Fabio ha notato grandi miglioramenti e progressi, da cinque anni

a questa parte. Credo sia soddisfatto, e ogni volta si raccomanda di continuare ad allenarmi, sempre”.

Quanto impegno richiede, prepararsi ad una Coppa del Mondo?

“Di norma sono in palestra tre volte a settimana. A ridosso dell’evento, però, mi alleno tutta la settimana”.

La tua scaramanzia, se ce l’hai, e come festeggi dopo i tuoi successi?

“Ho un guanto che è il mio amuleto. Sempre lo stesso, da sette anni. Un po’ usurato, ma guai a chi me lo tocca. Poi fumo una sigaretta a pochi minuti dalla

discesa in pedana. Dopo aver vinto, si beve qualcosa, ma nulla di speciale, perché il giorno dopo ci sono altre gare e bisogna stare in sesto”.

Un messaggio a tutti i ragazzi disabili

“Fate sport, aiuta tanto. A socializzare, ad uscire da casa, soprattutto. A trovare un sacco di amici. A viaggiare, conoscere il mondo e aprire la mente”.

Un augurio che fai a te stesso? Magari partecipare a Londra 2012, sarebbe la tua prima volta…

“Neanche per sogno, non ci penso a Londra. Adesso penso solo ai Mondiali di Parigi e a far bene. Poi si vedrà”.

Cauto, modesto, rigoroso. Non sbaglia una risposta, William sergente di ferro, che procede a ritmo di marcia verso il prossimo successo sportivo. Anche

se qualche sbaglio è capitato anche a lui, che dice: “Di sicuro, la prossima donna dovrà amare la scherma”, quanto lui. E comunque è presto: in amore,

per William, ancora per un po’ è tempo di stare in guardia. (A cura del Cip)


mar 30 2010

Gruppo sportivo AnffasLiguria un riferimento a Genova dello sport per tutti

Tag: Genova e dintorni, Sportlucio @ 1:38 pm

Gruppo sportivo AnffasLiguria, per vincere ogni sfida.

Vi parliamo ora del Gruppo sportivo, AnffasLiguria, che promuove nella nostra regione, lo sport per tutti.
Maria Lorenza Mellina che fa parte del gruppo, ci spiega le attività principali, non tralasciando cenni storici, e altre info di interesse generale.

“NUOTO

- La Sciorba:

Lunedì, Mercoledì,

Venerdì.

- Centro Nuoto Sestri:

Martedì,

Giovedì.

- Sportiva Sturla:

Sabato.

GINNASTICA

- Presidio Anffas Via Parini:

Lunedì, Giovedì, Venerdì.

BOCCE

- Associazione Bocciofila

Genovese:

Martedì, Sabato.

ATLETICA

- Palestra Lago Figoi:

Sabato.

SCI NORDICO E ALPINO

- Entracque:

Previsti tre allenamenti stagionali.

Gruppo Sportivo Anffas Liguria

“Diverso è unico”

Associazione Sportiva Dilettantistica ONLUS

Via Della Libertà 6/6 16129 GENOVA

Tel.010 57 62 50 5
Fax 010 57 62 54 1

E-mail:
gr.sportivo@anffas-genova.it

Per la destinazione del tuo 5 X mille

C.F. 95009570102

BANCA CARIGE – Ag.7 Via della Libertà 17 Ar

Codice IBAN: IT92N0617501407000001761680

Chi siamo

Il Gruppo Sportivo Anffas Liguria opera da

circa vent’anni e attualmente offre l’ opportunità di svolgere attività sportiva a 120 ragazzi

con disabilità intellettiva, sia a livello agonistico che ricreativo.

L’ Associazione, inoltre, organizza e partecipa

a manifestazioni sportive, promuove attività

turistiche e di intrattenimento per i soci, come

fine settimana, gite e settimane bianche di sci

di fondo e discesa; organizza momenti di sensibilizzazione pubblica, anche in collaborazione

con altre associazioni che operano in ambito

sociale.

Le discipline sportive praticate sono l’ Atletica, le Bocce, lo Sci nordico e alpino, la Ginnastica artistica e ritmica e il Nuoto.

L’ Associazione è affiliata, per tutte le discipline al

movimento Special Olympics Italia e si avvale dell’esperienza e della collaborazione di istruttori federali, provenienti dalla federazione stessa e di figure

professionali.

La nostra Importanza

L’ importanza e l’ efficacia di questa associazione è

facilmente intuibile non solo per i ragazzi che trovano

nello sport una fonte di salute, divertimento e aggregazione sociale, ma anche per i familiari dei ragazzi e

per gli istruttori che provano la gioia e l’orgoglio di far

vivere agli atleti momenti di reale arricchimento emotivo e crescita psicologica.

L’ anno sportivo, che si svolge da Ottobre a Giugno,

vede impegnati i nostri atleti, con la gioia e l’ entusiasmo che li contraddistingue, in numerose trasferte,

tra le quali gli eventi Nazionali e Mondiali, promossi da

Special Olympics.

Lo sport è gioia e condivisione con la famiglia, è

un mezzo per favorire la crescita personale e la

piena integrazione delle persone con disabilità

intellettive e relazionali.

Lo sport permette esperienze educative e formative tanto concrete quanto coinvolgenti da

essere un punto di partenza per vincere le sfide

quotidiane, per migliorare l’ autonomia e realizzare consapevolezza e raggiungimento dei propri limiti”.
Ringraziamo Maria Lorenza Mellina, per averci descritto in maniera minuziosa, le principali attività che il Gruppo sportivo AnffasLiguria, svolge per abbattere ogni barriera verso la libertà di vivere lo sport pienamente.


mar 30 2010

Progetto Handarpermare per navigare in acque più sicure

Tag: Genova e dintorni, Sportlucio @ 10:58 am

Progetto Handarpermare, ad Imperia una realtà per vivere l’emozioni della vela.

Pietro Pozzoli, dell’associazione Handarpermareonlus (http://www.handarpermare.it/), ci racconta qualcosa di questa realtà, che consente anche a chi ha un handicap, di avere la possibilità di esplorare il mare e i suoi segreti.
Lemozione della vela, le belle sensazioni di stare tutti insieme, e vivere una avventura speciale!

“Progetto Handarpermare

Il progetto “Handarpermare” nasce come esigenza di creare una “realtà” in provincia di Imperia, in cui le persone disagiate dal punto di vista fisico, psichico e sociale abbiano la possibilità di vedere finalmente realizzata una concreta esperienza di socializzazione ed integrazione.
Niente di meglio quindi del poter vivere pienamente, insieme ad altri, le molteplici sensazioni che il contatto con l’elemento marino e la pratica della vela possono far nascere.
Un momento non soltanto di aggregazione, ma di reciproco arricchimento personale, anche a livello di curiosità e di voglia di apprendimento dei rudimenti della navigazione, come una vera e propria “Scuola del Mare”.
L’attività del progetto “Handarpermare” consiste nell’organizzazione di navigazioni in barca a vela a scopo di svago, di supporto a terapie riabilitative e di socializzazione.
Il programma relativo al Progetto si svolge principalmente nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre e Ottobre ma, visto il particolare clima della nostra Riviera, esiste la possibilità di sfruttare altri periodi meteorologicamente favorevoli dell’anno quali la primavera e l’autunno.

Le uscite in mare avvengono sia in settimana che durante il week-end e sono così suddivise:

- weekend di tre giorni (da venerdì a domenica)
- settimana (da sabato a sabato)
La base di partenza è ubicata nel bacino portuale di Imperia Porto Maurizio.
Le rotte seguite, sono quelle della Riviera di ponente, e della Costa Azzurra.
Il progetto oltre a lezioni di vela, prevede attività di studio dei cetacei, e biologia marina.
Tutte le attività del progetto Handarpermare, si svolgono a bordo di Estrella de mar II, una imbarcazione di 13 metri, con 4 cabine doppie e 2 bagni.
A bordo dell’imbarcazione è sempre presente un membro dell’Associazione handarpermare onlus (persona in possesso della patente nautica senza limiti e con adeguata esperienza), che in qualità di Comandante ha la responsabilità dell’equipaggio e della condotta della navigazione e da un aiuto comandante.
Il numero massimo delle persone imbarcabili, escluso il personale messo a disposizione dall’Associazione, può variare da sei ad otto a seconda dei casi.
Al momento, però la nostra attività, coinvolge soprattutto i disabili mentali, o con di sturbi intellettivi/relazionali.
Ciò perché i contributi pubblici, si sono fermati alle modifiche al pozzetto ovvero la parte esterna posteriore della barca.
Quindi per la discesa sottocoperta nella zona abitabile, ci si affida a metodi rudimentali, e non certo a pedane o quant’altro.
Per prenotazioni ed ulteriori informazioni:

Antonella Impetuoso
impetuoso@marine-life.org
347 75 48 72 2

Pietro Pozzoli
info@handarpermare.it
39 259 48 35 8″

Ringraziamo Pietro Pozzoli, per averci illustrato, le belle iniziative che la sua associazione porta avanti con grande entusiasmo.
Questa è una realtà davvero importante, che merita di avere un grande risalto.
Non dimentichiamo che collabora con l’associazione Handarpermare, anche Marine Life conservation, un’altra realtà davvero importante nel panorama delle attività marine in provincia di Imperia.
Come ci ha fatto notare Pozzoli, servirebbero maggiori contributi pubblici, per dare proprio a tutti l’opportunità di vivere le emozioni della vela.
Infatti ad oggi, le scarse modifiche per rendere accessibili le imbarcazioni anche ai disabili fisici, hanno reso più difficoltosa nonostante l’impegno dell’associazione, la partecipazione di quest’ultimi.
La speranza che presto qualcuno, possa aiutare questa realtà, nel suo percorso.
Perché ovviamente gli sforzi che fa per consentire a tutti di lasciarsi catturare dalla magia che sa regalare il mare, andrebbero premiati con un sostegno adeguato.


mar 03 2010

12 DOMANDE ALLA PRESIDENTE DELLA SQUADRA DI HOCKEY SU CARROZZELLA ELETTRICA AQUILE AZZURRE DI GENOVA.

Tag: Interviste, SportMirko @ 11:44 am

Intervista alla presidente della squadra di wheelchair hockey AQUILE AZZURRE.

1 ) come è nata questa squadra?

E’ nata a maggio 2008 per volontà di alcuni soci che già giocavano con un’altra squadra, ma che volevano formarne un’altra inserendo nuovi giocatori per la voglia di fare sport.

2 ) da quanto tempo praticate questo sport?
Io come giocatrice saranno già 8 anni e 2 da presidente, invece altri soci della squadra anche di più, circa 12 anni.

3 ) perché si è appassionata a questo sport?

Me lo ha fatto conoscere un ex collega invitandomi a vedere una partita, dopodichè mi ha invitato a provare e mi è piaciuto sentirmi protagonista di una attività sportiva, io, che ero sempre stata sugli spalti a guardare gli altri fare sport.

4 ) quali sono i vostri obbiettivi?

Aiutare altri disabili a fare sport e a socializzare e dal punto di vista sportivo cercare di vincere le partite e, quando si perde, migliorare gli errori in campo. Ed un giorno di partecipare alle fasi finali del campionato italiano.

5 ) per praticare questo sport che tipo di
disabilita bisogna avere?

Motoria di qualsiasi tipo, basta riuscire a muovere anche solo una mano per poter guidare la carrozzella tramite il joystick.

6 ) dove giocate e vi allenate e chi vi accompagna alle varie partite e allenamenti?

Gli allenamenti e le partite si svolgono presso la palestra di via Mogadiscio 88 a Genova Sant’Eusebio. Ci accompagnano nostri parenti, amici, colleghi o volontari di Progetto 80 (associazione di volontariato).

7 ) da quanti giocatori è formata una squadra?

Da 5 giocatori in campo e più le riserve, quindi si può arrivare anche più di 15.

8 ) una carrozzella elettrica quanto può costare?

Dai 4000 ai 15000 euro dipende dal modello che si sceglie.

9 ) cosa comporta gestire una associazione di questo tipo?

Comporta tanto tempo da dedicare all’organizzazione degli allenamenti e partite e per tutte le pratiche burocratiche annesse. Riunioni con la federazione per decidere date campionato e gironi, riunione soci per discutere i vari problemi e prendere decisioni, Organizzare trasporti per gli allenamenti e partite, seguire i progetti per richieste fondi, fare documenti necessari per le richieste di palestre o altro, andare a convegni e conferenze stampa.

10 ) quali sono le difficoltà che incontrate e cosa avete bisogno?

Le difficoltà le abbiamo nel trovare i volontari che ci aiutino ad andare a prendere i vari giocatori dalle loro abitazioni alla palestra o ai vari appuntamenti (convegni, riunioni, assemblee, interviste, feste ed altro) e anche nel trovare i mezzi adatti al trasporto di carrozzine elettriche che non sempre sono disponibili.

11 )  ora una domanda di tipo economico, quanto costa fare una attività come questa?

In un anno e mezzo di attività abbiamo speso circa 9000 euro, di cui 4000 per acquisto di una nuova carrozzina, 1500 di spese viaggi e benzina, 800 di generi alimentari per rinfreschi offerti alla squadra ospite e panini alle trasferte, 100 euro di spese telefoniche e fax, 200 di tasse, 100 di spese bancarie, 200 varie (spese postali bolli cancelleria e altro), 2100 spese sportive (acquisto tute caschi ecc. e manutenzione carrozzine).

12 ) un ultima domanda, quali sono i vostri i prossimi impegni?

In ordine cronologico abbiamo:
un torneo organizzato da noi e dalla associazione che gestisce la palestra, in cui andiamo a giocare ad allenarci, ASD VIVISEMM di sant’Eusebio.
Al torneo partecipano altre tre squadre oltre che le Aquile Azzurre:
BLUE DEVILS Genova, GIOCOPOLISPORTIVA Parma e DRAGONS Torino.
4 partite di campionato del girone di ritorno:
la prima il 20 marzo ad Albenga e le altre 3 a Genova di cui 2 in casa e 1 con l’altra squadra di Genova (derby),
la Coppa Italia contro i DRAGONS di Torino il 28 marzo.
Le partite in casa le facciamo presso la palestra Vivisemm di via Mogadiscio 88.


feb 24 2010

WHEELCHAIR HOCKEY IN LIGURIA

Tag: SportMirko @ 12:02 pm

WHEELCHAIR HOCKEY IN LIGURIA

UN PO’ DI STORIA

Il wheelchair hockey o hockey in carrozzina elettrica, è nato nei primi anni 70 grazie ad un gruppo di giovani olandesi affetti da distrofia muscolare che, vendendo alcuni loro amici disabili impegnati in altre discipline, volevano fare uno sport che fosse adatto alle loro particolari esigenze.

Dalla metà anni 80 questo tipo di hockey è presente in molti paesi europei ed anche negli Stati Uniti, in Canada ed Oceania.

In Italia è arrivato nel 1991, grazie al Gruppo Giovani della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), a cui non sembrava vero praticare uno sport già così diffuso all’estero.

Dal 1996 la FIWH (Federazione Italiana Wheelchair Hockey), dopo aver raccolto il testimone dalla WHL, cioè la Lega che fin dal 1995 si è assunta il compito di gestire il wheelchair hockey nel nostro Paese e nello stesso anno si svolse il primo campionato Italiano.

Da alcuni anni per vari motivi questo sport si è allargato ad altre disabilità, e sono cresciute le adesioni da parte di ragazzi e ragazze che hanno voglia di provare a praticare questo sport.

Ora il numero di squadre in iscritte al campionato Italiano sono 20, ma ci sono anche 3 o 4 squadre che si stanno formando o riformando.

LE SQUADRE LIGURI

Ad oggi in Liguria abbiamo 4 squadre, ben 3 di queste sono nel capoluogo ligure, e sono:

I “BLUE DEVILS”, nascono nel giugno del 1995. La loro fondazione si e’ creata grazie alle precedenti esperienze di gioco di due dei componenti della squadra, Marangoni e Ginesi.
Con il nuovo allenatore Merlino i diavoli blu aumentavano il loro livello di gioco fino ad arrivare al terzo posto nel campionato italiano. Ora vantano due giocatori in nazionale Veres e Ronsval;

gli “ALL BLACKS” sorgono nel 1997, da prima con il nome “GUFI”, dalla scissione con i “BLUE DEVILS”. Dal 2002 al 2005 gli All Blacks si sono qualificati alle fasi finali fino ad arrivare quarti grazie all’allenatore Ballone. Attualmente è 3 anni che non è iscritta al campionato, ma la squadra si è riformata e presto la rivedremo sui campi da gioco;

“LE TORRI” di Albenga sono nati nel 2004 grazie alla volontà di un giocatore degli All Blacks, Dindelli e alla UILDM di Albenga. Per il momento non hanno ottenuto i risultati sperati. Purtroppo il loro capitano e fondatore li ha lasciati, lui li guarderà dall’alto;

nel maggio 2008, 7 componenti degli All Blacks dopo un anno di riposo decidono di riprovarci, con una nuova squadra. Cosi nella sede di Progetto 80 Sampierdarena fondano le “AQUILE AZZURRE”. Oggi la squadra è composta da 10 elementi tra cui un ragazzo di 15 anni. Da un mese si stanno allenando anche 2 ragazzini di 10 e 11 anni che saranno il futuro della squadra.

In conclusione si può dire che le squadre liguri sono in aumento, e fanno ben sperare per poter ben figurare nel campionato nazionale.

Voglio fare un appello: andate a vedere questi atleti che danno tutto per questo sport e troverete anche tanto rispetto per l’avversario, cosa che si sta perdendo in discipline tanto acclamate e strapagate come il calcio.


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